Autore: Antonio Nardelli

12 Dicembre 2019 0

I sapori della valle di Comino e della Via Francigena del Lazio approdano in Terra Santa

Di Antonio Nardelli
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A Betlemme, Nazaret e Gerusalemme dal 3 al 7 dicembre sono arrivati i piatti tipici della valle di Comino e della Via Francigena del Lazio con gli agrichef di Coldiretti Lazio Loreto Pacitti e Ilaria Marino.

L’iniziativa fa parte del progetto “Sapori in cammino-La via Francigena: dal Lazio in Terra Santa attraverso spiritualità ed enogastronomia” ed è stata organizzata dall’associazione Solidali con la Terra Santa in collaborazione con la Custodia Francescana in Terra Santa e il patrocinio della Regione Lazio.

La finalità è la promozione attraverso la degustazione dei prodotti enogastranomoci dei nostri territori che insistono sulla via Francigena.

Gli agrichef Pacitti e Marino hanno deliziato gli ospiti con pasta e patate, pollo e peperoni di Pontecorvo, gricia, carbonara, zuppa di legumi, formaggi tipici tra cui il pecorino di Picinisco, polenta, verdure ripassate, crostata di Visciole, pasta al pomodoro e basilico, zif zaf (caponata), ciambelle al vino, tozzetti, cannellini Atina sale olio.

10 Dicembre 2019 0

San Pietro Infine – Dall’11 al 19 dicembre la mostra collettiva d’arte contemporanea “Visioni”

Di Antonio Nardelli

Visioni è una mostra collettiva d’Arte contemporanea che si terrà dall’11 al 19 dicembre 2019 presso la Sala dei Convegni del comune di San Pietro Infine (CE). L’evento ospiterà opere di pittura, scultura, ceramica, fotografia, disegno e installazioni dei seguenti Artisti sampietresi: Davide Antinozzi, Cosimo Colella, Antonio Nardelli, Vincenzo Paciolla, Rosario Parisi, Antonietta Perrone, Rosaria Pezzella, Laura Zambardi. Orario d’apertura al pubblico: dal lunedì al venerdì, ore 9:30- 12:30

2 Dicembre 2019 0

Le fototrappole ‘catturano’ la lontra confermandone la presenza sul Sangro

Di Antonio Nardelli

Il primo segno di presenza della lontra a monte della diga di Barrea risale all’estate del 2018 dopo oltre 40 anni dall’ultima segnalazione certa. Questa importante novità ha spinto il Parco ad avviare un nuovo censimento sistematico della specie che nel 2019 ha interessato l’intero territorio per cercare di confermare la presenza della specie e, ove possibile, capire quanti individui hanno ricolonizzato il nostro territorio. Il nuovo lavoro di monitoraggio è stato affidato all’Università del Molise, nello specifico alla prof.ssa Anna Loy, che con il suo gruppo di ricerca negli ultimi anni ha maturato una grande esperienze e professionalità sulla specie. Il lavoro che ha consentito di esplorare sistematicamente il fiume Sangro ed i suoi affluenti alla ricerca dei segni di presenza caratteristici della specie, è stato integrato dal fototrappolaggio presso i siti di marcatura della specie e affiancato da un primo tentativo di applicazione di una nuova tecnica di monitoraggio genetico che consente la caratterizzazione di una comunità di organismi attraverso l’analisi di campioni di sedimenti terrestri e di acqua prelevati da laghi e fiumi. Le attività di campo condotte nel corso del 2019 hanno portato alla conferma della presenza della specie lungo il corso del fiume Sangro in tutto il tratto compreso tra la località Pescasseroli e la diga di Barrea. La distribuzione dei siti positivi rilevati nell’estate del 2019 indica che la lontra a monte della diga di Barrea è da considerarsi una presenza non più occasionale, essendo ancora presente nell’area a distanza di un anno dalle prime segnalazioni del luglio 2018 ed essendo ancora presente nonostante l’evento estremo di piena alluvionale del fiume Sangro dell’ottobre 2018. Inoltre, grazie a due fototrappole posizionate in corrispondenza di altrettanti siti di marcatura della specie, è stato possibile registrare la presenza di un numero minimo di due individui adulti, uno dei quali sicuramente maschio, e localizzare un sito di riposo certamente visitato. Le immagini che vi mostriamo quindi sono le prime della lontra lungo il corso del Sangro dopo 40 anni e, oltre all’impatto emozionale derivante dall’avere conferma che la regina dei fiumi è tornata nel Parco, hanno un grande valore scientifico, perché confermano il buono stato di salute del Sangro e di tutti i suoi affluenti, evidenza oggettiva dell’efficacia della azioni di conservazione messe in campo sino ad oggi a difesa dell’ambiente fluviale. Il lavoro di monitoraggio ovviamente proseguirà nei prossimi mesi i modo da dare continuità ad un’azione prioritaria per l’Ente e più in generale per la specie nell’Italia peninsulare.

2 Dicembre 2019 0

Le fototrappole ‘catturano’ la lontra confermandone la presenza sul Sangro

Di Antonio Nardelli

Il primo segno di presenza della lontra a monte della diga di Barrea risale all’estate del 2018 dopo oltre 40 anni dall’ultima segnalazione certa. Questa importante novità ha spinto il Parco ad avviare un nuovo censimento sistematico della specie che nel 2019 ha interessato l’intero territorio per cercare di confermare la presenza della specie e, ove possibile, capire quanti individui hanno ricolonizzato il nostro territorio. Il nuovo lavoro di monitoraggio è stato affidato all’Università del Molise, nello specifico alla prof.ssa Anna Loy, che con il suo gruppo di ricerca negli ultimi anni ha maturato una grande esperienze e professionalità sulla specie. Il lavoro che ha consentito di esplorare sistematicamente il fiume Sangro ed i suoi affluenti alla ricerca dei segni di presenza caratteristici della specie, è stato integrato dal fototrappolaggio presso i siti di marcatura della specie e affiancato da un primo tentativo di applicazione di una nuova tecnica di monitoraggio genetico che consente la caratterizzazione di una comunità di organismi attraverso l’analisi di campioni di sedimenti terrestri e di acqua prelevati da laghi e fiumi. Le attività di campo condotte nel corso del 2019 hanno portato alla conferma della presenza della specie lungo il corso del fiume Sangro in tutto il tratto compreso tra la località Pescasseroli e la diga di Barrea. La distribuzione dei siti positivi rilevati nell’estate del 2019 indica che la lontra a monte della diga di Barrea è da considerarsi una presenza non più occasionale, essendo ancora presente nell’area a distanza di un anno dalle prime segnalazioni del luglio 2018 ed essendo ancora presente nonostante l’evento estremo di piena alluvionale del fiume Sangro dell’ottobre 2018. Inoltre, grazie a due fototrappole posizionate in corrispondenza di altrettanti siti di marcatura della specie, è stato possibile registrare la presenza di un numero minimo di due individui adulti, uno dei quali sicuramente maschio, e localizzare un sito di riposo certamente visitato. Le immagini che vi mostriamo quindi sono le prime della lontra lungo il corso del Sangro dopo 40 anni e, oltre all’impatto emozionale derivante dall’avere conferma che la regina dei fiumi è tornata nel Parco, hanno un grande valore scientifico, perché confermano il buono stato di salute del Sangro e di tutti i suoi affluenti, evidenza oggettiva dell’efficacia della azioni di conservazione messe in campo sino ad oggi a difesa dell’ambiente fluviale. Il lavoro di monitoraggio ovviamente proseguirà nei prossimi mesi i modo da dare continuità ad un’azione prioritaria per l’Ente e più in generale per la specie nell’Italia peninsulare.

2 Dicembre 2019 0

Le fototrappole ‘catturano’ la lontra confermandone la presenza sul Sangro

Di Antonio Nardelli

Il primo segno di presenza della lontra a monte della diga di Barrea risale all’estate del 2018 dopo oltre 40 anni dall’ultima segnalazione certa. Questa importante novità ha spinto il Parco ad avviare un nuovo censimento sistematico della specie che nel 2019 ha interessato l’intero territorio per cercare di confermare la presenza della specie e, ove possibile, capire quanti individui hanno ricolonizzato il nostro territorio. Il nuovo lavoro di monitoraggio è stato affidato all’Università del Molise, nello specifico alla prof.ssa Anna Loy, che con il suo gruppo di ricerca negli ultimi anni ha maturato una grande esperienze e professionalità sulla specie. Il lavoro che ha consentito di esplorare sistematicamente il fiume Sangro ed i suoi affluenti alla ricerca dei segni di presenza caratteristici della specie, è stato integrato dal fototrappolaggio presso i siti di marcatura della specie e affiancato da un primo tentativo di applicazione di una nuova tecnica di monitoraggio genetico che consente la caratterizzazione di una comunità di organismi attraverso l’analisi di campioni di sedimenti terrestri e di acqua prelevati da laghi e fiumi. Le attività di campo condotte nel corso del 2019 hanno portato alla conferma della presenza della specie lungo il corso del fiume Sangro in tutto il tratto compreso tra la località Pescasseroli e la diga di Barrea. La distribuzione dei siti positivi rilevati nell’estate del 2019 indica che la lontra a monte della diga di Barrea è da considerarsi una presenza non più occasionale, essendo ancora presente nell’area a distanza di un anno dalle prime segnalazioni del luglio 2018 ed essendo ancora presente nonostante l’evento estremo di piena alluvionale del fiume Sangro dell’ottobre 2018. Inoltre, grazie a due fototrappole posizionate in corrispondenza di altrettanti siti di marcatura della specie, è stato possibile registrare la presenza di un numero minimo di due individui adulti, uno dei quali sicuramente maschio, e localizzare un sito di riposo certamente visitato. Le immagini che vi mostriamo quindi sono le prime della lontra lungo il corso del Sangro dopo 40 anni e, oltre all’impatto emozionale derivante dall’avere conferma che la regina dei fiumi è tornata nel Parco, hanno un grande valore scientifico, perché confermano il buono stato di salute del Sangro e di tutti i suoi affluenti, evidenza oggettiva dell’efficacia della azioni di conservazione messe in campo sino ad oggi a difesa dell’ambiente fluviale. Il lavoro di monitoraggio ovviamente proseguirà nei prossimi mesi i modo da dare continuità ad un’azione prioritaria per l’Ente e più in generale per la specie nell’Italia peninsulare.

2 Dicembre 2019 0

Le fototrappole ‘catturano’ la lontra confermandone la presenza sul Sangro

Di Antonio Nardelli

Il primo segno di presenza della lontra a monte della diga di Barrea risale all’estate del 2018 dopo oltre 40 anni dall’ultima segnalazione certa. Questa importante novità ha spinto il Parco ad avviare un nuovo censimento sistematico della specie che nel 2019 ha interessato l’intero territorio per cercare di confermare la presenza della specie e, ove possibile, capire quanti individui hanno ricolonizzato il nostro territorio. Il nuovo lavoro di monitoraggio è stato affidato all’Università del Molise, nello specifico alla prof.ssa Anna Loy, che con il suo gruppo di ricerca negli ultimi anni ha maturato una grande esperienze e professionalità sulla specie. Il lavoro che ha consentito di esplorare sistematicamente il fiume Sangro ed i suoi affluenti alla ricerca dei segni di presenza caratteristici della specie, è stato integrato dal fototrappolaggio presso i siti di marcatura della specie e affiancato da un primo tentativo di applicazione di una nuova tecnica di monitoraggio genetico che consente la caratterizzazione di una comunità di organismi attraverso l’analisi di campioni di sedimenti terrestri e di acqua prelevati da laghi e fiumi. Le attività di campo condotte nel corso del 2019 hanno portato alla conferma della presenza della specie lungo il corso del fiume Sangro in tutto il tratto compreso tra la località Pescasseroli e la diga di Barrea. La distribuzione dei siti positivi rilevati nell’estate del 2019 indica che la lontra a monte della diga di Barrea è da considerarsi una presenza non più occasionale, essendo ancora presente nell’area a distanza di un anno dalle prime segnalazioni del luglio 2018 ed essendo ancora presente nonostante l’evento estremo di piena alluvionale del fiume Sangro dell’ottobre 2018. Inoltre, grazie a due fototrappole posizionate in corrispondenza di altrettanti siti di marcatura della specie, è stato possibile registrare la presenza di un numero minimo di due individui adulti, uno dei quali sicuramente maschio, e localizzare un sito di riposo certamente visitato. Le immagini che vi mostriamo quindi sono le prime della lontra lungo il corso del Sangro dopo 40 anni e, oltre all’impatto emozionale derivante dall’avere conferma che la regina dei fiumi è tornata nel Parco, hanno un grande valore scientifico, perché confermano il buono stato di salute del Sangro e di tutti i suoi affluenti, evidenza oggettiva dell’efficacia della azioni di conservazione messe in campo sino ad oggi a difesa dell’ambiente fluviale. Il lavoro di monitoraggio ovviamente proseguirà nei prossimi mesi i modo da dare continuità ad un’azione prioritaria per l’Ente e più in generale per la specie nell’Italia peninsulare.

27 Novembre 2019 0

Inseguimento gdf dopo rapina in casa in provincia de L’Aquilaquila

Di Antonio Nardelli

Sparatoria a Montaquila (Isernia) tra la Gdf e tre malviventi in fuga: uno di loro, romeno, è rimasto ferito e ora è ricoverato in ospedale, gli altri si sono nascosti in una zona boschiva di Masseria La Corte. La vicenda è iniziata con una rapina a Roccacinquemiglia, frazione di Castel di Sangro (L’Aquila). Il ferito non sarebbe in pericolo di vita.

27 Novembre 2019 0

Inseguimento gdf dopo rapina in casa in provincia de L’Aquilaquila

Di Antonio Nardelli

Sparatoria a Montaquila (Isernia) tra la Gdf e tre malviventi in fuga: uno di loro, romeno, è rimasto ferito e ora è ricoverato in ospedale, gli altri si sono nascosti in una zona boschiva di Masseria La Corte. La vicenda è iniziata con una rapina a Roccacinquemiglia, frazione di Castel di Sangro (L’Aquila). Il ferito non sarebbe in pericolo di vita.

26 Novembre 2019 0

Sciatori bloccati sulla seggiovia, esercitazione a Campitello Matese di vigili del Fuoco e Soccorso Alpino della Guardia di Finanza

Di Antonio Nardelli

Si è svolta venerdì 22 novembre 2019, nel comprensorio sciistico di Campitello Matese, in collaborazione con il Gestore delle Funivie, un’esercitazione finalizzata all’evacuazione di sciatori rimasti bloccati sulle seggiovie a seguito di guasto agli impianti.

Nel comprensorio ci sono vari impianti di risalita che ricadono nel territorio di San Massimo (CB) e in parte in quello di Roccamandolfi (IS), tra una quota di 1450 e 1850 mslm; alla simulazione hanno preso parte i Comandi dei Vigili del Fuoco competenti per territorio, Isernia e Campobasso, congiuntamente ai militari del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di Roccaraso (AQ).

L’esercitazione ha testato la capacità dei soccorritori di sgombrare, in tempi rapidi, le persone rimaste bloccate sulle seggiovie.

I soccorritori raggiunto il traliccio a monte delle persone bloccate, sono saliti sullo stesso, e tramite specifica attrezzatura si sono agganciati alla fune di acciaio, traslando sulla stessa fino a raggiungere dall’alto la seduta della seggiovia bloccata, al fine di effettuare lo sgombero degli sciatori; manovra ripetuta più volte per ogni seduta della seggiovia bloccata.

La simulazione si è svolta in presenza di una fitta nebbia, vento forte e con temperature basse, condizioni meteo tipiche di questa tipologia di interventi.

La sinergia tra i Vigili del fuoco e i militari del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza permette, ai due Enti dello Stato, di incrementare le conoscenze e di valorizzare le reciproche peculiarità dell’attività di soccorso in ambiente montano.

 

11 Novembre 2019 0

Frosinone: sei indagati per corruzione a Piglio, arrestati tecnico comunale e due imprenditori

Di Antonio Nardelli

Sei persone tra dipendenti comunali e imprenditori sono indagate per corruzione nel comune di Piglio in seguito ad una indagine svolta dai carabinieri Forestali di Frosinone. Del gruppo, tre sono stati arrestati e associati ai domiciliari. Altri tre, oltre alla misura interdittiva di avere rapporti imprenditoriali con la pubblica amministrazione, anche quella del divieto di dimora nel comune di Piglio. Ai domiciliari sono finiti un tecnico comunale del comune di Piglio e due imprenditori di Anagni. Le misure interdittive riguardano invece un altro imprenditore di Piglio e due imprenditori di Roma. L’indagine condotta dai Forestali nasce dall’affidamento di due appalti del comune di Piglio e il reato ipotizzato è corruzione.