Giorno: 2 Aprile 2019

2 Aprile 2019 0

Gli trovano armi e segni identificativi di polizia, poi 38enne si scaglia contro i carabinieri e viene arrestato

Di admin
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ESPERIA – I Carabinieri della Stazione di Esperia unitamente i colleghi dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Pontecorvo hanno arrestato il 38enne C.F. di Esperia per il reato di resistenza oltraggio, minaccia e lesioni a Pubblico Ufficiale, inoltre è stato denunciato anche per il reato di fabbricazione o detenzione di materie esplodenti e per il possesso di segni distintivi contraffatti. 

L’uomo, già censito per reati contro la Pubblica Amministrazione, contro la persona, contro il patrimonio e in materia di armi, era stato controllato a Ripi da una pattuglia della Sezione Radiomobile della Compagnia di Frosinone e trovato in possesso di un coltello.

I militari di Frosinone hanno allertato immediatamente i colleghi della Compagnia di Pontecorvo che procedevano ad Esperia alla perquisizione domiciliare d’iniziativa effettuata per la ricerca di armi. Presso la casa dell’umo, nella camera da letto, è stato rinvenuto diverso materiale illegalmente detenuto: una cartuccia a pallini e una a palla per fucile, 15 cartucce a salve, una pistola scacciacani posta all’interno del comodino, priva della parte finale della canna dipinta di rosso, il simulacro di una bomba a mano tipo “ananas”, un machete con una lama di 49 centimetri, uno spadino con lama lunga 25 centimetri riportante lo stemma delle “SS”, un coltello con due lame intercambiabili di 12 e 15 centimetri con applicato un tirapugni artigianale, un pugnale con lama di 15 centimetri, un coltello con lama di 15 centimetri, un fucile ad aria compressa senza matricola, un cofanetto in pelle contenenti numerosi “spadini” di varie misure generalmente utilizzati per l’apertura delle serrature, una mazza in legno riportante la scritta fatta a mano “88 Adolf Hitler” ed una svastica, un candelotto artigianale contenente polvere da sparo ed un artifizio contenente polvere da sparo.

Durante la perquisizione sono stati rinvenuti anche quattro porta tessera di cui due riportanti la placca della Polizia di Stato, una il simbolo delle Forze Armate ed un’altra la scritta Ministero della Difesa e relativa placca, un lampeggiante blu, come quello utilizzato dalle Forze dell’ordine, una paletta bianca con un adesivo rosso con la scritta “minis” nonché un paio di manette.

Sollecitato dai Carabinieri il 38nne ha dichiarato che buona parte del materiale era stato acquistato su internet, ma non ha fornito una spiegazione sul motivo per il quale deteneva tutto il sopracitato armamentario.

Successivamente il soggetto è stato invitato presso la Stazione Carabinieri di Esperia per le formalità di rito ma giunto nelle prossimità della caserma, andando in escandescenza, ha aggredito verbalmente e fisicamente un militare del Comando Carabinieri di Esperia tanto da richiedere l’intervento di altri colleghi ivi giunti sia per riportare alla calma il 38enne che per accompagnare il militare in ospedale a seguito delle lesioni riportate giudicate guaribili in 5 giorni di prognosi. L’A.G. di Cassino nella mattinata odierna ha convalidato l’arresto con obbligo di presentazione presso il Comando Compagnia Carabinieri di Pontecorvo.

2 Aprile 2019 0

Controlli in provincia della Polizia di Stato, quattro persone denunciate

Di redazionecassino1

CASSINO – Controlli costanti della Polizia di Stato in provincia prevenire e contrastare in maniera sempre più efficace le varie forme di illegalità, in sinergia con la Questura  i Commissariati e le Specialità – Ferroviaria, Postale, Stradale – .

Nel corso dell’attività, in 31 posti di controlli, sono state identificate circa 500 persone, con la verifica della regolarità di 382 veicoli, mentre 69 sono state le contravvenzioni elevate al Codice della Strada.

Due automobilisti, in particolare, sono stati denunciati dalla Stradale in quanto responsabili, rispettivamente, di guida in stato di ebbrezza alcolica e sotto l’effetto di stupefacenti.

A Cassino, invece, personale del Commissariato cittadino ha deferito all’Autorità Giudiziaria per appropriazione indebita in concorso due persone.

Infine, l’Ufficio Immigrazione della Questura ha coordinato l’attività per l’espulsione di un cittadino egiziano; l’uomo non era in possesso del permesso di soggiorno, nonché   ritenuto socialmente pericoloso per le sue attività delittuose.

foto di repertorio

2 Aprile 2019 0

Contromano in “notturna” con la droga lungo Corso della Repubblica a Cassino, tre arresti

Di admin

CASSINO – I Carabinieri della Sezione Radiomobile di Cassino, nelle prime ore di stamattina, hanno intercettato un’autovettura che transitava contromano sul Corso della Repubblica della “Città Martire”. Accertata la violazione i militari hanno proceduto ad intimare l’alt a D.M., conducente 21enne del veicolo residente a Nepi (VT), che al fine di eludere un approfondito controllo ha consegnato spontaneamente ai carabinieri un contenitore in plastica contenente circa 1 grammo di hashish e circa 0,5 grammi di marijuana.

All’interno dell’autovettura era presente anche M.A. 21enne di Cassino, già censito per reati in materia di stupefacenti, ed A.A.K.L. 21enne di nazionalità togoniana residente a Nepi, anch’egli già censito per reati in materia di stupefacenti.

E’ quindi scattata una perquisizione locale e personale che consentiva di rinvenire nel bagagliaio dell’autovettura una busta in plastica contenente mezzo chilo di marijuana tritata e 5 bustine in plastica contenente residui di detta sostanza, sottoposto a sequestro. Inoltre la successiva perquisizione estesa presso le abitazioni dei tre anche con l’ausilio dei Carabinieri della Compagnia di Civita Castellana (VT) ha permesso di rinvenire, presso l’abitazione del 21enne italiano residente a Nepi, un ulteriore grammo di hashish, sottoposta a sequestro.

Stante la flagranza i tre giovani sono stati dichiarati in stato di arresto e dopo le formalità di rito, così come disposto dall’A.G., il 21enne di Cassino è stato accompagnato presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari, mentre gli altri due giovani residenti a Nepi sono stati tradotti presso la locale Casa Circondariale di Cassino.

2 Aprile 2019 0

Distruzione di Montecassino: infamia e ignominia eterne

Di redazionecassino1

Sono da poco terminate le commemorazioni annuali del tragico evento della distruzione di Montecassino  avvenuta nel corso   dell’ultimo conflitto mondiale.

Illustriamo una rara pagina de IL MESSAGGERO che il giorno dopo, il 16 febbraio 1944, fornisce la cronaca dell’infausto episodio: ”Gangsters americani” titola il giornale gli autori di tale inaudita violenza.

E’ vero che ogni anno migliaia di visitatori e di pellegrini scalano le balze del monastero per assaporare e gustare quel qualcosa che la cultura e l’arte occidentali mantengono e conservano ancora vivo e attuale: quell’atmosfera che si respira tutt’intorno, la medesima da quasi quindici secoli: operosità, disciplina, pace e poi bellezza e armonia delle strutture, preghiera e raccoglimento e ordine. Stiamo parlando di Montecassino e della sua distruzione  il 15 febbraio 1944 alle ore 9,45, l’ora terza canonica, quando gli aerei alleati iniziano il bombardamento, in  tre ondate: apocalisse, pari a quanto compiuto a Dresda, a Lipsia, a Colonia, anche esse impagabili luoghi di cultura e di arte…alle 15,00 circa tutto è finito, furono, dicono i resoconti, oltre settecentocinquanta cosiddette ‘fortezze volanti’: la città di Cassino ridotta in polvere e l’Abbazia completamente annientata, secoli di storia sedimentata e accumulata, semplicemente cancellati, strappati dal libro della vita, in poche ore. Va ricordato, per quanto riguarda  in particolare l’annientamento dell’Abbazia, che essa fu voluta e imposta  e propugnata dal generale che comandava le truppe neozelandesi e da quello  delle truppe inglesi: tale opera distruttiva come ben si sa, si dimostrò inutile, immotivata, ingiustificata,  solo disastrosa e irreversibile per gli effetti e le conseguenze. Le spese gigantesche della  ricostruzione dell’Abbazia furono sostenute  come si sa solamente dal popolo italiano; giusto e anche doveroso sarebbe se però queste due Nazioni, Regno Unito e Nuova Zelanda in particolare, che erroneamente ne vollero caparbiamente e ottennero, l’annientamento, intervenissero finanziariamente quanto meno per la  decorazione delle volte e delle cappelle della basilica, oggi in massima parte ancora vuote e in bianco. In effetti  prima della distruzione la basilica era in ogni suo angolo un florilegio della pittura napoletana del 1600 e del 1700 con opere di Luca Giordano, Francesco de Mura, Paolo de Matteis, Francesco Solimena, Sebastiano Conca, Andrea Vaccaro, il Cavalier d’Arpino  e tanti altri, di parte delle quali resta documentato il significato e la importanza grazie ai bozzetti conservati ed esposti nel Museo abaziale. Ragioni diplomatiche o di convenienza o di opportunità o altre ancora  hanno ottenuto che fino ad oggi mai sia giunta almeno la eco di una giusta richiesta di riparazione alle potenze distruttrici da parte di una qualche istituzione almeno locale:  auspichiamo  che il nuovo sindaco uscente dalle  incombenti  elezioni si faccia attivo promotore di siffatta iniziativa risarcitoria e lo stesso le  autorità benedettine e vaticane nonché  le associazioni laiche.

Michele Santulli

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