Categoria: Roma

6 Novembre 2019 0

Sparatoria nel Caffè Europeo a Roma, un morto e due feriti: rapinatori o esattori?

Di Ermanno Amedei
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ROMA – Rapinatore a 70 anni o esattore? La morte dell’uomo avvenuta ieri sera nel bar ricevitoria caffè Europeo in zona Cinecittà di Roma lascia molti sospetti anche se al momento si parla di rapina dal bilancio tragico.

In sella ad uno scooter Ennio Proietti, 69 anni e Enrico Antonelli, 58 anni, sono arrivati davanti al bar ricevitoria Caffè Europeo, gestito da un 60enne cinese e dai figli. Sono entrati ed è nata una colluttazione con il commerciante durante la quale sono stati esplosi alcuni colpi di pistola che hanno ucciso Proietti e ferito ad una gamba il commerciante. Nel frattempo si sarebbe trovato a passare un agente di polizia fuori servizio che ha bloccato l’altro presunto rapinatore.

Questa notte il commerciante è stato operato alla gamba da cui gli è stata estratta l’ogiva. Si indaga per ricostruire la dinamica dei fatti, per capire cosa sia successo; se si è trattato di rapina o di altro. L’etá avanzata dei due lascia tante ipotesi ancora da verificare. Erano rapinatori o esattori? Ermanno Amedei

16 Ottobre 2019 0

Bus si schianta contro un albero, decine di feriti a Roma

Di Antonio Nardelli

Questa mattina poco dopo le 9  un autobus della linea 301 sulla via Cassia è finito per cause imprecisate contro un grosso albero.

Sul posto sono subito intervenute almeno due squadre di Vigili del Fuoco del comando di Roma.

I Vigili del Fuoco stanno provvedendo all’estrazione delle persone coinvolte e a mettere in sicurezza l’automezzo.

L’incidente ha causato forti rallentamenti del traffico veicolare.

Nell’incidente sarebbero almeno una decina le persone rimaste ferite ed alcune sarebbero state portate in ospedale in codice rosso.

10 Ottobre 2019 0

Raffica di rapine con tentato omicidio, tre arresti a Palestrina

Di Ermanno Amedei

PALESTRINA – Tre persone sono state arrestate dai carabinieri di Palestrina per rapine e tentato omicidio. Sono stati gli stessi Carabinieri della Compagnia di Palestrina ad eseguire l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Tivoli, Mario Parisi, nei confronti di C.A., P.A. e S.M. per tentata rapina, rapina, tentato omicidio, detenzione e porto di arma.

Tutta l,’indagine è stata cordinata dalla Procura di Tivoli diretta da Francesco Menditto.

I fatti risalgono allo scorso 11 settembre, quando nelle prime ore della mattinata, in stretta successione, si verificavano tre episodi di rapina a mano armata nei confronti di tre distinti esercizi commerciali, il bar “Romano” in via Casilina a Roma, il bar “Area 51” in via Proust a San Cesareo (RM) e la Sala Slot “Belvedere” in via Maremmana a San Cesareo (RM).

La ricostruzione degli eventi a seguito della minuziosa e tempestiva attività d’indagine condotta dai Carabinieri della Compagnia di Palestrina, sotto la direzione del P.M. di turno della Procura di Tivoli, ha consentito di documentare nel dettaglio quanto accaduto.

La prima tentata rapina è stata messa a segno presso il bar “Romano” in via Casilina a Roma. Nonostante l’esplosione di un colpo d’arma da fuoco a scopo intimidatorio da parte di uno dei rapinatori, a causa della resistenza opposta da un impiegato e della difficoltà di accesso alla cassa, la rapina non è riuscita.

Poco dopo i tre indagati consumavano una rapina lungo la via Casilina, presso il bar “Area 51” in via Proust a San Cesareo (RM) ove, riscontrata l’assenza di denaro all’interno della cassa, uno di loro, previa minaccia della pistola si faceva consegnare il denaro prelevato dal portafogli personale di un impiegato.

In seguito i tre si recavano presso la poco distante Sala Slot “Belvedere”, in via Maremmana a San Cesareo (RM) ove, come documentato anche dall’impianto di videosorveglianza, uno di loro, con il volto travisato da una sciarpa e con la pistola in pugno, si introduceva all’interno dell’esercizio commerciale minacciando il cassiere per farsi consegnare il denaro contenuto nella cassa. Un impiegato addetto alla sicurezza, nel tentativo di sventare la rapina in corso, colpiva con uno sgabello il rapinatore che esplodeva due colpi d’arma da fuoco al suo indirizzo attingendolo all’inguine. Il rapinatore, impossessatosi di 2500 euro, è scappato dal locale e ad attenderlo, a bordo di un’autovettura, vi erano i suoi due complici unitamente ai quali si dava alla fuga facendo perdere le proprie tracce.

Nel corso dell’operazione, durante una perquisizione domiciliare, i Carabinieri hanno rinvenuto presso l’abitazione di uno degli arrestati (S.M.) una pistola semiautomatica calibro 7.65 con matricola abrasa, compatibile per calibro e tipologia con l’arma utilizzata nelle azioni delittuose.

Il Gip del Tribunale di Tivoli, che ha provveduto sulla richiesta della Procura con grandissima celerità, sottolinea che “il quadro indiziario a carico degli indagati è solidissimo  …articolato sulla scorta di un bagaglio investigativo che ha rapidamente assunto tratti di indiscutibile e stringente attitudine probatoria e incriminante”.

Aggiunge il gip “la pervicace spregiudicatezza operativa… la disponibilità di armi e l’inclinazione a farne disinvolto impiego contro le persone, l’abitudine all’assunzione di alcool e di droghe… strutturano un contesto in cui campeggia e spicca l’accentuata pericolosità degli indagati. Costoro sono ben disposti all’aggressione e all’uso di armi pur di soddisfare il loro contingente bisogno economico…”

8 Ottobre 2019 0

Lui interrompe la relazione e il compagno minaccia di affogargli il cagnolino

Di Ermanno Amedei

TIVOLI – Tenta di affogare una cagnolina per far dispetto al suo ex. La Polizia di Stato denuncia un 37enne romano per maltrattamenti di animali.

“Ti faccio vedere come muore la tua Molly” “così te ‘mpari.”

Queste le parole di un 37enne romano rivolte all’ex compagno – all’interno di un video – nel quale lo minaccia di affogare la sua cagnolina, di razza Jack Russel, in un catino di acqua.

A far scattare la perquisizione nell’abitazione del responsabile del maltrattamento, la segnalazione alle Guardie Zoofile del gruppo Norsaa e la denuncia al commissariato di Frascati.

La stretta collaborazione fra gli agenti del commissariato di Tivoli, diretto da Paola Di Corpo, e le guardie zoofile ha permesso di trarre in salvo, oltre al Jack Russel, ben 64 cani che si trovavano all’interno di un’area di circa 5.000 metri, rinchiusi in gabbie delimitate da una rete metallica elettrosaldata, in pessime condizioni igienico sanitarie.

All’interno dell’area, trovata anche la piccola Molly, una femmina bianca e beige, che è stata immediatamente collocata, insieme agli altri esemplari, in una struttura idonea.

Sequestrato il telefono del 37enne, nel quale è stato trovato il video incriminato.

L’uomo al termine dell’operazione è stato indagato in stato di libertà.

8 Ottobre 2019 0

Serpente abbandonato, boa di due metri ritrovato in un condominio

Di Ermanno Amedei

ROMA – Il Reparto Tutela Ambiente della Polizia Locale, X Gruppo Mare,  è intervenuto presso uno stabile in zona Casal Bernocchi, per verificare  la presenza di un rettile segnalata all’interno di uno stabile.

Il serpente di circa 2 metri, è stato rinvenuto dagli agenti presso un’area comune sita nel seminterrato di un palazzo.

Coadiuvati da personale specializzato della ASL di zona, gli operanti sono riusciti a recuperare e mettere in sicurezza l’animale, un Boa Constrictor, provvedendo al suo trasferimento presso una struttura veterinaria adeguata.

Sono in corso accertamenti per risalire alla provenienza del rettile, facente parte dei generi protetti dalla convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione.

7 Ottobre 2019 0

Cade nel fiume Tevere, salvato 63enne

Di Ermanno Amedei

ROMA – Il corpo di un uomo, all’alba di questa mattina, è stato visto cadere nel fiume Tevere  a Roma altezza Ponte dell’Industria da Ponte Testaccio.

La segnalazione è arrivata alle 6.30 circa e sul posto sono intervenute le squadre di sommozzatori dei vigili del fuoco che in pochi minuti sono riuscirti a recuperare l’uomo, un italiano di 66 anni, in stato di ipotermia, per poi affidarla alle cure mediche del personale del 118.

Tra le possibili cause anche quella del tentativo, per fortuna non riuscito, del suicidio.

16 Agosto 2019 0

Finge malore ed evade durante la visita in ospedale, è caccia al detenuto di Rebibbia

Di Ermanno Amedei

ROMA – E’ caccia all’uomo a Roma per ritrovare un detenuto del carcere di Rebibbia evaso questa mattina mentre era in ospedale al Sandro Pertini per una visita.

L’omo, Vincenzo Sigigliano, 47 anni Campano, ha approfittato di un momento di distrazione di chi lo sorvegliava per fuggire ancora con le manette ai polsi e i vestiti da detenuto. Sono in corso nella zona dei Monti Tiburtini  ricerche con l’ausilio anche di un elicottero della polizia.

Il 47enne era stato arrestato un mese fa in Messico perchè, insieme ad altri conterranei, comprava grossi quantitativi di attrezzi da cantiere prodotti da sottomarche cinesi e li rivendeva dopo avervi apposto marchi più costosi.

28 Giugno 2019 0

Disturbato mentre ruba monetine dalla Fontana di Trevi, sferra una testata al vigile urbano

Di Comunicato Stampa

Roma – È stato disturbato mentre tentava di raccogliere le monetine nella Fontana di Trevi. Non l’ha presa per niente bene un uomo italiano di 44 anni che, anzi si è scagliato contro la polizia locale. È stato poi arrestato. Il fatto é avvenuto ieri sera a Fontana di Trevi intorno alle ore 19,30 quando una coppia di agenti, nel consueto servizio di controllo in piazza Trevi, ha sorpreso un uomo che tentava di prelevare le monetine dal fondo della fontana. Durante i tentativi di farlo desistere dal suo intento e fermare la sua azione illecita, il quarantaquattrenne, ha iniziato ad insultare e minacciare gli operanti passando poi a colpirli con calci e pugni, sferrando una testata ad uno degli operanti. L’uomo, con numerosi precedenti, è stato tratto in arresto. Nei suoi confronti si è proceduto anche per il reato di danneggiamento per aver provocato danni all’auto di servizio.

L’arresto è stato convalidato questa mattina dall’Autorità Giudiziaria, all’esito del processo con rito direttissimo. Foto d’archivio

19 Giugno 2019 0

Conoscere la balbuzie per risolverla, se ne parla domani al centro Congressi Cavour di Roma

Di Ermanno Amedei

ROMA – “Cosa si cela dietro la parola inceppata? Quali meccanismi innescano il blocco? Si nasce balbuzienti? Esiste la possibilità di risolvere la balbuzie? Domande che si pone chiunque nella sua vita abbia avuto a che fare, direttamente o indirettamente, con questo disturbo. Sì, perché di balbuzie si parla e si conosce ancora troppo poco, a danno di coloro che si trovano ad affrontarla ogni giorno”.

Lo si legge in una nota degli organizzatori del convegno.

“Non è semplice vivere da balbuzienti, non perché non si abbiano degli obiettivi da raggiungere, che si possono certamente perseguire al di là di questo disturbo, non perché si sia necessariamente soli, anzi si possono avere tanti amici. Davvero faticosa, per chi vive il mondo della balbuzie, è la condizione di non riuscire a portare in vita tutto se stesso. C’è, infatti, sempre una parte che rimane celata al proprio interno. È quella parte che non si vuole mostrare, per la paura di essere notati e magari anche presi in giro. Nella maggioranza dei casi, una persona che balbetta tende a pensare di valere meno degli altri, oppure crede che siano gli altri a pensarlo! Ecco allora che inizia ad indossare una maschera per proteggersi dal mondo esterno. Si cercano escamotage per camuffare il blocco che, chi balbetta, sente già arrivare nella propria mente. Tutto questo innesca un meccanismo che incastra la persona stessa dentro a un atteggiamento che può falsare la sua reale personalità, che può limitare la sua partecipazione attiva nella società e magari anche lo sviluppo dei suoi talenti.

Ogni volta che un balbuziente rimane in silenzio, in una occasione in cui avrebbe voluto esprimersi o cerca stratagemmi per aggirare la parola che sente inceppata, ebbene ogni volta perde un pezzetto di ciò che realmente è. «Per cui» afferma la dott.ssa Chiara Comastri, Psicologa ex balbuziente e fondatrice del metodo Psicodizione «Vietato crearsi barriere e tenersele strette». «O meglio» continua «potete anche creare delle barriere, è sopravvivenza, ma poi rendetevene conto e a un certo punto decidete che volete toglierle di dosso, perché avete molto più valore di quello che pensate».

«Ho iniziato a balbettare all’età di 3 anni» racconta «tentando tantissime strade. Per anni ho continuato a cercare sistemi efficaci che mi aiutassero a superare questo problema, diventato per me davvero intollerabile, ma nessun metodo è riuscito ad eliminare quello che si definisce “pensiero inceppato”, il blocco in mente, ovvero la sensazione anticipatoria di quell’inceppo che si avverte nel pensiero».

Si pensa alla balbuzie come ad un problema di linguaggio, di respirazione, di articolazione della lingua che riguarda l’aspetto prettamente meccanico, mentre il blocco che si manifesta nella parola, si presenta e viene percepito in primo luogo nella mente di chi balbetta, ovvero nel pensiero.

In alcuni casi la parola inceppata si individua in modo appena percettibile, per cui il disordine è più che altro estetico. In altri casi, invece, il problema può arrivare perfino a impedire la maggior parte della comunicazione verbale.

Partendo dalla sua esperienza personale e proseguendo con una sua specifica ricerca, Chiara Comastri è arrivata a fondare il metodo Psicodizione e a comprendere che «tutto è allenabile anche il proprio pensiero». «Quando comprendi questo» afferma «inizi a portare in vita tutto quello che sei e vai fino in fondo».

Psicodizione è un percorso con basi che poggiano su un approccio psicologico cognitivo-comportamentale: analizza cioè gli schemi comportamentali e cognitivi della persona, cercando di identificare e modificare quelli che creano disagio e che, quindi, danno origine al blocco in mente e, come conseguenza a ciò, alla disfluenza nell’eloquio. Questa metodologia punta a potenziare le abilità che ci rendono dei buoni comunicatori, creando certezza nel coordinamento fra pensiero e parola.

La balbuzie è un disturbo relazionale, che si manifesta cioè proprio quando si entra in relazione con l’altro ed è convinzione diffusa che si possa gestire ma non risolvere. In realtà non è così e lo dimostra proprio la storia della dott.ssa Comastri e delle tante persone che si sono lasciate questo problema alle spalle.

Dal 2004 i corsi di Psicodizione si tengono in tutta Italia ed hanno aiutato oltre 4.600 persone (bambini, ragazzi e adulti) affette da questo disturbo. La dott.ssa Comastri è oggi affiancata dal dott. Anselmo Zoccali, ex balbuziente ed insegnante del metodo, il quale ha risolto la sua balbuzie proprio grazie al percorso di Psicodizione. Di tutto questo e molto altro si parlerà il prossimo 20 giugno presso il Centro Congressi Cavour di Roma, nel corso della conferenza informativa a ingresso gratuito in cui saranno presentati il metodo e i risultati raggiunti negli anni.

Oltre ai corsi, ai quali partecipano ragazzi dai 6 anni in poi e adulti di tutte le età, Psicodizione ha sviluppato dei percorsi specifici dedicati alla balbuzie che si manifesta nell’età evolutiva (dai 2 anni e mezzo fino ai 6). Psicologi, psicoterapeuti e tutor, accompagnano i genitori e, indirettamente, il bambino verso il superamento del disturbo attraverso il gioco.

L’incontro, tenuto dal dott. Zoccali, inizierà alle 18.30 e sarà un’importante occasione per avere informazioni chiare e specifiche sulla balbuzie, sui meccanismi interni e psicologici coinvolti in chi balbetta, sull’approccio terapeutico e sul corso che si terrà a Roma dall’1 al 7 luglio.

È gradita la prenotazione, per facilitare l’allestimento della sala e la preparazione del materiale informativo che verrà messo a disposizione dei partecipanti”.

9 Maggio 2019 0

Bus Cotral distrutto da fiamme a Fonte Nuova, illesi i 20 passeggeri

Di Ermanno Amedei

FONTE NUOVA – Autobus del Cotral distrutto dalle fiamme, ieri sera, sulla tratta Roma Monterotondo nel comune di Fonte Nuova. Poco prima delle 22 in via Selva dei Cavalieri, probabilmente a causa di un guasto meccanico, il mezzo pubblico è stato avvolto dalle fiamme mentre a bordo c’erano, oltre all’autista, anche 20 passeggeri. Alle prime avvisaglie di fumo il conducente ha guidato il mezzo fino ad uno spiazzo lontano dal traffico e dai palazzi facendo scendere i passeggeri. Una manovra che ha limitando i danni al solo pullman andato però completamente distrutto. Nessuno degli occupanti è rimasto ferito. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e i carabinieri della stazione di Mentana che indagano sull’accaduto.