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23 febbraio 2018 0

Dal Sahara all’Atlantico, continua l’avventura del ciclista Cassinate – FOTO E VIDEO

Di admin
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CASSINO – E’ arrivato a Dakla e ha visto il deserto diventare spiaggia e poi Oceano. Continua l’avventura in Marocco di Giuseppe D’Alessandro il cassinate che, ad ottobre, è partito in bicicletta dall’inghilterra e attraverso Francia, Spagna e Portogallo è approdato sulla costa marocchina.

Esaltato dalla bellezza del deserto e, per sua fortuna, anche dalle temperature miti di questo periodo, ha prolungato la sua permanenza nel nord Africa fino a data ancora da definirsi e raggiungendo, oggi, la punta più estrema del Sahara occidentale. In sella alla sua bici e protetto di notte da una tenda da campeggio, Giuseppe dice di vivere un’avventura che ricorderà per sempre.

Ricorderà, però, anche l’accelerata che ha dovuto dare sui pedali per seminare un branco di cani randagi del deserto che gli hanno tenuto minacciosi il passo per circa un chilometro ma che lui ha mantenuto a distanza, sia pedalando, sia minacciandoli a sua volta con il bastone per fare i selfie con il cellulare. Intanto adesso pedala sulle coste dell’Atlantico indeciso su cosa fare, se, cioè guadagnare la via di casa o se proseguire la sua avventura fino a Dakar, in Senegal: altri mille chilometri passando per la Mauritania. Ma prima deve trovare pezzi di ricambio per la sua bicicletta.

Ermanno Amedei

 

21 gennaio 2018 0

Un cassinate nel Sahara, continua l’impresa di Giuseppe in un territorio aspro ma tra gente ospitale

Di admin

CASSINO – L’avventura di Giuseppe D’Alessandro continua. Al cassinate non è bastato raggiungere in bicicletta, partendo dall’Inghilterra, il deserto del Sahara, ma lo sta anche percorrendo. E’ partito dal sud dell’Inghilterra a ottobre in sella ad una citybike di quelle pieghevoli ed è arrivato in Marocco attraversando Francia, Spagna e Portogallo. Prima di avventurarsi su una pista sabbiosa del deserto, però, ha cambiato bicicletta passando ad una più adatta mountain bike.

“Il mio obbiettivo era raggiungere il Sahara – ci dichiara l’avventuriero rispondendo a messaggi whatsapp – Ora voglio proseguire nel deserto”. Non ha una meta precisa, prudentemente vuol evitare le aree pericolose. “Da Zagora posso andare a sud verso il Sahara Occidentale ma lì mi complico la vita forse perché è un territorio conteso tra Algeria e Marocco. Deciderò strada facendo”.

Continua a dormire nella sua tenda da campeggio dato che anche le temperature sono tutt’altro che proibitive. In questo periodo non superano i 25 gradi di giorno e non scendono sotto lo zero di notte ma il deserto lo immaginiamo come terra poco ospitale e piena di pericoli. “Qui è bellissimo, a me piace molto. In questo periodo, poi non ci sono neanche gli scorpioni che hanno bisogno di temperature molto più elevate. Il problema potrebbe essere il cellulare, i ripetitori sono lontani. Devo risparmiare il più possibile batterie perché seguo piste di sabbia e se il vento le copre ho bisogno di del gps per orientarmi. La gente è molto ospitale. Ieri sera mi sono fermato in un villaggio, ho chiesto dove comprare da mangiare e mi hanno invitato a cena. Ho mangiato carne, lenticchie patate e carote bevendo The”. Leccornie considerando che Giuseppe, viaggiando in Europa, ha mangiato solamente panini con affettati. Quando tornerà? “Non so, forse tra un mese. Credo che alla fine scenderò a Dakhla e faccio finire il tour”.

Comunque vada, quella di Giuseppe è un’avventura da fare invidia, almeno in quelli che amano viaggiare scoprendo il vero delle terre che attraversano e non le comodità degli alberghi.

Ermanno Amedei

 

17 gennaio 2018 0

Un Cassinate in bicicletta nel deserto del Sahara, Giuseppe ha realizzato il suo sogno (FOTO e VIDEO)

Di admin

CASSINO – E’ arrivato nel deserto del Sahara e sta pedalando in mezzo alle dune. Giuseppe D’Alessandro, 33 enne di Cassino, originario della frazione di Sant’Angelo in Theodice ce l’ha fatta; ha coronato il suo pazzo sogno di libertà. Ha raggiunto il deserto del Sahara ma ha anche gettato il sasso più avanti: vuole percorrerne un tratto.

E’ partito da metà ottobre dall’Inghilterra in sella ad una city bike e migliaia di chilometri dopo migliaia di chilometri, attraversando prima la parte della stessa Inghilterra, poi la Francia, la Spagna, approdando in Portogallo “pedalandolo” tutto sulla costa oceanica fino a tornare nuovamente in Spagna per poi imbarcarsi e approdare in Marocco.

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Giuseppe  ormai non conta più i chilometri percorsi; conta solamente le emozioni che gli lascia il suo viaggio e la gente che incontra. In Portogallo ha dovuto confrontarsi, munito della sola tenda da campeggio, con temporali violentissimi e freddo intenso ma è riuscito a superare anche i momenti più difficili con un innato senso dell’adattamento alle esigenze che gli si presentavano. Poi è arrivato in Marocco e ha trovato alcuni italiani e conterranei suoi cari amici ma anche uno stato influenzale che lo ha debilitato per diversi giorni. Ha anche maturato la consapevolezza che la piccola city bike non era adatta al suo progetto di incamminarsi per il deserto del Sahara. Una bici troppo caratteristica con pezzi di ricambio difficili da trovare. Ha quindi dovuto abbandonare la sua “compagna” di viaggio per una più commerciale Mountain bike. Adesso è a Merzouga, ai confini con l’Algeria. Cammelli e sabbia caratterizzano il territorio che attraversa. “Le escursioni termiche sono forti – dice in un messaggio – si passa dai 21 gradi del giorno a pochi gradi sopra lo zero di sera”. Condizioni che non sono certo un problema considerando quello che ha già passato il “santangelese” di ferro.

“Per una decina di giorni ho pedalato insieme ad un tedesco, siamo diventati grandi amici ma poi abbiamo seguito strade diverse. Io voglio andare nel deserto. Proseguirò fino a Zagora, poi la strada finisce e lì vorrei incamminarmi per una pista nel deserto ma devo calcolare i rischi e il necessario delle cose da portarmi”. Una cosa che certamente non gli mancherà è l’entusiasmo. “Sto vivendo un’esperienza incredibile – continua a ripetere – vorrei che non finisse mai. Il Marocco è una terra stupenda e la gente lo è ancora di più”. A Sant’Angelo in Theodice, si è creato un gruppo di sostenitori, quasi fans che lo seguono sui social e gli assicurano assistenza non solo morale. Insomma, in viaggio senza meta di Giuseppe è di quelli che lascia il segno, non solo in lui, ma anche nei tanti che vorrebbero farlo ma a cui manca quel pizzico di follia per staccarsi da per terra e volare.

Ermanno Amedei

14 dicembre 2017 0

Cassinate in viaggio, cinque Paesi in 100 giorni per raggiungere il Sahara con citybike

Di admin

CASSINO – Ha già percorso più di 2mila chilometri con una city bike ed è appena a metá percorso. Cinque Paesi in 100 giorni per raggiungere il deserto del Sahara con il velocipede che solitamente viene usato per piccolo spostamenti cittadini; è questo il progetto di viaggio di Giuseppe D’Alessandro, 30enne di Cassino.

“Lavoro otto mesi l’anno in Inghilterra nel settore della ristorazione. Quando ho capito che la routine mi stava uccidendo sono fuggito”. Lo dice da un luogo a 20 chilometri da Lisbona dopo una nottata trascorsa nella sua tenda da campeggio, spazzato da un vento fortissimo. Sono partito dal sud dell’Inghilterra a inizio ottobre. Mi sono imbarcato sulla costa e dopo aver attraversato la manica sono arrivato in Francia”.

Quello è stato l’unico percorso coperto senza pedalare, tutto il resto lo ha fatto in sella alla sua bici trainando un carrellino su cui trasporta la tenda da campeggio, un sacco a pelo, gli indumenti di ricambio, le scorte alimentari e i farmaci che deve assumere quotidianamente in seguito ad una operazione alla tiroide subita qualche anno fa.

“Nessuna comoditá – dice- quando comincio ad essere stanco cerco un posto dove accamparmi e lì trascorro la notte. Sto attento a non scegliere le aree pubbliche perché potrebbe arrivare un poliziotto e multarmi per divieto di campeggio in vigore in molte zone. Preferisco quelle private, al massimo arriva il padrone e ti manda via”. Nessuna comodità alberghiera, non è il senso di questo viaggio. Troppo facile e scontato farlo dormendo in alberghi. Io voglio incontrare la gente e voglio la loro spontaneità. Quando paghi hai un servizio asettico. Quando fermo persone per chiedere informazioni su dove posso accamparmi mi indicano le possibilitá più disparate.

Alcuni mi offrono il giardino, altri il garage, in alcuni casi mi hanno invitato in casa e alla loro tavola. Un camionista, in una notte particolarmente fredda, mi ha fatto dormire sul pianale del suo camion al coperto; nessun problema a dormire fuori, ma ho apprezzato il suo gesto di darmi quello che di meglio aveva. Eppoi ne sono certo, con cortesia e rispetto per il prossimo si riesce ad andare molto più lontano di quanto non si riesce ad andare con una prepagata da mille euro”.

Ecco, l’altra lezione che ha imparato Giuseppe è che l’essenziale costa poco. “Per mangiare mi bastano 5 euro al giorno se non devo fare molte salite. Se il percorso è difficoltoso servono almeno 8 euro perché devo aumentare l’apporto calorico e di zuccheri”. Si approvvigiona nei supermercati o discount che incontra comprando alimenti sottovuoto o a lunga conservazione. Tutto questo per raggiungere uno scopo: “voglio pedalare sulla mia citybike anche per un breve tratto nel deserto del Sahara – dice – poter dire di averlo fatto. Poi posso tornare e decidere se farmi imprigionare dalla routine o se cimentarmi in qualche altro pazzo progetto”. Il suo programma è quello di attraversare il Portogallo lungo la costa oceanica e arrivare in spagna. Da lì attraverserà lo Stretto di Gibilterra e si dirigerá verso il Marocco. Poi il deserto. “Spero di essere lì per Natale o per il nuovo anno. Ma adesso devo pedalare” ci dice salutandoci.

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