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27 luglio 2010 0

Auto di lusso, prestiti a tasso usurio e capitali all’estero; gli ingredienti dell’operazione Car Banking

Di redazione
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Al termine di varie ispezioni antiriciclaggio, verifiche fiscali ed accertamenti bancari effettuati nei confronti di un gruppo di società laziali operanti nel settore del commercio auto di lusso, dei trasporti ed in quello finanziario, è stata individuata una società finanziaria che praticava al pubblico prestiti con tassi usurai. Sono stati verbalizzati dagli uomini della guardia di finanza di Frosinone agli ordini del colonnello Gincostrabile Salato, 80 soggetti (tra ditte e società), scoperti illeciti trasferimenti di capitali per oltre 10 milioni di euro ed una milionaria frode fiscale nonché una truffa al circuito bancario per circa un milione di Euro. Denunciate. 5 persone per riciclaggio, frode fiscale, usura aggravata, falso e truffa. Dopo due anni d’indagini i Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Frosinone hanno ultimato specifici accertamenti di polizia economica e finanziaria nei confronti di un gruppo di società operante, tra l’altro, nel Lazio nel commercio auto e dei trasporti e nel settore finanziario, facenti capo ad un imprenditore ciociaro. L’operazione denominata “CAR BANKING”, nel settore del contrasto al riciclaggio dei proventi illeciti, scaturisce da un monitoraggio sulla circolazione transfrontaliera di capitali, in entrata o in uscita dall’Italia, da cui sono emerse precise ipotesi di reato per le quali è stato istituito un procedimento penale presso la Procura della Repubblica di Frosinone. In particolare le investigazioni erano scaturite da un’attività d’intelligence, eseguita dalla Sezione Tutela Economia del Nucleo di Polizia Tributaria di Frosinone, posta in essere attraverso un’attenta analisi delle dichiarazioni valutarie presentate all’Ufficio Italiano Cambi, per l’esportazioni di capitali per l’estero. L’intensa analisi ai fini valutari di tali dichiarazioni, si era resa necessaria in quanto erano stati individuati anomali flussi finanziari (per oltre un milione di euro) posti in essere da 2 frusinati (P.P. di Frosinone di 30 anni e P.E. di Alatri di 56 anni) che avevano presentato elevati indici di criticità. I predetti soggetti, infatti, in un breve lasso di tempo, risultavano aver movimentato e trasferito all’estero ingenti somme di denaro contante, che da una prima analisi non riconducibili ad attività economico-commerciali lecite. I preliminari elementi acquisiti, integrati da indagini antiriciclaggio, mirate indagini bancarie e da analisi di documentazione amministrativo contabile di una società operante in Roma, Frosinone e Ferentino nel settore del commercio delle auto di lusso, hanno permesso di individuare e delineare una articolata evasione fiscale realizzata dalla predetta società, attraverso il trasferimento di contanti all’estero relativi ai ricavi non transitati contabilità e non dichiarati al fisco. Sono stati individuati e verbalizzati illeciti trasferimenti denaro contante, posti in essere, senza avvalersi di intermediari abilitati, tra la predetta società ed altri soggetti economici e deferiti alla locale A.G. i due ciociari, rispettivamente per evasione fiscale e riciclaggio. Sulla scorta di tali fattispecie penalmente rilevanti, la Procura della Repubblica di Frosinone ha disposto investigazioni finanziarie sulle persone fisiche e giuridiche facenti capo ai predetti soggetti hanno permesso di scoprire singolari e rilevanti trasferimenti di denaro, riconducibili ad operazioni extraconto (non transitate per conti correnti censiti dal circuito bancario) e numerose operazioni in contanti. D’interesse investigativo sono risultati i dei flussi finanziari che vedevano coinvolta, anche una società finanziaria facente anch’essa capo ad uno dei soggetti indagati; la finanziaria regolarmente iscritta all’albo dei mediatori creditizi risultava costituita per l’erogazione di prestiti al pubblico all’interno degli autosaloni delle aziende riferibili ad uno degli indagati stessi. Successivamente al fine di approfondire tutte le risultanze investigative acquisite che vedevano coinvolta 8 società finanziarie, gli investigatori del Nucleo di Polizia, avvalendosi dei poteri di polizia valutaria hanno sviluppato una serie di complessi accertamenti che hanno, attraverso una attenta analisi dei flussi finanziari e dei contratti finanziamento, consentito di:  individuare illeciti trasferimenti denaro contante, posti in essere senza ricorrere ad intermediari abilitati, per complessivi euro 10.129.924,00, verbalizzando 60 ditte e 22 società;  accertare che la finanziaria, operava prevalentemente nei confronti di una clientela (il c.d. pubblico) che necessitava di piccoli finanziamenti e che è risultata estranea a tale settore merceologico e non interessata all’acquisto di autovetture. I predetti (casalinghe – pensionati – artigiani – operai – insegnanti e impiegati) attratti da annunci pubblicitari ed in stato di bisogno per gravi ed evidenti difficoltà finanziarie si erano rivolti alla finanziaria che faceva capo al ciociaro indagato per cercare di risolvere delle eccezionali e sopravvenute emergenze finanziaria (spese funebri – cure mediche – spese per protesi dentarie – etc.). Le indagini hanno permesso di appurare che erano stati praticati nelle concessioni dei prestiti (cessioni quinto stipendio) dei tassi d’interesse usurai (oltre le soglie di legge) mediante, anche l’inclusione di spese per servizi non richiesti ed imposti dalla predetta finanziaria per la positiva concessione del prestito. I tassi usurai praticati, nell’ambito dei finanziamenti personali concessi alle 14 vittime sono stati quantificati intorno al 30% annuo. I finanziamenti personali concessi alla clientela con l’applicazione di tassi usurai dalla predetta finanziaria – sono stati quantificati in circa 200.000,00 Euro – e sono stati effettuati attraverso le strutture operative di due Gruppi finanziari di primaria importanza a livello nazionale. Al termine delle indagini sono state deferite alla locale Procura della Repubblica n. 4 soggetti per usura aggravata, tra i quali, l’amministratore della finanziaria Ciociara, il responsabile per il Lazio e Frosinone ed il coordinatore della rete commerciale di uno dei predetti gruppi finanziari, nonché l’agente di zona (Lazio e Abruzzo) con sede ad Avezzano dell’altro gruppo finanziario che hanno, tra l’altro, sottoscritto i contratti di finanziamento incriminati, definendone le condizioni, i piani di ammortamento, i tassi d’interesse e le spese applicate; Sulla scorta delle risultanze degli accertamenti antiriciclaggio svolti, è stata effettuata anche una verifica fiscale che ha permesso tra l’altro di ricostruire l’articolata frode fiscale recuperando a tassazione basi imponibili ai fini dell’imposizione diretta per €. 1.353.783,00 ed un’imposta sul valore aggiunto per €. 560.343,00, nonché scoprire fatture per operazioni inesistenti per complessivi €. 162.083,00 e deferire all’A.G. per utilizzo di F.O.I. il predetto ciociaro (P.P. di Frosinone di anni 30). Nel corso delle predette investigazioni, attraverso le minuziose analisi bancarie finalizzate al rintraccio dei flussi economici concernenti prestiti ricevuti dalla predetta società verificata, sono stati effettuati accertamenti relativi ad una querela sporta dall’amministratore delegato di un istituto di credito ciociaro, che aveva riferito circa presunte irregolarità nella concessione dei prestiti ai predetti imprenditori ciociari. Tali accertamenti hanno consentito di scoprire e ricostruire una truffa finanziaria al circuito bancario nazionale di 806.200 euro e l’imprenditore è stato deferito alla locale A.G. per falso e truffa. La sopraindicata attività a tutela dell’economia nazionale indirizzata alla scoperta dei soliti furbi che trasferiscono all’estero i proventi illecitamente guadagnati in Italia in danno di chi paga regolarmente le tasse, ha interessato 80 contribuenti ciociari e nel caso specifico si è dimostrata penetrante e concreta considerati gli importi incassati dall’erario per le numerose verbalizzazioni effettuate nel corso dell’operazione “CAR BANKING”.