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7 aprile 2017 0

Picinisco dice no alla riforma dei Parchi

Di admin
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Picinisco – No, all’unanimità, del consiglio comunale di Picinisco alla riforma dei parchi, in discussione alla Camera dei Deputati e già approvata al Senato, che prevede l’inasprimento dei vincoli ai territori contigui al Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise, come gran parte di quelli ricadenti nel comune di Picinisco.

“Se la riforma dovesse passare anche alla Camera  – evidenzia il sindaco Marco Scappaticci –  sarebbe il suicidio della nostra economia che, nel pieno rispetto della tutela ecologica ed ambientale dell’ecosistema del nostro territorio, si fonda sull’attività delle aziende agropastorali, sul turismo naturalistico e sulla caccia.

Queste attività, e le loro ricadute economiche sul paese, sarebbero gravemente compromesse dall’attuazione dei vincoli sulle aree contigue al Parco, per questo il Consiglio Comunale si è espresso decisamente contro questa prospettiva. Il nostro è un paese montano, e territorialmente emarginato, privo quindi delle tante opportunità di sviluppo economico e sociale su cui possono contare altre comunità, e non possiamo  correre il rischio di vedere minacciate le attività attualmente esercitate nel territorio”.

 Tra l’altro, la riforma sta procedendo senza la cooperazione ed il raccordo con gli enti locali, come previsto invece dalla legge quadro sulle aree protette (394/91).

Per questo, il consiglio comunale ha deliberato che Picinisco “non conferisce alcun assenso alla istituzione, designazione o delimitazione di un’area contigua sul proprio territorio comunale; si oppone alla nuova formulazione già approvata dal Senato e richiede il mantenimento della precedente previsione costituzionale sulla sua costituzione/delimitazione da farsi solo con il consenso/assenso del Comune”.

L’assemblea civica, cosciente dell’importanza di conservare e salvaguardare alcune aree, si e impegnata autonomamente a designare apposite aree Wilderness come a suo tempo già accettate e concordate dalla precedente presidenza del Parco.

22 ottobre 2016 0

Riforma istituti professionali agrari, c’è anche la proposta del San Benedetto di Borgo Piave

Di redazione

Si è parlato del nuovo profilo degli istituti professionali agrari individuato dalla legge 107 ed ancor più dai 13 articoli della bozza di decreto attuativo, nella riunione regionale della Rete nazionale degli Istituti agrari che si è tenuta giovedì scorso nell’aula magna del “San Benedetto”. Una vera e propria riforma dell’istruzione professionale, ed in particolare dell’istruzione agraria, quella che si profila, cui sarà data vita con la prossima approvazione del decreto. La riunione ospitata dalla scuola di Borgo Piave è stata un’importante occasione di confronto che ha visto presenti i dirigenti di diversi Agrari del Lazio, tra i quali la rieletta presidente Patrizia Marini, del “Sereni” di Roma. Tra le altre è stata acquisita la proposta del “San Benedetto” presentata dal dirigente Vincenzo Lifranchi. Rispetto alla riforma Gelmini del 2010, la legge 107 e la bozza di decreto accentuano la presenza nel curricolo di discipline pratico professionali a scapito di quelle “generaliste”. Anche sulla scorta  dell’analisti della Consulta nazionale dell’istruzione agraria, la Rete nazionale degli Istituti agrari valuta tra l’altro l’istituzione di due nuovi indirizzi: Gestione risorse forestali e montane; Produzione, trasformazione e valorizzazione delle produzioni agroalimentari. Al termine della riunione il dirigente Lifranchi ha guidato i colleghi in una visita al caseificio e all’azienda agricola dell’Istituto.