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2 luglio 2018 0

Abbandono cani, Aidaa: “A giugno 18mila abbandoni, -22% rispetto allo scorso anno”

Di admin
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DALL’ITALIA – “Ritorna l’estate e con essa il problema degli abbandoni dei cani nell ‘ultima settimana di giugno sono stati 2.400 i cani entrati nei 120 canili monitorati da AIDAA e sparsi in tutte le regioni italiane”.

Lo si legge in una nota di Aidaa.

“Complessivamente nel mese di giugno sono stati oltre 188.000 i cani entrati in questi canili con un miglioramento di circa il 22% rispetto allo stesso mese del 2017 (Si tratta di un dato parziale relativo a un decimo del totale dei canili e dei rifugi presenti in Italia). Non stiamo parlando solo di cani abbandonati per strada, anzi in questi ultimi anni gli abbandoni su strade ed autostrade di cani non microchippati sono diminuiti del 30% rispetto ai dati di cinque anni fa.

Quello che invece aumentano sono gli “abbandoni” di cani lasciati fuori dai canili o consegnati direttamente alle strutture da persone che non riescono più a gestirli. Sono in forte aumento specialmente nei canili del nord Italia ingressi di molossi e questo rappresenta un problema nel probema, essendo proprio di questi giorni la nuova moda tra i giovani dei cani di grossa taglia in particolare pitbull e amstaff che poi in molti casi vengono abbandonati o messi in adozione in quanto non in grado di provvedere alla loro gestione quotidiana”.

17 aprile 2018 0

San Donato Valcomino: Schianto con l’auto contro un albero nello scorso weekend, ritirata la patente ad uno dei giovani

Di redazione

Durante la notte tra sabato e domenica scorsi a San Donato Val Comino, i militari della Stazione di Alvito, intervenivano lungo la S.P. 94 al km. 4+200 ove tre giovani si erano schiantati contro un albero ribaltandosi più volte, mentre percorrevano quella strada a forte velocità a bordo di un’autovettura Mercedes “Classe A”. Alla guida del mezzo si trovava un 24enne di Alvito, trasportato in “codice rosso” da personale del “118” all’Ospedale Civile di Sora insieme ad uno dei due passeggeri, mentre il terzo, in condizioni più critiche, veniva elitrasportato presso il Policlinico Umberto I° di Roma. Il ragazzo alla guida, sottoposto presso quel nosocomio ad ulteriori accertamenti sanitari come previsto dalle normative vigenti, risultava avere un tasso alcolemico pari a 1,00 g/l (superiore al limite consentito). Pertanto, lo stesso, dovrà rispondere di “guida in stato di ebbrezza, aggravata dall’aver provocato un incidente” ed aver causato lesioni a terzi, fortunatamente in via di miglioramento, con contestuale ritiro immediato del documento di guida. Foto d’archivio

8 settembre 2017 0

Sora: Individuati gli ultras che seminarono il panico in un club del Frosinone lo scorso 3 settembre

Di redazione

Alle prime luci dell’alba di oggi è stata condotta un’operazione dagli uomini della Digos della Questura di Frosinone e dell’Arma dei Carabinieri – Comando Compagnia Carabinieri di Alatri. Sono state eseguite perquisizioni nei confronti di una frangia di ultras violenti del Sora che, lo scorso 3 settembre, si è resa responsabile di un raid vandalico presso la sede di un club fidelizzato del Frosinone Calcio. Come ricostruito dagli inquirenti, una ventina di tifosi del Sora, di ritorno dalla trasferta di Alatri, dove la loro squadra aveva debuttato per la prima giornata del campionato di Promozione, con un atto premeditato e coordinato, sono giunti nei pressi dell’obiettivo da colpire incappucciati e, in 1 minuto e 55 secondi , hanno seminato il panico. Prima il lancio di alcune bottigliette, poi i violenti hanno preso a calci le sedie ed i tavolini che erano all’esterno dell’attività commerciale adiacente al club, oltre a fioriere e panchine, rivolgendo anche insulti e minacce contro i tifosi giallazzurri. Dopo il danneggiamento si sono dati precipitosamente alla fuga a bordo di autovetture lasciate intenzionalmente parcheggiate ad una certa distanza dal luogo del danneggiamento. Filmati di videosorveglianza e risultanze testimoniali hanno permesso di individuare i componenti del “branco”, facendo emergere in modo particolare gravi indizi di colpevolezza nei confronti di 5 ultras. Tutti residenti a Sora , di età compresa tra i 23 ed i 42 anni.

25 luglio 2017 0

Anagni: Aggressione dello scorso maggio a tifosi juventini, emesse 4 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di ultras del Napoli

Di redazione

Eseguite dalla Polizia di Stato 4 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di ultras del Napoli. Sono state eseguite stamattina, da personale della Digos della Questura di Frosinone e della Sottosezione Polizia Stradale di Frosinone, coadiuvato dalla Digos della Questura di Napoli, nell’ambito del secondo filone di indagine dell’operazione “Macula”, perquisizioni e 4 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti “ultras” del Napoli Calcio emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Frosinone dott. Antonello Bracaglia Morante, su proposta del Sost. Proc. Vittorio Misiti, della Procura della Repubblica di Frosinone. I fatti risalgono all’ 1.30 circa del 15 maggio scorso, quando un gruppo di sette tifosi della Juventus residenti nella provincia di Brindisi – di rientro dalla trasferta di Roma e viaggianti a bordo di un furgone a noleggio – mentre sostavano per rifornimento presso l’impianto ENI dell’area di servizio autostradale “La Macchia Ovest”, in territorio di Anagni, venivano violentemente aggrediti con calci, pugni e bastoni e venivano fatti oggetto di lancio di petardi e torce fumogene da un altro gruppo di circa venti tifosi ultras del Napoli Calcio – lì sopraggiunti e di rientro dalla trasferta di Torino. Terminata l’aggressione fisica, i violenti si impossessavano anche delle borse all’interno del furgone su cui viaggiavano i tifosi juventini, contenenti denaro, documenti ed altri oggetti personali, e si allontanavano dal luogo dell’evento a bordo di alcuni veicoli. Tutti gli aggrediti hanno dovuto far ricorso alle cure dei sanitari presso il nosocomio di Frosinone, con referti per lesioni dai 2 agli 8 giorni s.c. Nei giorni immediatamente successivi, su delega del Sostituto Procuratore dr. Vittorio Misiti, sono state eseguite, in territorio di Napoli e Caserta, perquisizioni domiciliari a carico di alcuni degli identificati, nel corso delle quali è stato rinvenuto materiale vario comprovante la diretta responsabilità in merito ai reati contestati. L’attività info investigativa ha portato già lo scorso 16 giugno, nel primo filone dell’operazione “Macula”, all’esecuzione delle prime tre ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti ultras. Successivamente, le risultanze investigative dell’attività di polizia giudiziaria hanno condotto all’identificazione di altri 4 ultras, coinvolti nella violenta aggressione nell’area di servizio “La Macchia” Il G.I.P., nell’adottare il provvedimento restrittivo anche nei loro confronti, ha accolto in toto la tesi investigativa, ravvisando la consumazione dei reati di rapina e lesioni aggravate. La complessa attività di indagine, condotta dagli uomini della Digos della Questura Frosinone e dagli agenti della Sottosezione Polizia Stradale di Frosinone, avvalendosi anche delle immagini dell’impianto di videosorveglianza dell’area di servizio e del sistema di video sorveglianza dello Stadio “Grande Torino” del capoluogo piemontese – dove gli indagati avevano assistito all’incontro di calcio Torino vs Napoli – , ha permesso di identificare gli altri 4 “ultras” responsabili della violenta aggressione e destinatari delle odierne misure; sono tutti partenopei di età compresa tra i 19 e 41 anni. Il Giudice dott. Antonello Bracaglia Morante, nel recepire le risultanze delle attività di indagine, nell’emettere i provvedimenti cautelari, ha osservato che: sono “ i fatti di inaudita, immotivata ed anche preordinata violenza di branco , pretestuosamente occasionata da barbariche contrapposizioni di soggetti che dissimulano sotto l’usbergo del tifo calcistico pulsioni criminali di ragguardevole spessore” E, ancora, “gli indagati sono stati parte attiva di un grave fatto delittuoso di gruppo, senza nemmeno preoccuparsi, protetti dalla forza del “branco”, della ragionevole possibilità di essere individuati dai videosistemi di sorveglianza e sicurezza di cui sono notoriamente dotate le autostrade. La scelta del tutto casuale del bersaglio della violenza ‘strada facendo’, con il solo elemento distintivo dell’appartenenza delle vittime ad una schiera di tifosi “avversari”, evoca scenari inquietanti da “Arancia Meccanica” di cinematografica memoria (si rammenti la preordinazione, la rapidità ed il coordinamento dei gesti violenti di almeno venti persone, che le immagini ben descrivono).”

28 settembre 2016 0

Attilio Massaroni, un “eroe” santostefanese nel dramma del terremoto del 24 agosto scorso

Di Antonio Nardelli

intervista di Sonia Palombo

In un Paese come l’Italia che spesso si abusa del termine “Eroe”, appioppandolo soprattutto a sportivi e cantanti, esistono invece persone che questo titolo lo meritano senza alcun dubbio e semplicemente perché fanno bene e onestamente il proprio lavoro. Questa è la storia di un carpentiere e piccolo imprenditore edile di Villa Santo Stefano che senza essere superman ha salvato almeno tre vite umane in mezzo alla tragedia del terremoto che ha colpito il reatino e le Marche il 24 agosto scorso. E questo solo grazie alla sua professionalità ed onestà professionale. Infatti una delle poche case di Amatrice ad essere rimasta, non solo in piedi, ma praticamente intatta, lasciando incolumi gli occupanti, è stata quella da lui ristrutturata alcuni anni fa. L’eroe, che non vuole essere chiamato così, è Attilio Massaroni, nato il 18 novembre 1971 a Villa S Stefano che senza avere alle spalle tradizioni familiari, ha iniziato a ventinove anni come apprendista carpentiere, per poi, nel 1995, aprire la prima Partita Iva, fino a costituire la sua attuale ditta, la “Bra.Ma. costruzioni srl”. Ma sentiamo direttamente da lui come si è trovato coinvolto con un ruolo da protagonista positivo nel dramma del sisma del 24 agosto.

Attilio Massaroni ci vuole raccontare questa sua straordinaria vicenda? A seguito del terremoto dell’Umbria del 1997, venni contattato dal signor Virgilio Tilesi, titolare di una impresa edile che mi chiese di collaborare con lui nel ripristino di alcuni edifici ed altre strutture rimaste lesionate in quella regione. Al termine dei lavori, essendo rimasto soddisfatto della mia opera, nel 2001 mi chiese di intervenire anche sulla sua casa di famiglia sita nel centro storico di Amatrice. Recatomi nel noto paese montano del reatino e mi misi all’opera mettendoci la mia consueta competenza, professionalità e correttezza.

Che a quanto pare, a distanza di 15 anni, in quella terribile notte di agosto, hanno fatto la differenza tra la Vita e la Morte. Ma come ha saputo che la casa da lei ristrutturata era rimasta in piedi , una della poche, in mezzo a tante macerie e, distruzione e morte? Terminati i lavori ad Amatrice, sono rimasto in contatto con la Famiglia Tilesi e ho mantenuto un legame di amicizia con loro. Ed è stato il figlio a chiamarmi all’indomani del sisma, informandomi tra le lacrime che la struttura da me risanata aveva retto alla scossa. Non aveva subito alcun danno strutturale ed avevano potuto riabbracciare la nonna Laura uscita illesa assieme alla badante, al compagno di lei, e al cagnolino di famiglia.

Massaroni vedo che lei ricordando quei momenti si emoziona ancora. Che cosa ha provato quando Tilesi le ha telefonato. Ho provato una fortissima emozione ed una enorme soddisfazione per aver svolto onestamente la mia professione. E questo perché ritengo che al sicurezza sia fondamentale.

Una soddisfazione immensa per aver salvato vite umane, ma quella casa rimasta in piedi è stata ovviamente notata e lei è stato contattato dai media a livello nazionale. Quando ad Amatrice si è saputo chi aveva ristrutturato quella casa che non aveva subito alcun danno, salvando gli abitanti, sono stato contattato dalla redazione del noto programma di Rai1, “La Vita in diretta”. Mi chiesero se avevo piacere di andare in trasmissione per raccontare la mia storia. La sorpresa è sta grande. Inizialmente ho pensato ad uno scherzo, quasi non ci credevo, ma alla fine si è dimostrato essere tutto vero. E quindi mi sono ritrovato a raccontare, assieme al proprietario dell’immobile, il signor Tilesi, questa storia a tutta Italia.

Ovviamente anche i tecnici mandati a fare i rilievi postsisma si sono interessati a quell’edificio. Ma ci vuole spiegare quali tecniche o tecnologie ha utilizzato per renderlo invulnerabili ai terremoti? Niente di speciale o fantascientifico. Ci siamo avvalsi di tecniche di risanamento rinforzando i muri in pietra con semplice cemento liquido e ingabbiando la struttura con ferri passanti e rete elettrosaldata in ambi i lati. Inoltre si sono irrobustiti i solai e rifatto il tetto in legno per non gravare con troppo peso la struttura”.

Signor Massaroni lei non è ancora tornato ad Amatrice. No, non ci sono ancora andato per ovvi motivi logistici. Ma prevedo di andarci al più presto, avevo tanti amici lì, purtroppo qualcuno non c’è l’ha fatta. Una storia semplice, quasi banale, quella di Attilio Massaroni, ma un bella storia. Per una volta non una storia di ruberie, di imbrogli, di scandali, furbetti che se ne infischiano dells vita degli altri. A dimostrazione che si può essere davvero eroi semplicemente facendo il proprio dovere, , con correttezza, ogni giorno, in ogni paese e nostra città, “come ho sempre fatto e continuerò a fare” ha concluso Massaroni.