Giorno: 28 aprile 2014

28 aprile 2014 0

Il gran business degli immigrati mentre i diritti degli italiani vengono calpestati. Italia, Paese alla deriva

Di admin
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di Max Latempa

L’ operazione Mediterraneo Sicuro, voluta dal governo Letta per fronteggiare l’arrivo dall’ Africa delle navi cariche di clandestini, ci costa 300 mila euro al giorno. Sono impegnate giornalmente unità delle Forze Armate e degli enti locali e ministeriali. Stiamo parlando di un impegno da circa dieci milioni di euro al mese, cioè più di 100 milioni all’ anno. Senza contare poi le spese per i rimpatri. Nonostante questo impegno finanziario, nulla è cambiato, visto che gli sbarchi continuano ed il problema dell’ immigrazione incontrollata rimane da anni irrisolto. Come mai? Chi specula sulla pelle di poveracci disperati la cui vita, nella maggioranza dei casi, continuerà ad essere squallida anche dopo aver compiuto la traversata? Dietro il traffico di clandestini ci sono gli affari milionari degli scafisti che organizzano i trasporti, ma anche gli interessi di tutti quei soggetti che, in una maniera o nell’ altra, si occupano della gestione della prima accoglienza. Un business milionario per associazioni religiose e laiche che negli ultimi anni è cresciuto sempre più. Poi ci sono quelli sempre pronti a sfruttare la manodopera a costo irrisorio se non addirittura la prostituzione. In più ci sono i politici, che quando non sono coinvolti direttamente con le onlus, si servono della tragedia degli immigrati per apparire in lacrime in televisione. Qualcuno si è messo in testa che gli italiani debbano risolvere tutti i problemi di Africa, Sud America, India e Medio Oriente. Nel frattempo, mentre si spendono fiumi di soldi per soccorrere persone non cittadine italiane che volontariamente infrangono la legge arrivando sprovviste di permesso di soggiorno, l’ Italia non riesce a salvare le centinaia di imprenditori che si suicidano ogni anno perchè strozzati dai debiti e che non riescono più a fare fronte alla vita. Imprenditori che quasi sempre vantano crediti nei confronti dello Stato, a volte da anni. Una strage silenziosa che non ha mai il giusto risalto nè la giusta vergogna da parte di chi ci governa. Una strage che nei numeri supera di gran lunga quella delle carrette del mare. I diritti ed i doveri dei cittadini sono alla base della costituzione di un popolo. E’ non ci si deve meravigliare se il concetto di Repubblica Italiana ormai non esiste praticamente più.

28 aprile 2014 0

Il gran business degli immigrati mentre i diritti degli italiani vengono calpestati. Italia, Paese alla deriva

Di admin

di Max Latempa

L’ operazione Mediterraneo Sicuro, voluta dal governo Letta per fronteggiare l’arrivo dall’ Africa delle navi cariche di clandestini, ci costa 300 mila euro al giorno. Sono impegnate giornalmente unità delle Forze Armate e degli enti locali e ministeriali. Stiamo parlando di un impegno da circa dieci milioni di euro al mese, cioè più di 100 milioni all’ anno. Senza contare poi le spese per i rimpatri. Nonostante questo impegno finanziario, nulla è cambiato, visto che gli sbarchi continuano ed il problema dell’ immigrazione incontrollata rimane da anni irrisolto. Come mai? Chi specula sulla pelle di poveracci disperati la cui vita, nella maggioranza dei casi, continuerà ad essere squallida anche dopo aver compiuto la traversata? Dietro il traffico di clandestini ci sono gli affari milionari degli scafisti che organizzano i trasporti, ma anche gli interessi di tutti quei soggetti che, in una maniera o nell’ altra, si occupano della gestione della prima accoglienza. Un business milionario per associazioni religiose e laiche che negli ultimi anni è cresciuto sempre più. Poi ci sono quelli sempre pronti a sfruttare la manodopera a costo irrisorio se non addirittura la prostituzione. In più ci sono i politici, che quando non sono coinvolti direttamente con le onlus, si servono della tragedia degli immigrati per apparire in lacrime in televisione. Qualcuno si è messo in testa che gli italiani debbano risolvere tutti i problemi di Africa, Sud America, India e Medio Oriente. Nel frattempo, mentre si spendono fiumi di soldi per soccorrere persone non cittadine italiane che volontariamente infrangono la legge arrivando sprovviste di permesso di soggiorno, l’ Italia non riesce a salvare le centinaia di imprenditori che si suicidano ogni anno perchè strozzati dai debiti e che non riescono più a fare fronte alla vita. Imprenditori che quasi sempre vantano crediti nei confronti dello Stato, a volte da anni. Una strage silenziosa che non ha mai il giusto risalto nè la giusta vergogna da parte di chi ci governa. Una strage che nei numeri supera di gran lunga quella delle carrette del mare. I diritti ed i doveri dei cittadini sono alla base della costituzione di un popolo. E’ non ci si deve meravigliare se il concetto di Repubblica Italiana ormai non esiste praticamente più.

28 aprile 2014 0

Nocione e la terra avvelenata, Il comune di Cassino impone il divieto di pascolo e delimita la zona

Di admin

Il Comune di Cassino ordina il divieto di pascolo a Nocione e delimita l’area in cui si teme siano stato interrati rifiuti pericolosi. Ne da notizia l’ambientalista Edoardo Grossi, presidente della Fiab della sezione Fiab di Cassino e componente della Consulta dell’Ambiente. Grossi che da anni si batte perche si faccia chiarezza su cosa è stato sotterrato negli anni 80/90 a Nocione, in una nota scrive: “Il comune di Cassino ha perimetrato stamattina il terreno agricolo a Nocione e vietando il pascolo, anche se il lavoro di transennamento e al primo vento volerà via. Il terreno interessato di interramento di rifiuti sicuramente sanitari e risultato contaminato da Ferro, Manganese e Fosforo,  segue l’altro sequestro del pozzo del signor Trotta Silvano, ubicato a circa 800 metri, risultato contaminato da Mercurio, Allumino, Ferro, Manganese e Cromo. Il terreno di circa 5000 metri quadrati di proprietà della famiglia Di Mascio, residente all’estero. Il terreno sarebbe stato per anni utilizzato per lo sversamento illecito di rifiuti pericolosi e nocivi provenienti in particolare dagli ospedali.

La delimitazione del terreno, arriva dopo 16 anni di indagini e che la procura non ha mai ritenuto di sequestrare l’area, lasciandolo alla completa disponibilità dei proprietari ed utilizzata da aziende agricole. L’incalzante richiesta di vietare l’uso agricolo del terreno è stata recepita con interesse dal consigliere Igor Fonte, che ha preso al cuore la vicenda, portando anche in consiglio comunale la discussione”.

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Il terminal degli autobus di Cassino, associazione InchiesteInMovimento: “Opera che non funzionerà mai”

Di admin

“Il terminal degli autobus di via Casilina Sud non entrerà mai in funzione”, cade come una sentenza l’affermazione fatta da Giuseppe Campioni, presidente dell’associazione culturale di Cassino “InchiesteIn Movimento” che da tempo ha a cuore l’opera compensativa, realizzata da un costruttore, che da anni è in totale stato di abbandono. Di mira è stato preso l’assessore al Commercio Mario Costa che, invece, continua a dirsi fiducioso di una possibile entrata in funzione del deposito. “Ci siamo recati al deposito COTRAL di Villa santa Lucia, per verificare se quanto annunciato da Mario Costa fosse vero. Giunti al deposito abbiamo parlato con il dirigente dello stesso, il quale ha ribadito nuovamente tutto ciò che noi diciamo da più di un mese a questa parte. Il dirigente alla domanda posta da noi, quando apre e soprattutto se apre il terminal ha cosi risposto: “Due anni fa fu già detto al Comune di Cassino che il terminal era inagibile ed irrecuperabile, visto che dovrebbe essere un terminal interregionale tale da poter ospitare almeno 20 autobus negli interscambi giornalieri, dato che il parco autobus della Cotral nel deposito di Villa S. Lucia è di oltre 60 automezzi. Questo terminal di via Casilina Sud non ha questa capacità, e soprattutto non è conforme agli standard per essere tale. Le pensiline non sono a norma visto che sono state costruite male, raggiungibili solo a marcia indietro, cosa che noi non possiamo fare per norma di legge. Il terminal non aprirà mai, e il Comune di Cassino non ha mai più interpellato la nostra azienda sulla questione. Conclude dicendo il dirigente, anche perchè se doveva essere aperto il CDA COTRAL lo avrebbe annunciato sul sito web della società e pubblicamente”.

28 aprile 2014 0

L’ex manicomio di Ceccano diventa “orto comunitario” aperto ai malati mentali e alla gente comune

Di admin

“L’Amministrazione di Ceccano è orgogliosa di patrocinare un cosi nobile progetto, come quello proposto dal dipartimento di salute mentale di Frosinone, che ha l’obiettivo di coniugare l’aspetto sociale con quello ambientale e culturale nell’ottica dell’apertura alla comunità fabraterna di una struttura che da sempre è stata il fiore all’occhiello nel settore dell’assistenza psichiatrica”.

E’ quanto afferma il sindaco Manuela Maliziola a margine dell’incontro avvenuto questa mattina presso palazzo Antonelli per la definizione degli ultimi dettagli che porteranno alla realizzazione di un orto, curato dai pazienti psichiatrici, nei terreni abbandonati dell’ex manicomio di Ceccano. Alla presenza dell’assessore ai servizi sociali Maurizio Cerroni ed i referenti del progetto nell’incontro di oggi è stato definito anche il giorno dell’inaugurazione fissato per giugno. “Si tratta di un’iniziativa importante – afferma Maurizio Cerroni – per la comunità di Ceccano che vedrà sorgere al centro del circuito cittadino un’area verde aperta a tutti e dove chi vuole può curare uno spicchio di terra insieme ai pazienti”.

Gli obiettivi del progetto, che vanta la collaborazione dei volontari delle associazioni, Zerotremilacento di Frosinone, il G.A.M e Orizzonti di Ceccano, sono molteplici e vanno da quello terapeutico a quello estetico, ecologico, produttivo, didattico. La cornice teorica, come si evince nella stesura del progetto, è “l’agricoltura sociale”. Un numero crescente di esperienze si sta diffondendo in Italia, anche in ambito pubblico, e si sta riscoprendo l’antica funzione dell’agricoltura come strada nuova e nuovo paradigma d’intervento che crea sul territorio momenti di coesione e di inclusione sociale. “Si intende aprire alla comunità lo spazio di una struttura per anni vissuta come segregante. Al fine di favorire l’integrazione tra i pazienti ed i cittadini. Un momento forte che sarà simboleggiato al momento dell’inaugurazione dalla rottura di un muro di cartone”. E’ quanto spiegano congiuntamente le referenti del progetto Franca Di Chiacchio e Marzia De Sanctis annunciando quella che sarà l’inaugurazione e la presentazione alla stampa del progetto il prossimo 6 Giugno. Sono due le strutture residenziali terapeutico riabilitative attive nel progetto: la “Romolo Priori” e la “Maxwell Jones” i cui responsabili sono rispettivamente il dott. Filippo Morabito ed il dott. Renato Certosino. Il paziente viene stimolato attraverso i sensi in un’attività che lo impegna fisicamente e mentalmente stimolando il senso di responsabilità, aumentando l’autostima. Il progetto tuttavia è aperto anche a persone anziane che soffrono di solitudine, a disoccupati e a quanti desiderino condividere la passione per la natura in un contesto di vera e propria socializzazione.

 

28 aprile 2014 0

Litiga con la fidanzata e cade dalla finestra del liceo ad Aprilia, 16enne ferito gravemente

Di admin

Probabilmente voleva solamente spaventare la sua ex fidanzatina, fatto sta che è volato giù dalla finestra al secondo piano della sua classe del liceo Meucci di Aprilia. Questa mattina le lezioni ancora non erano iniziate. Probabilmente una delusione d’amore ha spinto un ragazzino di 16 anni sul davanzale della finestra con l’intenzione di far tornare sui suoi passi la ex. Qualcosa sdarebbe andato storto e lo studente è volato giù per circa 10 metri. Immediatamente è stato soccorso dagli operatori del 118 che lo hanno trasportato in ospedale classificando il suo stato con il codice rosso. Oltre alle fratture varie, preoccupa il mal di orecchi che il giovane accusava. Del caso se ne stanno occupando i carabinieri di Aprilia.

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La “Maratona di Primavera” lascia solo sporcizia e rifiuti alla villa comunale. Cassonetti pieni al Cimitero Polacco

Di redazionecassino1

Dopo la “Maratona di Primavera” di venerdì 25 aprile e la sporcizia abbandonata per due giorni nella villa comunale infuriano le sacrosante polemiche sul modo e sulle responsabilità in cui il parco pubblico cittadino è stato lasciato. Le proteste dei cittadini e delle associazioni ambientaliste, Fare Verde, Fiab e Italia Nostra, non si placano. Lo stato di sporcizia e di abbandono dopo la manifestazione, organizzata dal Cus, è uno schiaffo alla città, al decoro e soprattutto all’igiene e alla salute dei cittadini. “È uno schifo ” il commento addolorato di un cittadino “Io adoro correre al mattino nella Villa ma così è degradante”. Solo questa mattina, la De Vizia ha provveduto a rimuovere la montagna di rifiuti lasciati, anche dall’inciviltà di molti nostri concittadini, nell’unico parco della città dopo la manifestazione di venerdì. Come si sia potuto aspettare oltre due giorni per ripulire la villa comunale è inspiegabile, ma è inspiegabile la latitanza dell’assessorato all’ambiente su una simile vicenda di degrado e sporcizia. A chi spettava ripulire dai rifiuti la villa comunale? Se lo chiedono le associazioni ambientaliste, ma se lo chiedono i cittadini. La Fiab e Fare Verde hanno presentato sabato un esposto chiedendo la chiusura del parco pubblico cittadino per “ragioni igienico-sanitarie” che puntualmente l’amministrazione comunale ha ignorato. Le due associazioni hanno rincarato la dose chiedendo le dimissioni del sindaco Petrarcone e dell’assessore Consales per questo grave attentato al decoro della città e alla salute dei cittadini. La manifestazione, inoltre, si è svolta in prossimità di un evento di importanza mondiale come la proclamazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II a santi e che, indubbiamente, ha portato migliaia di pellegrini da Roma anche nella nostra città. Quella situazione di degrado e sporcizia ha sicuramente rappresentato un pessimo biglietto da visita per Cassino. Una situazione analoga, ma di gran lunga peggiore, si è avuta questa mattina al Cimitero Miltare Polacco di Montecassino dove le migliaia di turisti presenti non hanno potuto fare a meno di notare i cassonetti dei rifiuti stracolmi e maleodoranti. Un ennesima pessima figura del turismo nostrano per quei luoghi sacri e della memoria. Durissimo il giudizio sul degrado alla villa comunale anche del rappresentante di Italia Nostra, Angelo Spallino. “È vergognoso il modo come è stata lasciata la Villa Comunale di Cassino dopo la Maratona di Primavera – scrive Spallino – sia dai cittadini, sia dagli amministratori, sia dagli organizzatori dopo due giorni dalla manifestazione organizzata dal Cus, per l’ennesima volta la Villa è piena di rifiuti urbani indifferenziati”. Il rappresentante di Italia Nostra sottolinea anche la pericolosità sotto l’aspetto igienico sanitario. “Sicuramente – prosegue Spallino – assisteremo al solito palleggiamento di competenze e responsabilità per poi finire ad ascoltare frasi tipo “si sono spiegati male” degli organizzatori ed “hanno capito male” da parte della Amministrazione”. “In realtà Italia Nostra – sottolinea ancora Spallino – venerdì sera ha espressamente chiesto al numero due del Cus Cassino chi avesse l’obbligo della pulizia post manifestazione e la risposta è stata che gli accordi prevedevano che la pulizia sarebbe stata assicurata dal Comune. E questi sono i risultati – conclude Spallino – di accordi poco chiari probabilmente frutto di assoluto disinteresse per la cosa pubblica”. Sicuramente la vicenda non si concluderà in breve tempo e le polemiche andranno ancora avanti, forse nella vana ricerca, difficile, di trovare le responsabilità e capri espiatori. Quel che è certo, ancora una volta, che accordi poco chiari hanno ridotto l’unico parco cittadino ad una discarica in un giorno che doveva essere di festa e di sport. Ora ci avviciniamo al 1° maggio e alla ‘Giornata dell’Arte’ speriamo che lo stesso spettacolo indecoroso non debba ripetersi! F. Pensabene Foto A. Ceccon

28 aprile 2014 0

Torcia umana sul balcone di casa, immagini agghiaccianti in pieno centro a Fiuggi

Di admin

Come una autentica torcia umana ha preso fuoco sul balcone di casa in pieno centro a Fiuggi. È accaduto questa mattina nella città termale poco prima delle sette, quando la gente cominciava ad uscire di casa per andare al lavoro o per portare i figli a scuola. Non è ben chiaro cosa gli sia accaduto, fatto sta che, l’uomo, sul balcone, è rimasto completamente avvolto dalle fiamme favorite dall’uso di una bottiglietta di alcool. I testimoni atterriti hanno lanciato l’allarme e, sul posto sono arrivati in pochi minuti i vigili del fuoco e gli operatori del 118 che hanno anche allertato una eliambulanza a bordo della quale, il 60enne, ustionato sul 70 per cento del corpo, è stato trasportato a Roma in gravissime condizioni. Tra le possibili cause, oltre all’incidente, non si esclude il tentativo di suicidio.

Er. Amedei