Giorno: 3 dicembre 2010

3 dicembre 2010 1

Licenziamenti in vista per trenta lavoratori della Ceprano Coperture

Di redazione
(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({ google_ad_client: "ca-pub-3708340944781441", enable_page_level_ads: true });

E’ saltato l’accordo sulla procedura di mobilità per i 30 dipendenti della «Ceprano Coperture», la ex Pica, impresa cepranese al centro delle cronache di questi mesi a causa di una forte crisi che ha colpito ben 30 dei 64 lavoratori in forza all’azienda. La scorsa settimana, c’è stato l’incontro fra la proprietà dell’azienda e i sindacati Cgil, Cisl, Uil e USB Lavoro Privato. Proprio la USB Lavoro Privato, ha sottoscritto un verbale di mancato accordo “Perché – cosi come spiega Salvatore Ascione dell’Esecutivo Provinciale Frosinone in una nota stampa – la proprietà attualmente non sembra intenzionata ad avviare la cassa integrazione straordinaria, che sarebbe una delle due soluzioni prospettate prima dell’incontro: l’altra, purtroppo, è quella dei licenziamenti. Attualmente l’azienda, secondo la proprietà, non sarebbe in grado di sostenere economicamente la cassa integrazione, e quindi le prospettive per i 30 dipendenti non sono affatto rosee. La cassa integrazione si potrebbe chiedere la proroga della cassa integrazione in deroga, in scadenza il 31 dicembre prossimo, soluzione che limiterebbe le incombenze a carico della proprietà e tutelerebbe i lavoratori». Per valutare anche questa ipotesi, però, bisognerà attendere il 17 dicembre, giorno in cui si svolgerà un incontro alla Regione Lazio: il ruolo di quest’ultimo ente potrebbe essere fondamentale, o almeno così si spera, per attenuare i pregiudizi per i dipendenti grazie ad ulteriori ammortizzatori sociali. Nel frattempo, però, l’Unione Sindacale di Base ha intrapreso azioni legali per tutelare quei lavoratori che avrebbero dovuto usufruire della rotazione nella cassa integrazione avviata nel settembre dello scorso anno, come stabilito dagli accordi presi allora. Inoltre se l’azienda intenderà procedere con i licenziamenti sarà costretta ad applicare i crteri di legge per la scelta dei dipendenti da inserire in mobilità. Quindi non è scontato che saranno licenziati i 30 lavoratori in cassa da oltre un anno ma saranno interessati anche i lavoratori che attualmente non sono sospesi. Ma dato che a fine mese la cassa integrazione scadrà bisogna muoversi in fretta per salvare i posti dei 30 dipendenti o comunque per trovare soluzioni che siano meno drammatiche di quelle che al momento paiono inevitabili, nonostante l’impresa sia ben inserita sul mercato e non solo all’interno dell’industria nazionale”.

3 dicembre 2010 0

Abbandona auto e 5 chili di eroina e scappa, inseguito a piedi sull’A14

Di redazione

Abbandona l’auto con 5 chili di eroina e fugge a piedi sull’autostrada. Un’azione che non lo ha salvato dall’arresto. Alle sue “calcagna” c’erano, infatti gli agenti della Squadra Mobile di Frosinone e quelli della polizia stradale di Ancona. Il trasportatore di droga è un cittadino albanese di 35 anni che, in transito sull’autostrada A/14 all’altezza di Porto Recanati, per scappare al controllo, ha abbandonato la propria auto in autostrada superando il Guard-rail attraversando pericolosamente tutta la sede autostradale. L’uomo, da tempo nel mirino degli investigatori, dopo essersi rifornito al nord di 5 chili di eroina purissima, valore commerciale 200 mila euro circa, da piazzare sul mercato del centro-sud. Il repentino e coordinato intervento degli operatori della Polizia di Stato ha consentito comunque di bloccare l’uomo, evitando anche ripercussioni sulla viabilità e di recuperare, all’interno dell’autovettura, l’ingente quantitativo di sostanza stupefacente. La droga, insieme all’autovettura che era stata noleggiata presso una nota ditta di Foggia sono state sequestrate ed il corriere è stato arrestato per detenzione ai fini si spaccio di sostanze stupefacenti.

3 dicembre 2010 0

Parola di Giudice, Taviano: “Fli e Pd pronti a banchettare con il cadavere del Pdl”

Di redazione

Dure critiche alla linea seguita da Fini nella ricostruzione della crisi politica disegnata dal Giudice Taviano nella sua rubrica “Parola di Giudice” (clicca). Una crisi che costringerà gli italiani, secondo Taviano, a tornare alle urne a meno di due anni da quando hanno dato a Berlusconi un mandato elettorale talmente forte che lo avrebbe dovuto spingere in tutta tranquillità al compimento del quinto anno.

3 dicembre 2010 0

Finiani e centrosinistra pronti a banchettare con il cadavere del Pdl mentre l’Italia aspetta la ripresa

Di redazione

Dopo le elezioni del 2008 vinte dal centrodestra con percentuali quasi plebiscitarie, tutti ci saremmo aspettati una legislatura che avesse raggiunto la sua naturale scadenza quinquennale senza particolari problemi visti i numeri di cui la maggioranza disponeva sia alla Camera che al Senato. E invece dopo neanche due anni, ecco apparire di nuovo lo spettro di una conclusione anticipata della legislatura. Mediaticamente il caso che ha dato inizio alle ostilità nel centrodestra è stata la vicenda della casa monegasca donata ad AN che l’ex delfino di Almirante, il quale per questo si rigirerà ogni giorno nella tomba, ha fatto in modo da far fruire al fratello della sua attuale compagna, anche se in realtà la vicenda parte da molto più lontano. Tutto è cominciato quando Gianfranco Fini, ritenendo di avere diritto a succedere naturalmente a Berlusconi alla guida del PDL e del Governo, non si comprende in base a quale presupposto, ha sciolto AN facendola confluire nel PDL, così perdendo il totale controllo degli uomini dell’ex partito i quali, peraltro, già in passato erano stati autori di una imponente fronda che aveva temporaneamente costretto l’allora leader ad azzerare i vertici del partito, uomini che ascesi oggi ad importanti incarichi di governo, sono divenuti sordi agli appelli alla ribellione lanciati da Fini da quando ha, tardivamente compreso, che la sua successione a Berlusconi non sarebbe stata così scontata come credeva. La situazione è poi complicata dal fatto che Fini, cattivo conoscitore della storia recente del Paese che avrebbe dovuto insegnargli che i Presidenti della Camera dalla Pivetti a Bertinotti per finire a Casini, non hanno mai fatto carriera ulteriore in ambito governativo, ha abboccato all’esca dell’incarico istituzionale che attualmente ricopre che, obbligandolo ad un ruolo “super partes”, rappresenta un fardello pesantissimo per chi come lui vuole fare politica e schierarsi, essendo da sempre abituato a farlo, con il risultato che la neonata formazione di Futuro e Libertà diventa il giocattolo in mano ai vari Granata, Bocchino & co. per cercare di tenere in scacco il Governo bilanciando quella che, a loro modo di vedere, è la preponderante influenza leghista sulle scelte dell’esecutivo. La reazione di Berlusconi è la continua minaccia al voto anticipato che, però, dovrebbe essere spiegato alla gente comune chiamata alle urne anticipatamente per ben due volte negli ultimi 4 anni, dopo che 2 anni fa stanca delle tarantelle del centrosinistra, ha sottoscritto un mandato amplissimo al Cavaliere ed ai suoi alleati, per consentirgli di governare per 5 anni: gente che ancora non vede alcuna ripresa dell’economia e del lavoro ed, anzi, vive con il timore che le crisi economiche di Grecia, Irlanda, Portogallo e Spagna possano innescare un effetto domino nell’Eurozona che trascini con sé anche altre economie non proprio solidissime come la nostra. L’effetto di questo sarà un incremento della disaffezione degli italiani per la politica manifestato attraverso il rifiuto di andare a votare per eleggere una classe politica molto attenta ai propri interessi personali e di potere, e del tutto disinteressata agli interessi del Paese, con una triste presa d’atto del fallimento di un sistema politico bipolare che, se mai ha funzionato, ormai non esiste più e che è impantanato in un feroce scontro correntizio interno al PDL che logora contemporaneamente la coalizione di governo ed i resti di una minoranza non più credibile ed incapace di fare opposizione la cui maggiore aspirazione, in mancanza di qualsiasi progettualità, è quella di accontentarsi di banchettare con il cadavere del PDL. Il tutto alla faccia della stabilità tanto sbandierata in passato, ed allo sviluppo di un progetto-Italia che renda il nostro Paese competitivo e credibile non solo dal punto di vista economico ma soprattutto dal punto di vista politico, ed in questo quadro desolante ben vengano nuovi contributi ideali come la proposta di Montezemolo di una lista civica nazionale o qualsiasi altro che proponga un progetto politico oltre gli attuali schieramenti, unico modo per uscire dal pantano nel quale da troppo tempo stiamo affondando.

Paolo Andrea Taviano Magistrato

3 dicembre 2010 0

Farmaceutica, nautica e agricoltura; la provincia Pontina fa la voce grossa in bando regionale da 4,5 milioni

Di redazione

In coerenza con la programmazione comunitaria e nazionale, che individuano come elementi centrali dello sviluppo locale l’innovazione dei distretti produttivi, e in sinergia con la nuova normativa relativa ai “contratti di rete” la Regione Lazio ha deciso di mettere in campo nuove misure a sostegno dei sistemi produttivi laziali. Con il cofinanziamento del Ministero dello Sviluppo Economico, l’assessorato alle attività produttive interviene con un programma di interventi volti a favorire lo sviluppo dell’internazionalizzazione dei distretti, il miglioramento di modelli informativi ed organizzativi distrettuali e l’applicazione di nuovi programmi relativi all’I.C.T. , capaci di far emergere progetti innovativi che possano trasferire le best practices europee in tema di “reti d’imprese” e modalità di cooperazione aziendale. In un quadro di interventi così importanti messi in campo dalla Regione Lazio, la provincia di Latina avrà un ruolo importante grazie alla presenza preponderante dei sistemi produttivi pontini all’interno del nuovo bando che la Regione si appresta ad emanare. Importanti saranno le risorse riguardanti il chimico-farmaceutico, la nautica e l’agro-industria. Non era mai successo prima d’ora che, in un programma di incentivi di oltre 4,5 milioni di euro, oltre la metà vengano destinati solo per la provincia di Latina.

In particolare arriveranno a Latina 1,2 ml di euro per il settore agro-industriale, mezzo milioni di euro per la nautica e quasi 2 milioni di euro per il comparto chimico-farmaceutico, che comprende anche alcuni comuni della provincia di Roma e Frosinone , ma che vede nei comuni di Latina, Cisterna, Sermoneta e Aprilia il secondo Polo produttivo d’Italia. Una risposta importante ed un segnale di forte attenzione al territorio pontino da parte di questa Giunta regionale e dell’Ass.re alle attività produttive Pietro Di Paolo, ottenuto grazie allo stimolo ed alla programmazione del consigliere regionale pontino Stefano Galetto. Infatti in questi mesi, Galetto ha raccolto le esigenze delle imprese e le prime progettualità espresse dal territorio e le ha sostenute con forza, fino ad ottenere dalla programmazione regionale un impegno preciso in termini di risorse nazionali e regionali a favore del territorio e delle aziende pontine: “Queste risorse dovranno servire per sostenere e rilanciare le politiche produttive della provincia di Latina, ma devono rappresentare soprattutto uno stimolo per le imprese e gli enti preposti allo sviluppo locale nell’affrontare le nuove sfide attraverso progetti di sistema “concertati”, che possano fare al territorio un salto di qualità – dichiara in una nota Galetto – gli incentivi non saranno rivolti a singole iniziative, ma a progetti presentati da imprese in”rete” capaci di promuovere piani di valenza territoriale con una ricaduta immediata sul territorio”. Il consigliere ci tiene però a precisare: ”Non saranno ovviamente la soluzione definitiva per l’economia pontina, ma possono essere un primo aiuto alle aziende – e precisa – a breve approveremo il bilancio 2011/2012 e sicuramente il primo atto di bilancio della Giunta Polverini prevederà ulteriori investimenti per la nostra provincia”.

3 dicembre 2010 0

Usura, la Regione “sblocca” 450 mila euro del fondo di prevenzione degli anni precedenti

Di redazione

La Commissione Affari Istituzionali del Consiglio regionale del Lazio, presieduta da Stafano Galetto (Pdl), ha dato parere favorevole all’unanimità a una delibera di Giunta per l’utilizzo di 450 mila euro di quota residua degli anni precedenti del fondo per prevenire e combattere il fenomeno dell’usura tramite la convenzione tra Regione Lazio e Unionfidi. “Il provvedimento votato oggi – ha detto il presidente Stefano Galetto – si inserisce nel quadro complessivo di una strategia messa in campo dalla Regione per contrastare e debellare uno degli aspetti più odiosi con cui si manifesta l’attività della criminalità organizzata, che tiene sotto ricatto e manda in rovina molte famiglie del nostro territorio. Nel Bilancio 2010, infatti, la Regione ha già stanziato 1 milione e 250 mila euro per dare aiuto a chi è vittima reale o potenziale degli usurai, attraverso le associazioni, le fondazioni e i Confidi del Lazio, più altri 750 mila euro con avviso pubblico a Province, Comuni e Municipi di Roma per aprire nuovi sportelli antiusura o potenziare quelli esistenti. Inoltre – ha proseguito Galetto – altri 2 milioni di euro sono stati impegnati sul capitolo microcredito per sostenere famiglie e individui indebitati che non possono avere accesso al credito legale e che potrebbero cadere facilmente nella trappola dell’usura. Come si vede, si tratta di un impegno serio e costante per contrastare la criminalità e affermare la legalità e sul quale anche oggi abbiamo raggiunto l’unanimità in commissione”.

L’assessore regionale ai Rapporti con gli Enti locali e politiche per la sicurezza, Giuseppe Cangemi, ha dichiarato che “dai rapporti stilati dalle prefetture del Lazio emerge un quadro molto preoccupante sulla diffusione del fenomeno dell’usura, non solo nei capoluoghi di provincia ma anche in alcuni comuni particolari. Si tratta di un reato che spesso non emerge nella sua reale entità perché molti preferiscono non denunciare. Soprattutto nei piccoli comuni – ha aggiunto Cangemi – si è restii a chiedere aiuto quando si è indebitati perché è difficile mantenere l’anonimato. La Regione può intervenire in questi casi indirizzando le vittime verso altri punti di ascolto a tutela della privacy”.

Anche i consiglieri di opposizione presenti oggi in commissione, Bruno Astorre e Carlo Lucherini del Pd e Luciano Romanzi del Psi, hanno dato parere favorevole alla delibera, ribadendo l’impegno di tutti a porre in essere misure e strumenti per contrastare la pratica dell’usura e per tutelare le vittime e le famiglie indebitate. Bruno Astorre ha sottolineato l’importanza di “attivare una efficiente comunicazione istituzionale verso i cittadini e i territori, non solo per informarli su come evitare di indebitarsi e di incappare nell’usura, ma soprattutto per rendere loro noto quali siano gli strumenti già operativi messi in campo da Regione e dal mondo dell’associazionismo e del volontariato per chiedere assistenza e uscirne fuori”. Hanno dato parere favorevole anche i consiglieri Alessandro Vicari e Andrea Bernaudo della Lista Polverini, Chiara Colosimo del Pdl e Rodolfo Gigli dell’Udc.

3 dicembre 2010 0

Crisi dell’edilizia, Truppa (Cgil): “Nel settore regna l’illegalità e l’assenza delle Istituzioni”

Di redazione

“Per la prima volta nella storia del nostro paese davanti Montecitorio, gli industriali del settore insieme ai carpentieri ai muratori hanno manifestato contro il Governo per mettere al centro l’edilizia e rivendicare con forza gli impegni presi da Berlusconi agli Stati Generali delle costruzioni due anni fa”. A parlare in una nota stampa è Benedetto Truppa segretario provinciale della FILLEA CGIL Frosinone. “Una manifestazione che mette al centro non solo i problemi di un settore che determina dopo il metalmeccanico nella nostra Provincia il PIL prodotto più alto, circa il 18%, ma che storicamente è stato quello che essendo anticiclico è indispensabile per far ripartire l’economia. La perdita dei circa 2000 lavoratori edili nel nostro territorio, ben oltre i numeri della vertenza VIDEOCON, il 18% del numero complessivo e di un numero di ore lavorate che oramai segna un gap di 1.500.000 ore in meno al 2009, la chiusura di circa 200 imprese, dovrebbe rendere palese anche del dramma sociale e le ricadute negative sulla nostra Provincia. Ma questi numeri, che evidenziano la crisi del settore, da soli, non mettono alla luce gli altri drammi che questo settore vive quotidianamente. Con la scusa della crisi nei cantieri regna l’illegalità ed il lavoro nero, senza alcun controllo degli Enti appaltanti pubblici e delle Committenze private. Subappalto sfrenato, senza alcun rispetto delle norme, a partire dagli appalti pubblici, nessuna verifica degli indici di congruità della manodopera, continue richieste di CIG fatte da Aziende che poi regolarmente fanno lavorare i dipendenti. Caso eclatante un appalto dell’Amministrazione della Provincia della manutenzione delle scuole dove una Società chiede il DURC per un periodo di tempo dove i lavoratori risulterebbero non aver mai lavorato perché messi in CIGO. Altra piaga quella dei lavori appaltati da mesi che non partono, decine di lavori già finanziati che potrebbero aiutare i lavoratori e le aziende in questo periodo di crisi fermi per problemi in alcuni casi burocratici. Caso emblematico l’appalto per l’adeguamento delle strade statali 155 e 156 del Comune di Frosinone, importo 14 milioni di euro, che dal 15 febbraio 2010 data ultima per la presentazione dell’offerta ancora non viene assegnato. La FILLEA CGIL chiede a partire dalla manifestazione unitaria del 1 dicembre a Roma che da un lato questo Governo finalmente finanzi opere cantierabili subito a partire dai lavori di manutenzione del territorio che sta crollando tra l’indifferenza totale, e dall’altro gli Enti appaltanti da subito facciano con attenzione un verifica degli appalti in corso e diano l’avvio di quegli cantierabili. Questo per il raggiungimento di un obiettivo comune dei lavoratori e delle aziende: far ripartire il paese per un futuro migliore non solo del settore ma di tutto quello che un‘edilizia di qualità rappresenta”.

3 dicembre 2010 0

Asili nido, Abbruzzese: “Oltre 1,8 milioni di euro per la provincia di Frosinone”

Di redazione

“La rete degli asili nido pubblici della provincia di Frosinone verrà sensibilmente potenziata grazie ad un importante provvedimento che è stato emanato dall’assessorato alle Politiche sociali e Famiglia della Regione Lazio. Oltre 1 milione e 800 mila euro saranno a breve inviati nelle casse di cinque Comuni ciociari, che potranno finalmente costruire, ristrutturare o ampliare strutture pubbliche da adibire a nidi, che serviranno ad accogliere centinaia di bambini della nostra Provincia. La famiglia rappresenta un tema centrale per l’attività politica di questo Governo, a cominciare proprio dalla crescita e dalla cura dei nostri figli”. Lo ha annunciato Mario Abbruzzese, presidente del Consiglio regionale del Lazio, soddisfatto per l’importante determina emanata nei giorni scorsi dal Dipartimento sociale, Direzione politiche sociali e famiglia. “A beneficiare di complessivi 11 milioni di euro, saranno 14 nuovi asili nido dislocati su tutte le province del Lazio – ha sottolineato il presidente Abbruzzese. Per non parlare del fatto che l’amministrazione Polverini, grazie all’erogazione di queste risorse ai Comuni, ha creato le condizioni per dare alle famiglie laziali la disponibilità di ulteriori 2700 nuovi posti. Ma tornando alla provincia di Frosinone, ed entrando nel merito della determina, mi preme ricordare che il milione e ottocentomila euro verrà ripartito sul territorio ciociaro con 540mila euro al Comune di Cassino e altrettanti a Frosinone, 360mila euro andranno a Veroli, 300mila a Morolo e 108mila per l’amministrazione di Boville Ernica. Un intervento economico consistente, ma soprattutto strategico – ha continuato Abbruzzese – che ha permesso di sbloccare quei finanziamenti fermi in Regione ormai da tempo. L’assessore Aldo Forte e tutto il governo del Lazio hanno il grande merito di aver portato avanti questa concreto sostegno alle famiglie, in particolare alle giovani coppie che abbiamo il compito di sostenere perché rappresentano una risorsa per tutto il Lazio”.

3 dicembre 2010 0

Santa Barbara, i pompieri di Lanciano festeggiano la loro patrona alle 16.30

Di redazione

Domani alle 16,30, nella sede dei Vigili del fuoco di Lanciano, si terrà la celebrazione della ricorrenza di Santa Barbara patrona del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Alla presenza delle autorità civili, militari ed associazioni il Sindaco di Lanciano Avv. Filippo Paolini e il CRE Giovanni Di Tommaso passeranno in rassegna i reparti operativi, per poi deporre una corona d’alloro in memoria dei Vigili del fuoco caduti in servizio. La cerimonia proseguirà con la S. Messa officiata da Don Vittorio Lusi. Al termine della messa, dopo l’emozionante lettura della preghiera del Vigile del fuoco, i convenuti potranno ascoltare la relazione del Capo Distaccamento che renderà noti i dati sugli interventi di soccorso effettuati nell’anno che sta per concludersi.

3 dicembre 2010 0

Incendio in Israele, dalla protezione civile italiana 12 tonnellate di liquido ritardante

Di redazione

Aderendo ad uno specifico appello delle autorità israeliane, il Governo Italiano per il tramite del Ministero degli Affari Esteri e del Dipartimento della Protezione Civile invierà 12 tonnellate di liquido ritardante da utilizzare per concorrere allo spegnimento del vasto incendio che da ieri arde nei boschi del monte Carmelo, nel nord d’Israele, e che ha già provocato la perdita di numerose vite umane e ha costretto migliaia di persone a lasciare le proprie abitazioni. Il carico partirà stasera da Roma stivato su un C130 dell’Aeronautica Militare con destinazione l’aeroporto israeliano di Ramat David, nella città di Megiddo. A bordo del vettore saranno presenti due funzionari del Dipartimento della Protezione Civile, per fornire assistenza alla nostra Ambasciata nelle operazioni di scarico e sdoganamento, così da poter mettere il ritardante tempestivamente a disposizione delle autorità locali. L’arrivo è previsto nel corso della notte così da consentire l’impiego fin dalle prime ore di domani da parte dei velivoli che stanno operando sull’area incendiata.