pubblicato il20 agosto 2016 alle 13:12

Truffa alla Regione Abruzzo, sequestro preventivo dei Carabinieri di 100mila euro a imprenditore

Raiano (AQ) – I Carabinieri eseguono sequestro preventivo di 100.000,00 euro sui conto correnti di un imprenditore.
I Carabinieri scoprono una truffa in danno della Regione Abruzzo che riguarda la ricezione di contributi per l’incremento dell’occupazione
I Carabinieri della Stazione di Raiano hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Sulmona, Dr. Marco Billi, su richiesta del Sostituto Procuratore della locale Procura della Repubblica, Dr. Stefano Iafolla. Il provvedimento colpisce le somme depositate sui conto correnti di due società nonché quelli personali dell’imprenditore indagato. In particolare, nel 2012 la Direzione Politiche Attive del Lavoro della Regione Abruzzo predisponeva un progetto denominato POFSE Abruzzo 2007-2013 “Lavorare in Abruzzo 3” attivando un servizio pubblico per l’accesso agli incentivi ai datori di lavoro o alle imprese finalizzati all’incremento dell’occupazione. Le investigazioni dei Carabinieri hanno evidenziato che nel gennaio del 2013 il legale rappresentante di due società locali inviava due domande di partecipazione (una per ciascuna società) per l’assunzione a tempo indeterminato di 15 lavoratori ‘full time’ (per 40 ore settimanali) per ciascuna società, avanzando relativa richiesta di finanziamento. L’analisi del progetto POFSE evidenziava come tali assunzioni dovevano essere effettuate, a pena di decadenza, entro 60 giorni a decorrere dalla comunicazione di ammissione al finanziamento, cosa che avveniva nel marzo del 2014. Dalle attività di indagine dei militari è emerso che fino al mese di settembre 2014 nessuna delle 30 persone indicate nella richiesta di finanziamento era stata assunta e che nell’aprile 2015 (oltre i termini di decadenza) risultavano assunti solo 3 giovani presso una delle due società e 4 presso l’altra. Gli investigatori accertavano anche che i 7 lavoratori complessivamente assunti svolgevano mansioni diverse da quelle indicate nel bando e che l’indagato, che si era impegnato ad assumere solo soggetti con disoccupazione da almeno 24 mesi (al fine di ottenere il massimo del finanziamento) aveva assunto solo 3 lavoratori (dei 7 assunti in totale) con tale qualità. I riscontri sull’avvenuta erogazione del finanziamento, la scadenza dei termini per le assunzioni (previsti a pena di decadenza del beneficio), la non corrispondenza tra la qualità dei lavoratori da assumere e quelli assunti (limitatamente a 4 assunzioni) e la mancata assunzione del numero di lavoratori indicato nelle istanze, ha pienamente convinto l’Autorità Giudiziaria della sussistenza di un concreto ‘fumus’ indiziario del reato di truffa aggravata, disponendo quindi il sequestro preventivo delle somme depositate sui conti correnti intestati alle due società e di quelle depositate su ogni altro eventuale conto corrente aperto sul territorio nazionale ed intestato alle medesime o personalmente all’imprenditore inquisito.

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