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10 Marzo 2019 0

Un documento suggestivo dell’emigrazione ciociara a Parigi e Londra

Di redazionecassino1
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Va in vendita in questi giorni a New York un quadro di   artista tedesco  dipinto  a Parigi nel 1888. Ci si trova in uno dei luoghi più caratteristici e famosi della città e cioè lungo  la  Senna dove da sempre, affilate sul parapetto, si trovano le bancarelle dei cosiddetti bouquinistes cioè dei venditori ambulanti di libri e stampe antichi, uno spettacolo tipico di Parigi, risalente a secoli addietro. Si ricordi che l’amore dei parigini, e non solo, per i libri e la lettura  si è tradotto nella presenza nella città di una quantità inaudita ed unica di librerie di ogni tipo e grandezza che hanno sempre contribuito al fascino particolare di Parigi: oggi la situazione sta mutando e al posto delle antiche librerie sorgono caffè e ristoranti o mutanderie. E qui sul Lungosenna si trova anche l’italiano emigrato, venditore di statuine  col figlio, che offre la sua mercanzia. Trattasi di una prova documentaria di un certo significato in quanto la umanità della emigrazione, quella della povera gente, in verità non ha mai rappresentato un motivo di particolare attenzione: in effetti la miseria non ha storia: essa è identica  dovunque e allora la si accetta come una realtà della esistenza, senza notarla, come l’aria, l’acqua, la luce…..Ecco la ragione per cui abbiamo parlato di un documento di alta suggestione e rarità.

Gli anni attorno al 1870 e a seguire sono quelli della gigantesca diaspora di Italiani in Francia dal Piemonte e dalla Lombardia e dalla Campania soprattutto: si rammenti però che i pionieri ne furono i ciociari della Valcomino presenti a Parigi già alla fine del 1700 e inizi del 1800. In effetti  le cosiddette guerre di indipendenza e la unificazione d’Italia  ebbero come micidiale e fatale esito, fame e miseria e quindi la necessità della ricerca del sostentamento: si aprì la via dell’ espatrio forzato. Grandi masse di piemontesi e di lombardi e di napoletani e anche di toscani e romagnoli si riversarono in regioni particolari della Francia: nel Delfinato, nella Savoia, nelle saline alle Bocche del Rodano: i napoletani rimasero nel loro elemento, il mare, e si convogliarono in gran parte a Marsiglia. Alla fine del secolo si censirono quasi duecentomila Italiani, solamente in Francia!

Abbiamo già in più occasioni descritto e ricordato gli Italiani in Francia con particolare riguardo alla piccola nicchia rappresentata dai ciociari e in merito consigliamo sempre la lettura di “ORGOGLIO CIOCIARO/CIOCIARIA PRIDE” a chi ama approfondire.

Una delle occupazioni degli emigranti ciociari a Parigi e anche a Londra, era la vendita ambulante, per le strade, delle sculturine in gesso di santi madonne e personaggi vari. Ricercatori della disciplina hanno concordato che tutti i venditori di statuine di gesso originavano in prevalenza dalla Toscana e in particolare dalla Lucchesia come, per analogia, gli spazzacamini erano in gran parte bambini e ragazzi piemontesi, come i suonatori  girovaghi   e i modelli erano essenzialmente ciociari della Valcomino.

Michele Santulli

11 Dicembre 2018 0

I gilet gialli e la battaglia di Parigi per dire basta – VIDEO

Di redazionecassino1

DAL MONDO – Il video che il punto a mezzogiorno pubblica sulla protesta dei gilet gialli a Parigi e in tutta la Francia descrive tutta la drammaticità dei fatti che si sono visti sabato scorso e nelle altre giornate nella capitale francese ed in tutto il  resto del Paese. Una protesta che parte dal malcontento popolare su alcune tasse e rincari dei carburanti, ma che investe l’intera politica economica messa in atto dal presidente Macron e dal Governo francese. Una protesta dilagante e, tuttora non ancora risolta, che ha infiammato la Capitale con scontri fra polizia, manifestanti e, purtroppo bisogna dirlo, anche molti black block che hanno seminato terrore, devastazioni. Quasi 1.400 persone fermate, 1.385, secondo il ministro degli Interni Christophe Castaner, e 974 mette sotto custodia in tutta la Francia nel quarto sabato di protesta dei Gilet gialli. In tutto il Paese hanno manifestato in 125mila: la protesta incendiata dagli aumenti della benzina, su cui il governo è stato costretto a fare marcia indietro, è diventata un’onda trasversale di contestazione al presidente Macron, di cui vengono chieste le dimissioni. Nelle strade di Parigi sono stati schierati circa 8mila agenti, 90mila in tutta la Francia.

Ieri il presidente Macron si è rivolto alla Nazione per commentare le manifestazioni organizzate dai cosiddetti “gilet gialli“, movimento anti-governativo inizialmente nato per protestare contro l’aumento delle tasse sui carburanti. Macron ha criticato le violenze compiute dai manifestanti nell’ultimo mese, soprattutto a Parigi, e ha detto che saranno assunte «tutte le misure necessarie» per fermarle; allo stesso tempo, però, si è impegnato ad approvare alcuni importanti provvedimenti in materia di tasse e stipendi.

Macron ha ammesso di avere compiuto degli errori e ha riconosciuto di avere fatto male alcune cose. Ha annunciato che a partire dal 2019 il salario minimo aumenterà di 100 euro al mese e gli straordinari diventeranno esenti dalle tasse. Macron ha inoltre promesso di tagliare le tasse ai pensionati e ha aggiunto che i premi di fine anno che le imprese pagheranno ai lavoratori saranno esentasse. Sarà riuscito a placare gli animi?

F.Pensabene