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28 novembre 2017 0

Polizza vita: quali sono le principali tipologie?

Di admin
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DALL’ITALIA – In questi ultimi anni, stanno acquisendo sempre più peso e attenzione le nuove tipologie di polizze vita, non più tradizionali come quelle di una volta. Un po’ per mancanza di approfondimento, un po’ perché in effetti la materia risulta complessa, facciamo chiarezza su questi nuovi strumenti di investimento. Lo scopo delle polizze vita è sempre stato quello di tutelare i propri cari nel caso in cui l’assicurato abbia difficoltà economiche, perda il lavoro e perciò la primaria fonte di sostentamento, o muoia prematuramente (ad esempio quella temporanea caso morte). In tutti questi casi, tramite le diverse coperture che le polizze delle compagnie assicuratrici offrono, si garantisce al beneficiario della polizza o all’assicurato stesso un capitale in denaro.

Un tempo le polizze erano poco più che dei salvadanai. Periodicamente il contraente versava il premio pattuito e alla scadenza della polizza rientrava in possesso della stessa somma o poco più, che non teneva conto nel frattempo della svalutazione del costo del denaro subito negli anni. Le polizze moderne, invece, sono dei veri e propri investimenti che legano la propria rivalutazione ai mercati, ma nascondono anche degli aspetti tutt’altro che convenienti che le compagnie assicurative si guardano bene dal chiarire.

Unit Linked

Le unit linked sono polizze che investono in fondi comuni e hanno durata pari alla vita dell’assicurato stesso. Esse dipendono dai movimenti delle quote dei fondi che acquistano. La natura dei fondi, a base azionaria, obbligazionaria o un mix, in diverse percentuali, di entrambe, viene scelta al momento della stipula in funzione del profilo, ossia il grado di rischio, dell’assicurato. L’insidia che si cela dietro le unit linked è la loro stessa struttura. Nella maggior parte dei casi, queste polizze hanno dei fondi interni che incamerano i fondi di diritto comuni italiani ed esteri nei quali realmente si investe. Il risultato è una moltiplicazioni dei costi.

Al momento della stipula del contratto, il premio è già decurtato dei costi di sottoscrizione. In base al profilo di investimento scelto, la somma versata dal contraente finisce nei vari fondi interni che hanno un costo annuo ricorrente, che viene applicato anche dai fondi comuni. In caso di rivalutazione, tale rendimento viene tassato 2 volte del 12,5% sempre a causa di questa struttura di scatole cinesi, vantaggiosa solo per le compagnie assicurative. All’atto della sottoscrizione è bene che l’investitore ponga attenzione alla struttura della polizza, per non incorrere in un eventuale rendimento che venga eroso o sia addirittura al di sotto dei costi annui.

Index Linked

Le index linked investono in obbligazioni strutturate, sono cioè legate all’andamento di un sottostante, e hanno una durata variabile, scelta in fase di sottoscrizione.Il sottostante ha una doppia componente, una parte obbligazionaria che alla scadenza rimborsa il capitale investito e nel corso degli anni corrisponde una o più cedole e una parte variabile legata all’andamento di un indice, di un paniere di indici o di più azioni.E’ difficile quantificare il costo di una polizza index linked perché oltre quelli espliciti in fase di sottoscrizione, quelli impliciti legati all’obbligazione strutturata sono difficilmente quantificabili.

I rischi sono invece essenzialmente due, quello di liquidità nel caso in cui l’investitore sia costretto ad un riscatto anticipato andando incontro ad eventuali penalità e quello della controparte rappresentato dall’insolvenza della compagnia assicuratrice non più in grado di far fronte agli impegni presi.

Assicurazioni Rivalutabili

In assoluto questa forma di investimento è la più diffusa per la certezza della restituzione del capitale e di un rendimento minimo garantito che varia a seconda dei prodotti, ma che solitamente si aggira sul 2%. Lo scopo è quello di creare un capitale nel tempo, attraverso il versamento di premi unici, ricorrenti o annui, e ritrovarlo alla scadenza maggiorato del piccolo riconoscimento, senza aspettarsi grandi performances.

Forme pensionistiche individuali

 

Con i tempi che corrono c’è da attendersi un continuo peggioramento del trattamento previdenziale pubblico. Diventa una necessità quindi affiancare a questa una pensione integrativa. Le controindicazioni sono i costi molto alti e l’impossibilità di riscattarla prima dei 65 anni, i vantaggi invece sono la possibilità di detrazione e il tipo di investimento che rimane comunque una buona soluzione per chi sarà più penalizzato dall’attuale sistema pensionistico.