La Polizia di Stato celebra il 169° anniversario della sua fondazione

10 Aprile 2021 Off Di redazione

Questa mattina all’interno della sede della Questura di Frosinone, si è tenuta la cerimonia per la celebrazione del 169° anniversario della Fondazione della Polizia di Stato alla presenza, oltre che del Questore dr Leonardo Biagioli, del Prefetto Ignazio Portelli.

Nel rispetto delle prescrizioni legate all’emergenza per il contrasto della pandemia, si è tenuta solo la deposizione della corona per la commemorazione dei caduti della Polizia di Stato, con la commossa partecipazione dei rappresentanti delle specialità della provincia, dei dirigenti degli uffici della Questura e del Presidente dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato.

169° Anniversario della fondazione della Polizia di Stato. Latina, 10 aprile 2021

Nel giorno della ricorrenza del 169° anniversario della fondazione della Polizia di Stato, il Questore di Latina Michele Maria Spina, alla presenza del Prefetto Maurizio Falco, ha deposto una corona di alloro presso la lapide commemorativa posta all’ingresso della Questura, in memoria dei caduti della Polizia di Stato che hanno sacrificato la loro vita per il servizio.

Per il secondo anno consecutivo, quindi, una celebrazione caratterizzata dalla massima sobrietà, vista l’emergenza epidemiologica in atto.

Il 10 aprile è il giorno in cui nel 1981 è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale la Legge 121 che, come evidenziato dalle parole del Capo della Polizia Prefetto Lamberto Giannini “portava in sé il seme di grandi evoluzioni, ridisegnando una polizia moderna e a forte identità civile”.

La giornata di festa è la giusta occasione per fare un bilancio dell’anno trascorso in provincia di Latina, sul quale ha inciso indelebilmente la pandemia da Covid-19.

Infatti, oltre all’attività di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, di prevenzione e repressione dei reati e di soccorso in caso di calamità ed infortuni, le donne e gli uomini della Polizia di Stato sono tuttora in prima linea nel tentativo di contemperare al meglio il pieno esercizio dei diritti e delle libertà fondamentali previsti dalla nostra Costituzione Repubblicana con le eccezionali condizioni imposte dalla pandemia.

Inoltre, continuano a svolgere i propri compiti con un approccio comprensivo ed improntato al buon senso, prestando l’attenzione doverosa nei confronti dei cittadini, soprattutto delle fasce deboli che, a causa delle varie limitazioni, hanno bisogno di maggior aiuto e sostegno.

Il 2020 è stato l’anno in cui si è insediato alla guida della Questura di Latina il Dirigente Superiore della Polizia di Stato Dr. Michele Maria Spina.

I risultati ottenuti sul fronte della prevenzione e repressione dei reati possono essere senz’altro definiti più che lusinghieri.

Le Volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico ha compiuto 116 arresti; sono state invece 249 le persone denunciate in stato di libertà.

La Squadra Mobile ha portato a termine una serie di brillanti operazioni, tra le quali vanno annoverate “Scheggia” e “Movida Latina”: entrambe hanno riguardato vertici e associati al clan malavitoso Di Silvio, che rispondono dei reati di Estorsione, atti di illecita concorrenza, Violenza privata e Rapina, reati aggravati dal metodo mafioso.

Inoltre, con le operazioni “Reset” e “Moro” sono stati inferti duri colpi alle associazioni mafiose facenti capo ad esponenti delle famiglie Travali e Ciarelli: i primi perché ritenuti a vario titolo responsabili dei reati di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, aggravata dal metodo mafioso, di numerose estorsioni aggravate anch’esse dal metodo mafioso e di un omicidio, aggravato dalla finalità di agevolazione mafiosa; i secondi in merito all’omicidio avvenuto nel 2010 di Massimiliano Moro e che si inquadra in una lotta tra clan volto al controllo criminale del territorio pontino.

L’operazione “In Trasferta” si è conclusa con l’arresto di tre pluripregiudicati siciliani, autori di ben 5 rapine nel territorio di Latina, compiute a mano armata e indossando finte divise di un istituto di vigilanza, in danno di esercizi pubblici e privati cittadini. I 3 complici, periodicamente, giungevano in territorio pontino dalla Trinacria, ove rientravano dopo aver depredato le loro vittime.

Con l’operazione “Bellavista” venivano invece tratti in arresto 6 soggetti responsabili di un traffico di cocaina.

Di diversa natura l’operazione “Dirty Glass” che ha condotto all’arresto di 12 persone responsabili a vario titolo di reati in materia fiscale e tributaria, violazioni della legge fallimentare, estorsione aggravata dal metodo mafioso, intestazione fittizia di beni, falso, corruzione, riciclaggio, accesso abusivo a sistema informatico, rivelazioni di segreto d’ufficio, favoreggiamento reale, turbativa d’asta, sequestro di persona e detenzione e porto d’armi da fuoco.

Per la particolare efferatezza dei crimini commessi e per la giovane età degli autori, si ricorda anche l’operazione “San Gennaro”, che ha condotto all’arresto di tre giovani delinquenti campani, autori di una rapina ad una gioielleria di Pontinia nel corso della quale fu pugnalato alla schiena il proprietario.

La Divisione Anticrimine ha affinato e potenziato l’attività di polizia – soprattutto in tema di applicazione delle misure di prevenzione di competenza del Questore – e quella di monitoraggio dell’andamento dei fenomeni criminali a livello provinciale.

Ha irrogato 173 Avvisi Orali, 64 Fogli di via obbligatori, 8 Ammonimenti del Questore, 16 proposte di Sorveglianza Speciale di P.S. (oltre alle 6 effettivamente comminate), 4 Daspo e 16 divieti di accesso agli esercizi pubblici e ai locali di pubblico trattenimento (il cd Dacur Willy).

Nel monitoraggio dei fenomeni criminali locali, ha coordinato l’attività di sequestro di un terreno agricolo in località borgo San Michele, dell’estensione di 1 ettaro e composto da 5 lotti, sul quale erano stati edificati manufatti di tipo residenziale completamente abusivi (5 villette e relative pertinenze), operazione che ha colpito le famiglie Di Stefano/Di Silvio e decisamente significativa sotto il profilo del ripristino della legalità.

La D.I.G.O.S. ha eseguito un Fermo di indiziato di delitto nei confronti della 35enne cittadina tunisina Janet Zouabi per i reati di associazione con finalità di terrorismo anche internazionale, addestramento e istigazione a commettere delitti con finalità di terrorismo. L’indagine, condotta in stretto raccordo con il Servizio per il Contrasto dell’Estremismo e Terrorismo esterno della DCPP/UCIGOS, era stata avviata all’indomani della segnalazione, acquisita attraverso il Federal Bureau of Investigation, di un profilo Telegram attraverso il quale altri utenti della Rete venivano invitati dall’indagata ad acquistare materiale per la realizzazione di esplosivi con l’intento di colpire non meglio specificati “obiettivi sionisti”.

Nel corso delle attività investigative, a conferma della contiguità della Zouabi ad ambienti del radicalismo islamico di matrice confessionale, sono state documentate diverse esortazioni – rivolte dalla stessa a utenti di gruppi Telegram simpatizzanti dell’Isis – a compiere attentati, con dettagliate indicazioni sulle possibili modalità di esecuzione e istruzioni per la fabbricazione di esplosivi.

E’ stato inoltre eseguito un decreto di espulsione dal territorio nazionale emanato dal Ministro dell’Interno nei confronti di un cittadino tunisino che faceva parte del circuito relazionale del terrorista Amri Anis, autore della strage dei mercatini natalizi di Berlino.

Degna di menzione, infine, l’operazione “Ascaris” che ha coinvolto la pubblica amministrazione per la commissione dei delitti di Favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e Corruzione, per i quali la Procura della Repubblica di Latina ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 5 persone.

La Divisione di Polizia Amministrativa e Sociale, oltre all’impegno istituzionale di controllo su tutte le attività soggette a licenza di Pubblica Sicurezza, ha rilasciato 2600 passaporti e quasi 1100 porti d’arma con 85 decreti di revoca o non accoglimento degli stessi.

L’Ufficio Immigrazione ha rilasciato quasi 30mila permessi di soggiorno con 113 provvedimenti di espulsione o allontanamento a carico di altrettanti cittadini extracomunitari irregolarmente soggiornanti sul territorio nazionale.

Degno di nota anche il lavoro dell’Ufficio Tecnico Logistico, relativo a tutte le incombenze legate alla corretta manutenzione degli stabili che ospitano Uffici della polizia di Stato.

Ugualmente incisiva è risultata l’attività svolta dai cinque Commissariati Distaccati di Pubblica Sicurezza presenti nella provincia pontina.

Gli agenti del Commissariato di Fondi hanno tratto in arresto 28 persone e denunciato all’A.G. altre 190; a Cisterna di Latina sono state arrestate 27 persone e denunciate 262; a Terracina, 32 arrestati e 110 denunciati; il Commissariato di Formia che ha effettuato 11 arresti; infine, i poliziotti di Gaeta hanno eseguito 10 arresti con 119 denunce in stato di libertà. Ma l’opera dei Commissariati non si esaurisce certo nelle cifre citate, poiché il loro apporto è stato spesso determinante sul positivo esito delle complesse indagini compiute sul territorio dell’intera provincia da parte degli investigatori della Questura e che sopra sono state enunciate.

Accanto alla citata opera condotta dalla Questura e dalle sue articolazioni, meritano menzione anche le attività svolte dalle Specialità della Polizia presenti e attive sul territorio pontino.

A tal proposito si ricorda come la Polizia Postale abbia deferito in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria 201 persone e tratto in arresto 1 soggetto trovato in possesso di un ingente quantitativo di materiale informatico dal contenuto pedo-pornografico; mentre la Polizia Stradale ha conseguito i seguenti dati inerenti le specifiche attività di controllo su strada: 4 soggetti tratti in arresto, 174 persone denunciate in stato di libertà, 85 sono stati i documenti ritirati e 7 i veicoli posti sotto sequestro. Così molto importante è stata, infine, l’opera preventiva svolta presso gli scali ferroviari e a bordo dei convogli, posta in essere dalla Polizia Ferroviaria, mediante i suoi metodici e sistematici controlli su passeggeri e merci che si muovono su rotaia.

L’Ufficio Sanitario Provinciale, per tutto l’anno, è stato è stato impegnato in modo preponderante a fronteggiare l’emergenza da Sars-CoV-2, dall’inizio della quale, ai sensi dell’art. 73bis della Legge 24/04/2020 n. 27, sono state definite autonomamente le misure di profilassi da adottare per il personale dell’Amministrazione.

L’Ufficio ha intrapreso le seguenti iniziative:

·        seminari informativi e formativi in modalità residenziale (a seguito della sospensione delle attività di aggiornamento in presenza);

·        diffusione, anche in modalità telematica, di materiale informativo sul corretto uso dei DPI (comprese le indicazioni operative sulle corrette modalità di impiego), corretta igiene delle mani, norme igieniche generali;

·        diffusione, con note esplicative introduttive, di circolari del Dipartimento della P.S. e della Questura di Latina

·        riunione con le organizzazioni sindacali della Polizia di Stato, a cui il Medico Competente ha illustrato le iniziative intraprese a tutela del personale;

·        collaborazione con il Servizio Prevenzione e Protezione nella realizzazione delle misure atte a permettere la ripresa delle attività (c.d. fase 2 dopo il lockdown);

·        distribuzione dei DPI e del materiale igienico sanitario ai poliziotti della provincia. Complessivamente sono stati distribuiti:

–         circa 40.000 mascherine chirurgiche

–         13.412 facciali filtranti FFP2/FFP3

–         2.565 confezioni di gel sanificante per le mani

–         23.650 guanti monouso

–         408 paia di occhiali protettivi

–         238 maschere con visiera

–         365 camici monouso

–         16 termometri a raggi infrarossi

·        monitoraggio telefonico (c.d. sorveglianza attiva) delle situazioni di criticità tra i poliziotti: contagi e quarantene con emissione dei relativi giudizi di idoneità;

·        esecuzione di 133 tamponi nasofaringei rapidi presso la Questura di Latina, con organizzazione della modalità drive through;

·        indagine sierologica, nel mese di maggio 2020, in collaborazione con la Ausl di Latina, avviata per valutare la circolazione dell’epidemia sul territorio; l’indagine è stata condotta mediante esecuzione di prelievo ematico presso le sedi della Polizia di Stato in tutta la provincia, con un totale di 550 prelievi sierologici eseguiti.