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3 ottobre 2018 0

Caccia, il calendario e la disciplina della stagione venatoria nella Regione Lazio

Di admin
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LAZIO – “La Regione Lazio ha adottato per la stagione venatoria 2018/2019, il documento che “Disciplina dell’esercizio venatorio nell’area di protezione esterna al Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, versante laziale”.

Lo si legge in una nota dell’associazione dei migratoristi per la conservazione dell’ambiente Anuu Lazio.

“Per la stagione venatoria 2018/2019, nell’area di protezione esterna al Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, versante laziale, l’esercizio venatorio è consentito nella forma della caccia controllata.

L’area è suddivisa così:

– Sottozona A, che, secondo quanto stabilito nel protocollo d’intesa per la salvaguardia dell’orso Marsicano sottoscritto dalla Provincia di Frosinone e dall’Ente Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise il 22 dicembre 2005, interessa una superficie complessiva di circa 2.000 ettari, ai confini con il territorio del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise;

– Sottozona B, che interessa tutta la restante superficie.

Nella Sottozona A è preclusa ogni forma di esercizio venatorio. La Direzione Regionale Capitale Naturale, Parchi e Aree Protette metterà a disposizione delle associazioni o dei singoli cittadini che ne facciano richiesta copia di detta cartografia.

Nella Sottozona B, l’esercizio dell’attività venatoria è consentito nella forma della caccia controllata, riservata ai soli cacciatori residenti dei Comuni del versante laziale del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e dell’area di protezione esterna, purché iscritti all’Ambito Territoriale di Caccia (ATC) denominato FR1, nel rispetto di un carico venatorio di 1 cacciatore per 40 ettari.

In deroga a quanto previsto la caccia al Cinghiale nell’area di protezione esterna al Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, versante laziale Sottozona B, è consentita unicamente nel periodo dal 1 novembre 2018 al 31 gennaio 2019 nei giorni di mercoledì, sabato e domenica, secondo gli orari indicati nel disciplinare regionale.

L’Organismo di gestione dell’Ambito Territoriale di Caccia (ATC) FR1, provvederà alla gestione dei piani e dei programmi di prelievo e a regolamentare, con il criterio della mobilità giornaliera, il numero dei cacciatori ammissibili, trasmettendo, con almeno due giorni di anticipo, all’Area Decentrata Agricoltura di Frosinone e all’Ente Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise l’elenco mensile degli ammessi. Prima dell’apertura della stagione venatoria l’ADA di Frosinone, definirà, nell’area di protezione esterna al Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, le modalità per la rilevazione dei dati e delle informazioni sulla popolazione di cinghiale anche attraverso i verbali di abbattimento”.

 

1 settembre 2016 0

Caccia senza controlli, inizia oggi l’attività venatoria ma senza “guardiacaccia”

Di admin

Frosinone – Controlli ai cacciatori, è caos in provincia di Frosinone. Oggi è scattata la pre apertura e i cacciatori hanno imbracciato le loro doppiette. Ma se anche lo avessero fatto nei giorni precedenti, quando la caccia era chiusa, difficilmente sarebbero caduti nei controlli antibracconaggio.

La forza di polizia che istituzionalmente controlla in settore della caccia è la polizia provinciale. Con la legge Del Rio, la competenza sull’agricoltura, Caccia e Pesca, quindi anche la funzione di controllare e non solo di amministrare i settori, è passata dalle Province alla Regione. Ci si è accorti dopo che le Regioni, non potendo avere polizie, non possono effettuare controlli, per questo alcune Regioni hanno demandato i controlli alle polizie Provinciali, soprattutto a quelle che non sono state smantellate. Tra queste Regioni corse ai ripari non compare il Lazio. Tra gli enti, Regioni e Province, non è stata fatta nessuna convenzione, per questo la caccia resta senza controllori ufficiali.

Certamente eventuali sanzioni possono comminarle ai cacciatori irregolari anche le altre forze di polizia, ma nessuna di queste ha come compito istituzionale il servizio antibracconaggio. Ma non solo. L’altro problema restano gli animali selvatici feriti. Anche in quel caso, i ritrovamenti di uccelli o animali terrestri ma che vivono nei boschi venivano segnalati agli agenti della Provinciale per portarli ai centri specializzati fuori provincia. Oggi non possono più intervenire in quanto commetterebbero un abuso.

Insomma, un altro papocchio è stato fatto e a farne le spese saranno, come al solito, gli animali, i piuù innocenti di tutti.

Ermanno Amedei