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29 Gennaio 2019 0

Non restituisce i soldi e l’usuraio lo fa violentare con un bastone

Di admin
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NETTUNO – E’ stato violentato con un bastone dagli esattori dell’usuraio a cui non aveva restituito parte dei 1400 euro prestati. La vicenda iniziata nel dicembre 2016 a Nettuno con l’arresto di 4 persone accusate inizialmente di sequestro di persona estorsione e lesioni, ieri mattina in tribunale a Velletri ha visto la drammatica deposizione della vittima, un 43enne di Roma il quale ha raccontato che nel corso dei quattro giorni durante i quali è stato sotto sequestro, avrebbe subito oltre a pestaggi continui, anche violenze sessuali in modo brutale e sadico. Ha raccontato al presidente del tribunale collegiale, cosa era stato costretto a subire per non aver reso parte dei 1.400 euro avuti in prestito nel maggio 2016 da un uomo di Nettuno. Il 43enne ha raccontato come, dopo non aver pagato le rate (150 euro a settimana per 3 mesi, cioè 2100 euro) è stato costretto a firmare cid addossandosi la colpa di incidenti stradali mai avvenuti. Tre mesi dopo, sotto la minaccia di una pistola è stato portato dal fratello dell’usuraio e da altri due uomini nel magazzino del bar di Nettuno dove gli avevano dato i soldi e lì sarebbe rimasto legato per quattro giorni. “Mi hanno fatto di tutto – ha detto assistito dal suo avvocato Massimiliano Pica del foro di Velletri – Oltre alle botte mi hanno fatto bere ‘piscio’”. Termini crudi, impossibili da rendere accettabili, in particolare quando ha dovuto descrivere la scena della violenza sessuale subita subita con un oggetto, forse un bastone, forse uno sfollagente, fatta da due dei suoi carcerieri.

Dopo averlo pestato, infatti, con il naso rotto e gli arti duramente colpiti a bastonate, mentre uno lo reggeva l’altro lo violentava per scambiarsi poi i ruoli più volte. Il racconto dettagliato e drammatico si è concluso con la fuga della vittima attraverso una finestra per poi denunciare tutto ai carabinieri di Anzio. Nel corso delle indagini svolte dai militari per verificare il racconto, si sono moltiplicate anche le minacce di morte ricevute dai suoi carcerieri, rivolte alla vittima e ai suoi parenti, che gli intimavano di restituire la somma di danaro. Ascoltata anche la madre della vittima che ha confermato la versione del figlio in merito alle minacce. L’udienza poi è stata aggiornata al primo aprile calendarizzando così l’escussione di teste e consulenti della difesa.

Ermanno Amedei

17 Gennaio 2019 0

Un impero sfruttando braccianti agricoli, arrestati sindacalisti ed ispettori: “A Babbo Natale chiedo 4mila disoccupati…”

Di admin

LATINA – Un sindacalista e un ispettore del lavoro tra le sei persone coinvolte nell’operazione che, questa mattina, ha portato in manette sei persone a Latina.

La Squadra Mobile di Latina ed il Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato hanno eseguito un’ordinanza restrittiva emessa dal G.I.P. del Tribunale di Latina, dr Gaetano Negro, su richiesta del Procuratore di Latina, dr Lasperanza e del Sost. Proc. d.ssa Spinelli, nei confronti di sei soggetti ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento del lavoro, all’estorsione, all’autoriciclaggio, alla corruzione e ai reati tributari.

Tra i destinatari figurano il segretario provinciale della FAI CISL di Latina ed un Ispettore del lavoro, che avrebbero dovuto vigilare sulla legalità dei lavori nei campi.

Oltre ai destinatari della misura cautelare, che ha permesso di disarticolare un sistema di protezione e collusione che rendeva possibile lo sfruttamento selvaggio della manodopera straniera, vi sono ulteriori 50 indagati, tra cui imprenditori agricoli, commercialisti, funzionari ed esponenti del mondo sindacale, che avrebbero dovuto vigilare sulla legalità nel mondo del lavoro e tutelare i lavoratori.

Secondo gli inquirenti gli arrestati, tra cui due donne, sono risultati impegnati, per mezzo di una società cooperativa denominata Agri Amici, con sede a Sezze (LT), nel reclutamento e nello sfruttamento di stranieri centrafricani e rumeni, somministrando illecitamente la loro manodopera a centinaia di azienda agricole committenti, avendo monopolizzato il settore nelle provincie di Latina, Roma, Frosinone e Viterbo.

Approfittando dello stato di bisogno, gli stranieri venivano trasportati nei campi a bordo di pulmini sovraffollati, privi dei più elementari sistemi di sicurezza, ed erano costretti ad affrontare una giornata lavorativa di almeno 12 ore a fronte di una retribuzione inferiore alla metà rispetto a quella prevista dal contratto collettivo nazionale di lavoro del settore.

I destinatari della custodia cautelare in carcere sono: Battisti Luigi nato 50 anni di Latina,  ritenuto il fondatore ed organizzatore della cooperativa: era colui che, secondo gli inquirenti, intratteneva i rapporti istituzionali e con le aziende committenti, stabilendo i criteri contrattuali, amministrativi ed economici riguardanti i lavoratori; Cerroni Daniela 43enne di Sezze , anche lei considerata capo e promotore del gruppo criminale, nonché socio fondatore della Cooperativa: si occupava di organizzare e pianificare i gruppi di braccianti che ogni mattina venivano riuniti nel cortile della sua abitazione di Priverno e successivamente trasportati presso le aziende committenti; Vaccaro Marco 40 anni di Frosinone segretario generale provinciale della FAI CISL (federazione agricola, alimentare e industriale), indagato per avere garantito protezione alla cooperativa AGRI AMICI, grazie al suo ruolo sindacale, estorcendo l’iscrizione alla sua organizzazione  ai lavoranti assunti dalla cooperativa, dietro la minaccia del licenziamento.

I destinatari della misura cautelare degli arresti domiciliari sono: Di Pietro Luca 40 anni di Latina formalmente presidente della cooperativa AGRIAMICI, impegnato nel trasporto e nella vigilanza dei braccianti; Pognardi Nicola 58 anni di Capua (CE) Ispettore del lavoro presso  l’Ispettorato Territoriale di Latina, accusato di avere garantito copertura alla cooperativa AGRIAMICI in cambio di utilità economiche, elargendo consigli e indicazioni agli indagati utili ad eludere controlli e contestazioni da parte del suo ufficio; Battisti  Chiara, figlia di Luigi, 25 anni di Aprilia accusata di far parte dell’associazione per delinquere, svolgendo compiti di natura contabile ed amministrativa in seno alla cooperativa, nella piena consapevolezza delle violazioni di natura contrattuale e fiscale.

Le indagini hanno fatto emergere le figure di Battisti e Cerroni quali fondatori della cooperativa ed organizzatori dell’attività di sfruttamento della manodopera straniera (intercettazione del 3 dicembre 2017: …Luigi è convinto che l’impero lo ha creato lui…; …no lo abbiamo creato insieme…); i due avevano messo in piedi un sistema che, grazie alla copertura di esponenti sindacali e dell’Ispettorato del lavoro infedeli, approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori stranieri, li costringeva a sottostare a regole disumane, non garantendo loro i più elementari diritti previsti dall’ordinamento giuridico e costringendoli ad iscriversi al sindacato dietro la minaccia del licenziamento, in modo che quest’ultimo percepisse non solo le quote di iscrizione ma anche ulteriori introiti economici connessi alla trattazione delle pratiche finalizzate ad ottenere le indennità di disoccupazione.

Significativa, in questo senso, l’intercettazione di un sms inviato dal VACCARO ad un altro segretario dello stesso sindacato, in prossimità delle festività natalizie: “…a babbo natale ho chiesto … 4000 disoccupazioni e un gatto…!.

L’indagine ha avuto inizio alla fine del 2017, a seguito degli interventi disposti dal Servizio Centrale Operativo nell’ambito dell’operazione ad alto impatto denominata“Freedom”, finalizzata al contrasto del preoccupante fenomeno del caporalato e dello sfruttamento del lavoro. Tali controlli hanno permesso di rilevare la presenza in alcune zone della città, nelle primissime ore della mattinata, di folti gruppi di stranieri in attesa di pulmini per essere trasportati nei campi.

I servizi di osservazione hanno permesso di accertare che i braccianti provenivano anche dai centri di accoglienza straordinaria ed erano in attesa del riconoscimento della protezione internazionale.

Le indagini di natura patrimoniale hanno consentito di evidenziare la commissione dei delitti di trasferimento fraudolento di valori e dichiarazione infedele, in base ai quali sono stati sequestrati per sproporzione rispetto ai redditi dichiarati, ed in quanto provento di autoriciclaggio, 5 abitazioni, 3 depositi, 3 appezzamenti di terreno , 9 autovetture, 36 tra furgoni e camion, 1 società cooperativa, 4 quote societarie e numerosi rapporti bancari, per un valore complessivo di circa 4 milioni di euro.

 

31 Dicembre 2018 0

Sorpreso con oltre 2 etti di cocaina e soldi, arrestato a Boville 28enne albanese

Di admin

BOVILLE ERNICA – Il possesso di soldi e cocaina non lascerebbe dubbi sulle attivitá di B. I. 28 anni albanese residente a Boville Ernica.

Il giovane é stato arrestato dai carabinieri della stazione che, in abiti borghesi, stavano eseguendo un servizio di controllo antidroga sul territorio.

Nell’auto sono stati trovati 13 grammi di cocaina suddivisi in 23 dosi, mentre a casa sono stati trovati altri 30 grammi di cocaina suddivisi in 24 dosi, un panetto di cocaina pura da 200 grammi e 1750 euro in contanti. Gli uomini del colonnello Fabio Cagnazzo, (nella foto) comandante provinciale dell’Arma, hanno proceduto all’arresto e al sequestro di droga e soldi.

Ermanno Amedei

13 Dicembre 2018 0

Rubano soldi ai visitatori in ospedale a Cassino, arrestate tre donne

Di admin

CASSINO – Tre donne sono state dai Carabinieri di Cassino per furto aggravato in concorso. Si tratta di  F.C. 55enne, F.R. 56enne e D.C. 41enne tutte campane, l’ultima già censita per reati finanziari.

Le tre sono state bloccate dai militari nel piazzale antistante l’ospedale Santa Scolastica di Cassino dopo aver asportato la somma di 60 euro dal portafoglio contenuto all’interno di una borsa che una 33enne di Pontecorvo aveva poggiato su un comodino di una stanza dell’ospedale, per accompagnare in bagno la nonna gravemente malata. Nel rientrare nella stanza la 33enne notava le tre donne allontanarsi celermente, accorgendosi che dalla propria borsa rovistata mancava il denaro sottratto dal portafoglio.

Prontamente la malcapitata chiedeva aiuto ai presenti rincorrendo le tre donne autrici del furto che nel frattempo procedevano speditamente in direzione dell’uscita dell’ospedale ma venivamo bloccate dai Carabinieri ivi giunti con sollecitamente. Accompagnate presso gli uffici della Compagnia Carabinieri di Cassino, le tre campane venivano sottoposte a perquisizione personale e trovate in possesso della somma asportata alla 33enne denunciante. Stante la flagranza del reato le indagate sono state tratte in arresto e dopo le formalità di rito trattenute presso le camere di sicurezza della Compagnia Carabinieri della città martire, in attesa del rito direttissimo. Sono in corso indagini per addivenire all’identificazione di eventuali altre vittime.

27 Novembre 2018 0

Pusher in albergo a Ceprano, sopreso in camera con cocaina e soldi

Di admin

CEPRANO – I carabinieri di Ceprano hanno arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti M.D. 43enne già censito per lo stesso reato.

In particolare i militari operanti, a seguito di attività info-investigativa, eseguivano una perquisizione domiciliare d’iniziativa all’interno della stanza di noto hotel dove l’arrestato dimorava da alcuni giorni, hanno rinvenuto otto dosi di cocaina del peso complessivo di 1,6 grammi e diverse banconote di piccolo taglio per un totale di 50 euro, presumibilmente provento dell’attività di spaccio.

La droga ed il contante rinvenuto sono stati sequestrati e l’arrestato, al termine delle formalità di rito, è stato ristretto presso la camera di sicurezza della Stazione di Pontecorvo in attesa dell’udienza di convalida prevista per la giornata odierna.

20 Novembre 2018 0

Colleferro, tenta di estorcere soldi al sindaco, arrestato dai carabinieri un 55enne

Di redazionecassino1

COLLEFERRO – Singolare quanto successo in provincia di Roma. Un 55enne, gravato da numerosi pregiudizi penali per reati contro la persona, pretendeva a tutti i costi somme di denaro o buoni spesa da parte del sindaco e dell’amministrazione comunale.

E’ quanto successo nella città di Colleferro dove i Carabinieri hanno arrestato il malfattore eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Velletri. Le indagini dei Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Colleferro, coordinati dalla Procura della Repubblica di Velletri, sono scattate a seguito delle quasi quotidiane pressioni, minacce ed espressioni intimidatorie che il pregiudicato pronunciava nei confronti del Sindaco. Nonostante il 55enne fosse già stato destinatario della misura di prevenzione del foglio di via obbligatorio dal territorio del comune di Colleferro, continuava imperterrito nelle sue richieste seguendo il primo cittadino non solo quando si recava al lavoro ma anche attendendolo nei pressi della sua auto.

Dopo i numerosi interventi dei Carabinieri sia per le violazioni della misura di prevenzione che per le dinamiche delittuose, il malvivente è stato arrestato ed associato presso il carcere di Velletri; ora dovrà rispondere di tentata estorsione aggravata e delle numerose violazioni della misura di prevenzione personale alla quale i Carabinieri lo avevano sottoposto.

foto di repertorio

22 Ottobre 2018 0

A spasso per Frosinone spendendo soldi falsi, denunciata coppia di romani

Di admin

FROSINONE – Una sorta Bonnie e Clyde specializzati nel piazzare banconote false sono stati fermati ed arrestati ieri a Frosinone.

Dopo aver individuato l’attività commerciale, i due – 55enne lui, 36enne lei – a turno sono entrati nel bar pagando sempre con 20 euro.

La proprietaria, insospettita dalla situazione, ha allertato il 113 della Questura.

Gli agenti della Squadra Volante, giunti sul posto, hanno visionato le immagini del sistema di videosorveglianza grazie alle quali hanno riconosciuto i due in quanto soggetti noti, entrambi gravati da pregiudizi di polizia.

A carico della donna anche l’inosservanza dell’obbligo di dimora in un comune della provincia romana.

Immediatamente sono state diramate le ricerche che hanno permesso in breve tempo di intercettare la coppia in via Mascagni. Lì è scattato l’arresto.

In attesa del giudizio direttissimo, il Pubblico Ministero di turno ha disposto l’arresto ai domiciliari.

La 36enne, al successivo controllo, è stata anche denunciata anche per evasione: si era allontanata dall’abitazione in cui era sottoposta alla misura cautelare.

10 Ottobre 2018 0

Il figlio alla mamma di Alatri: “Dammi soldi e telefono o ti faccio ammazzare”. Arrestato 17enne

Di admin

ALATRI – “Mi devi dare il telefono e mi devi dare mille euro altrimenti ti faccio sparare”. Queste le parole rivolte da un minorenne di Alatri alla madre che, questa mattina, hanno fatto scattare il suo arresto. Ad intervenire per una lite in famiglia sono stati i carabinieri di Alatri.

Gli uomini del maggiore Gabriele Argirò sono arrivati l’aggressione verbale raggiungeva il suo culmine e nonostante la presenza dei militari continuava ad inveire e minacciare la donna.  Durante queste concitate fasi è riuscito a sottrarre con la forza un telefono cellulare alla madre, dandosi alla fuga e minacciandola sempre di farla ammazzare se non avesse avuto i mille euro.

I carabinieri quindi lo hanno bloccato recuperando il cellulare e consegnandolo alla madre. Ad una successiva perquisizione personale sono stati rinvenuti indosso al giovane circa 1.000 euro che lo stesso aveva sottratto all’interno dell’abitazione e 24 grammi di marijuana, suddivisa in 6 dosi pronte per la vendita. Portato è stato arrestato per tentata estorsione, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e rapina e su disposizione dell’Autorità giudiziaria accompagnato presso il Centro Prima Accoglienza Minori di Roma.

17 Settembre 2018 0

Vanta amicizie con i “Casamonica” per estorcere soldi a coetaneo, arrestato minorenne a Sora

Di admin

BROCCOSTELLA – I carabinieri di Sora hanno arrestato a Broccostella un minorenne di Sora per il reato di estorsione in danno di un altro minore. Alcuni giorni prima la vittima, durante una partitella di calcio, era stato avvicinato dal reo che lo minacciava con frasi del tipo: “lo vedi il mio amico? È uno dei Casamonica. Se non mi dai dei soldi finisci male”.

La vittima, intimorita, gli consegnava quello che aveva in tasca in quel momento, esattamente la somma di 40euro. Convinto di aver trovato una fonte di reddito “sicura”, sabato sera il giovane malvivente ha avviato un altro contatto con la vittima, chiedendo stavolta, sempre sotto minaccia,  la somma di altri 20 euro. Il ragazzo però, ha preso tempo e ha avvisato i Carabinieri che hanno organizzato l’incontro, l’ora ed il luogo. All’appuntamento però, oltre la vittima, il giovane ha trovato anche i militari che lo hanno arrestato in flagranza di reato.

Nel corso della perquisizione personale all’interno di una tasca gli è stata trovata una dose di hashish, pertanto è stato anche segnalato alla Prefettura di Frosinone ai sensi dell’art.75 del D.P.R. 309/1990.  Dopo le formalità di rito, l’arrestato è stato tradotto presso un Centro di Prima Accoglienza di Roma.

22 Agosto 2018 0

Da Roma a Veroli per spacciare soldi falsi, tre arresti e una denuncia

Di admin

VEROLI – I carabinieri di Veroli e quelli del NORM della Compagnia di Alatri hanno arrestato tre persone, un 58enne, un 57enne ed un 55enne, tutte residenti nella capitale e già censite per reati specifici, per spendita e introduzione nello stato, senza concerto, di monete falsificate.

I tre , a seguito di un controllo alla circolazione stradale e sottoposti a perquisizione personale e veicolare, sono stati trovati in possesso di 15 banconote, per un totale di 470 euro di diverso taglio e sospetta falsità, nonchè ulteriori 22 banconote di vario taglio per un totale di 505 euro, ritenute di provenienza illecita. Inoltre, è stato denunciato per il concorso nel medesimo reato un 58enne anch’egli residente a Roma (già censito per reati contro il patrimonio) il quale viaggiava con gli arrestati, ma non risultava in possesso delle medesime banconote.

Al termine delle formalità di rito i tre arrestati sono stati trattenuti presso le camere di sicurezza della Stazione Carabinieri di Alatri, in attesa di rito direttissimo.

Nei confronti dei suddetti veniva altresì inoltrata la proposta per l’irrogazione della misura di prevenzione del rimpatrio con foglio di via obbligatorio, con divieto di ritorno nel comune di Veroli per anni tre.