Tag: tesoro

2 marzo 2018 0

Camorra, tesoro da 22 milioni di euro confiscati all’imprenditore Zangrillo

Di admin
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FORMIA – “La Direzione Investigativa Antimafia di Roma, in esecuzione di un provvedimento emesso dal Tribunale penale di Latina – Sezione Misure di Prevenzione – su proposta del Direttore della D.I.A., ha confiscato a Formia (LT) ed in altre località delle province di Latina, a Frosinone, a Napoli e ad Isernia, il patrimonio dell’imprenditore Vincenzo Zangrillo ritenuto vicino al clan dei casalesi”.

Lo si legge in una nota stampa della Dia di Roma.

“Con un passato di fabbro-carrozziere, nel corso degli anni Zagrillo ha fatto registrare un’improvvisa e quanto mai ingiustificata espansione economica, affermandosi come imprenditore in svariati settori commerciali, divenendo titolare, direttamente e/o indirettamente, di numerose società operanti nei settori del trasporto merci su strada, del commercio all’ingrosso, dello smaltimento di rifiuti, della locazione immobiliare e del commercio di autovetture. Le investigazioni della D.I.A. hanno permesso di dimostrare il nesso tra l’espansione del suo patrimonio individuale e imprenditoriale (a fronte di redditi dichiarati al fisco nettamente inferiori alle reali capacità economiche) e le attività illecite da lui commesse nel corso degli anni, tra cui spiccano il traffico internazionale di sostanze stupefacenti e di rifiuti illeciti, nonché l’associazione a delinquere, il riciclaggio e il traffico internazionale di autoveicoli, reati per i quali risulta anche essere stato arrestato. Tra i beni oggetto dell’odierna confisca, nella disponibilità dello Zangrillo e del suo nucleo familiare, vi sono circa 200 mezzi (autoarticolati, autovetture, motocicli, furgoni), 150 immobili (abitazioni, uffici, opifici e magazzini), 21 ettari di terreni ubicati nelle province di Latina e Frosinone, 6 società, 21 conti correnti e rapporti bancari di varia natura, per un valore complessivo di oltre 22 milioni di euro”.

11 agosto 2010 0

L’Aquila, tesoro rinvenuto tra le macerie. E riconsegnato

Di redazione

Le notizie di cronaca che, quotidianamente, assorbiamo dai media talvolta ci inducono a credere che la brava gente sia, ormai, una rarità. Ma alcuni operai, impegnati a L’Aquila nella ristrutturazione di un’abitazione in cui aveva perso la vita una donna, ci hanno dato una bella lezione, inducendoci a ricrederci, o quantomeno a riflettere. Infatti, di fronte alla scoperta di un tesoro del valore complessivo di circa 150.000,00 €, gli operai della ditta “I Platani” non hanno esitato un istante a riconsegnare il tutto ai carabinieri, che ora stanno cercando di rintracciare i proprietari per riconsegnare loro gioielli, orologi e buoni postali rinvenuti. E anche se il “capomastro” che ha riconsegnato il tesoro cerca di sminuire, tentando di far passare il nobile gesto come se fosse normale, dovuto, è bello sapere che in una tragedia su cui tanti ricconi hanno spudoratamente speculato, ci sono stati pochi ragazzi semplici, onesti, che hanno saputo, invece, lenire il nostro disgusto. Palma L.

29 marzo 2010 0

Un tesoro da cinque milioni di euro confiscato al clan Di Rocco

Di admin

Martinsicuro, Tortoreto, Giulianova e Mosciano Sant’Angelom, tutti comuni in provincia di Teramo in cui la famiglia Di Rocco aveva accumulato e costruito un impero economico; ebbene, da questa mattina, quell’impero è stato sgretolato dai carabinieri del Ros. Circa 30 militari sono stati impegnati per eseguire 12 decreti di confisca firmati dal collegio di giudici del tribunale di Teramo su richiesto del sostituto procuratore dott. David Mancini a carico proprio del clan “Di Rocco” riconducibili al capostipite di Rocco Fiorello. Alla moglie Ciarelli Clorinda ed ai loro familiari più stretti. Questi prevedono la requisizione di 10 unità immobiliari (Giulianova, Tortoreto Martinsicuro e Mosciano S. A.) e 2 appezzamenti di terreno oltre a quote societarie e licenze di attività commerciali, depositi di denaro su conti correnti bancari e postai, 18 autovetture di media e grossa cilindrata, alcune delle quali di lusso (Mercedes, Bmw etc.) per un valore complessivo di circa 5 milioni di euro. Contestualmente sono state applicate a 8 componenti del clan Di Rocco le misure di prevenzione della sorveglianza speciale. L’operazione trae origine dalle indagini avviate nel 2006 dai carabinieri del R.O.S. in collaborazione con i carabinieri della provincia di Teramo è stata finalizzata a colpire il sodalizio criminale sotto il profilo patrimoniale, privandolo delle risorse finanziarie illecitamente accumulate e reinvestite nel corso degli anni in prestiti usurari ad imprenditori e commercianti in difficoltà economiche e nel traffico di stupefacenti. Nel corso dell’intera attività veniva accertata la presenza di prestanomi insospettabili intestatari delle quote più consistenti dei beni ed attività facenti capo alle famiglie rom. L’importanza di questi provvedimenti di confisca di consistenti beni patrimoniali è accresciuta dal fatto che detti beni potrebbero essere destinati ad associazioni di volontariato presenti sul territorio che perseguono finalità di alto valore sociale e morale. La famiglia Di Rocco era stata oggetto nel novembre 2007, delle misure cautelari eseguite dal R.O.S. nell’ambito dell’oprazione denominata “bagnalè” che aveva portato all’arresto di 11 indagati per detenzione e spaccio di stupefacenti, usura ed altri reati, nonchè al sequestro preventivo di 2 immobili e 7 autovetture.

28 gennaio 2010 0

Un tesoro da 5 milioni di euro dei clan sequestrati tra Napoli e Pescara

Di redazione

Ieri mattina, 60 militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Frosinone hanno assestato il colpo di grazia ai tre clan di narcotrafficanti sgominati nel giugno scorso con l’operazione di polizia denominata “Valencia Connection”. La fase terminale dell’operazione ha consentito ciò che il crimine organizzato teme più delle condanne e di ogni altra cosa: il sequestro dei beni. Il patrimonio sottratto ai sodalizi criminali ammonta ad oltre 5 milioni di euro. In esecuzione del provvedimento di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. presso il Tribunale di Napoli, Dott. Tommaso Miranda, su richiesta del P.M. della Direzione Distrettuale Antimafia Dott. Alfonso D’Avino, le Fiamme Gialle hanno posto i sigilli a 20 immobili, di cui 15 fabbricati (appartamenti e locali commerciali) situati a Napoli, San Sebastiano al Vesuvio (NA), San Giorgio a Cremano (NA), Montesilvano (PE), Cappelle sul Tavo (PE); inoltre, sono stati sottratti ai clan anche 5 terreni agricoli, 7 autovetture, 4 motocicli, e 69 conti correnti bancari sui quali transitavano i guadagni del traffico di stupefacenti. Il sequestro è stato possibile grazie alla minuziosa ricostruzione della situazione patrimoniale e reddituale dei soggetti arrestati, effettuata dalla Guardia di Finanza avvalendosi di strumenti di intelligence e tecnologici. La normativa antimafia, che è stata applicata dalla Guardia di Finanza, prevede l’attuazione delle indagini patrimoniali ad ogni fenomeno di criminalità organizzata, in modo da togliere ai clan i beni derivanti dai loro traffici di morte, assegnandoli poi ad associazioni di volontariato, a cooperative sociali, alle forze dell’ordine e ad altri scopi di benessere e protezione della collettività. Le autovetture ed i motocicli sequestrati, invece, saranno assegnati alle forze dell’ordine per essere utilizzate nei servizi di contrasto al traffico di stupefacenti. Dalle indagini patrimoniali, in particolare, è emersa la modalità di riciclaggio dei proventi dei clan: le enormi somme di denaro guadagnate con il narcotraffico, infatti, venivano reinvestite sia in altre attività illecite, quale l’usura, sia in attività lecite, quale l’acquisto di immobili (magari in Abruzzo, dove erano più difficilmente tracciabili) da dare in affitto o da rivendere in maniera speculativa, facendo perdere l’origine illegale dei soldi. I tentativi di occultamento del tesoro dei clan non hanno però sortito effetto, in quanto le Fiamme Gialle, grazie ad una incisiva attività informativa ed alla capacità di utilizzare sofisticati database informatici per l’esame delle transazioni finanziarie e patrimoniali, hanno ricostruito tutto il percorso dei profitti del commercio di cocaina, individuandone l’ultima destinazione. I sequestri patrimoniali di oggi si aggiungono ai risultati ottenuti nei mesi scorsi, quando le Fiamme Gialle eseguirono 20 ordinanze di custodia cautelare in carcere, 7 arresti in flagranza di reato, 7 arresti in Spagna, con 6 autovetture e 70 kg di cocaina purissima sequestrati. Nel corso delle numerose perquisizioni locali e personali effettuate furono inoltre rinvenuti, nella disponibilità degli indagati, addirittura 240.000 euro in contanti; assegni per un totale di euro 50.000; libretti e certificati di deposito per altre centinaia di migliaia di euro; numerosi oggetti preziosi, quali collane, collier, solitari, gioielli, orecchini, bracciali, per un valore di circa 40.000 euro; 7 orologi in oro, per un valore di 35.000 euro; 4 orologi Rolex per un valore di 30.000 euro. Nella disponibilità di alcuni soggetti furono sequestrati anche 4 telefoni cellulari, 65 munizioni per pistola, ed una pistola semiautomatica calibro 7.65, con caricatore inserito e munizioni, pronta all’uso. Evidentemente, il soggetto che la possedeva temeva di essere vittima di un agguato di camorra. I due soggetti resisi latitanti nel corso dell’esecuzione dei provvedimenti, sono stati catturati nei mesi successivi a seguito di continue indagini per il rintraccio effettuate su tutto il territorio nazionale: uno dei due ha preferito costituirsi presso il carcere di Larino (CB), l’altro è stato inseguito, individuato e catturato con un blitz mentre era nascosto a casa di familiari nella provincia di Chieti. Questo, dunque, è il bilancio definitivo dell’operazione di polizia giudiziaria contro il narcotraffico internazionale denominata “Valencia Connection”, diretta dal Procuratore Capo di Napoli Dott. Giandomenico Lepore e dal Sostituto Procuratore della DDA Dott. Alfonso D’Avino, ed eseguita dai militari della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Frosinone. Le indagini, sviluppate dal Nucleo Mobile della Compagnia Guardia di Finanza di Cassino, permettevano di individuare gravi indizi di colpevolezza a carico di 32 persone compiutamente identificate, coinvolte con distinti ruoli e funzioni in un traffico di sostanza stupefacente del tipo cocaina, proveniente dalla Colombia, in transito in Spagna e diretto verso il territorio nazionale, per invadere i mercati di spaccio al dettaglio di Napoli, di Roma e del Basso Lazio. Le indagini hanno permesso di fare luce su uno dei più potenti cartelli partenopei per l’importazione di cocaina, che operava a favore di diversi clan camorristici, a cui appartenevano alcuni degli arrestati. Tra gli indagati spicca per spessore criminale la figura di Sorrentino Salvatore, personaggio chiave, in stretto contatto con i fornitori colombiani di stanza a Valencia. L’esame delle conversazioni intercettate e lo sviluppo degli elementi acquisiti durante l’attività di intelligence, hanno consentito di inquadrare gli indagati nell’ambito di tre distinte organizzazioni criminali, sebbene strettamente correlate: – quella denominata “Scampia” (Napoli); – quella denominata “Torrese” (Trecase – Napoli); – quella denominata “Fuorigrotta” (Napoli). Diversi sono i soggetti che, indagati nell’ambito dell’inchiesta, sono stati assassinati nel corso della stessa a causa delle varie faide tra clan di camorra. In particolare, si tratta di: – Carmine Grimaldi, detto “Bombolone”, 46 anni, ucciso il 17/07/2007 a San Pietro a Patierno, alla periferia di Napoli, quartiere di confine tra quello di Secondigliano e Scampia. L’esecuzione è stata compiuta da tre sicari in motocicletta, mentre il soggetto era seduto su una panchina. Grimaldi, pregiudicato, era ritenuto un elemento importante del clan Licciardi di Secondigliano, che ha come roccaforte la Masseria Cardone; – Luciano Loffredo, 54 anni, ucciso il 27/10/2007 a Torre del Greco (NA). Loffredo, pregiudicato e presunto reggente del clan torrese Falanga ed alleato al clan Gallo-Cavalieri, stava percorrendo in automobile via Circonvallazione, quando due uomini su una moto hanno affiancato la sua “Smart” e gli hanno sparato contro diversi colpi d’arma da fuoco. Loffredo ha abbandonato l’auto nel traffico e ha provato a fuggire, ma e’ stato raggiunto e freddato sulla strada; – Michele Sorrentino, 49 anni, ucciso il 11/09/2004 a Castel San Giorgio (SA), pregiudicato e presunto affiliato al clan Limelli-Vangone di Boscoreale, probabilmente assassinato da esponenti dello stesso clan per la sua sopravvenuta vicinanza al rivale clan Gionta di Torre Annunziata. L’omicidio è avvenuto in un ristorante, nel corso di una cerimonia con duecento invitati. La rilevanza criminale dei citati soggetti evidenzia la rilevanza dell’organizzazione nel panorama della criminalità organizzata napoletana. L’operazione è stata condotta in cooperazione con la Policia Nacional del Regno di Spagna, che ha effettuato, in corso d’indagine, sette arresti a Valencia, colpendo un gruppo di narcotrafficanti affiliati ad un clan colombiano che avevano sequestrato il Vitiello Pasquale, poi arrestato dalla Guardia di Finanza, colpevole di non aver pagato una partita di droga di oltre 300.000 euro. L’intervento delle “teste di cuoio” della Policia Nacional, unitamente a personale della Guardia di Finanza di Cassino, permetteva la liberazione dell’ostaggio che, secondo quanto dichiarato dai colombiani all’Autorità Giudiziaria spagnola, di lì a pochi minuti sarebbe stato decapitato, fatto a pezzi e disciolto nell’acido.

19 ottobre 2009 1

Un tesoro in orologi, oggetti preziosi, soldi e assegni

Di redazione

I carabinieri di Pineto (Te) nel pomeriggio di sabato hanno denunciato per ricettazione M.A., 45enne residente in Roseto degli Abruzzi (Te). L’uomo è stato fermato mentre viaggiava a bordo della sua autovettura BMW 320. Al momento del controllo ha assunto un atteggiamento che ha insospettito i carabinieri che hanno operato una perquisizione a bordo del mezzo, rinvenendo celati sotto il tappetino posteriore, 3 orologi marca “ROLEX”, “CHANEL” e “IWC”, 3 anelli in oro bianco da donna con diamanti incastonati, 1 bracciale da donna in oro bianco con diamanti incastonati, circa 7.000 euro in contanti e assegni bancari per 10.000 euro. Gli inquirenti hanno proceduto al sequestro di quanto rinvenuto in quanto l’uomo, già noto per precedenti penali specifici, non ha fornito giustificazione circa la detenzione della merce e del danaro. I Carabinieri invitano quanto hanno subito furti degli oggetti sopra citati a contattare la Stazione CC. di Pineto per recarsi, muniti di denuncia, a verificare se si tratta dei propri.

22 febbraio 2009 1

Chi trova il “suo” Pino.. trova un tesoro!

Di redazione

Ciao a tutti, non sono praticissimo con il giornalismo e forse avrei dovuto scrivere buongiorno o buonasera, o forse salve… Però che importa, oramai ho detto ciao, spero di non aver offeso nessuno… Comunque, a prescindere dai saluti sto scrivendo per raccontarvi una storia, una storia bella, forse bellissima, una storia d’Amore (si, ho messo la A maiuscola) ma non delle solite storielle d’amore dove alla fine…. tutti vissero felici e contenti. Vi parlerò di Pino (nome di fantasia), un ragazzo un po’ diverso da tutti gli altri, costretto da sempre a condividere le sue giornate con una sedia a rotelle. Io ho avuto la fortuna e il piacere di conoscerlo solo due anni e mezzo fa, da allora è diventato per me un’esigenza dargli una piccola parte del mio tempo. Ma facciamo un passo indietro, solitamente la pioggia cade sempre dov’è già bagnato: Pino nasce in una non agiatissima famiglia, e le difficoltà con cui ha dovuto convivere sono state parecchie, chi lo conosce da prima di me mi ha sempre raccontato le difficili situazioni familiari con cui il piccolo  Pino ha vissuto. Dopo aver trascorso 17 anni densi di sacrifici, circa tre anni fa, a causa di una malattia la mamma di Pino muore, e con non poche difficoltà Pino viene affidato ad una associazione e la sua nuova casa diventa una “casa famiglia” dove convivere con altre sei persone diversamente abili. La fase dell’ambientamento per Pino è stata davvero tragica, qualcuno l’ha descritto come un vegetale, cosa che ora non si direbbe affatto… In questo nuovo ambiente Pino trova una serie di volontari, tra cui da due anni e mezzo ci sono anch’io, che hanno deciso di prendersi cura di lui, di Amarlo. Pino non è in grado di andare a letto da solo la sera e di alzarsi la mattina, Pino non va in bagno come ci vanno quasi tutti e a pranzo e cena spesso ha bisogno di un’aiuto e senza queste persone Pino come farebbe??? Non credo sia facile per lui ogni sera aspettare il volontario di turno che lo cambi e lo metta a letto, non è proprio simpatica come cosa, e lui lo sente, però l’Amore che tutte queste persone a cui Pino vuol bene fa si che diventi pesante …come una piuma. Io personalmente sin da piccolo ho imparato a capire il dolore dei diversamente abili e di questo devo dire grazie a mio padre, che mi ha reso anonimo protagonista del piccolo grande dono che è un sorriso; inoltre, è da tanti anni che frequento un gruppo parrocchiale, ma sentivo il bisogno di un’occasione per mettere in pratica ciò che avevo dentro e quando ho conosciuto Pino senza adoperare le mani mi ha dato uno schiaffo, uno di quelli che smuove l’anima, facendomi capire quanto bello sia donare questo amore, abbracciare chi è nella sofferenza e in forma gratuita donare, anzi no… donarsi. “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” (Mt. 10,8) In Italia di persone come Pino ce ne sono migliaia sicuramente, perché anche tu non cerchi il tuo Pino? Prova solo ad abbracciarlo forte, lui ti darà tutto il suo calore umano, ne ha da vendere e tu non potrai fare a meno di lui… Scommettiamo???

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