Tag: ricorsi

1 giugno 2018 0

Il Giudice del Lavoro rigetta i ricorsi di tre ex collaboratrici a contratto dell’Ateneo di Cassino

Di redazionecassino1
(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({ google_ad_client: "ca-pub-3708340944781441", enable_page_level_ads: true });

CASSINO – Tre ex collaboratrici a contratto dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale hanno fatto ricorso al Giudice del lavoro di Cassino, in tre distinte cause contro l’Ateneo, lamentando la violazione della normativa sui contratti di collaborazione coordinata e continuativa. Le tre donne chiedevano al Giudice del Lavoro di accertare la sussistenza, fra le parti, di un rapporto di lavoro subordinato rivendicando differenze retributive per oltre 100mila euro, oltre al riconoscimento del trattamento contributivo e previdenziale maturato nel corso del rapporto di lavoro e il risarcimento dei danni per lesione della professionalità, immagine e perdita di chance.

Gli avvocati Sandro Salera e Paola Alfei, difensori dell’Ateneo di Cassino hanno dimostrato l’infondatezza delle pretese delle ex collaboratrici, sostenendo in parte la tesi della inammissibilità delle avverse domande per violazione del principio “ne bis in idem”, trattandosi di domande già promosse in precedenti giudizi che avevano già visto vincitore lo stesso Ateneo difeso dall’avv. Salera.

Per la restante parte delle domande è stata dimostrata da difensori, avvocati Salera e Alfei, la assoluta infondatezza, dal momento che i rapporti intercorsi fra le parti, nel corso degli anni, si sono sempre svolti nel pieno rispetto della normativa vigente e, che le prestazioni delle lavoratrici, erano correttamente esigibili dall’Università.

Il Giudice accogliendo integralmente le difese degli avvocati Salera e Alfei, ha rigettato tutte le domande delle ricorrenti condannandole, altresì, al pagamento delle spese processuali.

22 novembre 2016 0

D’Alessandro; non abbiamo mai avuto paura dei ricorsi. Sgomberare le strutture in via Vaglie

Di redazionecassino1

“Di certo non abbiamo mai avuto paura dei ricorsi al Tar. Ma la sostanza non cambia, secondo gli atti in possesso del comune di Cassino e le comunicazioni della Asl, i richiedenti asilo politico non possono soggiornare nelle palazzine di via Vaglie. C’è una ricca documentazione fotografia che testimonia le condizioni di vita degli 87 immigrati, che di certo non rispettano le normative vigenti. Pertanto, rinnovo l’invito a sgomberare le strutture nel rispetto dei diritti e della salute delle persone che al momento vi risiedono”. Lo ha dichiarato il Sindaco del Comune di Cassino, Carlo Maria D’Alessandro. “La condizione abitativa è elemento essenziale nella determinazione del grado di integrazione di ogni persona e dei nuclei familiari nella collettività e che l’accezione di abitazione rappresenta il significato ben più ampio di ambiente che deve possedere dei requisiti minimi di base, ben definiti, che permettono ad ogni individuo di soddisfare i propri bisogni primari tra i quali le condizioni igienico-sanitarie, lo svolgimento di attività lecite senza impedimenti e privazioni, costituendo un aspetto centrale della vita quotidiana di ciascun individuo. Ove vengono meno tali presupposti, si determina una limitazione del diritto soggettivo alla tutela della salute ed al benessere di ciascun individuo e dei suoi familiari e che, laddove se ne riscontri la necessità e l’urgenza per garantire il suo esercizio, occorra intervenire in forza del potere-dovere riconosciuto in capo al Sindaco quale autorità Locale Igienico-Sanitaria e di Pubblica Sicurezza nei limiti delle funzioni affidategli dalla legge. Alla luce di tutto ciò se davvero qualcuno vuole il bene delle 87 richiedenti asilo e ci tiene a rispettare le regole sia dia da fare per l’immediato sgombro delle Palazzine di Via Vaglie, dopo di che sarebbe opportuno che se Formuland ritiene che le carte sono a posto, le porti in visione presso l’ufficio tecnico del Comune in modo da aprire un confronto serio sullo stato degli atti che riguardano le strutture in questione. Secondo quanto emerso dai sopralluoghi e dall’indagini dei tecnici comunali non risulta alcuna istanza per il rilascio di autorizzazione agli scarichi delle acque reflue, come non risultano rilasciati titoli abilitativi edilizi relativi ai tre fabbricati per gli immobili e nemmeno certificati di agibilità/abitabilità ai sensi degli art. 24-25 del D.P.R 380/2001. Inoltre non risultano depositati altresì certificati di conformità degli impianti elettrici, idraulici, attestazione di prestazione energetica. Se qualcuno può o vuole dimostrare il contrario si faccia avanti carte alla mano, ma prima, per la sicurezza delle persone si sgomberino gli edifici di via Vaglie”. Ha concluso il Sindaco Carlo Maria D’alessandro.

1 agosto 2009 0

Autovelox, dall’Adoc pioggia di ricorsi contro le multe “sanatoria”

Di redazione

Multe dell’autovelox “scontate”; l’associazione Adocpresenta mille ricorsi al Tar del Lazio. L’associazione dei consumatiri rappresentata legalmente dall’avvocato Angela Caprio di Roccasecca si è fatta portacolori di una battaglia intrapresa da un migliaio di automobilisti “flesciati” dalle macchinette poste su via Casilina dal comune di Castrocielo. In particolare il legale dell’associazione ha fatto istanza per accedere agli atti amministrativi del comune di Castrocielo i cui amministratori, con una delibera di autotutela, hanno annullato tutto le multe precedenti al 30 giugno, “sanando” le posizioni previo il pagamento di 14 euro. “Se le multe sono legittime – dichiara Angela Caprio – perché ricondurle ad un provvedimento in autotutela? Viceversa, se sono illegittime perché non annullarle. Sono in attesa di conoscere le motivazioni della delibera con cui l’amministrazione ha determinato questa somma che i contravvenuti sarebbero tenuti a versare. Poi vogliamo anche sapere come ci si regolerà in ordine alle sanzioni accessorie (la decurtazione dei punti dalle patenti) le cui competenze non sono certamente dell’amministrazione. Sono disagi che devono subire gli automobilisti con questa altalena di provvedimenti che poi rientrano e comunque lasciano incertezze sulle legittimità in particolar modo a chi ha già pagato e a chi non sa se pagare”. Ermanno Amedei