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11 ottobre 2018 0

Assalto all’hotel Diana di Cassino, il portiere respinge due rapinatori

Di admin
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CASSINO -Tentano l’assalto all’Hotel Diana di Cassino ma il portiere li respinge.

E’ accaduto questa notte alle 3.25 circa nell’albergo situato suylla superstrada Cassino Formia. Non è chiaro cosa cercassero i due che, con accento straniero e con volto travisato da passamontagna, armati di coltello hanno tentato di itrodursi nella struttura senza però riuscirvi. Il portiere, infatti, non si è intimidito e non ha aperto la porta ai due malintenzionati che, dopo altri tentati, si sono dati alla fuga.

Non è chiaro cosa cercassero o quali fossero gli obiettivi. Del caso se ne stanno occupando i carabinieri della compagnia di Cassino comandati dal capitano Ivan Mastromanno.

Ermanno Amedei

31 gennaio 2018 0

Ex Lsu fa causa alla XIV Comunità Montana e chiede 70.000 euro , ma il giudice respinge le istanze

Di redazione

Il caso riguarda una lavoratrice ex lsu che ha promosso una causa contro la XIV comunità montana Valle di Comino, Atina chiedendo la somma di 70.000 euro di differenze retributive ed il riconoscimento del trattamento contributivo previdenziale maturato nel corso del rapporto di lavoro. La donna faceva riferimento ad una violazione della normativa sui lavori socialmente utili e l’instaurazione di un rapporto di lavoro di fatto. Tuttavia il giudice del lavoro non ha accolto le richieste formulate. Gli avvocati Sandro Salera e Paola Alfei, infatti, difensori della comunità montana,  hanno dimostrato l’infondatezza delle avverse pretese sostenendo che il rapporto intercorso tra le parti, nel corso degli anni, si è sempre svolto in pieno rispetto della normativa. Il giudice del lavoro ha condannato inoltre la lavoratrice ex lsu al pagamento delle spese di giudizio.

29 gennaio 2018 0

Cassino, Il giudice del lavoro respinge il ricorso di due Lsu del comune di Broccostella

Di redazionecassino1

Cassino – Due ex lavoratrici socialmente utili che avevano prestato servizio al comune di Broccostella si sono rivolti al Tribunale del lavoro di Cassino per vedere riconosciuti il loro rapporto di lavoro subordinato e le differenze contributive e retributive per il lavoro prestato al Comune. Il Giudice del lavoro di Cassino, tuttavia, ha accolto le argomentazioni dell’avvocato difensore del Comune, l’avvocato Sandro Salera, rigettando la richiesta delle due ex lavoratrici socialmente utili. Con il provvedimento emesso l’Ente di Broccostella vede scongiurato il pericolo di un ingente e rilevante esborso economico che avrebbe sicuramente inciso pesantemente sulle casse comunali.

10 gennaio 2018 0

Stalker tra donne a Terracina, l’amica la respinge e lei ne diventa l’incubo: denunciata 36enne

Di admin

TERRACINA – Gli Agenti della Squadra Anticrimine del Commissariato di Terracina, dopo una complessa attività investigativa, hanno dato esecuzione alla Misura cautelare personale nei confronti di una terracinese di anni 36, che prevede il divieto di avvicinamento alla parte offesa ed ai suoi prossimi congiunti, in quanto resasi responsabile del reato di atti persecutori (stalking).

La vittima anch’essa una coetanea del luogo, legata alla “stalker” da un pregresso rapporto di amicizia, si era rivolta alla Polizia di Stato dopo che per circa due anni era stata costretta a subire reiterati atti persecutori.

La vicenda ha avuto inizio circa due anni fa, periodo in cui la “stalker” dichiarava alla propria amica di nutrire nei suoi confronti un forte interesse sentimentale che andava ben oltre la loro amicizia.

Quest’ultima, legata ad un giovane da una relazione sentimentale, manifestava il proprio disinteresse nei confronti dell’amica che, da quel momento, attuava una serie di condotte persecutorie che generavano un perdurante stato di ansia alla vittima stessa ed al fidanzato.

La “stalker”  in preda ad un forte sentimento di gelosia minacciava l’incolumità della coppia prospettando “raid punitivi” dai quali avrebbero avuto gravi conseguenze.

Contestualmente iniziava la messa in atto di comportamenti insistenti ed intrusivi finalizzati a perseguire le proprie vittime a cui si aggiungevano i pedinamenti che generavano un forte stato di pressione psicologica e di “controllo”. In alcuni casi la destinataria della Misura cautelare giungeva fin sotto l’abitazione del “rivale in amore” ove si appostava ed in una circostanza,  non vedendolo giungere, citofonava per verificarne la presenza.

Frattanto ai numerosi messaggi inviati sia telefonicamente che con social network, nei quali la “stalker” continuava a dichiarare il proprio interesse sentimentale, seguivano minacce anonime che grazie all’attività investigativa sono state ricondotte alla stessa indagata.

L’attività investigativa consentiva di dare riscontro alle numerose querele presentate dalla vittima. In particolare venivano effettuati servizi con personale ed auto di copertura ed eseguiti accertamenti tecnici grazie ai quali è stato possibile verificare i pedinamenti della “stalker”.

La vicenda aveva l’epilogo sperato con l’accoglimento delle richieste della Polizia giudiziaria, fatte proprie e formulate dal P.M. Dott. Gregorio Capasso, che il G.I.P. del Tribunale di Latina Dott.ssa Laura Matilde Campoli disponeva nei confronti dell’indagata per i gravi indizi di colpevolezza e le esigenze cautelari.

Alla stessa è fatto divieto di avvicinarsi all’abitazione ed ai luoghi frequentati dalla vittima e dai prossimi congiunti con l’obbligo di mantenere una distanza minima di 500 mt ovunque si trovino e con il divieto di comunicare con qualsiasi mezzo.

24 marzo 2017 0

Il Tar respinge il ricorso di Miri e dell’Abbazia sulla rimozione del cancello all’Albaneta

Di redazionecassino1

Il tribunale regionale del Lazio, sede di Latina, ha rigettato il ricorso presentato dell’Abbazia di Montecassino e da Daniele Miri. L’imprenditore aveva avuto in affitto, dal monastero, l’intera area di immenso valore storico. Un contratto regolarmente stipulato nell’ottobre del 2015 ma che di certo non prevedeva la chiusura al pubblico dell’antico sentiero. L’affittuario ed il monastero, infatti, avevano posizionato un cancello a metà percorso pretendendo anche il pagamento del pedaggio da parte dei turisti e degli appassionati di trekking che di sovente frequentano l’Albaneta. Da qui il ricorso al Tar presentato dal monastero e dall’imprenditore Miri. Il giudice estensore della sentenza Antonio Massimo Marra ed il presidente del tribunale regionale Carlo Taglienti, hanno motivato la decisione replicando alle tre motivazioni avanzate dai ricorrenti. In primo luogo, scrivono i giudici, il ricorso è infondato, dall’applicazione corretta della normativa del codice della strada invocata dal ricorrente, l’ordinanza di rimozione del cancello deve ritenersi immune da censure, stante la natura non privata sulla quale insisteva il cancello in ferro. Risulta, inoltre, infondato anche perché l’ordinanza impugnata è volta essenzialmente alla rimozione del cancello, insistente su area non privata. Il terzo motivo è rappresentato dal fatto che il ricorso appare fuori testo in relazione al tenore dell’ordinanza. Per tali ragioni il ricorso è stato respinto. Soddisfazione è stata espressa dall’ex sindaco Petrarcone, che aveva emesso l’ordinanza di rimozione di quel cancello. Una vicenda, quella dell’Albaneta, che dovrebbe essere conclusa e che aveva diviso profondamente l’intera città, così legata a quei luoghi, sacri e carichi di storia.

F. Pensabene

27 gennaio 2017 0

Formia- Emissioni elettromagnetiche,il Tar respinge la richiesta di sospensiva proposta da due società. Soddisfazione del sindaco

Di redazione

FORMIA – Emissioni elettromagnetiche a Castellonorato, il Tar dà ragione al Comune. Il Sindaco: “Intrapreso un percorso virtuoso”

Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha respinto le sospensive promosse da cooperativa “Monte Altino” e “Monradio srl” (Radio 101) contro la revoca delle autorizzazioni a trasmettere disposta dal Servizio Patrimonio del Comune con la determinazione n. 41 del 25 ottobre 2016. Il Tar ha ritenuto legittimo il provvedimento con cui, nel chiudere i procedimenti di revoca ai sensi dell’art. 21-quinquies della L. 241/1990, l’Amministrazione imponeva ai due ricorrenti la sospensione di ogni attività ed emissione in località Castellonorato – Belvedere Monte di Tripoli.

Il Giudice Amministrativo ha accolto le argomentazioni del Comune, prendendo atto del fatto che per “Monte Altino” esisteva solo un’autorizzazione per l’occupazione di suolo pubblico e per “Monradio srl” un’autorizzazione provvisoria risalente al 10 aprile 1986, rilasciata ad altra società e dunque priva di efficacia. Verificata per entrambi i soggetti l’assenza di titoli concessori e/o autorizzativi, il Tar ha confermato in via cautelare l’efficacia del provvedimento che, nel revocare il titolo autorizzativo risalente al 1986, imponeva alle due stazioni radiofoniche la sospensione di ogni attività di emissione con contestuale rimozione degli impianti e ripristino dello stato dei luoghi.

“Il pronunciamento del Tar – commenta il Sindaco Sandro Bartolomeo – è una buona notizia per Castellonorato e per Formia. Conferma la bontà del percorso intrapreso dall’Amministrazione che punta a riordinare il complesso settore delle emissioni elettromagnetiche. L’attività di ricognizione e verifica proseguirà nel prossimo futuro a tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini”.