DIFENDERLI; SENZA FERIRLI. MA ..COME?

27 gennaio 2009 0 Di redazione

(Scusate l’assenza ma…ricordate la mia nonnina quasi centenaria, la mia “bersagliera”… di cui vi avevo parlato? Beh, è volata via…e per questo sono stata costretta a trascurarvi un po’. Ma ora eccomi di nuovo qui..)

Mi rendo conto che non è per niente facile. Più si diventa grandi e più ci si convince di aver vissuto talmente tante esperienze, da aver acquisito un buon bagaglio di furbizia e di scaltrezza per difendersi dai tentativi di raggiri a cui il mondo esterno ci espone. E, invece, così non è. Non perché da un certo momento in poi inizia un declino e si perde lucidità, ma piuttosto perché il mondo procede ad un passo di cattiveria sempre più serrato, a cui è umanamente difficile star dietro. E perché i “cattivi” riescono a far leva sulle debolezze sentimentali di chi è solo o chi ha sofferto, o chi, più semplicemente, ha bisogno di credere in un’attenzione, una qualunque.

Ricordo, qualche anno fa, un episodio accaduto ad una coppia di anziani cognati, amici di famiglia. Mentre lui rientrava da fare la spesa, fu raggiunto per le scale da una donna decisamente molto distinta, che si presentò come un medico che avrebbe dovuto fargli delle visite gratuite disposte dal Servizio Sanitario Nazionale. Nei modi fu talmente tanto convincente, che il buon uomo la fece entrare in casa e l’ascoltò con attenzione, e nessuno dei due – né lui, né sua cognata – si fecero sfiorare dal benché minimo dubbio quando la donna chiese di poter usufruire del bagno. Il dubbio venne, invece …eccome… alla figlia, quando, facendo rientro a casa, le fu raccontato della strana visita: la donna non perse tempo e corse verso il portagioie; assolutamente svuotato.

L’anziano padre cadde nello sconforto più totale: non solo perché quella donna malefica l’aveva spogliato di tutti i ricordi della defunta moglie, ma perché per la prima volta, lui che aveva tutelato una famiglia di tanti figli da troppi guai, ora si sentiva esposto ai più cinici intenti, senza che neanche fosse riuscito a fiutarne il pericolo.

Quell’uomo e sua cognata avevano avvertito l’esigenza di credere che ancora qualcuno si stesse preoccupando per loro, che ancora per qualcuno fossero oggetto d’attenzione. Questa ingenua, genuina, debolezza, purtroppo, li ha traditi.

Ma come si può convincere una persona di una certa età, e che ancora ritiene di avere tutti i sensi a posto, ad esercitarsi ad un opportuno atteggiamento di circospezione verso il nemico …e, soprattutto, capire chi è il nemico? Come gli si può spiegare che non si devono accettare “caramelle” – leggasi “attenzioni” – dagli sconosciuti, dopo che era stato lui o lei a ripeterlo a figli e nipoti per una vita intera? Come dirgli che non dovrebbe andarci da solo all’ufficio postale a ritirare la pensione?

Mi rendo conto che non è facile: non è facile riuscire a non minare la suscettibilità e, nel contempo, porsi l’obiettivo di tutelare tutte quelle persone che sono incredibilmente esposte alle ..“intemperie”.

Se vi venisse una qualsiasi idea, da trasformare in una potenziale iniziativa su cui discuterne assieme, e la voleste inserire nei commenti, ve ne sarei davvero grata. Ma mi basterebbe anche solo che ci pensaste un po’ su, che ci riflettessimo un po’.. Perché non è un problema che riguarda solo glia altri: presto o tardi, potrebbe toccare anche a noi quell’inarrestabile incedere degli anni ed il ritrovarci esposti all’incapacità di difenderci dal male.

Vittoria