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24 marzo 2018 0

Maria Elisabetta Alberti Casellati nuovo Presidente del Senato, prima donna alla seconda carica dello Stato

Di redazionecassino1
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ROMA – Maria Elisabetta Alberti Casellati , è il nuovo Presidente del Senato. L’esponente di Forza Italia è stata eletta dopo l’accordo fra il Movimento 5 Stelle e la coalizione di centro destra ed il ritiro della candidatura del sen. Paolo Romani, prima, nei confronti del quale il M5S aveva posto il veto e del ritiro della candidatura della senatrice Bernini. È la prima volta che una donna viene eletta alla presidenza della seconda carica dello Stato. Laureata in giurisprudenza e in diritto canonico nella Pontificia Università Lateranense, è stata ricercatrice universitaria per il settore scientifico-disciplinare IUS/11 “Diritto canonico ed ecclesiastico” presso l’Università di Padova.

È iscritta all’Ordine avvocati di Padova. Aderisce a Forza Italia fin dalla sua fondazione. È stata componente del Collegio nazionale dei probiviri, dirigente nazionale del Dipartimento sanità di Forza Italia e vice dirigente nazionale dei dipartimenti di Forza Italia.

Nel 1994 è segretaria di Forza Italia al Senato. Dal 2001 al 2002 è vice capogruppo di Forza Italia al Senato della Repubblica e dal 2002 al 2005 vice capogruppo vicario. Tra il 2006 e il 2008 è nuovamente vice presidente del gruppo al Senato.

Il 15 settembre 2014 viene eletta dal Parlamento in seduta comune con 489 voti membro del Consiglio Superiore della Magistratura in quota Forza Italia con una maggioranza pari a 3/5 dei votanti (486 voti). Alberti Casellati è la più votata nel settimo scrutinio.

F. P.

4 marzo 2018 0

Elezioni 2018: A Cassino alle ore 19 la percentuale dei votanti al 57,22% per Camera e Senato, Regionali 54,10%

Di redazionecassino1

CASSINO – L’affluenza alle urne per il rinnovo di Camera, Senato, Consiglio regionale e Presidente della Giunta alle ore 19 nel Lazio risulta intorno al 54,81% in 359 sezioni sul totale di 378. A Cassino alle ore 19 si erano recati ai seggi 16471 elettori per le elezioni politiche di Camera e Senato con una percentuale pari al 57,22%. Per il rinnovo del Consiglio Regionale avevano votato 16482 elttori che in percentuale rappresentano 54,10% degli elettori della Città Martire.

Nella provincia di Frosinone, alla stessa ora si erano recati a votare il 55,48% degli aventi diritto. A Rieti, l’affluenza era del 57,39%.

Nella provincia di Viterbo, il 56,76%, a Latina 54,76%, mentre la provincia di Roma faceva risultare una flessione rispetto alle altre province della Regione, dove la percentuale di votanti si fermava al 53,87% degli aventi diritto al voto.

Mancando ancora i dati di 19 sezioni qualche modifica alle percentuali indicate potrebbero subire qualche leggero cambiamento.

Quel che emerge, tuttavia, è che le percentuali delle singole province sono in linea con il dato generale del 54,81%.Bisognerà attendere la chiusura dei seggi per avere il quadro completo e fare il raffronto con la precedente tornata elettorale.Nel 2013 per il rinnovo della Camera dei Deputati aveva votato il 75,20%, contro il 75,11% del Senato. Nelle precedenti elezioni regionali del 2013, aveva votato il 71,96% degli elettori.

Per quanto riguardale il rinnovo di Camera e Senato, alle ore 19, dei votanti la percentuale nazionale è del 58,52%.

F. P.

17 settembre 2016 2

Senato, immigrazione e futuro del premier, le tre domande mai fatte al Promoter Renzi

Di admin

di Max Latempa

Dall’Italia – Il Promoter Matteo Renzi, tra una visita e l’ altra alle multinazionali, partecipa anche alle conferenze stampa in cui i giornalisti gli fanno sempre le stesse domande. E le risposte sono praticamente sempre le stesse: evasive o confacenti a realtà parallele che nulla hanno a che fare con la situazione reale in cui versa il Paese.

Avendocelo di fronte, sono almeno tre (solo tre per non rubare tempo prezioso a chi dovrebbe guidare il Paese con l’ obbligo di raggiungere gli obiettivi stabiliti) le domande che gli andrebbero fatte.

LA PRIMA – Quando ha partorito l’ idea della riforma del Senato era nelle sue piene facoltà di intendere e di volere? Perché nessun maggiorenne con cognizione di causa prospetterebbe un Senato composto da sindaci e presidenti di regione senza comprendere che questi svolgono già un ruolo che li dovrebbe assorbire completamente. Dire ad un Sindaco che per alcuni giorni a settimana dovrà partecipare a Roma alle sedute del Senato implica solo due ipotesi: o i sindaci (ed i presidenti delle regioni) non fanno un cavolo dalla mattina alla sera e quindi possono dedicarsi ad altro o queste istituzioni andranno rapidamente in malora senza poter di fatto funzionare.

LA SECONDA – Si è mai posto un limite oltre il quale non è più possibile accogliere immigrati oppure si continuerà ad andare ad oltranza? Perché tutte le belle parole sull’accoglienza e sul ruolo dell’ Italia in prima linea lasciano il tempo che trovano. La realtà è che tra Africa, Asia, Sud America ed Europa dell’ Est ci sono chiaramente almeno un miliardo di persone povere che, avendone la possibilità, verrebbero subito da noi. Ammesso che un decimo di questi ci riesca, stiamo parlando di cento milioni di persone che si riverseranno da noi nei prossimi anni. L’ Italia fa 60 milioni di abitanti.  Dato che il resto dell’ Europa non ne vuole sapere della ricollocazione e che gli immigrati nella Ue sono già quantificati in circa 30 milioni, anche un bambino che sa fare solo addizioni e sottrazioni capisce che siamo di meno. Pensare che chissà per quali fini l’ Italia possa risolvere i problemi del mondo è criminale.  Allora signor Promoter, qual è questo numerino che costituirà il limite oltre il quale i barconi saranno rispediti indietro?

LA TERZA – Visto il suo prodigarsi nella promozione delle multinazionali, dalla Apple alla Fiat, passando per Amazon e Ferrero, Ferrari e Cisco (solo per citare i casi più eclatanti) e visto che alcune di queste aziende hanno ricevuto dal Governo vantaggi fiscali (gli accordi con Amazon e Apple) ed altri hanno portato la sede fiscale all’ estero (Fiat e Ferrari), ricevendone da Lei solo elogi, ci vuole dire per quale multinazionale andrà a lavorare quando avrà finito il suo mandato politico? Del resto, secondo una recente indagine, quasi tutti gli ex leaders europei oggi lavorano o collaborano con banche o multinazionali. Allora signor Promoter, cosa farà da grande?

All’esercito di giornalisti che ogni giorno vedono Renzi e che gli fanno sempre le solite domande, il compito di dimostrare di avere gli attributi per fare bene, almeno una volta, il loro mestiere.

di Max Latempa

22 agosto 2011 0

Tedeschi (Idv): “La manovra in discussione da oggi al Senato è dannosa e controproducente”

Di admin

Da Anna Maria Tedeschi, Consigliere regionale Italia dei Valori del Lazio, riceviamo e pubblichiamo: La manovra in discussione da oggi al Senato non solo è iniqua e ingiusta, ma sostanzialmente è dannosa e controproducente. La politica dei tagli indiscriminati è stata bene attenta a salvaguardare le rendite ed i loro beneficiari, gli stessi che, facendo a parte con la casta, hanno portato l’Italia verso il baratro. Ma questa non è politica, è tutt’altro e nulla ha a che vedere con la gestione di quel rapporto complesso tra democrazia ed economia da cui dipendono equità e pace sociale. Così come sta succedendo per la Regione Lazio, anche nel Governo Centrale si fanno esercizi di ragioneria per far quadrare, almeno sulla carta, le partite tra dare e avere. Ma ormani i conti non quadrano nemmeno più sulla carta, tanto sono sballati e fuori controllo. Allora con abile manovra mediatica si traslano le responsabilità di un governo deviato sul capro espiatorio Tremonti identificato come la causa di tutti i mali. Ma decenni di governo deviato verso interessi di parte non potevano che avere questo “sfracello” come naturale conseguenza. Gli interessi di una nuova finanza di cui pure c’era e c’è bisogno, andavano gestiti e guidati per favorire il passaggio verso un’economia post-industriale e non per ingrassare la casta, così come gli interessi dei leglisti andavano gestiti e guidati, magari per favorire col federalismo una sana concorrenza tra le diverse zone del Paese e non per restare schiavi dei continui ricatti. Da oggi iniziano in Senato le acrobazie dell’opposizione per ridisegnare una manovra i cui totali sono imposti, doverosamente, dall’Europa. Anche alcune frange della maggioranza fanno finta di dolersi, ma di cosa? Se si dolgono di aver appoggiato il governo Berlusconi allora non sono più maggioranza, se invece vogliono solo lavarsi la faccia, allora si tratta dei classici traditori che prima hanno beneficiato dell’andazzo e al momento del redde rationem fuggono come topi impauriti. Ma dietro le poste in discussione ci sono storie di persone oneste che dopo aver lavorato una vita speravano nella pensione e nella liquidazione per realizzare il sogno di una vita, magari una casa al mare! Ci sono disabili che, sebbene avvezzi a lottare, si sentono presi ancora una volta di mira, quasi bersaglio preferito di sadici aguzzini; e poi ci sono anche quei grandi campioni tanto osannati, i calciatori, sui quali non vale nemmeno spendere parole, che minacciano addirittura lo sciopero, come normali lavoratori a mille euro al mese. La vicenda del contributo di solidarietà dei calciatori offende tutti i cittadini che in Italia lavorano davvero ed è emblematica di una triste verità: in Italia oltre alla casta ci sono gli “Intoccabili” che, al contrario dei personaggi del film di Brian De Palma, possono fare tutto al di fuori delle regole. Gli Intoccabili rappresentano la legittimazione dell’anti-Stato, identificarli sarebbe facile: basterebbe andare alle Cayman Islands o in tanti altri paradisi fiscali, alcuni dei quali interni anche all’Italia. Ma gli Intoccabili devono alimentare la casta, invece maestre, precari, disabili a chi servono? Servono a quell’Italia onesta e dignitosa che ancora c’è, forse un po’ troppo assuefatta alle deviazioni, ma dinanzi a questo sfracello sono sicura che, come dice Mameli, “l’Italia s’è desta”.

14 agosto 2011 0

I poliziotti esigono di poter usufruire dei buoni pasto da 7 euro al ristorante presso il Senato o Montecitorio

Di admin

Dalla Segreteria Nazionale del COISP riceviamo e pubblichiamo:

Al Presidente del Consiglio dei Ministri On. Silvio Berlusconi On. Roberto Maroni Ministro dell’Interno e, p.c., Al Ministero dell’Interno Ufficio Amministrazione Generale Dipartimento della P.S. Ufficio per le Relazioni Sindacali

Dai principali organi di stampa nazionali apprendiamo che presso il ristorante del Senato è possibile consumare le “lamelle di spigola con radicchio e mandorle” a soli 3 euro e 34 centesimi, che le “penne all’arrabbiata” costano euro 1,60, che un filetto alla griglia costa 5,23 euro e che una “fetta di crostata” vale 1,74 euro. Una domanda allora sorge spontanea, egregio signor Presidente del Consiglio e signor Ministro: se ad un Senatore bastano poco più di tre euro per consumare un primo ed un secondo, perché mai deve guadagnare circa 14mila euro al mese? Senza pensare ai viaggi gratis in aereo ed in treno, al fatto che non paga l’autostrada, che può vestirsi nelle migliori boutiques della capitale usufruendo dello “sconto Parlamento”, che gode di copertura sanitaria totale estesa anche ai familiari e conviventi, che non paga i biglietti del cinema o dello stadio e chi più ne ha più ne metta. I poliziotti invece guadagnano mediamente 1500 euro al mese, che raggiungono faticosamente includendovi l’indennità di servizio esterno, i turni festivi e notturni e qualche ora di lavoro straordinario, quando viene pagata; quasi nessuno gode del privilegio della seconda casa, o meglio ancora di qualcuno che gli paghi, per anni, il mutuo della prima senza accorgersene; paga il biglietto del treno e dell’aereo, il pedaggio autostradale, l’entrata al cinema e allo stadio, il ticket sanitario per se stesso e per i suoi familiari e si veste come può e dove può, facendo i conti al centesimo “per far passare la nottata”. Ha però diritto ad un buono pasto di euro 7 che bastano a malapena a coprire la consumazione di un panino imbottito, accompagnato da una bibita e da un caffè, in quanto per le lamelle di spigola con radicchio e mandorle deve spendere almeno 22 euro, con la conseguenza che i 19 euro di differenza tra quanto pagato da un Senatore ed il corrente prezzo di mercato della spigola viene pagato dai contribuenti, poliziotti inclusi. Come giustamente osservato da qualche bravo opinionista, un pranzo completo di un parlamentare costa 10 euro, mentre ad un comune mortale 50. La differenza di 40 euro è tutta a carico dei cittadini lavoratori e contribuenti e poiché la casta è rappresentata da poco meno di mille persone che consumano due pasti al giorno, ovvero 60 al mese, l’aggravio prandiale sulle casse dello Stato e quindi dei cittadini tutti, ammonta a ben 29 milioni e duecentomila euro. Roba da repubblica delle banane, con la r minuscola e con le banane andate a male. E pensare che l’ultimo aumento concesso alle Forze dell’Ordine è stato di appena 20 euro lordi mensili.

E poiché a Roma la consumazione dei pasti per i poliziotti è diventata logisticamente ed economicamente difficile, si esige di poter usufruire dei ristoranti di Palazzo Montecitorio e di Palazzo Madama durante la pausa pranzo ed anche fuori servizio, e si pretende di pagare con il buono pasto da 7 euro. La misura è colma poiché guadagnare 14mila euro al mese e pagare un luculliano pranzo completo al prezzo di otto euro, prepara le rivolte del pane, accende gli animi, e legittima lo strepitus fori, nonché il disprezzo per la classe politica e per questo Governo che ci ha preso per i fondelli per ben tre anni. Cosa devono fare i poliziotti che guadagnano 1500 euro (quelli che ci arrivano) e che hanno in tasca qualche buono da 7 euro? Viene voglia di venire sotto Palazzo Madama e Montecitorio, magari il giorno di ferragosto, e spararvici all’interno i nuovi lacrimogeni in dotazione così si coglierebbero due piccioni con una fava, ovvero si otterrebbe lo sgombero immediato di certi ristoranti da politici mediocri e si testerebbero su quest’ultimi gli effetti dei nuovi artifici lacrimogeni in dotazione alle forze di Polizia, la cui lesività nonostante le numerose interpellanze parlamentari, è sempre stata tenuta nascosta da Lor Signori. Che si fa, signor Presidente e signor Ministro? Veniamo a spendere il nostro buono pasto di 7 euro presso i ristoranti di Camera e Senato?? In attesa di cortese urgente riscontro, l’occasione è gradita per inviare i più Cordiali Saluti. La Segreteria Nazionale del COISP

1 ottobre 2009 0

Senato accademico universitario, eletti cinque direttori di dipartimento

Di redazione

Eletti, pressso l’università di Cassino 5 nuovi Direttori di Dipartimento in Senato Accademico. Le elezioni si sono svolte ieri (30 settembre 2009) e dalle urne è emerso questo risultato: prof.ssa Rosella Tomassoni – Dipartimento di Scienze Umane e Sociali – 47 voti prof. Vincenzo Baldini – Dipartimento di Discipline Giuspubblicistiche – 45 voti prof.ssa Marina Bianchi – Dipartimento di Scienze Economiche – 42 voti prof. Paolo Russo – Dipartimento di Scienze Motorie e della Salute – 37 voti prof. Elio Sacco – Dipartimento di Meccanica, Strutture, Ambiente e Territorio – 36 voti prof. Edoardo Crisci – Dipartimento di Filologia e Storia – 27 voti Si PROCLAMANO ELETTI IN SENATO ACCADEMICO PER IL QUADRIENNIO 2009-2013: prof.ssa Rosella Tomassoni prof. Vincenzo Baldini prof.ssa Marina Bianchi prof. Paolo Russo prof. Elio Sacco