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10 settembre 2018 0

Maestro della truffa con “allievo” fermati e denunciati a Cassino, raggiravano cassiere ai bar

Di admin
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CASSINO – Due truffatori di professione in “servizio” a Cassino sono stati individuati e fermati dai carabinieri. La denuncia aggravata in concorso per truffa è scattata per un 53enne già censito per reati specifici ed un 21enne incensurato, entrambi residenti a Napoli.

I due sono stati intercettati daglòi uomini del capitano Ivan Mastromanno mentre si aggiravano con atteggiamento sospetto nei pressi di attività commerciali della città martire, non dando alcuna valida giustificazione circa la loro presenza in loco e fornendo dichiarazioni contrastanti sui motivi che li avevano portati in quel centro. Per tale motivo i due sono stati sottoposti a perquisizione personale, a seguito della quale il 53enne è stato trovato in possesso della somma contante di euro 470 in banconote di vario taglio.

Anche in merito alla consistente somma di denaro in possesso, a fronte della sua condizione di disoccupato, l’uomo non ha fornito giustificazioni plausibili, ammettendo, ormai posto davanti all’evidenza, che una parte della somma in denaro era di illecita provenienza. In particolare ha confessato di non essere nuovo alla consumazione di truffe, in particolare quelle in danno di attività commerciali, inducendo in errore per lo più giovanissimi cassieri, percependo da questi, indotti in errore con abilità, un resto non dovuto nell’ordine di 40/45 euro dopo aver effettuato una piccola consumazione. Nella circostanza ha confessato di aver consumato una truffa dello stesso tipo circa un’ora prima, in danno di un bar del posto e da tale illecita attività aveva ricavato la somma di euro 40, dichiarandosi intenzionato a restituirla alla cassiera truffata con tanto di scuse.

Individuato il bar ove era stata consumata la truffa e rintracciata la vittima, la stessa ha confermato quanto confessato dal truffatore ed in particolare del raggiro posto in essere all’atto del pagamento, allorquando il più anziano dei due le aveva contestualmente richiesto di cambiare una banconota da 100 euro e di necessitare di banconote da vario taglio, portando così in confusione la giovane barista. Tale operazione, aveva lasciato perplessa la ragazza la quale, unitamente ai militari operanti, effettuava un riscontro sul denaro in cassa, accertando l’effettivo ammanco di 40 euro del quale non si era resa conto.

L’accaduto è stato ripreso dal sistema di videosorveglianza installato all’interno dell’attività commerciale, documentando dettagliatamente tutte le fasi dell’evento criminoso e facendo emergere il pieno coinvolgimento nella commissione del  reato del giovane accompagnatore.

Dopo aver formalizzato atto di denuncia – querela contro i predetti, è stata restituita all’avente diritto la somma fraudolentemente sottratta ed i due truffatori, ricorrendone i presupposti di legge, venivano proposti per l’allontanamento con Foglio di Via Obbligatorio, per un periodo di anni 3, dal comune di Cassino.

11 luglio 2018 0

Truffa immobiliare, l’agente sparisce dopo la caparra: denunciato 43enne di Frosinone

Di admin

FROSINONE – Un appartamento a prezzo imbattibile, pubblicizzato sul web da un’agenzia immobiliare, ha attirato l’attenzione di due giovani fidanzati.

Contattata l’utenza indicata, il mediatore, per “bloccare” la trattativa, ha chiesto una caparra, mediante bonifico.

Dopo la transazione, è stato chiesto un ulteriore acconto, con una maggiorazione del prezzo di vendita.

Dopo il secondo versamento, l’uomo però si è reso irreperibile.

La situazione ha insospettito gli acquirenti che hanno formalizzato la denuncia presso gli uffici della Questura.

Le indagini svolte dagli agenti della Squadra Volante diretta dal vice questore Genovesi hanno accertato che il  proprietario non ha mai percepito alcuna somma di denaro e che il titolare del conto corrente fornito per i versamenti è l’agente immobiliare, per il quale scatta la denuncia per truffa.

L’uomo è un 43enne di Frosinone.

22 giugno 2018 0

Alessandro Casinelli, presidente di Federlazio Frosinone, in manette per truffa aggravata. Sequestrati beni per 12 mln di euro

Di redazionecassino1

FROSINONE/REGGIO CALABRIA – È finito in carcere a Cassino Alessandro Casinelli, presidente di Federlazio Frosinone ed impreditore di spicco del settore della sanità, con interessi sia in Ciociaria sia in altre regioni d’Italia. Le manette sono scattate dalla Guardia di Finanza di Reggio Calabria, in seguito ad una specifica disposizione della Procura della Repubblica reggina. L’inchiesta è scaturita da una serie di indagini su una presunta truffa ai danni di una struttura privata di Reggio Calabria. L’attività investigativa si è successivamente allargata anche ad altri settori. L’ordine di carcerazione non ha riguardato solo Casinelli, ma anche altre cinque persone, residenti tra Arpino e Sora. Casinelli e l’ex socio, l’imprenditore Giorgio Rea, sono stati rinchiusi nel carcere della Città Martire. Nell’operazione coinvolto anche Giuseppe Musto amministratore della sua società editoriale Calliope che editava il quotidiano La Provincia. La vicenda di Reggio Calabria, che ha portato agli arresti per molti versi richiama un’analoga situazione nella quale è stato coinvolto lo stesso sodalizio imprenditoriale a Varese su cui sono state aperte altre inchieste di natura penale. Le indagini hanno messo in luce la sussistenza di gravi indizi in ordine ai reati di “False comunicazioni sociali”, “Truffa” aggravata e “Appropriazione indebita” aggravata in capo ai diversi soci ed amministratori che, nel corso del tempo, si sono succeduti nella gestione e amministrazione della casa di cura di Reggio Calabria e condotto a ritenere che, alla base dell’acquisizione del pacchetto azionario della società, vi fosse l’esclusiva finalità di depauperare il patrimonio della stessa.

Le indagini avrebbero dimostrato che le somme indebitamente prelevate e distratte dalle casse di “Villa Aurora”, sfruttando il meccanismo dei finanziamenti infragruppo, sarebbero state, in parte, impiegate in altre attività economiche riconducibili ai medesimi indagati. Le somme depredate sarebbero state infatti impiegate per l’acquisto di testate giornalistiche da parte della capogruppo, la costituzione di pegni per aperture di linee di credito in favore di persone fisiche, l’acquisto di quote di ulteriori società, l’affidamento di incarichi professionali privi di giustificazioni, per rimpinguare le casse di altre società nella disponibilità dei sodali e, addirittura, per pagare il prezzo di vendita delle quote della stessa “Villa Aurora” agli ex soci. In tutta l’operazione sono finiti in carcere a Cassino oltre ad Alessandro Casinelli, Giorgio Rea, Pietro Domenico Mangiapelo; per Patrizia Ferri, Margiotta Francesco e Marco Petricca sono scattati gli arresti domiciliari. Ingente anche il sequestro di beni immobili: la quota del 95% del capitale sociale della società “Villa Aurora S.r.l.” comprensivo dell’immobile sede della casa di cura, nonché di attrezzature presenti all’interno del predetto immobile, di conti correnti e veicoli intestati alla società, somme di denaro, conti correnti bancari, libretti di risparmio, titoli, azioni, fondi e strumenti d’investimento, beni mobili registrati, beni immobili e ogni altra utilità nella disponibilità degli indagati per un totale di 1.021.413 euro, somme di denaro, conti correnti bancari, libretti di risparmio, titoli, azioni, fondi e strumenti d’investimento, beni mobili registrati, beni immobili e ogni altra utilità nella disponibilità degli indagati, per un importo complessivo pari a € 2.119.110,57. In totale circa 12 milioni di euro.

A margine della vicenda il difensore di Alessandro Casinelli, l’avvocato Nicola Ottaviani, in una nota, sottolinea la totale estraneità del suo assistito alle ipotesi di reato contestati, in quanto nel periodo dei fatti non ricopriva alcuna carica gestionale o amministrativa. Lo stesso Casinelli, prosegue l’avvocato Ottaviani, ha chiesto all’Autorità Giudiziaria di essere sottoposto al più presto all’interrogatorio di garanzia per “fornire ogni elemento utile al corretto inquadramento della vicenda”.

 

 

20 giugno 2018 0

Famiglia della truffa a Fiuggi, con una borsa di Louis Vuitton hanno seminato imbrogli in mezza Italia

Di admin

FIUGGI – Un a intera famiglia di Fiuggi è stata denunciata per truffa dagli agenti del commissariato cittadino in  seguito ad un’attività investigativa durata circa 3 mesi.

I tre, marito 57enne, moglie  61enne e figlia 33enne. sono accusati di aver messo in vendita su un sito di acquisti on-line una borsa del prestigioso marchio Louis Vuitton, del valore commerciale di 1.300 euro, per la somma accattivante di 200 euro.

Nella rete dei truffatori sono cadute diverse persone residenti  in varie regioni, dalla Sardegna, Toscana, Molise e Sicilia. Una trappola che avrebbe mietuto certamente molte più vittime se i tre non fossero stati fermati dalla polizia La Poste Pay utilizzata per ricevere il denaro da parte degli ignari acquirenti, che non hanno mai ricevuto quanto ordinato, era intestata ad una persona diversa dagli indagati, al fine di evitare la loro identificazione.

All’interno dei computers e degli smartphone sequestrati e sottoposti ad accertamenti tecnici sono stati trovati numerosi indizi dell’attività illecita posta in essere dall’intera famiglia.

19 giugno 2018 0

In manette un 54enne e un 28enne per truffa aggravata ai danni di esercizi commerciali

Di redazionecassino1

CASSINO – Nel corso della mattinata  odierna , personale del N.O.R.M. – Aliquota Operativa della Compagnia Carabinieri di Pontecorvo,  traeva in arresto  un 54enne  ( già gravato da vicende penali per reati contro il patrimonio e la fede pubblica) ed  un 28enne  ( già gravato da vicende penali per  associazione a delinquere di tipo mafioso, per  reati contro il patrimonio e la fede pubblica) , entrambi residenti nel capoluogo partenopeo,  poiché colti nella  flagranza di reato  e, quindi,  ritenuti responsabili,  del reato di “truffa aggravata in concorso”

L’attività investigativa attivata dai militari operanti, con particolare riferimento alle recenti truffe commesse in danno di attività commerciali nelle province di Frosinone, Latina, Roma e Caserta, mediante  le richieste di ricarica “carte postepay”, consentiva di individuare in Pignataro Interamna, con due persone a bordo, un’ autovettura Peugeot 208 di colore nero che, nel corso di specifica attività di controllo,  risultava essere intestata ad una società di autonoleggio con sede a Vercelli e, peraltro,  senza essere stata sottoposta alla revisione e già oggetto di numerose segnalazioni inserite in banca dati FF.PP quale mezzo utilizzato per porre in atto attività illecite ed utilizzata dai due soggetti tratti in arresto. Inoltre, a seguito della predetta attività di controllo, il uno dei due, in qualità di conducente,  risultava avere la  patente di guida scaduta di validità. Ulteriori accertamenti esperiti nell’immediatezza dai militari operanti consentiva di acclarare che i due soggetti poco prima, ed in concorso tra loro, con artifizi e raggiri avevano compiuto una truffa ai danni di un titolare di una tabaccheria sita in  Cassino  mediante l’effettuazione di due ricariche di una “postepay (dell’importo complessivo di circa 600 €uro), risultata essere  in loro possesso ma intestata ad una terza persona, dandosi poi  alla fuga senza corrispondere il relativo corrispettivo in denaro.

Gli arrestati, su disposizione della competente A.G.,  sono stati trattenuti presso le Camere di sicurezza del Comando Compagnia di Cassino, in attesa del rito direttissimo che verrà eseguito entro le prossime 48ore.

La carta “postepay” rinvenuta in loro possesso, le ricevute di pagamento, l’autovettura e ed i loro telefonini  venivano contestualmente  sottoposti sotto il vincolo del sequestro

Al termine delle formalità di rito, ricorrendone i presupposti, agli stessi veniva notificato anche l’avvio del procedimento amministrativo finalizzato all’emissione della misura di prevenzione del rimpatrio con  foglio di via obbligatorio,  con divieto di ritorno nel territorio del comune di Ceprano, Castrocielo, Cassino e Pignataro Interamna  per anni tre.

Sono tuttora in corso le attività info-investigative finalizzate ad accertare le loro responsabilità in altre analoghe truffe denunciate sia in questa Provincia che in quelle limitrofe.

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14 giugno 2018 0

Pontecorvo, tenta la truffa alla società noleggio auto ma non fa i conti con il Gps: denunciata 35enne

Di admin

PONTECORVO – I carabinieri della Stazione di Pontecorvo, hanno denunciato una 35enne del luogo, incensurata, in quanto ritenuta responsabile del reato di simulazione di reato e tentata truffa.

L’indagata, ieri mattina, aveva sporto, presso il predetto Comando Arma, formale denuncia di furto relativamente ad  un’autovettura intestata a una società di noleggio con sede a Trento (TN), dichiarando che nella serata del 12 giugno l’aveva regolarmente parcheggiata nei pressi della propria abitazione e, durante la nottata, era stata asportata da ignoti malfattori. Il suddetto veicolo poi, è stato rinvenuto nella stessa mattinata in Sant’Antimo (NA), dai militari della locale Stazione Carabinieri.

Le mirate attività investigative svolte nell’immediatezza dai militari consistenti nell’attenta analisi del rilevatore di posizione GPS, installato sul veicolo dalla società “Alfa Evolution Technology”, ha consentito di accertare che l’autovettura, diversamente da quanto denunciato dall’indagata, dall’8 al 13 giugno, aveva circolato nelle sole Province di Caserta e Napoli.

21 aprile 2018 0

Truffa da 15 milioni di euro scoperta dalla Gdf di Velletri, undici denunciati

Di admin

VELLETRI – Undici persone sono stati denunciati dalla Guardia di Finanza che, nel corso dell’indagine denominata “white paper”, hanno scoperto una frode fiscale nel settore degli elettrodomestici e hi-tech di oltre 15 milioni di euro, perpetrata su tutto il territorio Nazionale ma con base nei “Castelli Romani”.

Le indagini, eseguite anche con intercettazioni telefoniche e durate circa un anno, sono state avviate inizialmente per fare luce su un giro di truffe da parte di alcune persone che acquistavano merci, fittiziamente destinate a società residenti all’estero, pagandole con assegni falsi o rubati per poi cederle “in nero” ad altri imprenditori nazionali compiacenti: numerosi i fornitori vittime dell’organizzazione, i cui crediti per importi considerevoli non venivano mai saldati.

Tale modus operandi era agevolato dalla costituzione di una ramificata rete di società “fantasma” fra cui molte solo formalmente allocate in Paesi dell’Est europeo – cui venivano preposte “teste di legno”, tutti pluripregiudicati – in realtà riconducibili ai dominus del sodalizio.

Gli accertamenti delle Fiamme Gialle della Compagnia di Velletri sono culminati nell’operazione ribattezzata “White Paper” che, con la collaborazione della Polizia di Stato del Commissariato di Ottana (Nuoro), ha visto l’esecuzione di diverse perquisizioni locali anche in altre province italiane, con il rinvenimento di documentazione contabile ed extra contabile utile alla ricostruzione dei fatti, oltre ad assegni rubati e documenti falsi, due divise dei Vigili del fuoco, armi illegalmente detenute con vario munizionamento, chiavette USB, token per la movimentazione di capitali all’estero e alcuni personal computer.

Complessivamente sono 11 – tra amministratori di diritto e di fatto avvicendatisi nel tempo alla guida delle varie società – le persone denunciate all’Autorità Giudiziaria di Velletri 11 persone per i reati di frode fiscale, riciclaggio e bancarotta fraudolenta.

Inoltre, per alcune società coinvolte nella frode, la Procura della Repubblica di Velletri ha avanzato istanza di fallimento per l’elevata esposizione debitoria nei confronti del Fisco.

 

17 aprile 2018 0

Piglio: Truffa ad una pensionata. 38enne denunciato

Di redazione

Nella mattinata di oggi a Piglio, i militari della locale Stazione, a seguito di denuncia presentata da una pensionata del luogo, deferivano in stato di libertà per il reato di “truffa” alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata (NA) un 38enne di Torre Del Greco (NA), già censito per reati contro la persona, il patrimonio ed in materia di armi. I militari operanti, a conclusione di attività investigativa, raccoglievano sufficienti indizi di colpevolezza nei confronti del medesimo che, con artifizi e raggiri versava sul proprio conto corrente acceso presso la Banca di Credito Popolare di Torre del Greco, un assegno bancario di euro 717,88 intestato alla denunciante. Foto d’archivio

20 marzo 2018 0

Tentano la truffa a Frosinone ma i vecchietti non ci cascano, denunciati due campani

Di admin

FROSINONE – “Postini sospetti” è la segnalazione che giunge sulla linea di emergenza 113 della Questura.

La nota viene prontamente diramata alle Volanti presenti sul territorio che convergono in via Albinoni: individuata l’utilitaria “ricercata” con a bordo due uomini, che vengono identificati.

Sono entrambi campani, rispettivamente di 38 e 18 anni, con pregiudizi di polizia.

Da accertamenti emerge che il modus operandi con cui agivano era sempre lo stesso: contattavano telefonicamente le anziane vittime a cui chiedevano di procurarsi contante per ritirare un pacco.

Astutamente i destinatari della consegna non sono caduti nelle trappola dei malfattori ed hanno tempestivamente avvertito la Polizia.

I due sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria per tentata truffa.

Le denunce delle vittime sono state formalizzate anche con il servizio “denuncia a domicilio” della Polizia di Stato.

24 febbraio 2018 0

Truffa del contatore a Cassino, contratti di utenze energetiche a ignari. Indagini in corso

Di admin

CASSINO – Una serie di truffa del contatore sembra essere in corso a Cassino. Non è semplice accorgersene e neanche semplice è porvi rimedio.

Le indagini da parte dei carabinieri di Cassino sono in corso, ma da una prima ipotesi sembra essere l’opera di promotori infedeli di contratti energetici. A loro basta trovare un contatore staccato, cioè la cui fornitura energetica è stata interrotta; avere la copia di un documento di riconoscimento di un ignaro, spesso deceduto, e stipulare a suo nome, collegandolo al contatore, un contratto di fornitura energetica intascando così la provvigione.

Se siete proprietari di un locale e avete il contatore senza contratto, provate ad alzare la levetta, se c’è energia elettrica ponetevi qualche domanda e fate qualche verifica. A Cassino, in questo modo, più di qualcuno ha scoperto che il contatore che voleva far ripristinare per alimentare appartamenti o locali lasciati in disuso per qualche tempo, era intestato a un altro utente che nulla aveva a che fare con il locale né con il palazzo.

Da verifiche fatte, sembra che alcuni contratti truffaldini siano stati stipulati a fine gennaio. Accade quindi che, una volta scoperta la truffa si dovrà scoprire a quale compagnia energetica il contratto è stato fatto e chiedere la voltura. L’intestatario del contratto truffa, solamente tra qualche mese, si vedrà recapitare la bolletta di un’utenza che neanche lui conosce.

Al momento alcune denunce sono già state presentate ai carabinieri di Cassino e l’invito è di denunciare nel caso in cui ci si accorge di episodi simili oppure insospettirvi se qualche sconosciuto sta sbirciando nel gabbiotto dei contatori del palazzo.

Ermanno Amedei