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14 dicembre 2017 0

Cassinate in viaggio, cinque Paesi in 100 giorni per raggiungere il Sahara con citybike

Di admin
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CASSINO – Ha già percorso più di 2mila chilometri con una city bike ed è appena a metá percorso. Cinque Paesi in 100 giorni per raggiungere il deserto del Sahara con il velocipede che solitamente viene usato per piccolo spostamenti cittadini; è questo il progetto di viaggio di Giuseppe D’Alessandro, 30enne di Cassino.

“Lavoro otto mesi l’anno in Inghilterra nel settore della ristorazione. Quando ho capito che la routine mi stava uccidendo sono fuggito”. Lo dice da un luogo a 20 chilometri da Lisbona dopo una nottata trascorsa nella sua tenda da campeggio, spazzato da un vento fortissimo. Sono partito dal sud dell’Inghilterra a inizio ottobre. Mi sono imbarcato sulla costa e dopo aver attraversato la manica sono arrivato in Francia”.

Quello è stato l’unico percorso coperto senza pedalare, tutto il resto lo ha fatto in sella alla sua bici trainando un carrellino su cui trasporta la tenda da campeggio, un sacco a pelo, gli indumenti di ricambio, le scorte alimentari e i farmaci che deve assumere quotidianamente in seguito ad una operazione alla tiroide subita qualche anno fa.

“Nessuna comoditá – dice- quando comincio ad essere stanco cerco un posto dove accamparmi e lì trascorro la notte. Sto attento a non scegliere le aree pubbliche perché potrebbe arrivare un poliziotto e multarmi per divieto di campeggio in vigore in molte zone. Preferisco quelle private, al massimo arriva il padrone e ti manda via”. Nessuna comodità alberghiera, non è il senso di questo viaggio. Troppo facile e scontato farlo dormendo in alberghi. Io voglio incontrare la gente e voglio la loro spontaneità. Quando paghi hai un servizio asettico. Quando fermo persone per chiedere informazioni su dove posso accamparmi mi indicano le possibilitá più disparate.

Alcuni mi offrono il giardino, altri il garage, in alcuni casi mi hanno invitato in casa e alla loro tavola. Un camionista, in una notte particolarmente fredda, mi ha fatto dormire sul pianale del suo camion al coperto; nessun problema a dormire fuori, ma ho apprezzato il suo gesto di darmi quello che di meglio aveva. Eppoi ne sono certo, con cortesia e rispetto per il prossimo si riesce ad andare molto più lontano di quanto non si riesce ad andare con una prepagata da mille euro”.

Ecco, l’altra lezione che ha imparato Giuseppe è che l’essenziale costa poco. “Per mangiare mi bastano 5 euro al giorno se non devo fare molte salite. Se il percorso è difficoltoso servono almeno 8 euro perché devo aumentare l’apporto calorico e di zuccheri”. Si approvvigiona nei supermercati o discount che incontra comprando alimenti sottovuoto o a lunga conservazione. Tutto questo per raggiungere uno scopo: “voglio pedalare sulla mia citybike anche per un breve tratto nel deserto del Sahara – dice – poter dire di averlo fatto. Poi posso tornare e decidere se farmi imprigionare dalla routine o se cimentarmi in qualche altro pazzo progetto”. Il suo programma è quello di attraversare il Portogallo lungo la costa oceanica e arrivare in spagna. Da lì attraverserà lo Stretto di Gibilterra e si dirigerá verso il Marocco. Poi il deserto. “Spero di essere lì per Natale o per il nuovo anno. Ma adesso devo pedalare” ci dice salutandoci.

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11 aprile 2010 0

Disabili: impossibile raggiungere in treno Roma da Lecce

Di redazionecassino1

I disabili in sedia a rotelle della provincia di Lecce non possono raggiungere Roma in treno. Un disagio che dura da oltre un mese. Dovrebbero prima arrivare a Bologna e poi ripartire alla volta della capitale. Tutto questo perché i pullman che Trenitalia mette a disposizione degli utenti della tratta Foggia-Benevento, interrotta a causa di una frana, non sono accessibili alle persone in carrozzina. La denuncia arriva dal Sindacato Famiglie Italiane Diverse Abilità (Sfida). Che accusa i vertici di Trenitalia “dell’ennesima discriminazione a carico dei cittadini disabili”. E chiede, in modo inderogabile, “un intervento per porre fine a tale, gravissimo, disagio”. Una storia di ordinaria discriminazione che s’intreccia con la frana più estesa d’Italia. Quella di Montaguto, provincia di Avellino. 700mila metri cubi di detriti in movimento. Una massa enorme di terra che negli ultimi mesi ha sepolto anche i binari che collegano la Puglia alla Campania. Un’intera zona tagliata fuori dal resto del Paese. Ma, tra richieste d’intervento e scaricabarile all’italiana, conflitti di competenze e malcontento generale, non si muove nulla, nonostante le  richieste dei cittadini per risolvere il problema. E’ quanto ha denunciato Vito Berti, segretario di Sfida per la provincia di Lecce. Durante le festività è solito raggiungere la sorella a Roma. Alle 19 e 47 del 2 aprile 2010, venerdì santo, invia una mail alla Sala Blu, il centro di assistenza predisposto da Trenitalia per i clienti diversamente abili. Scrive: “Sono un disabile in sedia a rotelle. Lunedì dovrei partire col treno da Lecce per recarmi a Roma. Vorrei sapere se il servizio di assistenza è comunque garantito, visto il perdurare dell’interruzione causata dalla frana di Montaguto”. La risposta arriva, ma la soluzione è diversa da quella prevista dal sig. Berti . “Caro signor Berti – scrivono dalla Sala Blu di Trenitalia – abbiamo  trovato una soluzione, da Lecce sarà possibile raggiungere Roma via Bologna”. Cioè utilizzare prima la tratta Lecce-Bologna. Per poi arrivare a Roma. A questo punto gli interrogativi che il sindacato Sfida, e non solo loro, si pone sono molti. Ma se per caso si fosse trattato di una visita medica importante, cosa avrebbero risposto? E cosa rispondono alle migliaia di persone disabili che dalla Puglia raggiungono Roma per essere visitate? Di passare prima da Bologna?