Tag: questione

22 novembre 2017 0

Cosilam, Il presidente Zola interviene sulla questione degli odori nauseabondi

Di redazione
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“Conosciamo bene la problematica segnalata dai comitati che abbiamo incontrato, qualche settimana fa, insieme alla società AeA srl che da gennaio 2017 gestisce in house gli impianti di depurazione e le stazioni di sollevamento. Come abbiamo avuto modo di dire alle diverse associazioni siamo al loro fianco per risolvere insieme questa problematica. È importante evidenziare che i cattivi odori non vengono generati dal Cosilam o dalla società in house, ma dai reflui immessi nella rete. E proprio la società AeA ritiene che possa esserci anche la presenza di scarichi abusivi o difformi all’interno delle rete. Per questo dallo scorso mese di giugno ci siamo attivati per la sottoscrizione di un protocollo d’intesa con i Comuni territorialmente competenti e con la Provincia di Frosinone per l’avvio di controlli a tappeto in tutte le aziende dell’area industriale. Ad oggi siamo in attesa solo della Provincia per consentire la sottoscrizione dell’accordo coinvolgendo, così, tutti gli attori del territorio. Tuttavia ci sono anche progettualità specifiche che abbiamo elaborato per intervenire sugli odori e, anche, sugli episodi di sversamento dei reflui. Episodi sui quali ci sono indagini in corso essendo stata presentata una denuncia dalla società AeA per sabotaggio di uno degli impianti di sollevamento. Ribadisco, così come fatto nel corso dell’incontro e della corrispondenza con i comitati, la piena e totale volontà di collaborare fattivamente alla risoluzione di ogni problematica. Noi siamo al fianco delle associazioni, dei cittadini e del territorio”, lo ha dichiarato il Presidente del Cosilam Pietro Zola.

17 agosto 2017 0

Roccasecca: Mao in chiesa, la questione finisce in Regione Lazio

Di redazione

Roccasecca- Le gigantografie di Mao esposte per una importantissima mostra internazionale nella Chiesa di San Tommaso continuano a far discutere. Questa volta, l’eco dei burrascoso dibattito tra favorevoli e contrari alla scelta della location arriva in Regione Lazio. Nonostante la pausa estiva e il Ferragosto appena trascorso, la vicenda tiene i riflettori accesi su di sé. “E’ di queste ore la notizia di una mostra allestita nella chiesa di San Tommaso D’Aquino a Roccasecca, dove vengono riprodotte immagini del dittatore cinese Mao Zedong, finanziata dalla Regione Lazio. Già solo questi due elementi sono sufficienti per inoltrare un’interrogazione al presidente Zingaretti per avere chiarimenti nel merito”.

E’ quanto dichiara il capogruppo regionale di Fratelli d’Italia, Giancarlo Righini.

“Punto primo – sottolinea Righini – è inaccettabile che in un luogo di culto venga allestita una mostra dedicata ad un sanguinario dittatore, che fra le sue vittime ha avuto primi fra tutti i cristiani dopo l’avvento, nel 1949, della Repubblica popolare. Un esempio vale su tutti, quello di padre Filippo Ye Yaomin, morto a gennaio del 2015 all’età di 105 anni e considerato l’ultimo degli ‘anziani’, cioè i preti ordinati prima dell’avvento della dittatura comunista. Padre Ye, dopo essere stato condannato perché ‘controrivoluzionario’ a un campo di lavoro, dove ha pascolato maiali per 25 anni, è stato sepolto vivo dalle guardie rosse. Quindi parliamo di fatto recentissimo che però affonda le sue cause negli anni ’60, quando era Mao a comandare. Secondo poi risulta incomprensibile come la Regione Lazio abbia potuto non solo patrocinare ma addirittura finanziare un simile evento, in un periodo di vacche magre per le finanze regionali e con eventi di maggior spessore tenuti in sospeso che maggiore dignità avrebbero per poter usufruire di un contributo pubblico per la loro realizzazione”.

“Tutto questo è inammissibile – conclude Righini – alla ripresa a settembre dei lavori d’aula esigo una spiegazione da Zingaretti che non può pensare, ormai a scadenza della legislatura, di governare la Regione come fossimo in Cina”.

4 agosto 2017 0

Cassino Fiotech, Fardelli “La Regione Lazio attenta alla questione”

Di redazione

“La Regione Lazio procede spedita verso una soluzione sul caso Fiotech al fianco dei cittadini. E’ infatti- afferma l’onorevole Marino Fardelli- di primaria importanza la questione che sta preoccupando i cittadini di via Cerro Antico e di tutto il territorio in merito all’apertura dell’azienda oggetto di contestazioni. Sin dal primo momento ho seguito la vicenda e in Regione Lazio si stanno valutando tutte le possibili soluzioni a partire dal riesame di tutta la documentazione. Al momento, come fa sapere anche l’Assessore Mauro Buschini, la documentazione prodotta dal Comune di Cassino non è sufficiente alla riapertura della conferenza dei servizi, ma attendiamo la riunione del 7 agosto alla quale la Regione Lazio ha invitato il Comune di Cassino, per poter dare nuovi elementi utili alla questione che sta a cuore a tutti noi cittadini di Cassino. Quindi- conclude Fardelli- nessuna “chiusura” da parte della Regione Lazio sulla questione bensì la totale apertura a tutte le soluzioni”.

19 febbraio 2010 0

Regionali 2010 / Mario Abbruzzese interviene sulla questione del Piano provinciale caccia “

Di redazionecassino1

“Le problematiche che attanagliano “i seguaci di Diana” sono molteplici e complesse. I cacciatori frusinati sono penalizzati da tutta una serie di fattori, legati ad eventi naturali, ma anche alle attività dell’uomo e al progresso. Bonifiche, sfruttamenti idroelettrici, ampliamento delle reti stradali, traffico automobilistico intenso, colture intensive e abbandono delle coltivazioni in collina e in zone montane, concorrono inevitabilmente a rendere sempre più difficile la vita di chi si dedica all’attività venatoria in Provincia di Frosinone”. Questo il commento di Mario Abbruzzese, candidato per il rinnovo del Consiglio regionale del Lazio, a margine di un incontro avuto nei giorni scorsi con le associazioni dei cacciatori del territorio. “Negli ultimi dieci anni le aziende faunistico-venatorie nella nostra zona sono cresciute in maniera esponenziale, ma sono costrette a “correre”, senza soluzione di continuità, su tutto l’arco pre-appenninico di cui fanno parte Comuni come Vallerotonda, Terelle, Casalattico, Acquafondata, Viticuso ecc.. Le aziende in questione, teoricamente, nascono senza scopo di lucro – ha detto l’esponente politico del Popolo della Libertà – con prevalenti finalità naturalistiche e faunistiche, rispettano programmi di conservazione e ripristino ambientale. Ma in realtà le cose vanno in maniera diversa. I terreni occupati qualche anno fa erano senza ombra di dubbio le migliori aree faunistiche, coltivati e ricchi di selvaggina stanziale autoctona, come ad esempio la coturnice, la starna e la lepre. Ma oggi non è più così. E’ stata fatta “terra bruciata” perché la quasi totalità degli appezzamenti non vengono più lavorati come una volta, oppure vengono adibiti a piante foraggere e, dove sono presenti, vengono utilizzati per il pascolo di animali di allevamento. A questo si aggiunge la quasi impossibilità di riuscire a capire quale sia il territorio facente parte delle aziende perché spesso la tabellazione non risulta regolare. Le quote per i residenti sono molto accessibili. Mentre per i non residenti anche dei comuni limitrofi le cose cambiano notevolmente, anche se la giunta provinciale ha stabilito che la quota di iscrizione deve essere uguale per tutti, sia residenti che non e che vi sia una percentuale del 40%  da destinare ai non residenti. Tale situazione – ha continuato Abbruzzese – oltre a creare, da diversi anni, un malcontento tra i cacciatori, ha generato anche forti attriti fra coloro che esercitano attività venatoria all’interno delle aziende e quelli che invece cacciano in territorio libero. Per tutti questi motivi è arrivato il momento mettere mano al Piano faunistico provinciale, con la rivisitazione dei confini dei due Atc (Ambiti territoriali di caccia), mediante un taglio non in senso longitudinale ma prevalentemente latitudinale. Ed ancora, provvedendo al ripristino della percentuale destinata alla creazione di Afv (Aziende faunistico venatorie) riportandola dal 12 all’8%, e delle Aatv (Aziende faunistico venatorie ed agrituristico venatorie) dal 2 al 6%. Urge innanzitutto una verifica attenta sull’operato delle aziende faunistiche venatorie – ha concluso il candidato del Pdl – magari inserendo un rappresentante degli Atc all’interno del Ctfvp (Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Provinciale) in modo da avere una concertazione fra Provincia e Ambiti territoriali”.

Abbruzzese interviene sulla questione del Piano provinciale caccia

“Le problematiche che attanagliano “i seguaci di Diana” sono molteplici e complesse. I cacciatori frusinati sono penalizzati da tutta una serie di fattori, legati ad eventi naturali, ma anche alle attività dell’uomo e al progresso. Bonifiche, sfruttamenti idroelettrici, ampliamento delle reti stradali, traffico automobilistico intenso, colture intensive e abbandono delle coltivazioni in collina e in zone montane, concorrono inevitabilmente a rendere sempre più difficile la vita di chi si dedica all’attività venatoria in Provincia di Frosinone”. Questo il commento di Mario Abbruzzese, candidato per il rinnovo del Consiglio regionale del Lazio, a margine di un incontro avuto nei giorni scorsi con le associazioni dei cacciatori del territorio. “Negli ultimi dieci anni le aziende faunistico-venatorie nella nostra zona sono cresciute in maniera esponenziale, ma sono costrette a “correre”, senza soluzione di continuità, su tutto l’arco pre-appenninico di cui fanno parte Comuni come Vallerotonda, Terelle, Casalattico, Acquafondata, Viticuso ecc.. Le aziende in questione, teoricamente, nascono senza scopo di lucro – ha detto l’esponente politico del Popolo della Libertà – con prevalenti finalità naturalistiche e faunistiche, rispettano programmi di conservazione e ripristino ambientale. Ma in realtà le cose vanno in maniera diversa. I terreni occupati qualche anno fa erano senza ombra di dubbio le migliori aree faunistiche, coltivati e ricchi di selvaggina stanziale autoctona, come ad esempio la coturnice, la starna e la lepre. Ma oggi non è più così. E’ stata fatta “terra bruciata” perché la quasi totalità degli appezzamenti non vengono più lavorati come una volta, oppure vengono adibiti a piante foraggere e, dove sono presenti, vengono utilizzati per il pascolo di animali di allevamento. A questo si aggiunge la quasi impossibilità di riuscire a capire quale sia il territorio facente parte delle aziende perché spesso la tabellazione non risulta regolare. Le quote per i residenti sono molto accessibili. Mentre per i non residenti anche dei comuni limitrofi le cose cambiano notevolmente, anche se la giunta provinciale ha stabilito che la quota di iscrizione deve essere uguale per tutti, sia residenti che non e che vi sia una percentuale del 40%  da destinare ai non residenti. Tale situazione – ha continuato Abbruzzese – oltre a creare, da diversi anni, un malcontento tra i cacciatori, ha generato anche forti attriti fra coloro che esercitano attività venatoria all’interno delle aziende e quelli che invece cacciano in territorio libero. Per tutti questi motivi è arrivato il momento mettere mano al Piano faunistico provinciale, con la rivisitazione dei confini dei due Atc (Ambiti territoriali di caccia), mediante un taglio non in senso longitudinale ma prevalentemente latitudinale. Ed ancora, provvedendo al ripristino della percentuale destinata alla creazione di Afv (Aziende faunistico venatorie) riportandola dal 12 all’8%, e delle Aatv (Aziende faunistico venatorie ed agrituristico venatorie) dal 2 al 6%. Urge innanzitutto una verifica attenta sull’operato delle aziende faunistiche venatorie – ha concluso il candidato del Pdl – magari inserendo un rappresentante degli Atc all’interno del Ctfvp (Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Provinciale) in modo da avere una concertazione fra Provincia e Ambiti territoriali”.

24 gennaio 2010 0

La questione protezione animali in commissione salute

Di redazione

La convocazione ad una riunione della commissione salute del comune di Cassino per affrontare l’argomento realtivo alla protezione degli animali ha soddisfatto il presidente anpana Frosinone Francesco Altieri che in un a nota stampa dichiara: “Riceviamo con piacere la convocazione per una riunione di commissione salute del comune di Cassino (Fr) che si terrà lunedì pv, presso la casa comunale. Dopo la Ns prima proposta del 2005, forte della partecipazione alla stesura dell’omologo regolamento nel Comune capoluogo, Frosinone, finalmente l’attuale Delegato alla Salute ed Ambiente, Dott. Petrillo Gianfranco, ha recepito la reitera di pochi mesi orsono. Un importante passo verso la parificazione di Cassino, nel campo della protezione animali e quindi della civiltà ambientale, ai comuni più evoluti d’Italia. Il passo successivo, come nel capoluogo, dovrebbe essere l’istituzione di un apposito ufficio o delegato comunale che collabori a stretto contatto con noi volontari animalisti-ambientalisti, sede naturale di incontri e della proggettazione per le azioni di prevenzione e controllo del randagismo e di problematiche connesse al benessere degli animali. Aggiungiamo anche lo stato dell’arte nelle vicenda che ha visto coinvoto un Ns cittadino, J.C.A., che è costretto dalle vicissitudini a vivere in uno stato di degrado, disoccupato e con 16 cani, ad oggi. Anche qui, dopo nostre sollecitazioni de visu e mediatiche, finalmente anche se fuori tempo, lo stesso delegato, l’Assessore Petrillo, ha fatto eseguire la sterilizzazione delle 5 cagne di J.C. , tardi perché nel mentre sono nati 9 cuccioli, di cui uno è già morto. Stesse sollecitazioni per il titolare dei Servizi Sociali, Dott. Rivieccio Ciro, con il quale, insieme al suo collaboratore Dott. Matera Pasquale, sembrava raggiunto un accordo di pronto intervento socio-sanitario. Invece a distanza di due mesi dall’ultimo incontro, nulla. J.C. vuole ricominciare a vivere ma è aiutato solo da noi, che autotassandoci stiamo dandogli il minimo, poco per un cittadino di un paese civile. Nemmeno i vicini diretti, che per primi hanno sollecitato il Ns intervento, fanno nulla. Ci auguriamo, ancora, che dopo l’ennesima Ns sollecitazione a mezzo stampa, anche il Dott. Rivieccio, faccia qualcosa. Ringraziamo pubblicamente chi sta fattivamente operando per il benessere dei cittadini umani e non!”