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12 luglio 2010 0

Un cavaliere templare a Cassino, così un barista 30enne realizza il suo sogno

Di redazione
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“Non Nobis Domine, Non Nobis Sed Nomini Tuo Da Gloriam”. “Non a noi, o Signore, non a noi ma al tuo nome dà gloria”. Questo è il motto con cui i Cavalieri Templari, al tempo delle Crociate, entravano in Terra Santa. Parole tratte dai salmi 114 e 115, che oggi, dopo secoli di storia e di stravolgimenti, culturali ma soprattutto tecnologici, la gran parte delle persone comuni ignora. Lontani i tempi delle spade e delle armature, dei cavalli bardati e dei nobili cavalieri, dei duelli all’arma bianca e anche della lingua latina, difficile immaginare, nel pensiero comune, persone che ancora oggi si esprimono in siffatta maniera. E invece no. Perché i valorosi Cavalieri Templari, nel 2010, esistono ancora. Caduti in disgrazia dopo le accuse mosse contro di loro dall’allora re di Francia Filippo IV, detto “Il bello”, i Templari e il loro ordine furono definitivamente sospesi, dopo 5 anni di processi e persecuzioni, da Papa Clemente V nel 1312 con la bolla “Vox in excelso”. Due anni dopo, Jacques de Molay, l’ultimo Gran Maestro dell’Ordine, fu arso vivo sul rogo davanti la cattedrale di Parigi. Ma l’ordine non si è in realtà mai sciolto, sopravvivendo al tempo, alla storia ed ai mutamenti del costume e del vivere civile. Ed è così che appena qualche giorno fa anche un cassinate originario di Piedimonte San Germano, Alessandro Barbieri , è stato investito quale Cavaliere Templare nell’ Ordo Supremus Militaris Templi Hierosolymitani (Ordine Supremo e Militare del Tempio di Gerusalemme – Gran Priorato d’Italia – O.S.M.T.H.). Dopo un percorso iniziatico di meditazione, il “postulante” Alessandro Barbieri è stato accolto nell’antico ordine mediante la cerimonia ufficiale d’investitura che si è tenuta il 20 giugno scorso presso la Praeceptoria Lucensis “Sancti Petri” a Montecarlo di Lucca. Presenti all’evento il Precettore Cav. Uff. Amerigo De Cesari della Precettoria “Sancti Petri” di Lucca, il Precettore Cav. Uff. Antonio Morra della Commanderia “Santiago de Compostela” di Firenze e altri delegati dell’Ordine. Fondato nel 1118 a Gerusalemme, all’epoca delle Crociate, da nove cavalieri francesi provenienti dalle regioni di Champagne e Borgogna, guidati da Ugo di Payens, nobile vassallo del Conte di Champagne, quello dei Templari nasce come un ordine monastico-militare e trae ispirazione dall’ordine cistercense, mentre trae sostegno dalla figura più rappresentativa che proprio in quegli anni caratterizzava la cultura europea, il predicatore e teologo Bernardo di Chiaravalle (poi santo). Oltre ai tre classici voti propri degli ordini monastici (povertà, obbedienza e castità) i Templari adottarono quindi la regola benedettina e cistercense. Bernardo, che quasi subito divenne loro convinto sostenitore, nel suo “De laude novae militiae” indica ai cavalieri le attività da svolgere in tempo di pace e di guerra, l’alimentazione da seguire e l’abbigliamento da indossare nelle varie circostanze. Essi adottarono la tipica veste bianca dei cistercensi, sormontata da una croce rossa e vennero reclutati in gran parte tra i giovani della nobiltà, desiderosi di impegnarsi nella difesa della cristianità in Medio Oriente impugnando la spada per proteggere i pellegrini, i luoghi e le strade della Palestina dagli “infedeli”. “Per i Templari di oggi – spiega Alessandro Barbieri – il concetto di spade, di crociate e di terre sante da salvare ha un valore simbolico (anche se attualmente questi luoghi sono dilaniati da lotte terribili), ma mantiene intatto il suo valore ideale: significa combattere sempre in difesa del diritto calpestato e per il trionfo della verità, testimonianza di giustizia e di fede. Il pensiero e l’etica templare hanno conservato intatta nel tempo tutta la loro forza. La potenza militare non esiste più, l’ideale templarista della Croce che governa il mondo è svanito, ma l’ideale spirituale resta”. I Templari del XXI secolo conservano quindi viva la memoria dell’Ordine, depositario di autentica sapienza, e ne sono i testimoni nel solco della tradizione, con lo studio, nella gradualità dell’accesso alle conoscenze segrete, nel segno di una tensione verso l’assoluto. “Il templarismo – continua il Barbieri – è una catena di trasmissione, una nobile corrente di pensiero e di movimento. Chiunque può divenire Cavaliere Templare oggi, purché il suo animo sia coerente con gli ideali dell’Ordine stesso. Anche la donna oggi veste il manto templare, come specchio di integrità, di elezione spirituale, compagna nella ricerca comune di un ideale profondo da far vivere nel mondo. I Cavalieri Templari – conclude – proclamano con forza il loro sostegno a Sua Santità Papa Benedetto XVI nel recupero dei valori tradizionali e della ritualità storica del cattolicesimo e si schierano completamente a suo favore nella lotta contro il nichilismo, la magia dilagante, la pedofilia e il satanismo e allo stesso tempo si battono per la riapertura e il presidio delle chiese abbandonate o profanate e promulgano la testimonianza dei valori tradizionali della nostra religione Cristiano-Cattolica”. Giangiacomo Mariani