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22 marzo 2017 0

Truffa dei voucher, ancora un sorano coinvolto. Era a capo di organizzazione

Di admin
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Sora – Ancora un sorano coinvolto in una truffa dei voucher. Ad incastrare il 31enne ciociaro che insieme ad una 40enne campana teneva le fila di una organizzazione composta da 55 persone, sono stati i carabinieri della compagnia di Carpi comandata dal capitano Alessandro Iacovelli. Il sodalizio, secondo gli investigatori, avrebbero messo in piedi una truffa che in due anni avrebbe fruttato loro circa 230mila euro.

Tutto sarebbe nato dalla denuncia presentata da un imprenditore carpigiano. Circa 930 euro sottratti dal conto corrente del denunciante erano serviti per acquistare i buoni dell’Inps tutti con taglio da dieci euro. Incrociando i dati, però, i carabinieri hanno scoperto che lo stesso sistema era servito per frodare altre duecento persone. I militari coordinati dalla procura di Bologna, hanno accertato che con il sistema del Phishing, il duo truffaldino carpiva i dati necessari per poter mettere le mani sulle carte di credito delle loro vittime. Grazie anche alla collaborazione della stessa Inps, gli investigatori sono arrivati a scoprire che quelle carte di credito, venivano pagate per acquistare voucher. Per monetizzarli, però, era necessario avere dei complici che si fingessero lavoratori di ignare aziende. I buoni dell’Inps, quindi, venivano consegnati e monetizzati dai finti lavoratori che, pur non svolgendo neanche un minuto di lavoro, incassavano una parte del valore del tagliando.

Per ogni dieci euro truffato al titolare della carta di credito, quindi, un quarto andava all’Inps per l’assicurazione del lavoratore e per il gestore, un quarto al finto lavoratore e circa 5 euro al vertice dell’organizzazione. La difficoltà per la truffa, dati gli alti volumi di acquisti voucher che generava, stava nel reperire i finti lavoratori. Infatti, ciascuno di loro non poteva figurare come beneficiario di voucher per un valore superiore ai 7mila euro l’anno. Ecco perché un numero così alto di complici; ben 53 tra Lazio e Campania. Appena qualche settimana fa, la Guardia di Finanza aveva denunciato altri sei sorani per la stessa tipologia di truffa.

Ermanno Amedei

2 marzo 2017 0

Operazione “Fake jobs”, 12 persone denunciatre tra Frosinone e Napoli per utilizzo voucher acquistati con carte di credito clonate

Di Antonio Nardelli

I finanzieri del Nucleo Speciale Frodi Tecnologiche, in collaborazione con i colleghi della Polizia Postale e delle Comunicazioni, hanno smantellato un gruppo criminale dedito all’acquisizione in frode di dati sensibili ed all’indebito utilizzo di sistemi di pagamento elettronici (carte di credito/debito e conti corren ti on-line).

Dall’alba di stamattina i finanzieri ed i poliziotti stanno eseguendo – in provincia di Frosinone e Napoli – n. 12 decreti di perquisizione emessi dalla Procura di Roma al termine di un’indagine durata circa 2 anni. La lunga e complessa attività investigativa è inizi ata nel 2015 e – grazie anche al determinante contributo dell’INPS e di Poste Italia ne S.p.A. – ha permesso alla Guardia di Finanza ed alla Polizia Postale e delle Comunicazio ni di risalire ad un gruppo criminale che acquistava Voucher INPS attraverso l’indebito utilizzo di carte di pagamento e conti correnti on-line di persone completamente ignare.

Le vittime, infatti, inserivano i dati delle loro c arte di credito o del loro conto corrente su pagine web contraffatte da hacker specializzati. In particolare, i criminali acquisivano i dati sens ibili attraverso la tecnica del “ phishing ” o dello “ smishing ”, tramite l’invio di decine di migliaia SMS in mod o casuale “contenenti proposte lusinghiere”, da servizi presenti in rete (es. buoni carburante, ricariche telefoniche ecc., utilizzando loghi e marche di azi ende ben note). Una volta ottenuti i dati finanziari, facevano conf luire le somme sottratte su portafogli elettronici intestati a finti “datori di lavoro”. I wallet venivano poi utilizzati come veri e propri conti correnti per redistribuire le somme frodate a falsi “prestatori d’opera occasionali”, tutti regolarmente registrati presso l’INPS e titolari della carta POSTEPAY INPS attraverso la quale monetizzavano i proventi. Sono centinaia le vittime in tutta Italia, con un p rofitto complessivo di circa un milione e mezzo di euro.