Tag: Sherman

21 novembre 2017 0

San Vittore del Lazio: Sherman resterà con la sua famiglia. Il Tar si pronuncia sul caso del cane conteso

Di redazione
(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({ google_ad_client: "ca-pub-3708340944781441", enable_page_level_ads: true });

Sherman resterà a casa sua, a San VIttore del Lazio. Il Tar di Latina si è definitivamente pronunciato nel merito della vicenda del cane conteso fra i suoi attuali padroni ed una onlus tedesca che lo avrebbe voluto dare in affidamento in Germania. La vicenda di Sherman è nota: la Ekos Pet onlus aveva preso in carico la richiesta di affidamento di Sherman, cane di razza dogo argentino tripode, in custodia presso una struttura del frusinate, ad una donna tedesca. Il cane però aveva già trovato amorevolissime cure presso l’abitazione del signor Giovanni Valente. Il sanvittorese aveva adottato quel cane e, complici tempo e amore, ne aveva fatto un membro a tutto tondo della famiglia. Burocrazia e cavilli giuridici avevano innescato però una battaglia legale che aveva visto il Comune di San Vittore far sua la lotta per impedire che Sherman venisse strappato ai suoi affetti. Un primo pronunciamento del Tar in cui il Comune era resistente era finito al Consiglio di Stato che, nel maggio scorso, aveva sospeso le ragioni della Ekos Pet e reinviato la questione nel merito all’udienza di Palazzo Doria di pochi giorni fa. Da allora, con sentenza trattenuta perché in via di stesura, a San Vittore si erano registrate ore tesissime ma, alla fine, il verdetto: i motivi di legittimità della permanenza di Sherman a San Vittore presso i suoi attuali padroni sono fondati e il ricorso della Ekps Pet, condannata tra l’altro a pagare 2000 euro di spese legali, è stato rigettato. “Esprimo la massima soddisfazione per questa sentenza – ha affermato una raggiante Sindaca Nadia Bucci -; sono stati mesi lunghi in cui comunque a Sherman non mai mancato l’amore dei suoi genitori adottivi, un amore che alla luce di questa sentenza potrà durare negli anni. Un ringraziamento speciale – ha proseguito la prima cittadina – alla volontaria Cinzia Valente, che ha sempre fortemente sostenuto Sherman innanzitutto, ma ogni cane abbandonato, svolgendo del volontariato in silenzio. Credo sia giunto il momento di riconoscere la forza del suo impegno che l’ha portata spesso a mettere in secondo piano anche le incombenze familiari”.

12 maggio 2017 0

Sherman è sanvittorese. Il Consiglio di Stato dà ragione al comune

Di redazione

Colpo di scena nella vicenda del cane Sherman, il dogo argentino tripode che da tempo era conteso fra il Comune di San Vittore del Lazio ed una onlus che intendeva affidarlo ad una richiedente in Germania: il Consiglio di Stato ha accolto in pieno il ricorso del Comune di San Vittore del Lazio, rappresentato dall’avvocato venafrano Gianluca Giammatteo, contro un precedente pronunciamento cautelare del Tar di Latina che aveva lasciato presagire come, la decisione del Comune di tenere il cane a San Vittore, amorevolmente curato da un cittadino, il signor Valente, fosse in bilico. La vicenda è nota a tutti: il cane in questione era stato “rivendicato” dalla E. Onlus, allo scopo di affidarne le cure ad una signora residente in Germania. I media avevano parlato di “estradizione”, intendendo ovviamente un immotivato sradicamento del cane da un luogo dove aveva già ritrovato pace, salute e gioia di vivere. Vi era stato anche il famoso “duello”, in senso lato, ad Uno mattina fra la Sindaca Nadia Bucci, l’animalista Cinzia Valente ed uno dei legali rappresentanti della Onlus, l’avvocato Maria Cristina Fischioni. Il Tar aveva emesso un pronunciamento interlocutorio e si era giunti al Consiglio di Stato, dietro caparbio imput del Comune di San Vittore, che voleva a tutti i costi che Sherman-Ciccio (sarebbe questo il suo nome di adozione sanvittorese, ormai) restasse a casa sua, nel Cassinate. Di diverso, diverso e definitivo, parere è invece il Consiglio di Stato: con provvedimento N° 2442 del 2017, i giudici Francesco Caringella, Paolo Giovanni Nicolò Lotti, Fabio Franconiero, Stefano Fantini e Daniele Ravenna hanno stabilito che quella pretesa nullità “debba ritenersi sanata dalla rituale costituzione in giudizio delle E.” ed hanno accolto l’appello del Comune, respingendo l’istanza cautelare proposta in primo grado, azzerando in buona sostanza il precedente pronunciamento di Piazza Doria sulla “estradabilità” del cane. Vittoria su tutti i fronti del Comune, oltre che della qualità della vita di Sherman-Ciccio, che se la gode nei prati dell’abitazione del signor Giovanni Valente, dato che i giudici del Cds hanno compesato le spese sia in primo grado che nell’appello definitivo, sconfessando la tesi dei legali della Onlus per cui il Comune avrebbe dovuto scucire fior di danè in virtù di questa sua battaglia di civiltà.