Tag: social

4 giugno 2018 0

La Cassino dei giovani che rimbalza sui social: intervista a Cas/s/ee/no

Di admin
(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({ google_ad_client: "ca-pub-3708340944781441", enable_page_level_ads: true });

CASSINO – Arguti osservatori, critici brillanti e, quando serve, giudici irriverenti: sono i ragazzi di Cassino, quelli che guardano la propria città cogliendone pregi e difetti, misurando il peso delle sue problematiche e degli atteggiamenti ambigui di chi la governa e la popola.

Dalle scuole ai locali del centro, dalle vie principali ai social: i giovani parlano, discutono, realizzano. Ironizzano, molto, perché le sole armi con le quali possono muoversi in una cappa di paradossi e doppiezze sono il cervello e l’ironia. Cosa può esserci di meglio se non questi due ingredienti per comunicare sulla rete e unire i differenti pareri dei nostri attenti osservatori? È la domanda che poniamo agli admin che gestiscono la sagace pagina Facebook “Cas/s/ee/no”, diventata virale negli ultimi giorni fra adolescenti e universitari della zona.

“Per far ridere, bisogna saper far riflettere” è il loro commento, mentre spiegano come l’idea sia “scaturita non da problematiche, ma dall’osservazione antropologica e colonscopica degli indigeni cassinati e dei loro comportamenti in relazione all’habitat”. Una Cassino vista nella simpatica prospettiva di un’era primitiva, una maniera colorita ma certamente veritiera per esprimere il degrado dimostrato da parte dei suoi abitanti. È così che l’esaltazione tutta cassinate per la storica Abbazia di Montecassino, spesso oggetto di cori tutt’altro che patriottico-culturali, diviene spunto per una meme in cui il fanatismo legato alla sua presenza è assimilabile e addirittura superiore agli effetti dell’esaltazione da sostanze stupefacenti. Gli stessi ambigui personaggi ad essa legati, come l’ex abate Pietro Vittorelli, diventano oggetto di una riflessione che va oltre il riso. Il team di Cas/s/ee/no rivela: “Le persone hanno vari hobby: calcetto, fare quattro salti allo skate park, la droga, l’amicizia, la droga, baciare i pali, la droga, l’amicizia ce l’hai messo? Sì. Ah ok…”.

Ma quanto spazio trova realmente, nel contesto cassinate e limitrofi, una pagina che affronta questi temi? “La proposta della pagina ha avuto un ottimo feedback, alcuni memas sono andati letteralmente a ruba. Ci hanno chiesto degli indumenti fregiati del logo, si sta pensando di vagliare l’idea di un merchandise”. Credete dunque che il vostro messaggio possa avere peso in un possibile miglioramento della città? “Speriamo di no, altrimenti non avremmo più materiale per cui ridere” Allora chi dovrebbe aver paura di essere colpito dalla vostra ironia? “Nessuno. Prende di mira tutto e tutti, ma non abbiate paura, è sbagliato pensare sia satira: quella di Cas/s/ee/no è una diapositiva della nostra città, solo con la saturazione a palla”. Giulia Guerra

27 aprile 2018 0

La morte diventa “social” con “l’urna digitale”, un’app trasforma il telefono in cimitero

Di admin

ATTUALITA’ – Le nuove tendenze della “morte” esposte al TanExpò di Bologna. “L’urna digitale”, cioè un’urna per le ceneri dotata di un tablet connesso ad internet, è stato il prodotto del settore funebre che più ha incuriosito alla fiera bolognese riscuotendo anche l’interesse del settimanale Cronaca Vera che ha dedicato all’innovazione tutta italiana, ben due pagine illustrate.

Tra interi padiglioni che esponevano lussuosissimi “carri funebri” la cui promozione si affidava al pur sempre efficace binomio “donne e motori”; tra centinaia di bare, di ogni dimensione, materiale e prezzo; tra tutti gli accessori che servono per mantenere “fresca” la salma; lo stand dell’urna digitale era quello tra i più visitati e non poteva essere diversamente se ad essere promosso è un oggetto che rende “social” anche la morte.

In definitiva, però, come spiega Cosetta Meschiari, una delle titolari di iRip, la società che ha lanciato l’urna, “E’ come avere un camposanto a portata di mano, o meglio, sul proprio telefono cellulare”. Il sistema è geniale e semplice. L’urna è dotata di un tablet collegato ad internet, che riceve messaggi e fiori “virtuali” grazie ad una app ideata da due giovani di Finale Emilia e di Comacchio.

Scaricando quell’app, il parente della persona deceduta, in qualsiasi parte del mondo si trovi, può decidere di inviare un messaggio o un disegno floreale che comparirà sul tablet.

Vi piaccia o meno, questa è l’idea e sul numero 2382 del settimanale Cronaca Vera, il sistema dell’urna digitale è illustrata nel dettaglio.

28 marzo 2018 0

La puntura di Ultimo… ai social network dipendenti

Di admin

LA PUNTURA DI ULTIMO – Facebook è nell’ occhio del ciclone a causa dello scandalo dei dati di milioni di utenti usati impropriamente per scopi elettorali ed altro. Adesso si nutrono dubbi anche su Google e Twitter.

Forse ora si inizierà finalmente a capire che la gratuità di questi social network è solo un espediente per carpire i dati personali degli utenti.

Quando ti chiedono di registrarti, scatta la trappola. Auguri a tutti quelli che ne hanno fatto una malattia…

Ultimo

7 dicembre 2017 0

Il Natale nel Lazio al tempo dei social, fra novità e tradizioni irrinunciabili

Di redazionecassino1

Il Natale è la festa più attesa dell’anno, ma come è cambiato il modo di viverla con l’avvento dei social e come è cambiata fra i residenti nel Lazio? È quello che ha chiesto in un’indagine Doxa*, commissionata da un’azienda leader nel settore degli acquisti online, agli abitanti del Lazio. I risultati sono singolari, ma nel solco delle tradizioni,alcune delle quali restano  ben salde nei residenti della nostra Regone La ricerca, infatti, rivela come gli italiani ed in particolare i laziali vivono il Natale al tempo dei social, tra scambi di auguri, preparativi, scelta dei regali e nuovi modi di condividerli.

Per quanto riguarda gli auguri sette laziali su dieci vivranno il prossimo Natale sui social e dichiarano di sentirsi a proprio agio con questo nuovo modo digitale di festeggiare. In occasione del Natale i laziali, infatti, le chat su whatsapp diventano utili strumenti per organizzare serate e festeggiamenti. Il 60% lo utilizzerà quando bisogna decidere i regali da fare per il 60%. Il 56% per organizzare il pranzo ed il 27% per far sapere cosa desidera ricevere. La classica letterina a Babbo Natale, insomma, si è trasformata in una chat whatsapp. Soltanto il 6% dichiara di non sopportare le classiche chat natalizie di auguri. Whatsapp, inoltre, rappresenta anche un nuovo mezzo per scambiarsi auguri natalizi. Stando ai dati forniti dalla ricerca,3/4 degli italiani sono infatti favorevoli all’idea di creare gruppi e chat dedicati allo scambio di foto e auguri, e solo il 25% si dichiara contrario o non le usa. Perché le amano così tanto? Perché sono comode e fare gli auguri. In ogni caso, il giorno di Natale il telefono sta sul tavolo durante il pranzo ed il 12% fra i laziali che dichiara di inviare fino a 50 messaggi di auguri. L’atmosfera natalizia che fine ha fatto secondo laziali? Sostanzialmente resta una magia molto speciale. Secondo il 55% dei loro esiste ancora al tempo dei social. Solo il 35% crede che questa magia possa presto perdersi insieme alle tradizioni più classiche, mentre il 10% sostiene che purtroppo il mondo digitale abbia già cancellato il fascino del Natale. In generale l’atmosfera natalizia 2.0 viene percepita in maniera positiva da 7 laziali su 10, che ne apprezzano l’allegria, la festosità e il suo essere smart. E per quanto riguarda le tradizioni? Il Natale è una ricorrenza che vive di tradizioni, ma anche la routine cambia e si evolve: quali tradizioni restano e quali i laziali vorrebbero eliminare? L’atmosfera natalizia, grande protagonista delle chat e delle gallery social, si conferma tradizione irrinunciabile per tutti. Al primo posto l’albero di Natale (89%), seguito al secondo dalla decorazione della casa con gli addobbi (85%) e dalla preparazione della tavola con la classica tovaglia natalizia (83%). I laziali si confermano poi amanti della buona cucina: il 72% ama il pranzo con i parenti, che da tradizione deve durare fino al tardo pomeriggio, con portate che sembrano non avere fine – alla dieta penseranno poi dopo le feste! Vince ancora lo spirito di bontà: 7 laziali su 10 a Natale dichiarano che siamo tutti più buoni e solo il 15% non crede in questo classico modo di dire. Se la tradizionale atmosfera natalizia è un must have per tutti gli italiani, non solo nel Lazio, le usanze più classiche si vedono oggi affiancare da nuove tradizioni digitali. Ma il Natale come è cambiato sotto l’aspetto affettivo? Il Natale resta sinonimo di famiglia e affetti: la maggior parte dei laziali lo festeggia infatti in compagnia di parenti e amici (97%), scambiandosi regali e pensieri scelti con cura – una tradizione a cui 8 laziali su 10 non sono disposti a rinunciare. Ma come è cambiato il modo di fare i regali? Rispetto a cinque anni fa, un laziale su due dichiara di regalare più esperienze, che non vengono vissute come alternativa al bene fisico, perché regalare un’esperienza significa principalmente: personalizzare di più il pensiero; creare un momento di condivisione. In generale, emerge che oggi esperienze e regalo fisico vanno di pari passo e hanno lo stesso livello di considerazione agli occhi degli italiani e dei laziali. Anche la caccia ai regali è cambiata nel tempo: oggi le vetrine dei negozi sono fonte di ispirazione per il 71% degli italiani tanto quanto internet e i social media (73%), con un picco dell’83% nella fascia 18-24 anni, più abituata a confrontarsi quotidianamente con il mondo digitale. Continua, tuttavia, a piacere l’effetto sorpresa sotto l’albero a sette laziali su dieci, preferendo scegliere il regalo di testa propria, navigando in Internet o girando per negozi, senza chiedere suggerimenti direttamente al destinatario. In buona sostanza il natale nel Lazio risente dei socal, ma il rapporto umano e la convivialità restano ancora ben saldi nello spirito natalizio dei cittadini della nostra regione.  E allora, buon Natale a tutti!

F. Pensabene