Tag: verdura

15 maggio 2018 0

Venditori di frutta e verdura ambulanti e abusivi al mercato di Cassino: multati e allontanati due campani

Di admin
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CASSINO – Nel fine settimana, è stato il mercato del sabato l’obiettivo delle Volanti e della Squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato di Cassino, che hanno individuato e fermato due partenopei che vendevano abusivamente frutta e verdura, gravati da numerosi precedenti per reati contro il patrimonio e la persona.

I due sono stati sanzionati dal punto di vista amministrativa, per aver svolto l’attività commerciale senza licenza e hanno subito il sequestro della merce, devoluta poi ad un ente di beneficenza, come prevede la normativa in caso di merce facilmente deperibile; inoltre, visti i loro pregiudizi penali, sono stati muniti di foglio di via obbligatorio, con divieto di ritorno per tre anni nel comune di Cassino.

3 gennaio 2018 0

Nuova tassa nel 2018: si pagano anche i sacchetti di frutta e verdura

Di redazionecassino1

Appena tre giorni fa si brindava augurandosi il meglio per il venturo 2018. Invece, almeno dal punto di vista economico, il nuovo anno si apre con una sorpresa poco piacevole per i consumatori: dal 1 gennaio, di fatti, nei supermercati saranno a pagamento anche i sacchetti di plastica dei reparti ortofrutticoli, di panetteria, macelleria e pescheria. A stabilirlo è l’articolo 9-bis della legge di conversione n.123 del 3 agosto 2017, inserito nel DL Mezzogiorno. L’articolo in questione prescrive inoltre che i supermercati dovranno utilizzare esclusivamente buste biodegradabili e compostabili, con una percentuale di materia prima rinnovabile di almeno il 40%.

In caso di trasgressione sono previste salate sanzioni con multe da 2.500€ a 25.000€. Si potrà arrivare addirittura ai 100.000€ se la violazione del divieto dovesse riguardare ingenti quantitativi di buste in plastica oppure se il valore delle buste non a norma risultasse superiore al 10% del fatturato del trasgressore.

L’obiettivo è quello di limitare il consumo di involucri di plastica e, quindi, l’inquinamento ambientale dovuto al loro disintegro. Tuttavia il buon proposito per l’ambiente costituisce un’ulteriore spesa per i consumatori dal momento che il costo dei singoli sacchetti potrebbe variare dai 2 ai 5 centesimi l’uno. L’importo verrà aggiunto direttamente allo scontrino del prodotto alimentare acquistato, di cui una parte sarà incassata dal gestore del negozio e il resto verrà poi versato dagli esercenti allo Stato in forma di Iva e imposta sul reddito. Una vera e propria tassa, dunque, che secondo le stime del Codacons aumenterà la spesa annua delle famiglie italiane dai 20 ai 50€, variabile a seconda della frequenza della spesa e della quantità dei prodotti acquistati. L’ulteriore scherzetto a danno dei clienti sta nel divieto di portare da casa involucri di plastica per contenere i singoli alimenti in questione, per motivi igienici. La notizia ha scatenato le reazioni più disparate sui social, e negli ultimi giorni diversi acquirenti hanno dato vita a una divertente quanto sensata protesta postando immagini di singoli alimenti volutamente acquistati senza involucro. Post e foto, anche ironiche, sulla nuova legge si sono riuniti sotto gli hastag #sacchetti o #sacchetto, mentre già iniziano a comparire le prime meme sull’argomento, come nel caso della pagina Facebook “Mamme che scrivono messaggi su WhatsApp” di cui riportiamo uno screen.

Giulia Guerra

6 ottobre 2011 0

Epidemie di escherichia coli sparse in tutta Europa, lo “Sportello dei Diritti” ricorda ai consumatori di lavare la verdura

Di admin

Da Giovanni D’Agata riceviamo e pubblichiamo: In Gran Bretagna, la Food Standards Agency (FSA) dopo due recenti focolai e di altri che hanno riguardato diverse nazioni europee di Escherichia coli – una delle specie principali di batteri che vivono nella parte inferiore dell’intestino di animali a sangue caldo (incluso l’uomo), ma che in alcune sue varianti può essere causa di svariati tipi di malattie – ha di recente rivolto un invito ai consumatori di seguire buone pratiche igieniche durante la preparazione di verdure, sottolineando che è purtroppo una leggenda metropolitana secondo cui “un po’ di sporco non ti farà male”. In Germania questa estate, un’epidemia che ha riguardato oltre 3.000 casi di infezione da E. coli O104 è stata attribuita a semi di fieno greco germogliati. I casi sono stati segnalati anche in alcuni altri paesi, compresa la Francia. Tra dicembre e agosto 2011, ben 250 casi di infezione da E. coli O157 PT8 sono stati individuati nel Regno Unito. Quest’epidemia non è stata collegata allo scoppio in Germania, che ha coinvolto un ceppo diverso di E.coli. La Health Protection Agency ha riferito che c’è un’associazione tra la malattia e la manipolazione di verdura cruda in casa a causa di batteri nocivi contenuti sul terreno e non eliminati in conseguenza di un non corretto lavaggio. La FSA ha commissionato la ricerca su queste epidemie indagando sugli atteggiamenti dei consumatori ed i loro comportamenti nei confronti della sicurezza alimentare durante la preparazione verdure. L’indagine ha dimostrato che: – il rischio percepito di intossicazione alimentare da verdure era basso, mentre la maggior parte dei consumatori intervistati sono stati più cauti nella manipolazione delle carni; – vi era una limitata consapevolezza che la contaminazione potesse riguardare anche le verdure; – una corretta sensibilizzazione sul rischio della presenza di batteri nel terreno avrebbe aiutato la gente a capire perché si devono lavare le verdure e manipolare correttamente senza causare eccessivi problemi. Il dottor Andrew Wadge, direttore dei ricercatori presso la Food Standards Agency, ha dichiarato. “È purtroppo un mito che un po’ di sporco non fa alcun danno; il terreno a volte può portare i batteri nocivi e, benché i produttori alimentari sono in possesso di buoni sistemi per pulire le verdure, il rischio non può mai essere del tutto eliminato. Il controllo di infezione da E. coli O157 si basa sulla consapevolezza di tutte le potenziali fonti di batteri e elevati standard di igiene, dove possono essere presenti. Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” raccoglie l’appello dello scienziato dell’FSA secondo cui l’epidemie di E. Coli sono “un monito che è essenziale lavare prima di mangiare, tutta la frutta e verdura, tra cui l’insalata, a meno che non sono prodotti etichettati pronti per il consumo, con l’assicurazione che siano puliti. È anche importante lavarsi accuratamente le mani e pulire taglieri, coltelli e altri utensili dopo aver preparato le verdure per evitare la contaminazione.’

4 agosto 2011 1

Pesticidi nel piatto, lo studio di Legambinete conta solo 3 campioni irregolari su 678

Di admin

Da Legambiente Lazio riceviamo e pubblichiamo: Su un campione complessivo di 678 alimenti, 3 risultano irregolari (tra insalate, patate e altre verdure), 53 regolari con un solo residuo (di cui 18 di verdure, 29 di frutta e 6 di prodotti derivati), 19 regolari con più di un residuo (di cui 2 di verdure, 16 di frutta e 1 di prodotti derivati). I dati forniti da ARPA Lazio, che riguardano la quantità di pesticidi esaminati nelle sezioni di Roma, Latina, Rieti e Viterbo, segnalano una leggera flessione nei campioni esaminati rispetto allo scorso anno. Sui 3 campioni irregolari non ci sono ulteriori informazioni a riguardo. La sezione di Rieti, invece, evidenzia che su un campione regolare di pere sono stati trovati Fludioxonil e Ciprodinil, ma anche un residuo di Difenilammina, in quantità pari ad 1mg/kg, sostanza di cui è stato fissato il ritiro dal commercio.

“Nonostante rispetto allo scorso anno le analisi abbiano evidenziato una diminuzione dei campioni irregolari, continua ad emergere la presenza di campioni multi residuo, ossia regolari con la presenza contemporanea di diversi residui chimici nello stesso campione di frutta, verdura o prodotto derivato -commenta Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. È importante continuare a tenere alta la guardia sui pericoli dei pesticidi nell’agricoltura tradizionale, per riaffermare la necessità di puntare sul biologico, le produzioni sostenibili nei parchi, le tante eccellenze alimentari di cui la nostra Regione può e deve andare giustamente fiera.”

Rispetto ai campioni analizzati nel Dossier del 2010, sono diminuiti i campioni di verdura trovati “regolari con un solo residuo” (che sono passati 10,5 al 5,7 per cento) e quelli “regolari con più residui” (passati dal 4,4 allo 0,6 per cento). Valori più bassi sono stati riscontrati anche nella frutta che, rispetto all’1,9 per cento di campioni irregolari emersi l’anno precedente, quest’anno non presenta casi di irregolarità e segnala una forte diminuzione sia nei campioni “regolari con un residuo” (dal 23,6 al 14 per cento) che in quelli multi residuo (dal 10 al 7,7 per cento). Dei 153 prodotti derivati presi in esame -tra oli d’oliva, miele, vino, marmellate, pasta, pane e passate di pomodoro- ancora una volta nessun campione analizzato viene classificato come irregolare, mentre aumenta la percentuale di campioni regolari completamente senza residui dal 93,3 al 95,4 per cento, diminuisce lievemente sia quella relativa ai campioni con un solo residuo (dal 4 al 3,9 per cento) sia quella dei campioni regolari con più di un residuo (dal 2,7 allo 0,7 per cento).

La normativa vigente ha portato sicuramente ad un maggiore controllo delle sostanze attive impiegate nella produzione dei formulati e l’armonizzazione europea dei limiti massimi di residuo consentito (LMR) negli alimenti, intervenuta nel 2008, ha rappresentato senz’altro un importante passo in avanti, ma manca una regolamentazione specifica rispetto al simultaneo impiego di più principi attivi nella produzione dei formulati, come pure sulla rintracciabilità di più residui in un singolo prodotto alimentare. La normativa non si è ancora espressa rispetto al cosiddetto multi residuo, ovvero al quantitativo di residui che si possono ritrovare negli alimenti, e la definizione stessa dei limiti di massimo residuo (LMR) si basa solo sui singoli residui.

“È necessario capire al più presto quali siano i rischi a cui sono esposti bambini e adulti a causa della presenza sempre crescente di prodotti multi residuo che, anche se a piccole dosi e sotto i limiti stabiliti dalla legge, possono avere un effetto cancerogeno su chi li consuma, oltre a causare danni ambientali dovuti alla contaminazione dell’acqua, dell’aria o del suolo – dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. L’unica soluzione possibile appare quella di promuovere con forza un tipo di agricoltura più sostenibile, ossia che faccia sempre meno uso di sostanze chimiche, i cui effetti non sono mai completamente controllabili né prevedibili; un’agricoltura, quindi, che fondi la sua forza sulla biodiversità.”

Legambiente sostiene da sempre le pratiche agricole, a partire da quelle biologiche, che non fanno ricorso alla chimica o che prevedono un minor consumo di fitofarmaci. Nonostante gli sforzi tesi a una riduzione dell’uso della chimica di sintesi in agricoltura, la quantità di residui di pesticidi rilevati nei campioni di ortofrutta e derivati analizzati dai laboratori pubblici italiani risulta ancora elevata: rispetto allo scorso anno, infatti, a livello nazionale le analisi hanno evidenziato una maggiore presenza di campioni multi residuo ovvero di campioni che presentano contemporaneamente più e diversi residui chimici.

PESTICIDI NEL PIATTO 2011, LE TABELLE PER IL LAZIO

Tabella 1. Confronto dati 2008/2011

 

campioni analizzati*

irregolari

Regolari senza residui

regolari con 1 residuo

regolari con più di 1 residuo

 

n.

n.

(%)

n.

(%)

n.

(%)

n.

(%)

Lazio 2008

1157

7

0,6%

929

80,3%

168

14,5%

53

4,6%

Lazio 2009

949

12

1,3%

831

87,6%

89

9,4%

17

1,8%

Lazio 2010

949

15

1,6%

748

78,8%

130

13,7%

56

5,9%

Lazio 2011

678

3

0,4%

603

88,9%

53

7,8%

19

2,8%

Variazione 2010/11

-271

-1,2%

-10,1%

-5,9

-3,1

Il confronto viene effettuato solo sulle percentuali.

Elaborazione Legambiente Lazio su dati ARPA Lazio.