Giorno: 14 gennaio 2014

14 gennaio 2014 0

Maltempo. piogge in estensione alla Sicilia

Di admin
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La perturbazione di origine atlantica giunta nella giornata di ieri sulla penisola italiana continua ad interessare le nostre regioni e si estenderà dal pomeriggio-sera di oggi anche alla Sicilia.

Sulla base delle previsioni disponibili il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le Regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso, pertanto, un avviso di condizioni meteorologiche avverse che integra ed estende quello diffuso nella giornata di ieri. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche, che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino di criticità consultabile sul sito del Dipartimento (www.protezionecivile.gov.it).

L’avviso meteo prevede dal pomeriggio di oggi, martedì 14 gennaio 2014, precipitazioni diffuse anche a carattere di rovescio o temporale sulla Sicilia, specie sui settori occidentali e meridionali.

Sulla base dei fenomeni previsti – che interesseranno buona parte delle regioni italiane – è stato valutato, per la giornata di domani, il persistere di una criticità gialla per rischio idrogeologico su Friuli Venezia Giulia, Appennino tosco-emiliano, regioni centro-meridionali tirreniche, Molise, Puglia, Basilicata e Sicilia.

È utile ricordare che le valutazioni di criticità idrogeologica (su tre livelli: rossa, arancione e gialla) possono includere una serie di danni sul territorio, in particolare la criticità gialla indica la possibilità di: danni localizzati a infrastrutture ed edifici interessati da frane o dallo scorrimento superficiale delle acque; localizzati allagamenti di locali interrati e al piano terreno; localizzate e temporanee interruzioni della viabilità in prossimità di piccoli impluvi, canali, sottopassi, tunnel, avvallamenti stradali; possibili danni alle coperture a causa di forti raffiche di vento o possibili trombe d’aria; rottura di rami, caduta di alberi e abbattimento di pali, segnaletica e impalcature.

Il quadro meteorologico e delle criticità previste sull’Italia è aggiornato quotidianamente in base alle nuove previsioni e all’evolversi dei fenomeni, ed è disponibile sul sito del Dipartimento della Protezione Civile (www.protezionecivile.gov.it) insieme alle norme generali di comportamento da tenere in caso di maltempo. Le informazioni sui livelli di allerta regionali, sulle criticità specifiche che potrebbero riguardare i singoli territori e sulle azioni di prevenzione adottate sono gestite dalle strutture territoriali di protezione civile, in contatto con le quali il Dipartimento continuerà a seguire l’evolversi della situazione.

14 gennaio 2014 0

Guerra del pesce a Gaeta, il presidente della Cooperativa ittica: “Nessun pesce sottomisura”

Di admin

“Qui, nei nei locali della cooperativa non entra e non esce pesce sottomisura”. Salvatore Fiorenzano, presidente della cooperativa Porto Salvo due, risponde alle polemiche di alcuni commercianti ittici di Gaeta che da ieri hanno deciso di non partecipare alle aste per l’acquisto alla coop di pescatori. La protestare nasce contro l’abitudine dei marinai di vendere sulla banchina al ritorno dalla pesca. Inoltre lo stesso presidente dichiara che “nella suddetta cooperativa non risulta pesce invenduto, in quanto la stessa coop si avvale di un commerciante astatore che, tolti gli acquisti locali, lo colloca sul mercato nazionale. La vendita sulla banchina non ce la siamo inventata noi, esiste da anni su tutte le banchine dei porti italiani e si tratto di pesce di scarso valore commerciale. A proposito dei controlli che mancano devo assolutamente smentire dato che qui la Capitaneria di porto fa tappa fissa o in borghese o addirittura con la motovedetta”. Sono in corso trattative per cercare una soluzione che trovi d’accordo le due parti.

14 gennaio 2014 0

Ferrari 360 F1 Modena sequestrata dalle fiamme Gialle ad Isernia

Di admin

Quando l’attenzione delle Fiamme Gialle di Isernia è stata attirata dalla presenza di una potente Ferrari, ricoverata in una officina di Isernia, sono scattati immediatamente i controlli diretti ad individuare, attraverso il numero di targa, l’intestatario della fuoriserie. Accertato che si trattasse di una società dell’hinterland romano che gestisce un campeggio, i finanzieri hanno deciso di approfondire le indagini, in considerazione del fatto che ben poco si presta una Ferrari 360 F1 Modena ad essere impiegata quale bene strumentale in un camping. Sono iniziati quindi gli accertamenti dei militari del Nucleo di Polizia Tributaria, i quali hanno identificato il proprietario della vettura, un 44enne legale rappresentante di una nota società pentra, operante nel settore del commercio autoveicoli, il quale ha dichiarato agli investigatori di aver acquistato da pochi giorni il veicolo dal titolare della predetta società capitolina. Comparando i dati della carta di circolazione con gli estremi identificativi del veicolo, i finanzieri hanno notato che il telaio era stato alterato. Il codice alfanumerico indicato sulla carta di circolazione risultava infatti diverso da quello indicato sulla carrozzeria e su alcune parti meccaniche. La casa automobilistica di Maranello infatti, oltre ad apporre gli estremi identificativi sulla parte fissa del veicolo, riporta i numeri di telaio anche in altri punti, proprio per tutelare il possessore del mezzo da possibili frodi. Ad ulteriore garanzia del marchio del Cavallino Rampante, il costruttore rilascia un certificato di “origine”, che dovrebbe proprio legittimare la provenienza dell’auto. Tuttavia, anche il predetto certificato, esibito dall’imprenditore isernino agli investigatori, riportava un codice alfanumerico diverso da quello indicato sulla carta di circolazione. Da qui la decisione di sottoporre a sequestro il veicolo oltre alla carta di circolazione e al certificato di “origine”; provvedimento cautelare subito convalidato dalla Procura della Repubblica di Isernia. Ulteriori accertamenti saranno effettuati anche sulla genuinità delle targhe del veicolo, che hanno destato i primi sospetti circa la loro riferibilità all’auto in questione.

14 gennaio 2014 0

Mucca pazza: la BSE scoperta in una mucca in Germania

Di redazionecassino1

Da Giovanni D’Agata riceviamo e pubblichiamo.

Torna l’incubo della “mucca pazza” in Europa o è solo un caso isolato? Perché la BSE dopo un lungo tempo dall’ultima segnalazione è stata scoperta in una mucca, in particolare, in un animale da macello nel Brandeburgo. Tuttavia, le autorità sanitarie avrebbero già chiarito che non ci dovrebbe essere alcun rischio per i consumatori.

Si tratta della prima volta dal 2009 che un caso di BSE (encefalopatia spongiforme bovina) non veniva registrato ufficialmente in un bovino in Germania. L’animale proveniente dal circondario dell’Oder-Spree non presentava segni di malattia clinica, come ha comunicato il Ministero dell’Ambiente a Potsdam ieri venerdì 10 gennaio. Il quadrupede sarebbe stato macellato all’inizio di gennaio ed ha subito un test rapido.Dal momento che questo era stato positivo, le autorità hanno immediatamente effettuato le verifiche opportune.

La BSE (in inglese Bovine Spongiform Encephalopathy), o encefalopatia spongiforme bovina è una malattia neurologica cronica, degenerativa e irreversibile che colpisce i bovini causata da un prione, una proteina patogena conosciuta anche come “agente infettivo non convenzionale”.

Il morbo è diventato noto all’opinione pubblica come morbo della mucca pazza (in inglese MCD, mad cow disease). La BSE fa parte di un gruppo di malattie denominate encefalopatie spongiformi trasmissibili (TSE) che colpiscono diverse specie animali, compreso l’uomo.

Un portavoce del Dipartimento federale dell’Agricoltura ha comunicato che “a causa delle misure di protezione in Germania non vi è alcun rischio per la salute per i consumatori”.

Il Friedrich-Loeffler-Institut (FLI), sull’isola baltica di Riems ha confermato la scoperta: è una BSE atipica.  “Questa forma è una malattia estremamente rara, in contrasto con la classica BSE solo negli animali più vecchi e nasce spontaneamente”, ha detto il veterinario Klaus Reimer.  Pertanto, ci si potrà aspettare in futuro altri singoli casi.

L’animale macellato è stato smaltito e il macello disinfettato.  Lo stock dal quale proveniva l’animale è in quarantena. Sono state avviate le indagini epidemiologiche necessarie.  L’infezione da animale ad animale è ritenuta improbabile.

Per motivi precauzionali la BSE atipica è stata trattata come se fosse la versione classica e prese appropriate misure in applicazione della normativa dell’UE che prescrive queste procedure precauzionali.

In generale, nel contesto della protezione dei consumatori nella macellazione di bovini vengono rimossi materiali a rischio come il cervello e il midollo spinale che vengono distrutti professionalmente. Negli ultimi otto anni a  tutti gli animali macellati inoltre vengono eseguiti i test rapidi per la BSE.

In tutta la Germania, l’ultimo caso di mucca contagiata dalla BSE è stato segnalato nel 2009, secondo il FLI. Casi atipici sono noti tra gli anni 2002 e 2004.  Dal 2001 al 2009, secondo il Ministero dell’Agricoltura, sono stati registrati più di 400 casi di BSE.  In Brandeburgo, sono stati rilevati 17 casi di BSE classica nel periodo 2001-2006.

L’epidemia è stato rilevata per la prima volta in Gran Bretagna nel 1986. Causa principale della trasmissione della BSE classica è, secondo lo stato attuale delle conoscenze, l’alimentazione di carne contaminata ed ossa. In Germania, l’infezione potrebbe essere dovuto al sostituto del latte secondo il Ministero.

Siccome ci muoviamo in una dimensione europea quando si tratta di alimentazione ed in particolare del commercio di carni, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, è necessario che le autorità europee monitorino attentamente in casi del genere l’evolversi della situazione, mentre alle autorità sanitarie italiane spetta il difficile compito di verificare puntualmente che lo stock di carne da cui proviene il bovino contagiato non venga commercializzato anche nel Nostro Paese, ciò anche a tutela e protezione dei consumatori e per non destare facili allarmismi.

 

 

14 gennaio 2014 0

Sicurezza dei farmaci: un nuovo scandalo per Servier? L’EMA ha raccomandato la sospensione dal mercato europeo

Di redazionecassino1

 Da Giovanni D’Agata riceviamo e pubblichiamo.

Nella costante opera d’informazione di cittadini, consumatori e pazienti svolta dallo “Sportello dei Diritti”, Giovanni D’Agata, presidente dell’associazione, evidenzia quanto comunicato dall’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) in merito ad un farmaco anti-osteoporosi già finito nel mirino di alcune agenzie governative statali di settore.

A seguito di una procedura di rivalutazione, l’EMA (European Medicines Agency) ha raccomandato la sospensione del Protelos.

A seguito di tale atto, il comitato per la valutazione dei rischi per la farmacovigilanza (Prac) dell’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) ha raccomandato la sospensione dal mercato europeo del farmaco anti-osteoporosi Protelos, come hanno annunciato separatamente ieri venerdì 10 gennaio sia l’EMA che i Laboratoires Servier che lo producono.

Per il Protelos, precedentemente indicato per il trattamento dell’osteoporosi grave, è stato finalmente “dimostrato di avere un effetto modesto” nei confronti di questa malattia caratterizzata da fragilità scheletrica e massa ossea ridotta, ha precisato l’EMA. 

Sul farmaco che è commercializzato anche in Italia con lo stesso nome ma anche con quello di Osseor, il Prac ha condotto una “rivalutazione approfondita” e ha tenuto conto dei dati disponibili sui rischi e benefici, secondo una dichiarazione della EMA.

Questo farmaco sarebbe causa per coloro che lo assumono di un rischio maggiore di “condizione cardiaca grave”, tra cui infarto, rischio di coaguli di sangue e di ictus,  sostiene l’EMA.

Su 1000 pazienti trattati per un anno, l’eccesso di rischio di eventi cardiaci causati da Protelos è stimato a quattro.  Allo stesso modo, l’eccesso di rischio di trombosi è stimato a quattro.

Il Comitato rileva inoltre “un certo numero di altri rischi”, tra cui reazioni cutanee gravi, disturbi della coscienza, convulsioni o anche infiammazione del fegato o diminuzione del numero delle cellule del sangue.

La raccomandazione del PRAC sarà trasmesso per la revisione al comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) al fine di essere approvata nella prossima riunione del 20-23 gennaio 2014.

Nel comunicato, la Servier ha spiegato che l’EMA aveva già ristretto nell’aprile 2013, «le condizioni di utilizzo del Protelos in attesa di una revisione completa dei suoi benefici e rischi”, perché “c’era un rischio cardiovascolare di nuova individuazione “.

Servier indica che l’indirizzo dato agli operatori sanitari è stato quello di fornire “informazioni dettagliate specificando la decisione del CHMP e le implicazioni pratiche per la cura dei loro pazienti”.

Nel mese di ottobre 2011, la Medicines Agency francese (AFSSAPS al momento) aveva emesso un avviso agli operatori sanitari in modo da limitare l’uso del Protelos, a causa di gravi eventi tromboembolici avversi venosi (coaguli di sangue), e il rischio di allergie.

L’agenzia francese aveva sollecitato l’EMA per una nuova valutazione del rapporto rischi / benefici di questo farmaco.

Nel marzo 2012, l’Autorità Sanitaria europea aveva raccomandato le nuove contro indicazioni per l’uso di Protelos, ma era sempre stato evidenziato che aveva più benefici che rischi. Mentre in Italia solo gli scorsi 30 aprile e 13 maggio l’AIFA, la nostra agenzia del farmaco, aveva diramato due note circa la revisione effettuata dall’autorità europea.

Alla luce di tali dati, per Giovanni D’Agata, i ritardi accumulati nelle procedure di rivalutazione nel corso degli anni dalla messa in commercio del farmaco potrebbero aver causato gravi danni ai pazienti, che hanno assunto il farmaco. In tale ottica, lo “Sportello dei Diritti”, si adopererà in tutte le sedi competenti per tutelare le eventuali vittime, colpevoli solo di aver “subito” la prescrizione del medicinale.

 

14 gennaio 2014 0

Il caffè è ‘idratante’ come l’acqua potabile. Il risultato da una ricerca inglese

Di redazionecassino1

Da Giovanni D’Agata riceviamo e pubblichiamo.

Bere caffè idrata come l’acqua, secondo una ricerca che ha coinvolto un gruppo tutto maschile, pubblicata sulla rivista PLOS ONE. Contrariamente alla credenza secondo cui le bevande contenenti caffeina sarebbero disidratanti, gli esperti sostengono adesso che assumerlo in quantità moderata è praticamente come bere acqua potabile da sola.

La dottoressa Sophie Killer, nutrizionista dell’Università di Birmingham, ha detto: “è una credenza comune che il consumo di caffè può portare a disidratazione e dovrebbe essere evitato o ridotto, al fine di mantenere un sano equilibrio dei fluidi”. Ed ha continuato: “abbiamo scoperto che una moderata assunzione di caffè, quattro tazze al giorno, nei maschi che bevono caffè regolarmente, non causa alcuna differenza significativa rispetto al consumo di uguali quantità di acqua. La nostra ricerca è finalizzata a stabilire se il consumo regolare di caffè, sotto condizioni di vita normale, è dannoso per lo stato di idratazione”.

Questo studio per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, costituisce ancora una volta una riprova che spesso le credenze popolari non hanno alcun fondamento e possono essere facilmente confutate dalla scienza e dalla ricerca.

Quindi, bere caffè moderatamente non è un male.

 

 

14 gennaio 2014 0

Midollo osseo artificiale. Ricercatori tedeschi sviluppano un materiale sintetico che moltiplica le cellule staminali. Una speranza per la lotta alla leucemia

Di redazionecassino1
Da Giovanni D’Agata riceviamo e pubblichiamo.

 

Ricercatori tedeschi del Karlsruhe Institute of Technology, dell’Istituto Max Planck di sistemi intelligenti e dell’Università di Tübingen, hanno sviluppato un materiale sintetico che consente di moltiplicare le cellule staminali. La struttura porosa un giorno potrebbe aiutare a curare la leucemia. Com’è ormai noto, le cellule staminali del sangue possono prosperare solo nel midollo osseo, dal quale si trasformano in diversi tipi di cellule del sangue che sono necessarie nell’organismo, tra cui i globuli rossi e bianchi, che rispettivamente trasportano ossigeno e combattono le malattie.

Per anni, i ricercatori di tutto il mondo hanno cercato di individuare una soluzione per replicare il midollo osseo in modo che sia in grado di creare le cellule staminali in laboratorio perché le cellule staminali cessano di essere ciò che sono una volta che vengono rimosse dal corpo.

Ora i ricercatori tedeschi affermano che hanno progettato un materiale poroso in cui le cellule staminali del sangue possono moltiplicare fino a quattro giorni.

Il midollo osseo in natura è una struttura molto complessa, che lo rende difficile da imitare. La sua architettura porosa tridimensionale assomiglia ad una spugna da bagno e contiene proteine passerella su cui le cellule staminali possono attraccare.

Pori di dimensioni precise ospitano molti tipi di cellule che interagiscono tra loro e producono messaggi chimici, permettendo alle cellule staminali del sangue di moltiplicarsi.

Cornelia Lee-Thedieck, ricercatrice presso l’Istituto di tecnologia di Karlsruhe ha evidenziato alla tv tedesca DW, che con i suoi colleghi è riuscita ad unire tutto ciò che già si conosce del midollo osseo e dell’ambiente preferito dalle staminali. Ed hanno replicato una specie di spugna – simile alla struttura del midollo osseo che utilizza un polimero semplice. Sono proteine ad esso collegati e aggiunti altri tipi di cellule.

I ricercatori vorrebbero che il midollo osseo artificiale sia in grado di aiutare un giorno a curare la leucemia. Poiché le cellule staminali del sangue nuovo e sano sono necessarie per trattare la leucemia, le cellule staminali potrebbe essere raccolte in laboratorio e trapiantate nei pazienti. Attualmente, le cellule staminali sono isolate dal sangue o dal midollo osseo di un donatore adatto.

“La produzione artificiale del midollo osseo per coltura e la moltiplicazione delle cellule staminali del sangue è un’applicazione potenzialmente interessante”, ha detto Martin Bornhäuser dall’Università dell’ospedale di Dresda.

“Renderebbe possibile generare un numero sufficiente di cellule staminali da una piccola quantità tale da essere trapiantate in un paziente adulto,” ha aggiunto.

Quella piccola quantità di cellule staminali potrebbe anche essere estratta dal sangue della placenta e del cordone ombelicale dopo il parto. Se i genitori sono d’accordo, i medici possono far prelevare il sangue cordonale del loro bambino e farlo conservare e congelare in una banca del sangue.

Tuttavia, il numero di cellule staminali derivate dal sangue cordonale è basso, secondo il centro donatori di midollo osseo (DKMS), senza fini di lucro, che promuove le donazioni di midollo osseo e gestisce una banca del sangue di cordone (tedesco). “Il cerchio di accettori possibili è limitato a bambini e adulti con peso corporeo basso,” è possibile leggere sul suo sito Web.

“Il nostro obiettivo a lungo termine è creare una struttura in cui le cellule staminali siano derivate dal sangue”, dice Lee-Thedieck. “Allora si moltiplicano, e abbiamo raccolto le cellule staminali chee vengono donate al paziente.”

Al momento, però è opportuno precisare che si è solo ai primi passi essendo stato creato solo un prototipo. Serviranno almeno altri 15 anni prima che questa tecnologia sia disponibile per i pazienti.

E nonostante la scoperta, resta il fatto che gli scienziati devono ancora realizzare una struttura che possa imitare il midollo osseo naturale completamente, secondo Martin Bornhäuser.

Per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, associazione che si occupa anche di divulgare le scoperte scientifiche che possono rappresentare una concreta speranza per la salute dei cittadini, alla luce di tali dati è opportuno che si perseveri in tali tipi di ricerche che potrebbero essere la soluzione ai problemi di milioni di ammalati nel mondo.

 

14 gennaio 2014 1

Sostanze chimiche pericolose in abiti e scarpe per bambini di celebri marche. Lo dice uno studio di Greenpeace

Di redazionecassino1

Da Giovanni D’Agata riceviamo e pubblichiamo.

Abiti e scarpe per bambini di celebri marche contengono sostanze altamente tossiche. È quanto emerge da una serie di analisi realizzate da Greenpeace nel quadro della campagna denominata Detox. I risultati mostrano poche differenze fra i capi d’abbigliamento destinati ai bambini, particolarmente vulnerabili, e quelli per adulti. Alcune sostanze presenti nei vestiti non solo inquinano i fiumi dei paesi di produzione ma hanno effetti sull’attività ormonale di chi li indossa o sono addirittura cancerogeni. Greenpeace sottolinea che sostanze tossiche sono state trovate in tutte e 12 le marche testate. I casi più eclatanti riguardano la presenza sopra i limiti di legge di acido perfluoroottanoico (PFOA) – nocivo per il sistema immunitario e la fertilità – in un costume da bagno di Adidas, oppure l’alto tasso di ftalati rilevato in una maglietta di Primark. Livelli elevati di nonilfenolo etossilato – particolarmente pericoloso per il sistema ormonale – sono inoltre stati trovati in prodotti di Disney, American Apparel e Burberry.

Per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, questi dati sono un vero tormento per i genitori che cercano di vestire i propri figli con abiti prodotti in modo sostenibile. Oltretutto le sostanze chimiche pericolose possono essere presenti sia in abiti venduti a buon mercato che in marchi di lusso.

 

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Droga per il sud pontino, i carabinieri di Gaeta arrestano 9 giovanissimi

Di admin

Nove giovanissimi sono stati arrestati questa notte dai carabinieri della compagnia di Gaeta tra Fondi e Itri. Si tratta di una ramificata organizzazione dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti, per lo più hashish. L’operazione Duffy Duck, portata a termine su ordine del tribunale di Latina, ha avuto inizio nell’agosto del 2012 quando i militari comandati dal tenente Palma Lavecchia, sequestrarono un chilo di hashish in possesso di un giovane insospettabile di Itri, finito in manette. Le indagini hanno permesso di individuare tutte le ramificazioni di quella attività dello spaccio con il quale veniva rifornito un gran numero di consumatori del sud pontino e, in particolare, il ruolo di Roberto Covale, 34enne di Fondi, già noto alle forze dell’ordine, capace di reperire gran quantità di droga. Nove le persone arrestate, due in carcere e sette ai domiciliari, 4 le persone denunciate, sequestrati, nel corso dell’indagine, due chili tra marijuana e hashish, oltre a 40 grammi di cocaina; questo è il bilancio dell’operazione che si è conclusa alle prime luci dell’alba. I destinatari di misura cautelare in carcere sono Covale Roberto 35 anni di Fondi e Eduardo Parente, 31 anni. Ai domiciliari sono finiti, invece: Marialuisa La Rocca , 22 anni, Mattia Pennacchia, 23 anni, Giuseppe Bencivenga 33 anni, Francesco Di Santo, 31 anni, Mark Cristiano, 22 anni, Andrea Chiavistelli, 20 anni, Salvatore Macera 20 anni.

Aggiornamento: Dal loro legale, l’avvocato Salvatore Ciccone, apprendiamo che i sig.ri Mattia Pennacchia e Marialuisa La Rocca sono stati posti in libertà dal Tribunale del Riesame di Roma con ordinanza 31.01.2014. 

 

14 gennaio 2014 0

Lo zucchero è il nuovo tabacco, lanciata una campagna internazionale contro l’eccesso

Di admin

Da Giovanni D’Agata riceviamo e pubblichiamo:

Esperti provenienti da Regno Unito, Stati Uniti e Canada hanno lanciato la campagna ‘Azione sullo zucchero’ (azione contro lo zucchero) per sensibilizzare l’opinione pubblica contro l’eccessivo consumo di zucchero, dal momento che lo vedono come il ‘nuovo’ tabacco e come una delle cause dell’aumento dei tassi di obesità e l’alto rischio di diabete.

La campagna mira a educare i cittadini su questa minaccia e a mettere pressione nei confronti dei governi e delle aziende alimentari per ridurre i livelli di zucchero “inutili”.

Simon Capewell, professore di epidemiologia clinica dell’Università di Liverpool (Regno Unito) ha evidenziato, come riportato dal giornale ‘The Independent’, che “lo zucchero è il nuovo tabacco. L’industria cinica, che si preoccupa di ottenere profitti e non della salute pubblica, impone ai bambini ed a incauti genitori il suo cibo spazzatura e bevande zuccherate”.

Gli esperti ritengono che se fino al 2017 o 2019 le grandi aziende dell’industria alimentare diminuiranno la quantità di zucchero contenuto nei prodotti di un 20 o 30 %, si potrebbe frenare la tendenza all’obesità.

Per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, si tratta di un passo importante da parte del mondo della scienza e dell’alimentazione, che dovrebbe trovare immediato eco anche nel Nostro Paese che non è da meno per il consumo eccessivo di zucchero contenuto nei prodotti alimentari.

Ecco perché, per tali ragioni, lo “Sportello dei Diritti”, aderisce in toto a tale campagna e si farà promotore in Italia di tutte le iniziative che arriveranno da questa proposta internazionale.