Giorno: 7 Marzo 2019

7 Marzo 2019 0

Atina, aggredisce la madre poi 20enne si barrica in casa

Di admin
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ATINA – Ha aggredito la madre 40enne rumena minacciandola con un coltello e costringendola a chiudersi in una stanza. é accaduto oggi pomeriggio alle 18 ad Atina dove il 20enne, dopo una lite per futili motivi, si è scagliato contro la donna.

La porta sbarrata le ha quindi permesso di chiamare i carabinieri e di fuggire all’esterno attraverso il balcone dei vicini. Sul posto è arrivata l’autoradio dei militari alla vista dei quali il giovane si è barricato in casa minacciando si gettarsi dal balcone dell’appartamento al secondo piano. A sua disposizione ha ancora i coltelli da cucina con cui ha minacciato la madre.

7 Marzo 2019 0

Arresto consigliere comunale di Ferentino, pretendeva una mazzetta da 300mila euro

Di admin

FERENTINO –  L’indagine dei Carabinieri che ha portato all’arresto di 5 persone, tra cui un consigliere comunale di Ferentino ed esponenti della camorra ai quali l’amministratore si era rivolto per pretendere la mazzetta dall’imprenditore di Tivoli, ha fatto emergere come l’occhio del clan si fosse focalizzato sull’imprenditore tiburtino, che si era aggiudicato un appalto di circa 6 milioni di euro utile alla costruzione ed alla gestione di loculi presso il cimitero del comune di Ferentino (FR).

La ditta, infatti, con sede in Tivoli, presentava nell’anno 2013 un “project financing” e si aggiudicava l’appalto nel febbraio 2018. Immediatamente dopo la firma del contratto, il consigliere comunale di maggioranza con delega ai servizi cimiteriali, reclamava dal co-titolare della ditta, a titolo di tangente, la somma di euro 300.000, pari al 5% dell’importo totale dei lavori stimati. Richiesta alla quale l’imprenditore non soggiaceva nonostante le insistenze del consigliere comunale che ricorreva, a questo punto, ad esponenti della Camorra per costringerlo a pagare, grazie alla forza di intimidazione del clan. Non è un caso che il consigliere comunale, infatti, si è avvalso sia di un suo congiunto, commerciante della Capitale, sia di un gruppo di soggetti, uno in particolare interfaccia di un clan camorristico di Napoli centro che sottoponevano l’imprenditore tiburtino a reiterate richieste estorsive, anche mediante l’uso di armi e perfino a mezzo di veri e propri raid nella sede dell’azienda. L’amministratore del comune di Ferentino, inoltre, così come riporta il giudice per le indagini preliminari nel provvedimento restrittivo “ è il vero artefice ed ideatore della condotta estorsiva, sebbene incensurato, il suo ruolo appare fondamentale: grazie a lui l’organizzazione camorristica fagocita un’impresa sana e la asserve ai suoi desiderata; il suo inserimento oramai pluriennale all’interno dell’amministrazione di Ferentino ne garantisce il concreto ed attuale pericolo di reiterazione di condotte anche per reati di pubblica amministrazione”. La somma pretesa dal clan era inizialmente di trecentomila euro che però lievitava fino all’esorbitante cifra di un milione di euro quale “sanzione” per i supposti “ritardi” nei pagamenti dell’imprenditore, dal quale, in aggiunta, veniva addirittura “preteso” l’esborso del 10 % del fatturato per i futuri lavori della sua ditta  in cambio della “protezione” del “clan”, le cui mire inoltre, unitamente a quelle dell’infedele amministratore pubblico, si indirizzavano anche  sul costruendo stadio di Ferentino lì dove gli interessi in gioco ed i guadagni  rappresentavano una vera e propria manna per le illegittime bramosie di guadagno  del clan, tant’è che il  giudice  scrive: “ il concreto riferimento al c.d. stadio dava la cifra degli interessi in gioco e della volontà dell’amministratore di trarre un profitto personale anche dalla realizzazione di quell’opera con il concorso degli stessi co-indagati”. La vittima, a questo punto, schiacciato delle pretese e terrorizzato  per la sua incolumità fisica e per quella dei suoi familiari, si vedeva dapprima costretto a versare al sodalizio una prima somma di denaro pari a Euro 44.000 che ovviamente non placava la “ingordigia” del sodalizio e, successivamente, poiché oggetto di uno stillicidio di incessanti minacce e violente pretese di denaro, si convinceva a denunciare la sua grave situazione di soggezione ai soggetti contigui al clan postisi addirittura al servizio del colletto biancoper il “recupero” dei supposti ed illegittimi crediti. Ed è proprio a partire dalla denuncia che trae origine la complessa ed articolata attività d’indagine, condotta anche a mezzo di attività tecniche, servizi di osservazione e pedinamenti, dai Carabinieri della Compagnia di Tivoli sotto l’egida della Procura della Repubblica di Roma – Direzione Distrettuale Antimafia, che permetteva di acquisire gravi e inequivocabili indizi di reato a carico degli odierni indagati tutti arrestati e tradotti presso il carcere di Regina Coeli di Roma.

7 Marzo 2019 0

Si rivolge al clan per imporre la tangente sui lavori cimiteriali a Ferentino, arrestato consigliere comunale

Di admin

FERENTINO – Si rivolge al clan camorristico per estorcere una tangente ad un imprenditore di Tivoli vincitore della gara d’appalto per i lavori al cimitero di Ferentino.

A finire in manette è un consigliere comunale di Ferentino insieme ad altri 4 uomini vicini ad un noto clan camorristico napoletano ma stanziali su Roma. I Carabinieri della Compagnia di Tivoli hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma, su richiesta della locale Procura della Repubblica– Direzione Distrettuale Antimafia, che dispone l’arresto dei cinque soggetti, resisi responsabili, a vario titolo, di estorsione, aggravata dal metodo mafioso,  ai danni di un giovane  imprenditore di Tivoli.

L’indagine dei Carabinieri, infatti,  ha fatto emergere come il consigliere comunale, per convincere l’imprenditore tiburtino a pagare una ingente somma di denaro, in seguito ad un appalto di circa 6 milioni di euro che si era aggiudicato, utile alla costruzione ed alla gestione  di loculi presso il cimitero del comune di Ferentino, si era rivolto a personaggi contigui ad un clan camorristico di Napoli centro, stanziati a Roma, che hanno agito sfruttando la forza di intimidazione del clan, mediante l’uso di armi e perfino mediante veri e propri raid nella sede dell’azienda.

aggiornamento

Arresto consigliere comunale di Ferentino, pretendeva una mazzetta da 300mila euro