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21 novembre 2016 0

Referendum: Valeria Santini “Le mie ragioni del NO partono da lontano, una speranza di democrazia per il futuro”

Di redazionecassino1
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La data del referendum costituzionale si avvicina ed il tam tam della “campagna” pro e contro – si e no acquista sempre più ritmi serrati. Una decisione rilevante per il futuro della nostra Nazione, per la sua vita civile e sociale ma non meno anche politica, sulla quale desidero esprimere il mio parere. Mi tornano in mente tanti dibattiti svoltisi al momento della proclamazione della nostra attuale Carta Costituzionale. Certo, il tenore politico era ben diverso, e i rilievi sicuramente più significativi che un “continuare” o meno il governo Renzi. Con nostalgia ripenso alle parole di Piero Calamandrei (noto giurista e membro dell’Assemblea Costituente) il quale osservava che “Quando l’Assemblea discuterà pubblicamente la nuova Costituzione, i banchi del governo dovranno essere vuoti” poiché “Nella preparazione della Costituzione, il governo non deve avere alcuna ingerenza” perché un Governo, qualsiasi esso sia, non deve interessarsi di una riforma, o meglio di una revisione costituzionale (art. 138 Cost.) perché gli effetti di tale intervento dovranno durare ben più di un Governo. Né può sottacersi il fatto che un Governo è certamente in una posizione avvantaggiata ed ha mezzi superiori rispetto alle opposizioni per propagandare le proprie visioni e spingere l’elettorato verso la scelta che più lo favorisce. Ritengo che una revisione della Costituzione debba essere la manifestazione di un’ampia volontà del Parlamento, non solo di una coalizione di governo che ne sospinge l’approvazione a colpi di fiducia. Nè si dovrebbe fare, su un argomento così importante per la nostra Nazione, demagogia e populismo scandendo ripetutamente i propri slogan su tutti i mass-media invece di trattare nel merito tutti i punti di un testo ricco di contraddizioni e complessità. Io dico “NO” perché non viene realmente superato il bicameralismo, anzi il sistema diventa ancora più confuso, si creano conflitti di competenza fra Stato e Regioni e tra la Camera e il “nuovo” Senato; quest’ultimo si trasforma in un’aula “impossibile” dove siederebbero, non eletti dai cittadini, sindaci e consiglieri regionali cui viene persino assegnata l’immunità parlamentare, salvo poi veder cambiare i propri membri ogni qualvolta il mandato locale di qualcuno di loro scade; Io dico “NO” perché la tanto decantata “diminuzione dei costi della politica” si quantifica in cifre irrisorie, solo l’8,8% in meno rispetto ai costi attuali; io dico “NO” perché viene limitata la partecipazione diretta dei cittadini portando da 50.000 a 150.000 le firme dei disegni di legge di iniziative popolare, quando al contrario si dovrebbe promuovere la partecipazione del popolo alla vita politica della propria Nazione. Va inoltre considerato che tutte queste modifiche andrebbero ad inserirsi in un contesto dove, grazie alla nuova legge elettorale, l’Italicum,la sovranità popolare (solido principio democratico dell’attuale Costituzione) viene trasferita ad una minoranza parlamentare seduta a Montecitorio solo grazie ad uno spropositato premio di maggioranza. Io non sono contraria al cambiamento, anzi ho ben presente che la Carta Costituzionale non è un dogma immutabile, ma ogni revisione deve essere solo migliorativa. Preferisco stroncare sul nascere questa pessima “riforma”, soprattutto in questo particolare momento storico in cui versa il Paese, assillato da problemi ben più rilevanti quali la mancanza di lavoro, la carenza di risorse economiche da impiegare a favore dell’istruzione pubblica, del risanamento idrogeologico e della prevenzione dei disastri naturali, per la sanità pubblica e il potenziamento delle forze dell’ordine, al fine di garantire la sicurezza dei cittadini. Questi i veri impegni che la classe politica e la società civile devono portare avanti per il nostro Paese e questo nostro territorio, ridandogli la dignità e la possibilità di costruirsi un futuro che le politiche scellerate e consumistiche degli ultimi anni gli hanno tolto. Non è certo la modifica della Costituzione il mezzo per ottenere risultati concreti, bensì delle iniziative parlamentari messe in atto nel comune intento di avere un Paese più moderno, più equo e più giusto che ci faccia sentire nuovamente orgogliosi di essere Italiani. Valeria Santini Movimento “Cassino Città Ideale”

19 novembre 2016 0

Le Ragioni del No al Referendum, se ne discute a Pignataro Interamna

Di admin

Pignataro Interamana – Si terrà lunedì 21 prossimo, dalle ore 18.00, presso la Sala consiliare del Comune di Pignataro Interamna il convegno organizzato da un comitato civico, che fa capo all’Avv. Antonio D’Alessandro, penalista e cittadino pignatarese, a tema “Le ragioni del NO al referendum del 4.12.2016”.

Interverranno: 1) l’Avv. Francesco Rabotti, giurista costituzionalista, Presidente del Comitato Società e Famiglia di Frosinone per il NO; 2) l’On. Mario Abbruzzese, Consigliere regionale nel Lazio di Forza Italia e Presidente della Commissione regionale Speciale per le Riforme Istituzionali; 3) Claudio Monticchio, Consigliere del Comune di Cassino, Coordinatore NOI CON SALVINI di Cassino; 4) Francesco D’Onofrio, giovane studente universitario in Giurisprudenza, delegato per il movimento FRATELLI D’ITALIA di Cassino; 5) l’Avv. Angelo Costanzo, Sinistra Italiana.

“Ringrazio in primo luogo tutti i concittadini che insieme al sottoscritto, con entusiasmo, stanno organizzando l’evento politico (Avv. Antonella Evangelista, Patrizio Costanzo, Antonio Antonelli, Simona Cavaliere, Giuseppina Morelli, Annarita Del Duca, Manuela Tiseo, Pietro Tiseo, Andrea Costanzo, Arcangelo D’Alessandro, Luciano Pifi e Luigi D’Alessandro); in secondo luogo ringrazio il Commissario Prefettizio, Dott. Ernesto Raio, per la sensibilità istituzionale manifestata nel concedere immediatamente l’uso della Sala consiliare e in terzo luogo, invito tutti i cittadini a partecipare, l’obiettivo del convegno è far capire che è il cittadino che deve scegliersi i suoi rappresentanti, ovunque, in ogni ambito elettorale (nazionale, regionale, provinciale e comunale), il diritto di scelta (con il voto di preferenza, non con la lista bloccata!) è un diritto non negoziabile che và difeso ad oltranza, chi attacca il diritto di scelta limita, gravemente (e dolosamente), la libertà personale, che ha copertura costituzionale”. Loha detto l’avvocato D’Alessandro organizzatore del convegno.