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22 maggio 2018 0

Arresti domiciliari troppo “lenti”, 36enne di Cassino va in carcere

Di admin
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CASSINO – I carabinieri di Cassino hanno arresto un 36enne del posto, già censito per stupefacenti, associazione per delinquere, resistenza a Pubblico Ufficiale, reati in materia edilizia ed appropriazione indebita, in esecuzione dell’ordinanza emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma, con la quale è stata sostituita la misura cautelare degli arresti domiciliari con quella della custodia in carcere.

L’uomo, durante il periodo della misura detentiva, alla quale era sottoposto in relazione al reato di spaccio di sostanze stupefacenti, ha violato più volte le prescrizioni impostegli. In particolare, in occasione dei controlli da parte delle Forze dell’Ordine, aveva atteggiamenti aggressivi, minacciosi ed irriguardosi, inoltre, nonostante il divieto di incontrare altre persone, veniva più volte trovato in compagnia di individui estranei al proprio nucleo familiare.  Al termine delle formalità di rito l’uomo veniva tradotto presso la Casa Circondariale di Cassino a disposizione dell’Autorità Giudiziaria mandante.

4 novembre 2017 Non attivi

Paradosso Fca/Fiat, a Piedimonte licenzia e in Val Di Sangro si sciopera per troppo lavoro

Di admin

PIEDIMONTE – Fca (o Fiat che dir si voglia) e il paradosso è Servito. Se allo stabilimento di Piedimonte San germano si mandano a casa 530 giovani perché manca il lavoro, in Val Di Sangro alla  FCA Plastics Unit di Atessa, il problema è opposto e addirittura si sciopera per il troppo lavoro. Lo stato di agitazione è indetto dal Cobas di Atessa che al grido “riprendiamoci la Domenica” e in una nota ne spiegano il Motivo.

“Gli straordinari al sabato ed alla domenica sono diventati ormai ordinari, una regola imposta per obbligarci ad accettare di avere sempre meno spazi e tempi da gestirci, quasi fossimo lavoratori a chiamata.

Lo sciopero in queste condizioni è una nostra legittima forma di difesa, lo stare alla domenica con le nostre famiglie non deve diventare una eccezione. Non dobbiamo rinunciarci, anche se per molti può sembrare un modo come un altro per avere un po’ di salario in più. Se ci adattiamo la pagheremo comunque in termini di salute, di sottrazione di rapporti interpersonali, di tempo e vita che vogliamo dedicare a chi ci sta vicino.

In Sevel il problema viene “risolto” con gli interinali chiamati a lavorare il fine settimana: una “soluzione” che anch’essa non ci piace, perché divide i lavoratori, e noi non vogliamo essere suddivisi tra chi deve faticare di più e chi meno, tra chi ha teoricamente più diritti e chi deve invece chinare la testa.

Ma dobbiamo dire che alla FCA di Atessa comunque non ce la facciamo più,e che lo sciopero è uno strumento che siamo costretti ad usare per  difendere i nostri spazi di vita, almeno in parte, cominciando a riprenderci le domeniche. Il Cobas dichiara pertanto sciopero per l’intero turno notturno con inizio alle ore 22:00 di DOMENICA 5 e 19novembre; per l’intero turno di mattina con inizio alle ore 6.00 di SABATO 11, 18, 25 novembre e 02 dicembre 2017 .

Lo sciopero è indetto contro la politica aziendale di aumento dello sfruttamento e di utilizzo sfrenato degli straordinari.

Lo sciopero è indetto per l’aumento della occupazione e contro la riduzione dei posti di lavoro sulle linee: no alla intensificazione dello sfruttamento, si a nuove assunzioni.

Lo sciopero è indetto contro la pratica FCA di mettere in cassa integrazione interi stabilimenti anche per anni mentre altrove – come da noi – si deve andare a manetta.

Facciamo anche noi la nostra parte in questo stabilimento e utilizziamo lo sciopero per riprenderci i nostri spazi di vita e per dire che non siamo e non vogliamo essere un appendice delle macchine su cui lavoriamo.

La nostra salute, la qualità del nostro lavoro, la nostra stessa dignità non possono essere derisi e soverchiati dalle pretese aziendali di essere sempre e comunque “a disposizione”. Essere uniti in queste iniziative di dissenso e lotta è il primo passo per ricostruirci e riconoscerci come lavoratori a pieno titolo”.

5 maggio 2017 0

Badante troppo insistente, denunciata a Castrocielo

Di admin

Castrocielo – Una badante troppo attaccta al suo lavoro ha necessitato, Castrocielo, dell’intervento dei carabinieri. È accaduto qualche giorno fa quando i figli di un dirigente in pensione, non riuscivendo a convincere la donna che per il genitore, avevano deciso di cambiare badante, hanno dovuto chizmare le forze dell’ordine. Da sei mesi la badante straniera 45enne, regolarmente assunta, si occupava dell’uomo 90enne che aveva piccole disabilità. Ad Aprile, era venuto a mancare il rapporto fiduciario tra la famiglia e la badante anche a causa di un situaione di soggezione che i familiari avevano riscontrato nell’uomo, rispetto all donna. Per questo, contestualmente ad altri sospetti, approfittando di un periodo di vacanza, le hanno fatto sapere di avere di non avef più  bisogno di lei. Al suo rientro, ad inizio maggio, la donna pretendeva i parlare con l’assistito ipotizzando anche una sorta di maltrattmento. Alla fine i carabinieri hanno messo pace. La badane è andata via rimediando anche una denuncia per violenza privata.

Ermanno Amedei

13 marzo 2017 0

Scala troppo stretta, soccorso “volante” a Latina

Di admin

Latina – E’ stato tirato giù con la barella da sopra l’autoscala dei vigili del fuoco. E’ stato un soccorso complesso quello di oggi pomeriggio fatto a Latina in via Saraceno.

Una uomo colto da malore all’ultimo piano di una palazzina, era stato assicurato alla barella del 118 ma a causa della stretta scala, gli operatori non sono riusciti a farlo scendere.

L’uomo necessitava di cure in ospedale e, per questo, sono intervenuti i vigili del fuoco che con tecniche Saf, dopo aver imbragato barella e la persona soccorsa all’autoscala, lo hanno prelevato dal balcone e portato al piano stradale affidandolo agli operatori di una ambulanza.

1 febbraio 2017 0

Pallamano/A2: Il Cus Cassino Gaeta ’84 lotta e gioca bene ma spreca troppo, 28-27 per la Lazio

Di redazionecassino1

Il 2017 non inizia nel migliore dei modi per la compagine gaetana del Cus Cassino Gaeta Handball ’84 di coach Antonio Viola che,dal 40×20 di Settecamini,esce sconfitta di misura contro i padroni di casa della Lazio quali allungano in classifica proprio sugli inseguitori cussini. Avvio di match di marca biancoceleste visto il rapido 4-0 che riescono ad infliggere ai gaetani ma la reazione dei ragazzi di Viola non tarda ad arrivare,D’Ovidio para,arrivano le reti di Mitrano e La Monica e i gaetani si riportano prima sotto sul -1 e poi agganciano i biancocelesti sul 5-5. Da qui la gara diventa equilibrata e si gioca sempre punto a punto,la difesa ospite si compatta e si perfeziona e gli spazi per i laziali di coach Giuseppe Langiano sono ben pochi e la prima frazione si chiude con la Lazio in vantaggio sul +1 (12-11). Nella ripresa parte bene il Cus Cassino Gaeta ’84 che approfittando della maggior freschezza di Capomaccio (inizialmente fuoriuscito per un infortunio alla mano da accertare nei prossimi giorni) e di Mitrano,riesce a rimanere in partita; D’Ovidio continua a parare i tiri dalla distanza dei biancocelesti ed in attacco i cussini ruotano bene ma la lucidità sotto porta non è delle migliori e sono davvero troppi gli errori dai 6 metri ed anche dai 7 metri che permetterebbo ai gaetani quel sorpasso che non arriva mai. I cussini sono sempre sul -1, poi gli errori al tiro fanno il resto e la Lazio riallunga sul +3. Mancano 4 minuti circa e la lazio si porta sul +4 (28-24) ma qui la bella reazione dei gaetani,il time out chiamato da coach Viola sortisce effetti sperati e grazie alle parate di D’Ovidio,il rigore siglato da Mitrano e la rapida doppietta di capitan Capomaccio,il Cus Cassino Gaeta ’84 si riporta sul -1 ma ormai è tardi e ad esultare sono i padroni di casa della Lazio visto che il tabellone segnala il 28-27 finale al suono della sirena. La Lazio allunga in classifica proprio sui gaetani che ora inseguono a -4,mentre gli uomini di Viola rimangono stabili al quinto posto e si lasciano alle spalle Capua e Pescara viste le sconfitte di quest’ultime. Nel prossimo turno previsto per sabato 4 Febbraio,capitan Roberto Capomaccio e compagni faranno ritorno a Gaeta per affrontare l’N.H.C. Teramo di coach Chionchio.

A fine partita parla Luigi Di Schino,autore di una bella prova e 4 reti messe a referto nei momenti decisivi:”L’approccio non è stato dei migliori visto il 4-0 subìto praticamente a freddo ma ci siamo subito compattati e riaperto la gara portandola punto a punto e chiudendo la prima frazione solo sul -1. Nella ripresa hanno pesato i troppi errori al tiro dai 6 metri ed in controfuga e i 5 rigori in totale nell’arco del match,sinonimo di poca lucidità e poca fame di vittoria. È mancato questo facendo un rapido sunto ma dobbiamo ripartire consapevoli dei nostri mezzi e dalla rimonta che stavamo attuando quasi come capitato con il Capua,se fosse durata altri 2 minuti ce l’avremmo fatta. Peccato. Ripartiamo proprio da qui e continuiamo nella nostra direzione, che è quella giusta”.

Lazio – Cus Cassino Gaeta Handball ’84 (28-27, primo tempo 14-10)

Lazio (28): Mariani C.,Varrera,Corrado 6,Barbu 5,Manfrè 1,La Rosa D. 3,Mariani F. 4,Paolone 4,Mucci 1,La Rosa M. 4,Carmeni,Langiani 1,Pelone,Verdura. All: Giuseppe Langiano.

Cus Cassino Gaeta ’84 (27): D’Ovidio, Monti. R., Bertolami,Capomaccio 4,Carbone,Cappello,Di Schino 4,La Monica 6,Macone 1,Valente,Monti A. 2,Pantanella 1,Uranga 3,Mitrano 6. All: Antonio Viola. Arbitri: Nicolella – Rispoli.

30 settembre 2016 0

Donna 44enne si concede qualche bicchierino di troppo e si mette alla guida. Denunciata a Pontecorvo dai carabinieri

Di redazione

A Pontecorvo, il personale del N.O.R.M. – Aliquota Radiomobile, del locale Comando Compagnia, nell’ambito di un predisposto servizio per il controllo del territorio, teso a contrastare la commissione dei reati in genere, deferiva in stato di libertà, alla competente A.G., per il reato di “guida in stato di ebbrezza alcolica”, una 44enne del posto. La donna fermata alla guida della propria autovettura, in evidente stato di ebbrezza alcolica, risultava positiva al test dell’etilometro evidenziando un tasso alcolemico di gran lunga superiore al valore consentito dalla norma vigente I militari operanti procedevano contestualmente al ritiro della patente di guida.

22 giugno 2010 0

Troppo sangue sulle strade, Abruzzese incontra il presidente dell’Astral

Di redazione

“Bisogna promuovere dei piani sulla sicurezza stradale, che prevedano la periodica manutenzione con l’obiettivo di far diminuire le cause degli incidenti sulla rete viaria di competenza regionale”. Questo è quanto ha affermato il presidente del Consiglio regionale del Lazio al termine di un incontro tenutosi nel pomeriggio di oggi con il presidente dell’Astral Spa (Agenzia Strade Lazio), Titta Giorgi. “Dobbiamo lavorare insieme – ha continuato Abbruzzese – per mettere in sicurezza tutte quelle arterie che quotidianamente sono teatro di incidenti gravi e mortali. Nel Lazio vi sono strade, come ad esempio la SR 630 Ausonia, che proprio qualche giorno fa ha visto morire, lungo l’asfalto, due giovani centauri cassinati poco più che ventenni. E’ per questo motivo che ho voluto sensibilizzare il presidente dell’Astral a impiegare i 4 milioni di euro, già stanziati per l’ammodernamento e il miglioramento della segnaletica della Cassino-Mare, l’arteria che attraversa i Comuni frusinati di Pignataro Interamna, San Giorgio a Liri, Ausonia, Coreno Ausonio, Esperia e Castelnuovo Parano”. “Nel Lazio – ha tenuto a ricordare il presidente Abbruzzese – lo scorso anno si sono registrati circa 5000 incidenti con 183 decessi e oltre tremila feriti. Il tributo in vite umane pagato sulle nostre strade è inferiore solo alla Lombardia (234 morti) e all’Emilia Romagna (201). E’ un trend drammatico sul quale le Istituzioni hanno il dovere di intervenire”. “E’ anche per questo motivo, che assieme al presidente dell’Astral Giorgi, abbiamo convenuto che bisogna lavorare partendo dalla mappatura delle arterie più pericolose e rischiose del Lazio. Alzare il livello d’attenzione sul problema sicurezza e migliorare la manutenzione viaria della Regione, sarà uno dei nostri obiettivi primari. Interesserò della questione “strade sicure” anche l’assessore Francesco Lollobrigida, che sono certo vorrà mettere in cantiere progetti legati alla prevenzione e alla sicurezza stradale”.

18 giugno 2010 0

Rapinatore solitario tradito dall’anello troppo vistoso

Di redazione

Avrebbe fatto tutto da solo, ha usato una Y10 rubata a Pescara, con un taglierino ha assaltato la Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti di Tollo e si è dileguato. Un colpo da vero professionista che ha fruttato circa 8 mila euro. Alcuni giorni di indagine svolta dai carabinieri della compagnia di Ortona comandata dal capitano Gianfilippo Manconi sono bastati per dare un volto a quel rapinatore. Un grosso contributo alle indagini è stato dato da un cliente della banca che dopo il colpo, ha seguito a distanza il malvivente, fino a vedere su quale auto salisse per la fuga e, anche il volto dato che poche decine di metri dopo essere uscito dall’istituto di credito, il rapinatore si è liberato del berretto e il fazzoletto con cui si era nascosto il volto. I militari, quindi, sono arrivati a Andrea Napolione, 43 anni di Orsogna (Ch) già noto per fatti specifici. Le perquisizioni hanno permesso di ritrovare un anello, indossato dal rapinatore, rimasto impresso nella memoria dei dipendenti: grosso, vistoso e con disegni geometrici. Inoltre tra i soldi dell’uomo, c’erano alcune banconote civetta che la banca aveva inserito nel bottino. Per questo, l’uomo è stato arrestato per l’ipotesi di reato di rapina, ricettazione (l’utilizzo dell’auto rubata a Pescara) e porto abusivo di oggetti atti ad offendere. Gli investigatori non escludono che all’uomo possano essere attribuite le responsabilità di altre rapine, per questo confidano anche nella diffusione mediatica della notizia. Ermanno Amedei ermadei@libero.it

20 aprile 2010 0

Una famiglia accusa: “Siamo troppo poveri e il Comune ci nega la residenza”

Di redazione

“Ci stanno negando il diritto alla residenza”, lo sostengono i coniugi Carcaterra che da circa un mese sono domiciliati in un appartamento a Piedimonte San Germano. Veronica e Rosario, seppur giovanissimi, sono genitori e nonni; dei loro tre figli la primogenita è diventata da poco mamma. Veronica racconta di essersi recata più volte in comune per chiedere il cambio di residenza da Cassino a Piedimonte ma sostiene di essere stata oggetto di rinvii pretestuosi da parte dell’amministrazione nel tentativo di prendere tempo. La sua sensazione, supportata anche da confidenze che le avrebbero fatto proprio nei corridoi del Comune, è che l’amministrazione sarebbe restia a concedere la residenza temendo poi di doversi occupare dell’indigenza della numerosa famiglia. “A noi la residenza serve per diversi motivi – spiega Veronica – dalla richiesta per il gratuito patrocinio per l’assistenza legale a mio marito, il bonus per la nascita di mio nipote che vive con noi, le utenze, l’iscrizione dei bambini alle scuole elementari. Ma poi non riusciamo a capire perché ci si debba negare un diritto. Abbiamo una casa, siamo italiani, a che titolo ci viene negata la residenza?” La loro storia per avere una casa somiglia a un’Odissea ma, e questo va detto, alla sfortuna della coppia si sono affiancati anche tanti errori commessi che hanno portato lui ad avere grossi problemi con la giustizia tant’è che attualmente è in regime degli arresti domiciliari. “Io non ho assolutamente negato la residenza a nessuno – replica il sindaco di Piedimonte San Germano Domenico Iacovella – La famiglia in questione sembra avere molta fretta che non è giustificabile da ciò che dicono. Il bonus per il neonato lo possono richiedere ugualmente eleggendo il domicilio, così come il gratuito patrocinio. Solo una settimana fa hanno perfezionato il contratto di affitto e sono andati subito i vigili per gli accertamenti di rito. E’ stata stilata una relazione che da venerdì è sulla mia scrivania ma io non ho avuto ancora il tempo per studiarla e decidere in merito; cosa che farò nei prossimi giorni. Prendo atto, però, – annota il sindaco – che la famiglia è la stessa che lo scorso anno ha occupato abusivamente un alloggio popolare proprio qui a Piedimonte, che in quella circostanza, dopo lo sfratto, sono stati sistemati in un albergo a nostre spese per circa cinque giorni pur essendo residenti altrove”. Er. Amedei

10 marzo 2010 1

Un morto che non trova pace, la bara è troppo grande e… la segano

Di redazione

Una bara troppo grande o una cassa troppo piccola? Un dilemma dio fronte al quale si sono trovati, in un momento di disperazione, la famiglia di un 60enne Calderaia (Bo) morto per cause naturali. Al momento della tumulazione nel cimitero locale, gli addetti si sono accorti che la bara non entrava nel loculo acquistato per tempo dal defunto. E’ accaduto che, come primo tentativo, gli addetti hanno “limato” la misura della costosa bara tagliando tutte le cornici in legno. Sega alla mano, la bara è stata quindi accorciata sotto gli occhi grondanti di lacrime dei parenti del defunto. Seppur “generosa” l’opera non è bastata per cui dal Comune è arrivato finalmente l’ordine di spostare la salma in un loculo più grande. Ciò nonostante, però, la famiglia del defunto ha denunciato l’accaduto ai carabinieri.