Giorno: 20 marzo 2012

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Il messaggio di Pace all’Europa e al Mondo nel nome di San Benedetto

Di admin

Mai come quest’anno il ritrovarci tutti nella Terra di Benedetto è di assoluto rilievo. L’Europa è percorsa da inquietudini, paure e lacerazioni che la crisi economica accentua e amplifica. Una crisi particolarmente profonda, come la punta di una massa di ghiaccio che affonda nelle acque intorbidite della nostra quotidianità. L’economia crolla anche a causa della crescente fragilità dei valori morali e spirituali che la sostengono, e che sostengono la vita dei cittadini. La qualità della vita dell’uomo non ha più valore, e di conseguenza ciò che da essa promana, ciò che essa produce, non ha valore. L’Europa è in crisi anche perché ha smarrito se stessa, la sua identità vetero e neotestamentaria, che l’ha plasmata intimamente, radicando ogni valore e ogni bene dell’uomo non su una piattaforma economica, ma sulla persona umana inviolabile, e sul fine di ogni scelta: Dio, ragione di tutto, senso della vita e meta dell’uomo.

Oggi come ieri. In un momento di grande buio e di profondo smarrimento, con l’Impero Romano che crollava, in una Europa alla ricerca di nuovi obiettivi di civiltà e di rinnovati valori spirituali, il cammino del vecchio continente veniva illuminato dalla presenza dei monaci che ispirandosi alla Regola di Benedetto, con impegno vigoroso e infaticabile, si adoperavano perché su questo nostro continente sorgesse l’alba di un nuovo giorno. Con la croce, il libro e l’aratro, i figli di San Benedetto tracciarono la strada per quell’Europa che gradualmente costruiva la propria identità proprio attorno ai valori di unità, di civiltà, di solidarietà.

Benedetto “messaggero di pace, artigiano di unità, maestro di civilizzazione” (Paolo VI), ci lascia in eredità l’invito pressante a non anteporre nulla all’amore di Cristo. Tutto è guadagnato mettendo Dio al primo posto e tutto rischia di essere perduto, quando si perde il senso di Dio.

La nostra Europa oggi ha bisogno attraverso la figura di Benedetto, di riscoprirsi comunità. Siamo tanti io, dispersi. Che vagano nell’Isola Europa come superstiti in mezzo ad un panorama di rovine. È un Noi quello di cui abbiamo bisogno. Sentirci parte di un tutto, di un insieme; costruttori di una società dal volto più umano e fraterno. Benedetto nel suo messaggio ci invita a vedere l’amore come dono per l’altro, che diventa radicale, intimo, completo solo se nell’altro, per dono, riconosco la presenza di Cristo.

È l’amore verso gli altri, l’eredità benedettina che abbiamo la responsabilità di custodire e tramandare ai giovani. Sono i giovani il futuro dell’Europa. Come Benedetto, così duro con se stesso, si rivolge ai suoi monaci come “un tenero padre”, “un medico delle anime”, rivolgiamoci anche noi ai nostri giovani incoraggiandoli a ricercare la giustizia, a coltivare il gusto per ciò che è giusto e vero, a non scoraggiarsi mai di fronte alle difficoltà. Insegniamo loro a dubitare delle scorciatoie.

Solo attraverso il sacrificio, la costanza e l’umiltà, si può apprezzare il valore positivo della vita. Il desiderio di spenderla al servizio del Bene. Mostriamo ai giovani che la pace va costruita prima nei cuori, perché solo il cuore dell’uomo è il luogo degli interventi di Dio.

Noi guide per i giovani ci affidiamo ancora una volta a Benedetto, perché ci sostenga nel cammino da lui iniziato, di educatori e tessitori infaticabili di pace.

La pace non ha rumori, ma suoni. Quando arriverà sentirai i suoni attraversare l’aria e avvertirai il silenzio che ti parlerà!

Peace doesn’t have noises but sounds. When will arrive will feel the sounds cross the air and will warn the silence that will speak to you!

+Renato Boccardo Arcivescovo di Spoleto-Norcia +Mauro Meacci Abate di Subiaco +Pietro Vittorelli Abate di Montecassino

Foto Alberto Ceccon [nggallery id=404]

20 marzo 2012 0

Forte scossa di terremoto in Messico

Di admin

Una forte scossa di terremoto di magnitudo 7.6 della scala Richter ha colpito lo stato di Guerrero in Messico alle ore 19.02 italiane. L’epicentro è stato localizzato a Ometepec a circa 190 chilometri da Acapulco. La scossa è stata avvertita violentemente anche a Città del Messico.

Il presidente messicano Felipe Calderon su Twitter nei vari messaggi ha scritto che non sono stati riscontrati grossi danni anche se ci sono state scene di panico e la gente è stata fatta evacuare dagli edifici. L’ultimo messaggio è di circa due ore fa.

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Ambiente Italia 2012: Roma la più sprecona per l’acqua

Di admin

Dall’Ufficio stampa Legambiente Lazio riceviamo e pubblichiamo: Legambiente Lazio: “L’Assemblea capitolina bocci la scelta di Alemanno, no alle cessione di Acea ai privati, serve una nuova gestione pubblica e partecipata per l’acqua a Roma e nel Lazio.” Da domani attivo presso la sede regionale uno sportello della campagna di obbedienza civile del Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua.

Roma si piazza all’ultimo posto tra le città grandi italiane per i consumi di acqua, con ben 234,3 litri di acqua consumati ogni giorno pro-capite, ma anche per le perdite idriche di ben 68 metri cubi di acqua persi per chilometro di rete (fonte blue book e Mediobanca), ossia il 27% del totale immesso. E nel testo del Lazio non va molto meglio, tra i peggiori consumatori del prezioso oro blu, Viterbo agli ultimi posti fra le città più piccole con 209,6 litri/giorno pro-capite e Latina con il 62% di perdite idriche. Ecco i dati principali per il Lazio che Legambiente anticipa in occasione della prossima giornata mondiale dell’acqua del 22 marzo, con la presentazione dell’edizione 2012 del Rapporto Ambiente Italia, di Legambiente e Istituto Ambiente Italia, edito da Edizioni Ambiente.

“L’Assemblea capitolina bocci la scelta di Alemanno, no alle cessione di Acea ai privati, a Roma e nel Lazio serve una nuova politica per l’acqua, una risorsa indispensabile per vivere che va tutelata, conservata, difesa, smettendola di considerare questa come una merce sulla quale lucrare e da far gestire a società private -dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Lo hanno ben chiaro i cittadini che con i referendum hanno chiesto un ruolo pubblico più forte e determinato, nelle scelte e nella gestione delle società. Decisioni che vanno prese ora, per battere la crisi ambientale ma dirimenti anche per uscire dalla crisi economica puntando su un futuro migliore per i cittadini.”

Per i consumi di acqua, tra le città piccole, va un po’ meglio a Frosinone con 173,7 litri, a Rieti con 157,8 litri e tra le medie città a Latina con 154,1 litri. Assurde le perdite d’acqua nella rete anche a Rieti con il 45%, Frosinone con il 39%, mentre va un po’ meglio a Viterbo con l’11%, seconda nel Paese tra le città piccole. Neanche i depuratori laziali sembrano funzionare troppo bene: l’efficienza del sistema di depurazione a Roma passa dal 97% al 90% e Rieti perde un punto percentuale passando all’83%; Latina pur con i dati aggiornati, rimane all’84% mentre Viterbo è al 95% e Frosinone solo all’80%. Importanti, invece, i dati quantitativi per questa risorsa così indispensabile: nel compartimento idrografico Lazio-Umbria sono ben 2.525 milioni di metri cubi disponibili di acqua all’anno, ben 437 metri cubi pro-capite. Nell’acqua dei rubinetti di 64 Comuni del Lazio (17,3%), rimane però una concentrazione di arsenico da riportare nei limiti di legge entro il 2012.

“Altro che privatizzazione, dopo i referendum serve una nuova gestione pubblica e partecipata per l’acqua a Roma e nel Lazio -ha affermato Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Per vincere la sfida del risparmio idrico, delle perdite di rete, della depurazione e della qualità dell’acqua e togliere l’acqua dal mercato, si devono ripensare le società di gestione dell’acqua. Alla Regione Lazio chiediamo anche di non andare verso una nuova legge che preveda un unico Ambito Territoriale Ottimale regionale, quanto piuttosto una riorganizzazione ragionata sulla base dei bacini idrografici e delle infrastrutture esistenti.”

In occasione della Giornata Mondiale per l’Acqua, Legambiente Lazio attiverà presso la sede regionale di Roma, in Viale Regina Margherita 157, uno sportello della campagna di obbedienza civile del Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua. Per mettere al centro della discussione l’acqua pubblica, pulita, preziosa, la prima e fondamentale questione è far rispettare l’esito del referendum votato da milioni di italiani: l’obiettivo della campagna di obbedienza civile è proprio questo, a partire dall’eliminazione del profitto dalle bollette. Chiediamo a tutti i cittadini una scelta concreta e tangibile, iniziare a pagare la tariffa applicando una riduzione pari alla componente della “remunerazione del capitale investito”, abrogata dai referendum. Per partecipare è possibile compilare il reclamo e consegnarlo al nostro sportello. Per ogni ulteriore informazioni www.legambientelazio.it

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Personale medico al carcere di Frosinone sotto organico, insorge l’Ugl

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Dall’Ugl riceviamo e pubblichiamo: Non vi è dubbio, il personale sanitario (medici Infermieri) che opera presso l’istituto carcerario di Frosinone sia fortemente sottorispondente al numero previsto lo sosteniamo da tempo, ma a quanto sembra “non c’è più sordo di chi non vuol sentire” mancano specialisti di molte branche, l’organico infermieristico è di solo 3 unità, i turni vengono espletati da 2 unità di mattina e 2 di pomeriggio a volte anche solo 1, mentre in quello notturno è oramai standardizzato 1 unico infermiere. Peraltro, per garantire i predetti turni assurdi, si fa ricorso al costante lavoro straordinario da parte di infermieri dell’ASL, cosicché per quest’ultimi oltre ai turni istituzionali, si cumula il lavoro in straordinario in ASL e quello da prestare nell’istituto carcerario. Una situazione inenarrabile, se si considera il numero dei detenuti (540) e l’impegno richiesto, l’esigue unità, quasi certamente non riescono ad assicurare i necessari livelli di assistenza. La UGL Sanità, da tempo tenta di sensibilizzare i vertici aziendali affinché statuisca una regolare turnazione che garantisca la salute degli addetti e degli internati. Il Segretario Prov.le Rosa Roccatani

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Imprenditori e artigiani con la corda al collo abbandonati a loro stessi

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di Max Latempa Sono più di trenta gli imprenditori ed artigiani che si sono suicidati in Italia dall’inzio dell’anno per motivi riconducibili alla crisi economica. Gli ultimi due, in Veneto ed in Puglia, lo hanno fatto nel loro capannone, quasi a voler significare l’ attaccamento estremo ad una creatura che non è mai solo un lavoro. La fine dei sogni, dell’ orgoglio e della rispettabilità. Di quel sentirsi responsabili di altre persone e nello stesso tempo locomotiva della nazione. Il sentirsi traditi dopo anni di sacrifici e di battaglie per stare al passo della concorrenza e contemporaneamente per pagare tasse sempre più opprimenti. La lotta con le banche, con i debitori, con la burocrazia. Tutto questo per tenere in piedi un’ azienda, con anni di storia, ma che in piedi non sta più. E non per colpa tua. Equitalia che preme, i contributi da tenere in regola (altrimenti il D.U.R.C. non risulta regolare), l’ anticipo Iva e le fatture impagate. Un dilemma: mi dedico al lavoro o fermo tutto ed inseguo chi mi deve pagare? E quando chi mi deve pagare è un Ente? Il patto di stabilità ha causato danni irreversibili a migliaia di imprese che vantano crediti nei confronti delle amministrazioni pubbliche. Siamo arrivati a quota 80 miliardi di euro. I soldi ci sarebbero ma gli Enti non possono creare nuove uscite di cassa. Altrimenti Bruxelles ci richiama. Il settore dell’ edilizia è in ginocchio. Imprese di costruzioni storiche, dalle Alpi alla Sicilia, hanno chiuso i battenti con milioni di euro di crediti non riscossi. Migliaia gli operai mandati a casa senza speranza. Ma anche geometri, ingegneri, architetti. Le banche non vogliono più scontare le fatture sui lavori pubblici. I cantieri non vanno avanti. Opere urgenti e fondamentali vengono abbandonate. Frotte di creditori inseguono debitori che a loro volta sono creditori verso lo Stato. I contenziosi aumentano perchè si cerca di rimandare il più possibile il pagamento. Assegni datati, tratte , cambiali, cessioni del credito. Si prova di tutto ma i soldi non arrivano mai. Ed allora ci sente con l’ acqua alla gola. Poi arriva l’ esasperazione. Mors tua vita mea. Oppure mors e basta. Prima ci si suicidava per i debiti. Oggi per i crediti. Eppure basterebbe poco. Basterebbe qualcuno in gamba che imponesse, magari con un decreto, per esempio alle banche, che un po’ di quei 500 miliardi del prestito della BCE andassero alle imprese. Qualcuno capace di guardare fuori della finestra per vedere cosa sta succedendo e che invece non perdesse tempo con l’ articolo 18, la Serbia, i Marò, la Merkel, la Rai, la giustizia, il matrimonio gay, la casa di Fini, le donne di Berlusconi ed i soldi di Rutelli. Tipo qualcuno che non ha nulla a che spartire con le banche. Già, le banche…… Caro imprenditore, caro artigiano, chi ti dovrebbe aiutare? L’Italia va a rotoli, chi vuoi che si occupi di te, della tua azienda dei tuoi dipendenti. Tu eri buono solo a pagare. Ma ormai non puoi più essere spremuto. Da te non esce più una goccia. E a nessuno frega più niente di te. Caro imprenditore, caro artigiano, quando torneranno di nuovo a chiederti il voto, perchè torneranno stai certo, accoglili pure. Con fiero orgoglio. Nel tuo bel capannone vuoto.

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La Polizia Stradale blocca ed arresta un pericoloso rapinatore

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Nel primo pomeriggio di ieri due malviventi compiono una rapina in Banca a Bastia Umbra.

All’interno dell’istituto di credito era presente un agente della Polizia Stradale che tenta di bloccare i due rapinatori, ma viene ferito.

I due balordi, messo a segno il colpo, con un bottino di circa 22.000 euro, si danno alla fuga, uno a piedi, che sarà poi bloccato dai Carabinieri del posto, l’altro a bordo di una Fiat Punto lungo l’autostrada.

Il poliziotto, ferito alle mani ed al collo con un taglierino, nonostante le sue condizioni, è riuscito però a dare l’allarme e così sono scattate le ricerche.

Proprio la tempestiva segnalazione ha consentito alle pattuglie operanti in autostrada di individuare il malvivente che, dopo un inseguimento, è stato bloccato all’altezza di Anagni.

Il giovane napoletano, dopo gli inutili tentativi di fuga, viene fermato dagli agenti della Sezione Polstrada di Frosinone ed arrestato.

20 marzo 2012 0

Il Cocer della Guardia di Finanza: “Stop alle compressioni delle retribuzioni e delle pensioni dei lavoratori in divisa”

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Il COCER riunito in data odierna con tutti gli Organismi Intermedi e di base, in rappresentanza dei 63.000 finanzieri, esprime grave disappunto per il tentativo del “Governo Tecnico” di non riconoscere il principio di specificità degli operatori del comparto Sicurezza e Difesa sancito per legge.

A questo grave tentativo diciamo basta!!!! Impegnando il Governo a riconoscere le norme in essere oppure a cancellare con la norma sulla specificità, che abbiamo criticato e combattuto sul nascere, anche tutte quelle norme che ci vietano di godere degli stessi diritti, delle stesse opportunità e delle stesse libertà di cui godono tutti i lavoratori.

Di contro il Governo, anziché incidere esclusivamente sulle pensioni e sulle retribuzioni dei lavoratori, con il rischio di trasformare la crisi economica in crisi sociale, faccia un atto di coraggio e ricerchi in altri contesti le risorse necessarie a contenere le voragini della spesa pubblica, quali, ad esempio: 1) varare con urgenza normative stringenti in materia di lotta alla corruzione ed all’evasione fiscale e di controllo della spesa delle amministrazioni pubbliche; 2) far rispettare il tetto massimo delle retribuzioni, e relativi benefit, dei manager pubblici militari e civili;

in caso contrario, certi di aver compreso la vera essenza della democrazia, saremo costretti a manifestare in ogni modo il nostro dissenso per le gravi incongruenze che la politica vuole riservarci. IL COCER DELLA GUARDIA DI FINANZA

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Costa Concordia, aspirati oggi 90 metri cubi di carburante

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Le condizioni meteo marine favorevoli hanno consentito ai tecnici delle società Smit Salvage e Neri di aspirare, nella giornata di oggi, 90 metri cubi di idrocarburi presenti all’interno della sala macchine della nave Costa Concordia.

Il personale della Capitaneria di Porto e della Polizia di Stato ha svolto l’ordinaria attività di sopralluogo e assistenza in mare. Il personale subacqueo della Capitaneria e della Polizia ha monitorato i marker, utili a registrare i movimenti dello scafo, presenti a poppa e a prua della Costa Concordia.

Non risultano, infine, anomalie da segnalare né nei movimenti della Costa Concordia monitorati dagli esperti del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze, né nei rilevamenti ambientali assicurati da Ispra e Arpat.