Giorno: 8 ottobre 2017

8 ottobre 2017 0

Cassino: Grande successo per il Concorso canoro “InCoroNazioni Antonio Grazio Ferraro”

Di redazione
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Grande successo del Concorso Corale Internazionale InCoroNazioni “Antonio Grazio Ferraro” nella sua seconda edizione. L’esibizione dei quattro Cori in gara è avvenuta sabato 7 ottobre, nella chiesa di S. Giovanni Battista in Cassino. All’inizio, la presentatrice Loredana Regoli ha dato la parola alla sig.a Emilia Ferraro, figlia dell’ex sindaco di Cassino a cui il Premio è intitolato, alla quale l’artista Brunella Neri ha consegnato in omaggio un quadro con il ritratto che ha fatto di Antonio Grazio, in un momento particolarmente significativo e commovente. Prima della gara, il Coro S. Giovanni Battista Città di Cassino ha eseguito “O salutaris Hostia” con musica composta dall’Abate Bonifacio M. Krug, Abate di Montecassino. Poi ha preso il via la gara canora, con una variazione sul programma: il canto in Gregoriano (facoltativo e scelto solo da due Cori) è stato eseguito subito, anziché il giorno dopo a Montecassino. Secondo l’ordine di esecuzione stabilito da un sorteggio, il primo Coro a schierarsi è stato il Coro Polifonico S. Francesco Saverio di Palestrina, diretto dal M° Vinicio Lulli, che ha eseguito: Popule meus (Palestrina) e Northern lights (Ola Gjeilo). A seguire, il Coro Polifonico Voci sparse di Sora, diretto dal M° Giacomo Cellucci, ha eseguito: Quel augellin che canta (C. Monteverdi), Tu es Petrus (L. Perosi) e il Brano gregoriano: Resurrexi. Terzo a cantare è stato il Coro Polifonico Stella Maris di Vasto, diretto dal Ma Paola Stivaletta, che ha eseguitoTamo mia vita (Vittoria Aleotti), O nata lux (Morten Lauridsen) e il Brano gregoriano: Puer natus. Ultimo in ordine di esecuzione è stato il Coro Collegium Musicum di Castelliri, diretto dal M° Fabio Pantanella, che ha eseguito: Sicut cervus (G.P. da Palestrina) e Ave, Maria (Javier Busto). Presenti le autorità: il Vescovo Mons. Gerardo Antonazzo, il Parroco ospitante Don Antonio Colella, il Consigliere regionale Mario Abbruzzese, il dott. Giuseppe Patrizi, il Sindaco di Cassino D’Alessandro, l’assessore alla Cultura Nora Noury, e gli sponsor dell’evento: i membri della famiglia Ferraro ed il Presidente e Vicepresidente della Banca Popolare del Cassinate. La qualificata Giuria era al suo tavolo di lavoro così composta: Delfo Menicucci, Presidente; Mirella Caponetti, Susanna Pasticci, Alexander Schweitzer e Fulvio Venditti, componenti; Carlo Marinelli segretario. Ad ogni Direttore di Coro è stata consegnata da una delle autorità presenti la pergamena ricordo della partecipazione a InCoroNazioni. Al termine il Sindaco Carlo Maria D’Alessandro ha voluto ancora una volta testimoniare il suo apprezzamento per l’iniziativa e l’amicizia che univa la sua famiglia a quella di Antonio Grazio Ferraro, addirittura mostrando una copia del quotidiano Il Tempo del 1959 che riportava la composizione del Consiglio comunale di Cassino appena eletto, con Antonio Grazio Ferraro, Antonio Alonzo, nonno dell’attuale Sindaco ed un giovane Donato Formisano. Ha promesso che ne farà avere copia alle famiglie Ferraro e Formisano. La Giuria si è ritirata a lavorare dando appuntamento a tutti la mattina dopo a Montecassino per la Messa e subito dopo la proclamazione dei vincitori. La mattina dell’8 ottobre, a Montecassino, S. Messa animata dal canto gregoriano eseguito a cori alterni dai monaci e dal Coro S. Giovanni B.; al termine, i cinque Cori si sono riuniti tutti insieme, oltre 150 coristi, per eseguire l’Inno a S. Benedetto di D. Mariano Jaccarino, diretti dal M° Fulvio Venditti. Poi, nel salone S. Benedetto la cerimonia di premiazione. Sono stati ringraziati gli sponsor della manifestazione, che con i loro contributi l’hanno resa concretamente possibile, e in particolare la famiglia Ferraro e la figlia Emilia che, essendo il suo compleanno, ha avuto gli auguri cantati dai cinque Cori. Il M° Venditti ha detto che il lavoro della Giuria è stato quanto mai complesso, dato l’altissimo livello dei concorrenti. Premio speciale per il Gregoriano, di €150,00 e targa: Coro “Stella Maris” di Vasto (CH), Direttore M° Paola Stivaletta. 3° premio, di € 250,00 e targa: Coro “S. Francesco Saverio” di Palestrina, Direttore M° Vinicio Lulli. 2° Premio, di € 500,00 e targa: Coro “Voci sparse” di Sora, Direttore M° Giacomo Cellucci. 1° Premio, di € 1.500,00 e Coppa, è andato ex aequo al Coro “Collegium Musicum” di Castelliri (Fr), Direttore Fabio Pantanella, e al Coro “Stella Maris” di Vasto, Direttore M° Paola Stivaletta. Una seconda identica Coppa verrà fatta eseguire e consegnata al Coro che per ora ne resta privo. Ad ogni Coro, inoltre, è stata consegnata come omaggio una copia del Placito Cassinese, conservato a Montecassino, e la medaglia di San Benedetto. InCoroNazioni, dunque, ha segnato nella sua seconda edizione, un nuovo ancor maggiore successo per gli organizzatori e per la Città.

8 ottobre 2017 0

Tre quarti bastano alla Virtus Cassino per domare Catanzaro

Di redazionecassino1

Termina con una vittoria per 76-61, la prima partita casalinga dei lupi rossoblu cassinati in questa stagione 2017-18, che permette agli uomini di coach Vettese di conquistare i primi due punti nel Campionato Nazionale di Serie B Girone D. Una Virtus durante la gara dal doppio volto, primo, terzo e quarto periodo da grande squadra volenterosa di riscatto dopo lo stop esterno contro Valmontone, ma un secondo quarto approssimativo e distratto, che infatti permetteva alla formazione calabrese di portarsi all’intervallo lungo sopra di quattro lunghezze rispetto alla società cassinate.

“Non era semplice vincere in casa e partire bene contro una squadra che aveva grande entusiasmo dopo la schiacciante vittoria contro Patti, la scorsa settimana” commenta il coach della Virtus Cassino Vettese a fine gara. “Abbiamo giocato, aldilà della vittoria, contro una squadra che ha delle qualità importanti e noi come staff tecnico, temevamo molto questa partita in vista proprio delle insidie che poteva presentare. Li abbiamo contenuti molto bene il primo quarto, quando eravamo in vantaggio per 15-2, per poi però perderci inspiegabilmente il 2° quarto dove abbiamo concesso obiettivamente troppo. Siamo caduti sempre nei nostri soliti errori, ma sicuramente siamo usciti dagli spogliatoi con un’altra faccia e con un’altra fame. Abbiamo capito che è solo facendo tutto ciò che serve per arrivare alla vittoria, che la si conquista; nel momento in cui, ognuno si mette in proprio cercando di risolvere da solo il match, allora non andremo mai da nessuna parte e faremo fatica con chiunque. Non sono, sommando il tutto, contentissimo della nostra prestazione, ma alla fine ciò che conta è il foglio rosa, e questa sera lo abbiamo portato a casa”.

La partita inizia con i due quintetti classici per entrambe le squadre: Panzini, Petrucci, Del Testa, Cena e Sergio da una parte; Pichi, Battaglia, Di Dio, Morici, Botteghi dall’altra.

Approccia subito ottimamente alla partita la Virtus, che piazza subito un 15-2, con le triple di Petrucci, Cena e Del Testa a decidere il parziale. Poi però, la luce difensivamente e offensivamente parlando, si spegne, e Catanzaro porta a termine un contro-parziale di 14-8, che permette ai calabresi di terminare la prima frazione, sotto solo di 7 lunghezze al mini-intervallo. Il black-out rossoblù, però, non si ferma nella seconda frazione di gioco, anzi continua a peggiorare minuto dopo minuto. Battaglia guida i suoi (19 i suoi punti a fine gara, ndr) supportato da Morici e Pichi, che con due triple permette alla Mastria Vending di vincere il secondo quarto, con una Virtus che pecca di troppa superficialità difensiva concedendo troppi rimbalzi offensivi (5, ndr) alla squadra avversaria. Finisce così, anche il 2° quarto, che permette a Catanzaro di andare all’intervallo lungo in vantaggio, sul risultato di 37-41. Al rientro dagli spogliatoi, esce una Virtus determinata e decisa nel portare a casa i due punti, con Panzini e De Ninno che tracciano la strada da seguire. Con due triple il primo, e con due importanti entrate a canestro il secondo, permettono alla Virtus di dominare in attacco, mentre l’ottima difesa, in particolare del numero 11, consentono di subire solo 6 punti ai lupi rossoblu nella terza frazione e di tornare in vantaggio al mini-intervallo tra il 3° e il 4° quarto. Battaglia, infatti, non segna più, sotto le plance Sergio e Cena la fanno da padrone, e Petrucci incomincia ad alternarne meravigliose entrate a canestro, a tiri in transizione da mandare in visibilio il pubblico.

Alla fine del terzo quarto, allora, il tabellone recita 63-47 per la Virtus Cassino.

Nel quarto periodo la Virtus, seppur concedendo troppe seconde opportunità e troppi punti concessi da palle perse, gestisce bene il vantaggio anche grazie ad ottime percentuali dal campo e all’esperienza di Carrizo e compagni, che decidono di abbassare e di alzare i ritmi nei momenti giusti della gara. Finisce così il match sul risultato di 76-61.

Questo il commento anche del DS Manzari alla fine del match: “Sono contento e soddisfatto della nostra partita, anche perché dovevamo sbloccare un trend negativo che tra preseason e Valmontone andava avanti da alcune settimane. Tuttavia, dobbiamo rimanere con i piedi per terra mantenendo quell’umiltà e quella cultura nel lavoro settimanale che ci appartiene, testimoniato anche dal nostro terzo quarto di questa sera. Le palle perse? Sì, sono obiettivamente troppe, ma come abbiamo limato l’aspetto dell’abuso del tiro dalla lunga distanza contro Valmontone, faremo tesoro dei nostri errori di questa sera per non ripeterli nella prossima sfida contro la Luiss”.

Prossimo appuntamento per i lupi rossoblù, sabato 14 ottobre alle 18.00 a Roma, contro la formazione universitaria della Luiss.

 

BPC Virtus Cassino – Mastria Vending Catanzaro 76-61 (23-16, 14-25, 26-6, 13-14)

BPC Virtus Cassino: Biagio Sergio 19 (5/8, 1/4), Lorenzo Panzini 15 (1/2, 4/5), Enzo Cena 11 (4/5, 1/3), Niccolò Petrucci 10 (1/2, 2/5), Fabrizio De ninno 9 (3/5, 1/1), Manuel Carrizo 7 (2/2, 1/1), Maurizio Del testa 5 (1/1, 1/3), Giuseppe Di poce 0 (0/1, 0/0), Robert Banach 0 (0/0, 0/0), Fabio Guglielmo 0 (0/1, 0/0)

Tiri liberi: 9 / 10 – Rimbalzi: 34 4 + 30 (Biagio Sergio 9) – Assist: 21 (Lorenzo Panzini, Fabrizio De ninno 6)

Mastria Vending Catanzaro: Pasquale Battaglia 19 (3/8, 3/5), Nicolas Morici 12 (5/9, 0/3), Ygor Biordi 11 (4/8, 1/2), Tommaso Di dio 7 (2/5, 0/3), Tommaso Pichi 6 (0/1, 2/5), Luca Calabretta 4 (0/1, 1/3), Matteo Botteghi 2 (1/7, 0/0), Nikola Markovic 0 (0/0, 0/1), Andrea Procopio 0 (0/0, 0/0), Daniele Dell’uomo 0 (0/0, 0/0), Mattia Dolce 0 (0/0, 0/0)

Tiri liberi: 10 / 12 – Rimbalzi: 21 9 + 12 (Matteo Botteghi 6) – Assist: 9 (Pasquale Battaglia 3)

MVP: Biagio Sergio

 

8 ottobre 2017 0

Basket C Gold: La NB Sora capitola in casa con Aprilia

Di redazionecassino1

Dalla trasferta della settimana scorsa a Roma per l’inizio di campionato ci si aspettavano delle risposte in termini di gioco e di carattere che, seppur in maniera parziale, sembravano essere arrivate. Il duro lavoro svolto in settimana da coach Ortenzi e il leggero soffio d’aria positiva che aleggiava poche ore prima della partita, con l’arrivo dei nuovi Stirpe e e Di prospero, aveva fatto ben sperare, ma ancora una volta il campo non è stato clemente e siamo qui a parlare di altri due punti persi. Ancora orfani dei due Serbi Dulovic e Roljic ( bloccati per problemi burocratici), i volsci si presentano al pubblico casalingo con la voglia di ben figurare. Eppure l’inizio positivo di Stirpe e di prospero aveva dato una grande iniezione di fiducia al pubblico: il play ciociaro, ispirato dal compagno di reparto Di prospero, è subito entrato in partita con 4 punti nei primi 4 minuti e con una forma fisica importante. Dall’altro lato, però, le risposte degli ospiti con Bilotta a Puleo non tardavano ad arrivare: canestri su canestri, alcuni dettati da una disattenta difesa del Sora portano i pontini al sorpasso. Il primo quarto vede l’Aprilia col naso avanti, il resto della partita è segnato dal dominio incontrastato della Virtus: soltanto Cara, come detto in precedenza, riesce a rispondere ai canestri di Puleo e D’Orazio; il resto della squadra, un po’ immobile, non contribuisce per come dovrebbe e pecca molto soprattutto nella fase difensiva: Radonjic e Stirpe Gabriele, dopo l’ottima prova del Tellene, non riesce ad entrare in partita e chiude a quota 0 e 2; Vona fornisce solo qualche sprazzo positivo nel quarto quarto ma spesso compie scelte rivedibili e poco lucido, Bulatovic combina soltanto danno e fa presto ad uscire dalla partita dopo aver intrapreso un’inutile sfida con i lunghi pontini. Sotto canestro si gioca poco, Cara fa reparto da solo, prende diversi tiri sia da due che dalla distanza e cattura 9 rimbalzi, risultando fondamentale nei giochi d’attacco volsci: ogni azione parte dalla regia di Dell’uomo, non tutte le penetrazione e tagli vengono sfruttati al meglio. Gli ospiti si gasano, e tutto sembra andare per il verso giusto: è proprio qui che viene fuori l’esperienza di Cara sempre mortifero in questa gara, che sigla 15 punti a cavallo fra il terzo e l’ultimo quarto e accende una vana speranza per i padroni di casa ad agganciare i pontini. Ma è troppo tardi. De Nadai e Bruni (Aprilia) rifila tre o quattro canestro consecutivi da due sfruttando la scarsa difesa del Sora, Suriano entra in campo giusto per mettere una bomba e un canestro dal pitturato e chiudere così la partita. Non c’è nemmeno il tempo di provare l’ultimo assalto che avrebbe lasciato un minimo di speranza ai padroni di casa. Aprilia vince e convince, va ad 2 punti dimostrandosi una piacevole sorpresa del campionatola NB Sora 2000 non va, forse è arrivato il momento di cambiare, forse parte della squadra non è motivata, sicuramente manca qualcosa. Ma cosa? Noi non lo sappiamo, la società avrà tempo per riflettere e valutare. Intanto domenica prossima Sora farà visita a Grottaferrata, non di certo uno dei campi ideali per trovare la prima vittoria. Tutto rimandato alla prossima in casa? Chissà. Le giornate di campionato vanno avanti. La delusione di fine gara, infatti, sono l’emblema di questo momento difficile dal quale Sora deve cercare di uscire il più in fretta possibile.

N.B. Sora 2000 81 – Virtus Bk Aprilia 97

Parziali: 19-33 / 19-14 / 14-28 / 29-22 N.B. Sora 2000: Stirpe Ga. 2, Dell’Uomo 2, Castellucci 0, Di Prospero 14, Stirpe Gi. 14, Radonjic 0, Favari 0, Vona 2, Berardi 3, Suriano 7, Bulatovic 6, Cara 32; Coach: Ortenzi Virtus Bk Aprilia: Nembrini 6, Cavicchini 2, Gabanella 5, Ancona 2, Puleo 23, Bilotta 13, Fonte 2, Bruni 7, De Nadai 11, Milani 6, Bucci 3, D’Orazio 17; Coach: Meninchincheri
8 ottobre 2017 0

Atti persecutori e molesti nei confronti della ex: la Polizia denuncia un altro stalker nel Capoluogo

Di redazionecassino1

Frosinone – Ancora un’altra vittima di stalking, ancora un altro uomo che non si rassegna alla fine di un amore.

Coinvolta nella triste vicenda, di cui si sono occupati gli inquirenti della Divisione Anticrimine della Questura di Frosinone, diretta dal Primo Dirigente dr. Antonio Giordano, è una 50enne della provincia di Frosinone, mentre il suo stalker è un 64enne.

La donna, agli agenti, racconta il suo calvario fatto di molestie sessuali e condotte persecutorie tali da rendere la sua vita impossibile: post sui social, volantini distribuiti in ogni angolo del paese dove la donna viveva, telefonate, messaggi, lettere anonime, indirizzate anche a parenti ed amici della stessa con l’unico obiettivo di denigrarla.

Non contento del “tormento” procurato alla donna, il “cuore infranto” decide che è il momento di far sentire più forte la sua “vicinanza” e pertanto decide di farle visita: ricopre il giardino della vittima  con  immagini dal tenore alquanto offensivo.

Dopo gli opportuni e tempestivi accertamenti, su delega della Procura della Repubblica di Frosinone – dr.ssa Rita Caracuzzo -, viene disposta la perquisizione presso l’abitazione dell’uomo e presso il suo ufficio nella capitale.

Con i poliziotti della Questura di Frosinone hanno collaborato i colleghi del Commissariato capitolino “Esposizione”.

Nel corso dell’attività è stato posto sotto sequestro tutto il materiale utilizzato per mettere in atto le persistenti azioni persecutorie.

Oltre alla tutela offerta dalla legge, che va dagli strumenti dell’ammonimento al divieto di avvicinamento fino ai domiciliari e al carcere per i casi più gravi, la battaglia più importante si gioca sul campo della prevenzione in cui la Polizia di Stato è impegnata, non solo nel contribuire attraverso l’informazione al superamento di una mentalità di sopraffazione, ma a fare da sentinella per intercettare prima possibile comportamenti violenti e intimidatori.

In questa prospettiva si muove l’adozione dall’inizio dell’anno del protocollo E.V.A. (Esame delle Violenze Agite) con la compilazione di checklist che, anche in assenza di formali denunce da parte delle vittime, spesso impedite dalla paura di ancor più gravi ritorsioni.

 

 

8 ottobre 2017 0

Deteneva illegalmente armi e munizioni, denunciato dalla polizia un 30enne

Di redazionecassino1

Cassino – Nella serata di ieri, personale del Commissariato di P.S. di Cassino, in collaborazione con le unità antidroga della Squadra Cinofili della Polizia di Stato di Napoli, nell’ambito della capillare e costante azione preventiva finalizzata a scoraggiare l’uso e lo spaccio di sostanze stupefacenti, ha effettuato alcune perquisizioni domiciliari in Cassino, concentrando l’attività alle cantine, box e spazi verdi dell’area residenziale del quartiere San Bartolomeo.

Nel corso dell’attività, un 30enne di Cassino, è stato denunciato alla Procura della Repubblica, per detenzione illegale di munizioni.

Infatti, nel corso della perquisizione, sono state rinvenute cartucce per pistola, illegalmente detenute.

Inoltre, nell’area San Bartolomeo, sono state sequestrate sei autovetture sprovvista di copertura assicurativa e della prescritta revisione.

 

 

8 ottobre 2017 0

La Polizia di Stato passa al setaccio il capoluogo ciociaro coadiuvata dall’ unità cinofila

Di redazionecassino1

Frosinone –  Importanti e significativi controlli per contrastare il sempre più preoccupante “business” di stupefacenti che, come ormai noto, interessa ogni ora sia del giorno che della notte il Capoluogo.

Tutti gli uomini a disposizione dell’ ufficio Volanti, hanno espletato un accurato servizio di controllo sul territorio, con particolare attenzione a tutte quelle zone dove, alcuni soggetti già noti alle forze dell’ ordine, sono dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti.

Il servizio è stato reso possibile anche grazie al fondamentale e immancabile ausilio delle unità cinofile, equipaggiate di cani antidroga altamente addestrati al ritrovamento di qualsivoglia sostanza illegale.

Invero, le attività di controllo si sono svolte, come ormai già da tempo, soprattutto nei luoghi di ritrovo e di svago della popolazione ciociara, tra cui la Villa Comunale.

L’attività di prevenzione e contrasto è certamente questione complessa ma la Polizia di Stato intende mandare un segnale forte e chiaro: un passo importante verso la lotta all’ illegalità deve venire da tutti  i cittadini, ai quali è chiesto di denunciare e segnalare anche situazioni sospette, e diffidare da ogni forma di omertà.

Risultati conseguiti: un denunciato per aver reso false dichiarazioni sulla propria identità personale, 21 posti di controllo, 432 persone identificate, 278 veicoli controllati e 144 con il sistema Mercurio, 6 veicoli sequestrati, 32 contravvenzioni al C. di S.

8 ottobre 2017 0

Stato e cultura? “E io ci credo ancora”

Di redazionecassino1

Ministri senza laurea, medici senza strumenti per operare, docenti senza voglia di insegnare – paradossalmente. Potremmo sfogliare innumerevoli pagine sulle mancanze dell’apparato statale italiano, preferiamo riassumere questo vergognoso sistema in tre parole: Italia senza cultura.

Entriamo nell’ufficio postale della nostra città, siamo il numero 248. Di 10 sportelli, uno è sospeso e altri due sono vacanti: stanno servendo il numero 223, due operatrici sono sulla soglia dell’ufficio e chiacchierano sorseggiando caffè. Ci voltiamo rassegnati, persino i posti a sedere sono finiti. È l’Italia senza cultura.

Ci rivolgiamo all’ufficio anagrafe, sono le 11.30. “Chiudiamo alle 12.00, il responsabile è uscito. Passa domani”. È l’Italia senza cultura.

Non possiamo che associare queste sgradevoli situazioni alle parole di Aristotele: “La cultura è ornamento della buona sorte e rifugio nella cattiva”. Se la “buona sorte” di cui parla il filosofo greco non esiste, le strutture italiane non possono ornarsi di un bene tanto grande, e se la cultura non viene resa possibile, il pessimo stato delle istituzioni è garantito.

All’intellettuale non resta che rifugiarsi, la cultura diventa un Eden talmente raro e fragile da dover celare per paura che venga distrutto dal demone del “ma sì, tanto a che serve”.

Ieri abbiamo scoperto un piccolo Eden in un altrettanto piccolo ufficio della Asl di Cassino, quello a cui solitamente ci si rivolge per il cambio del medico curante. Una stanza dalle dimensioni ridotte, un filo di luce dalla finestra che tanto basta a illuminare l’inaspettato: stralci di poesie appese alle pareti verde menta.

Sono solo fotocopie tenute da pezzi di scotch, sono la cultura che grida in tutta la sua maestà: primo fra tutti, l’Inno d’Italia. Riportato nella sua interezza, testo originale. È la volontà di rendere dignità a uno Stato straccione, è la consapevolezza – rara – di appartenere a una patria. Non ci stupisce che ad appenderlo sia stato proprio l’impiegato dell’ufficio, uomo d’altri tempi. Accanto all’Inno compare un frammento della poesia di Berchet scritta in onore della Lega di Pontida del 1167, anno che segnò il primo antefatto dell’unità italiana, realizzata 7 secoli dopo, nel 1861.

“A scuola, quando facevo le elementari, ci facevano studiare questo. E io ci credo ancora”, sono le parole dell’impiegato. Dietro la porta dell’ufficio tuonano le forti parole della scrittrice e filosofa russa Ayn Rand: “Quando ti rendi conto che la corruzione paga e l’onestà diventa autosacrificio, allora puoi affermare che la tua società è condannata”.

Restiamo estasiati dinanzi l’immensità di queste parole, ci lasciano la sola possibilità di riflettere: ogni ufficio, pubblico o privato che sia, ogni aula, ogni sala ospedaliera dovrebbe conservare la forza di questi pensieri.

E nel mentre riecheggiano le parole dell’impiegato: “E io ci credo ancora”.

Giulia Guerra