Categoria: Attualità

12 settembre 2018 0

Italiani in Francia, storia di migrazione e integrazione nostrana

Di admin
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ATTUALITA’ – Il numero  di settembre della rivista francese HISTORIA contiene un inserto di cento pagine dedicato agli Italiani in Francia, dal titolo ”Ces Italiens qui ont fait la France”, un titolo  che  non ha paura di esprimere una verità: la Francia, questo grande Paese, è stato ricettivo ed ospitale, dando un tetto e un tavolo alle centinaia di migliaia di italiani che nel corso dell’Ottocento e del Novecento, a partire dalla cosiddetta unificazione, si sono riversati nel Paese, spinti dalla fame e dalla miseria grandi. La convivenza, è vero, ha registrato anche episodi di truculento razzismo e xenofobia e violenza e di non poco sfruttamento sul lavoro, ma la conclusione è che gli Italiani in Francia hanno trovato accoglienza e allo stesso tempo hanno anche dato, non solo il loro apporto fisico: hanno contribuito, con le loro capacità, alla evoluzione e progresso del Paese: uno dei giornalisti dell’inserto scrive che hanno ricevuto poco rispetto al tanto che invece hanno dato. Ed in effetti si tocca una madornale quasi paradossale realtà: gli Italiani quando sono fuori dei confini natali, quando vivono oltralpe, danno il meglio di sé stessi: parrebbe che i nuovi ambienti e contesti esistenziali siano favorevoli alla evoluzione e sviluppo delle loro qualità migliori che al contrario, in patria, vengono oppresse e rimosse: ed è così: gli scienziati e gli artisti e gli imprenditori vengono rimossi ed emarginati perché non li si capisce o forse perché si debbono favorire amici parenti cognati figli, tutti mezze cartucce. E perciò quelli che hanno qualcosa da dire e da offrire, emigrano e dovunque mettono radici, quasi tutti assurgono alle posizioni più prestigiose e ricercate: nelle Università, negli organismi scientifici, nei musei, nelle istituzioni accademiche, nell’imprenditoria.  Chissà che cosa succederebbe se tutti questi italiani di successo tornassero in Italia! Sarebbe la palingenesi, la resurrezione dell’Italia.

Ma torniamo alla Francia, al Paese della Rivoluzione, degli Ugonotti, degli Enciclopedisti. Da quando esiste l’Europa, da allora i rapporti Francia-Italia sono stati sistematicamente stretti e duraturi, a partire dalle cosiddette Gallie fino ad oggi. Come tra i rapporti umani, così i rapporti tra i due Paesi si sono svolti sotto alterne vicende e contesti. Possiamo affermare che la presenza e l’impronta e contributo italiani alla Francia sono stati e sono ancora i più ricchi e i più significativi.  Leggendo il resoconto citato in HISTORIA si resta veramente stupefatti dalla quantità delle presenze, immigrate o nate da italiani, sul palcoscenico della storia nazionale, in tutti i contesti:  Leone Gambetta, Emilio Zola, prima di loro Giulio Mazzarino nel 1600, poi Caterina dé Medici, poi Maria dé Medici regine di Francia; si continua con Pierre Reggiani, con Edith Piaf, con Yves Montand, con Dalida, con Coluche, con Platini, con Lino Ventura, con la Semeuse, oggi con Toni Benacquista, con Dom.Pacitti, con Christophe; poi si continua, nella  moda, con Nina Ricci, con Elsa Schiaparelli, con Pierre Cardin, tutti italiani francesizzati; si continua coi massimi artisti Fed. Zandomeneghi, con Gius.De Nittis, con Giov. Boldini, con Gius. Palizzi, con Gino Severini, col povero Amedeo Modigliani senza menzionare la quantità enorme di artisti e letterati che vi hanno solo soggiornato; si menzionano gli uomini politici rifugiati sotto il fascismo quali Gaetano Salvemini, Fil. Turati, Gius. Saragat, Sandro Pertini, i fratelli Rosselli; si menzionano le modelle di artista celeberrime Eva, Lorette, Agostina, Cesidio, Carmela, Celestino, le altre grandi donne che vi hanno vissuto o soggiornato quali Luisa Casati, Mimì Pecci Blunt, la principessa Ruspoli, tanto per citare a memoria;  Gioacc. Rossini e Leonardo da Vinci vi hanno vissuto e qui morti, se pensiamo oggi ai docenti universitari che insegnano a Panthéon Assas o alla Univ. di Medicina 1 o a Toni Negri che pure vi ha insegnato per quasi venti anni come pure a Maria Antonietta Macciocchi o a Gabrielle Flammarion figlia di una modella ciociara, direttrice per mezzo secolo dell’osservatorio di Astronomia  di Parigi, e poi Maria Brignole de Ferrari, duchessa di Galliera, che a Parigi e dintorni ha lasciato una impronta che è semplicemente inimmaginabile per immensità e ricchezza:  raccomandiamo al lettore di approfondire la conoscenza di tale impareggiabile donna.  Dopo tale sequenza di nomi si perviene alla conclusione  che, in verità, si è trattato solo di una modesta introduzione alla ricchezza sbalorditiva di uomini e donne italiani che hanno contribuito e partecipato  alla grandezza della Francia.  L’anno scorso questa autentica apoteosi è stata, pur se sotto tono, ricordata dal Museo Nazionale della Emigrazione di Parigi con una manifestazione intitolata ‘Ciao Italia’ che ha goduto di grande successo e riconoscimenti. Perciò parlare dei circa quattro milioni e passa di francesi di origine italiana necessiterebbe di ben altri mezzi e sussidi ed è a dir poco deplorevole e miserabile che l’Italia mai abbia posto attenzione, ma ragionevole e intelligente e produttiva,  alla seconda Italia che vive Oltralpe e oltre oceano: sono sempre gli Italiani stessi, singolarmente e individualmente, che sulla loro pelle, grazie ai loro meriti e capacità e qualificazioni, tengono desta l’attenzione al Paese: la madrepatria ha solo sfruttato. Grati dunque alla rivista HISTORIA che, col suo esaustivo servizio giornalistico, ha voluto tenere desta e vigile l’attenzione su tale pagina incredibile della emigrazione italiana in Francia e sulla perfetta integrazione e fratellanza.

E il nostro museo nazionale della emigrazione, costato quintali di soldi pubblici, sfarzosamente promosso, satrapescamente realizzato al Vittoriano, che ne è divenuto?Michele Santulli

27 luglio 2018 0

Questa sera occhi al cielo per la Luna Rossa da record

Di redazionecassino1

Romantica e misteriosa, la Luna sarà protagonista indiscussa dei nostri cieli nella notte di questo venerdì 27 luglio.

A partire dalle ore 20.24 (ora italiana) si svilupperà una singolare eclissi lunare che vedrà colorito di un rosso intenso il celebre astro per una durata record di 103 minuti, la più lunga dell’ultimo secolo. In particolare la cosiddetta Luna Rossa potrà essere ammirata nel suo massimo splendore dalle ore 21.30 alle 23.13. Nuvole permettendo, l’eclissi sarà perfettamente visibile da ogni punto d’Italia. Inoltre l’eclissi parziale a chiusura del fenomeno durerà fin oltre la mezzanotte, protraendosi per i primi 19 minuti di sabato 28 luglio. 

Gli esperti rivelano che l’orario migliore per godersi lo spettacolo sarà alle 22.22, momento in cui la caratterista colorazione rossa dell’astro sarà più intensa e meglio visibile, dovuta alla piccola quantità dei raggi solari filtrati dall’atmosfera terrestre e riflessi proprio sulla Luna. Per gli appassionati di astronomia un’ulteriore piacere: saranno visibili anche Venere, Giove, e Saturno sin dal tramonto, mentre Marte dalle 21.00, più luminoso che mai poiché si troverà nella posizione opposta al Sole rispetto alla Terra.

Consigliamo quindi di recarsi presso i punti più alti della propria città per una visuale ottimale, ma certamente basterà alzare gli occhi alla volta celeste per lasciarsi ammaliare dal fascino di questo raro fenomeno astronomico.

Giulia Guerra

 

 

16 luglio 2018 0

Specializzazioni medicina in Europa, ecco cosa c’è da sapere

Di admin

Specializzazioni medicina: conseguirle all’estero

Conseguire la specializzazione in Medicina in Europa. Lo permette la Direttiva CE n. 36 del 2005. L’uniformità dei corsi di laurea, equiparata agli standard di tutte le Università europee, garantisce la possibilità di conseguire un titolo valido in qualsiasi nazione della Comunità Europea. SpecializzazioniMedicina.it informa in merito alla possibilità di seguire un percorso di specializzazioni medicina alternativa al modello italiano. Sono aperte le selezioni in diverse università.

“Il nostro impegno – affermano i promotori – è quello di informare e guidare tutti i professionisti che intendono fare un percorso di specializzazione medicina all’estero, superando le barriere delle legislazioni che troppo spesso hanno limitato i posti disponibili presso ciascuna istituzione universitaria. Anche in Italia, come in altri paesi europei, questo tipo di limitazioni normative causano una serie di distorsioni che si ripercuotono purtroppo sulla vita degli studenti. Ogni anno infatti, le domande di ammissione superano i posti disponibili. E questo accade per ogni facoltà e per ogni disciplina coinvolta”.

In Italia, infatti, “il fabbisogno delle regioni è di 8.569 contratti ma ne mancheranno all’appello 2.369”. Il dato è emerso dall’intesa sul fabbisogno di medici specialisti per il triennio accademico 2017-20 lanciata nei giorni scorsi dalla Conferenza Stato Regioni, dopo il bando pubblicato il 17 maggio scorso dal MIUR senza l’indicazione dei posti disponibili. Sarebbe “palese lo scostamento esistente tra le esigenze regionali e i posti che possono essere concretamente finanziati con le risorse statali: il fabbisogno delle Regioni e delle Province autonome è infatti pari a 8.569 unità mentre le risorse disponibili consentono il finanziamento a carico del bilancio dello Stato di n. 6.200 contratti di formazione specialistica. All’appello mancano insomma 2.369 unità”.

Specializzazionimedicina.it si propone di indirizzare gli studenti e gli specializzandi verso istituzioni universitarie di alto profilo, italiane o europee, che possano accoglierli.

Dopo la laurea, quali sono le principali specializzazioni in Medicina?

Le principali specializzazioni in Medicina sono divise in tre aree: medica, chirurgica e dei servizi clinici. In alternativa a questo percorso si può optare per il diploma di formazione in Medicina generale, per diventare cioè medico di base.

 

Specializzazioni dell’Area medica:

Medicina interna; Medicina d’emergenza-urgenza; Geriatria; Medicina dello sport e dell’esercizio fisico; Medicina termale; Oncologia medica; Medicina di comunità e delle cure primarie; Allergologia ed Immunologia clinica; Dermatologia e Venereologia; Ematologia; Endocrinologia e malattie del metabolismo; Scienza dell’alimentazione; Malattie dell’apparato digerente; Malattie dell’apparato cardiovascolare; Malattie dell’apparato respiratorio; Malattie infettive e tropicali; Nefrologia; Reumatologia; Neurologia; Neuropsichiatria infantile; Psichiatria; Pediatria.

Specializzazioni dell’Area chirurgica:

Chirurgia generale; Chirurgia pediatrica; Chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica; Ginecologia ed Ostetricia; Neurochirurgia; Ortopedia e traumatologia; Urologia; Chirurgia maxillo-facciale; Oftalmologia; Otorinolaringoiatria; Cardiochirurgia; Chirurgia toracica; Chirurgia vascolare.

 

Area dei Servizi clinici:

Anatomia patologica; Microbiologia e Virologia; Patologia clinica e biochimica clinica; Radiodiagnostica; Radioterapia; Medicina nucleare; Anestesia, rianimazione e terapia intensiva e del dolore; Audiologia e foniatria; Medicina fisica e riabilitativa; Farmacologia e Tossicologia clinica; Genetica medica; Igiene e Medicina preventiva; Medicina del lavoro; Medicina legale; Statistica sanitaria e Biometria.

 

Specializzazionimedicina.it in partnership con AISDE

Tra i partner che Specializzazionimedicina.it si pregia di annoverare c’è AISDE, l’Associazione internazionale Studenti e Docenti Europei che ha sede a Cassino. AISDE è impegnata ad elevare la qualità dello studio e delle competenze professionali di studenti e docenti italiani ed europei. “La nostra missione – affermano i soci – consiste nel mettere in contatto l’esigenza formativa degli individui con l’offerta degli istituti di formazione ed Università in grado di accogliere la sfida di una formazione sempre più prioritaria e senza confini. Attraverso il nostro network e le nostre competenze in tutta Europa, aiutiamo gli studenti ed i docenti a intraprendere percorsi umani, professionali e culturali di primissimo piano”. L’impegno di AISDE, in particolare per le specializzazioni in Medicina, è affiancare con competenza, impegno e passione i propri associati nelle esigenze sia burocratiche che logistiche.

L’associazione AISDE, nasce per mettere in contatto gli studenti e i docenti con le opportunità di studio messe a disposizione dalle istituzioni formative universitarie di vari paesi.

AISDE, nello specifico supporta i propri soci nella selezione e nell’analisi delle informazioni necessarie ed utili, per l’inserimento presso le facoltà mediche nelle Università Europee.

“Il nostro team di esperti assiste i soci AISDE lungo tutto il percorso di preparazione, con programmi specifici di affiancamento che rendono più agevole e semplice l’iter burocratico di iscrizione e quello di inserimento vero e proprio. Nel corso degli anni, abbiamo intrapreso delle solide relazioni istituzionali con alcune tra le più prestigiose università europee. Per ognuna di queste facoltà i nostri soci possono usufruire del supporto dei nostri tutor che li guideranno nei diversi percorsi di accesso e di iscrizione”.

AISDE è nata per fare da punto di contatto tra gli studenti ed i docenti italiani, europei ed extraeuropei. “Crediamo che mettere in contatto l’esigenza formativa, con l’offerta degli istituti di formazione ed Università capaci di raccogliere tale richiesta, sia un volano di sviluppo sociale ed economico fondamentale per l’Italia e per L’Europa”. AISDE vuole essere punto di riferimento per una vera cultura europea, multilaterale e multiculturale.

Approfondimenti:

Sito web SpecializzazioniMediina.IT

Sito web AISDE

 

29 giugno 2018 0

Regime forfettario a 50 mila euro per le partite Iva, la proposta di Mara Carfagna

Di redazionecassino1

ATTUALITÀ – Sostenere il lavoro, sostenendo le partite IVA. Arriva da Mara Carfagna, deputata di Forza Italia e vicepresidente della Camera, una proposta di legge finalizzata ad aiutare lavori autonomi e professionisti. Come? Innalzando il limite per accedere al regime contributivo dei minimi da 30 a 50 mila euro.

Una proposta per far ripartire il lavoro

L’economia e la ripresa del Paese deve andare di pari pass con la ripresa del lavoro. E’ da questo assunto che prende forma la proposta di legge avanzata, nei giorni scorsi, dalla vicepresidente della Camera e deputata di Forza Italia, Mara Carfagna. Aiutare e sostenere i lavoratori a partita Iva innalzando il regime dei minimi. Non più, quindi, tassazione al 15 per cento per i redditi fino a 30 mila euro ma una soglia più alta, fino a 50 mila euro. Con una fascia di uscita graduale per i successivi 5 mila euro.

Le ragioni in un post

E’ in un lungo post sulla propria pagina Facebook che Mara Carfagna spiega le ragioni di questo intervento: “L’Italia riparte se riparte il lavoro, soprattutto quello dei giovani e in particolare di chi è imprenditore di se stesso. Per questo abbiamo presentato una proposta di legge per innalzare il tetto del regime forfettario agevolato al 15 per cento (il cosiddetto ‘regime dei minimi’), previsto per i professionisti e le altre tipologie di partite Iva. Oggi questo limite è 30 mila euro annui: elevarlo fino a 50 mila euro, con una fascia di uscita graduale sino a 55 mila euro, sarebbe un’autentica iniezione di libertà dal peso eccessivo del fisco per centinaia di migliaia di professionisti, prevalentemente giovani. Stiamo parlando di un esercito di 600mila persone, non garantite da contratti o da tutele, free lance e creatori del proprio lavoro. L’attuale limite a 30mila euro è un’agevolazione utile, ma finisce per intrappolare molti di loro sotto quella soglia: se guadagni anche solo un euro in più, perdi il beneficio e paghi Irpef e Iva ordinarie. Per questo, innalzare il limite a 50 mila per la tassazione al 15 per cento e prevedere poi un phasing-out al 24 per cento per i successivi 5 mila euro di fatturato favorirebbe la crescita dimensionale, scoraggerebbe il sommerso e – conclude Carfagna – semplificherebbe gli adempimenti burocratici-fiscali per una fascia più ampia di lavoratori autonomi”.

Il regime forfettario

Ma cosa prevede il regime in questione? Una spiegazione esaustiva è quella offerta dalla guida sul regime forfettario per professionisti di Fatture in Cloud. Un pratico manuale che spiega nel dettaglio tutto quello che c’è da sapere sul regime agevolato per i professionisti.

Le partite iva guadagnano di più nel 2016

Intanto, recenti dati rilasciati dal Ministero dell’Economia, relativi alle dichiarazioni Iva, raccontano una storia positiva che vede professionisti e autonomi tornare a guadagnare più dell’anno precedente. Certo, le somme sono ancora lontane da quelle pre-crisi ma il dato complessivo fa segnare un sorpasso sul 2011, per la prima volta da anni. I contribuenti che hanno presentato la dichiarazione Iva per l’anno d’imposta 2016 sono state circa 4,9 milioni. Il dato è in leggera flessione rispetto all’anno precedente proprio perché è cresciuto il numero di persone che hanno optato per il regime forfettario che ha già visto ampliare le somme d’accesso con la Legge di Bilancio del 2016. Il calo anno su anno è pari al 4,5 per cento. Chi guadagna di più tra le partite iva italiane? Secondo le dichiarazioni dei redditi 2017 sono senza dubbio i professionisti, con un reddito doppio rispetto a quello dei commercianti. Chiudono la classifica dei redditi pescatori, ceramisti e mercerie con meno di 10mila euro.

 

29 giugno 2018 0

Le novità per i docenti nella scuola pubblica, cade il potere del Dirigente scolastico della “chiamata diretta”

Di redazionecassino1

ATTUALITÀ – Novità per chi vuole diventare docente nella scuola pubblica nel 2018 e per chi nella scuola già lavora. Oltre ai nuovi criteri per l’ingresso in ruolo dei docenti, la novità principale è sicuramente quella che riguarda una parte della legge 107/2015 sulla “Buona Scuola”, che assegnava al Dirigente Scolastico il “potere” di chiamare nella propria scuola gli insegnanti, senza un criterio oggettivo. Una disposizione che aveva suscitato oltre ai malumori degli insegnanti anche una consistente quantità di polemiche.

Il superamento di questa parte della riforma è il frutto dell’accordo con le parti sociali e il neo ministro Marco Bussetti che smonta un pezzo della legge 107/2015. Il passaggio da ambito territoriale a scuola avverrà per punteggio. E’ questa la novità dell’accordo. Continueranno ad essere presi in considerazione prima i docenti che hanno avuto il trasferimento con una delle precedenze previste dal Contratto di mobilità 2018/19, poi si procederà per punteggio a partire dalla scuola scelta dal docente su istanze on line nei tempi indicati dal Ministero.

Si tratta di una procedura che per il primo ciclo, partirà già dal 28 giugno. Per la scuola secondaria bisognerà attendere invece la pubblicazione dei trasferimenti, programmata per il 13 luglio.

Gli insegnanti sceglieranno la scuola dalla quale partire per l’assegnazione d’ufficio da parte dell’Ufficio Scolastico provinciale. Se il posto scelto non sarà libero, si scorreranno i posti per vicinanza. Nel caso di mancata indicazione sarà considerata la scuola capofila dell’ambito. La procedura riguarderà anche i docenti che saranno assunti a tempo indeterminato nell’a.s. 2018/19.

Accanto a questa importante modifica che smantella una parte importante della precedente riforma della scuola, sono previste nuove disposizioni per chi vorrà lavorare come docente nella scuola pubblica relativamente al metodo di reclutamento degli insegnanti.

Nuove disposizioni che entreranno in vigore dal prossimo anno scolastico e che cambieranno radicalmente le modalità per diventare insegnante rispetto a quelle fino ad oggi conosciute.

Le principali novità riguarderanno i docenti e le modalità che verranno introdotte anche per accedere ai concorsi pubblici e riguarderanno esclusivamente la scuola secondaria (medie e superiori).

Dal 2018 vi saranno tre le modalità differenti per accedere alla professione di insegnante, la prima è attraverso un concorso pubblico aperto a tutti anche coloro che non hanno mai insegnato prima, un concorso pubblico per tutti coloro che sono in possesso dell’abilitazione (come ad esempio il TFA) ed infine attraverso le Graduatorie d’Istituto che non permettono di ottenere una cattedra di ruolo, ma di essere chiamati per delle supplenze più o meno lunghe, che servono per acquisire punteggio ai fini del concorso pubblico.

Andiamo con ordine. Dal 2018 il concorso pubblico per diventare docente verrà modificato, l’accesso alla selezione pubblica sarà per tutti ma sarà necessario essere in possesso di un titolo valido per l’iscrizione ad una classe di concorso ed aver conseguito 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche. Questa è una delle principali novità che entreranno in vigore dal 2018 in poi.

Tutti coloro che non hanno ancora acquisito i 24 CFU potranno farlo attraverso le Università che proprio in questo periodo stanno provvedendo all’organizzazione di corsi ad hoc – con un prezzo di iscrizione di massimo 500€. Una volta acquisiti i Crediti Formativi gli aspiranti docenti potranno partecipare al concorso pubblico. Tutti coloro che passeranno la selezione pubblica accederanno ad un percorso di formazione, introduzione e tirocinio della durata di tre anni (il cosiddetto FIT) dopodiché diventerà di ruolo (ma solo se considerato idoneo).

Diversa la sorte per tutti coloro che sono in possesso del titolo per insegnare ed anche dell’abilitazione come ad esempio il vecchio TFA (Tirocinio Formativo Attivo) per questa categoria sarà previsto un concorso pubblico ad hoc, e saranno chiamati a sostenere una prova orale non vincolante, valida per l’assegnazione di un punteggio ai fini dell’iscrizione alle nuove Graduatorie Regionali.

Solo dopo l’inserimento in queste graduatorie i laureati abilitati all’insegnamento potranno essere assunti come docenti di ruolo, ma solo dopo aver superato un anno di tirocinio.

Infine ci sono coloro che sono in possesso dei 36 mesi di servizio, in questo caso potranno iscriversi anche alle Graduatorie d’Istituto oppure inviare una domanda di messa a disposizione, ma in questo caso si parla solo di supplenze, poiché per ottenere una cattedra definitiva è sempre necessario passare per un concorso pubblico. Ci sono persone quindi che in questi anni hanno ricoperto diverse supplenze, maturando così esperienza come insegnanti. Per loro il MIUR ha previsto un concorso agevolato nel 2018.

Il Ministero ha previsto per questa categoria di insegnanti, una selezione a cui potranno partecipare coloro che hanno almeno 36 mesi di servizio come insegnanti. Le prove concorsuali sono solamente due (uno scritto e un orale) mentre chi supera la selezione sarà esonerato dal secondo anno del FIT

In questo modo diventare insegnanti di ruolo sarà più semplice, ma anche più veloce.

 

 

 

24 giugno 2018 0

Mettere ordine in bagno: ecco alcune soluzioni per gli asciugamani

Di redazionecassino1

ATTUALITA’ – La vita quotidiana ha spesso ritmi frenetici e per questo motivo la nostra casa può apparire in disordine. Ancor più per quanto riguarda il bagno, utilizzato da tutta la famiglia in tutte le mattine prima di andare a lavoro oppure a scuola. Per fortuna, però, esistono diversi trucchi e soluzioni in grado tenere in ordine in bagno, a partire dalla piantana portasalviette tipo queste.

 

Il primo punto è capire che non c’è bisogno di rimettere al loro posto trucchi, lozioni e shampoo, piuttosto bisogna buttarli via quando non servono più. Addio, dunque, a flaconi vuoti e ai fermacapelli dai colori imbarazzanti che non vi mettereste neanche sotto tortura.

Altro concetto fondamentale è quello di appendere. Gli asciugamani vanno tassativamente appesi, ma i ganci si prestano ad essere utilizzati anche, ad esempio, per riviste, phon e accappatoi. Se avete poco spazio, un’idea potrebbe essere quella di utilizzare degli appendini colorati, per esempio per gli accappatoi spesso molto ingombranti: ricordate, se possibile, di lasciarne alcuni liberi per appoggiare qualche oggetto temporaneamente, in modo da evitare di affollare il resto del bagno.

 

L’organizzazione dei posti, poi, è fondamentale. Per non perdere mezz’ora ogni mattina a cercare quello che vi serve, pensate a riporre gli oggetti separatamente. Gli accessori per capelli in un cassetto, i trucchi in un cesto, le medicine su un ripiano. Nel bagno sarà possibile creare dei mobiletti, nel farlo sarete liberi di scegliere la fantasia da usare, tornerà utile avere anche una certa attinenza con il bricolage. Riuscire a fare ciò farà si da avere in posti diversi prodotti che sono utilizzati per determinate cose da quelli che invece sono per la cura della persona e di certo si avrà un maggiore ordine.

 

Altra idea efficace è quella di utilizzare contenitori di stoffa che sono della misura perfetta per raggruppare i prodotti che uso quotidianamente. In uno ho sistemato i prodotti per il viso (struccante, tonico, crema viso, crema notte, contorno occhi…) nell’altro invece quelli per il corpo (latte idratante, rassodante, deodorante, profumo). In questo modo alla mattina e alla sera si prende la scatola e in un solo colpo ho a disposizione tutto ciò che serve e dopo l’uso rimetto anche in ordine velocemente.

 

Per quanto riguarda i dischetti e i bastoncini di cotone è bene conservarli in vasetti di vetro. In questo caso si possono anche riciclare i vasi di marmellata. Con bambini in casa ricordatevi di mettere il vostro bagno in sicurezza, se per esempio tenete detergenti per la pulizia della casa nell’armadietto sotto il lavandino provvedete a chiuderlo con la sicura. Non dimenticate il tappetino antiscivolo nella doccia o nella vasca, assicuratevi che la scaletta che solitamente si ha in casa per permettere ai piccoli di raggiungere il lavandino non sia traballante. Questi i consigli per tenere in ordine il bagno.

11 maggio 2018 0

La moda uomo primavera-estate 2018 mette al bando i vestiti ultraslim

Di admin

ATTUALITA’ – Nella moda uomo che vedremo per questa stagione primavera-estate 2018 troveremo una forte controtendenza relativamente ai modelli di vestiti che sono stati pensati dai principali stilisti e che andremo ad utilizzare durante i prossimi mesi caldi. Vengono messi al bando gli abiti ultraslim che hanno caratterizzato pantaloni, camicie e giacche negli ultimi anni, in favore di capi dalla vestibilità più comoda. Una notizia che verrà presa sicuramente in modo positivo da coloro che, a causa della loro pancetta, dovevano indossare tale abbigliamento con una sorta di apnea perenne.

La nuova moda per i mesi estivi vede uno stile e delle forme che sono importate dallo streetwear, più rilassate, che vedono la presenza di capi più ampi e che sfociano anche in misure oversize, abbinandole al resto del proprio outfit. Il nuovo abbigliamento uomo è in corso di evoluzione e cambiamento, ed oggi andremo a vedere quelle che sono le principali tendenze emerse dalle sfilate dalle principali case di moda e da quanto proposto dai professionisti del vestire uomo come Boggi Milano, che da decenni rappresenta un riferimento, grazie ai suoi negozi fisici e alle nuove esperienze di acquisto online, per l’uomo che vuole essere impeccabile in ogni genere di occasione.

Partiamo col vedere quali sono state le proposte dai big del settore della moda come Dior, Armani, Hugo Boss, Dolce&Gabbana, tutti allineati nel presentare pantaloni “regular fit”, dalla gamba più morbida, che vengono portati sotto una camicia in denim per un look molto confortevole. Un denim che risulta intramontabile e che viene valorizzato dalle proposte della Compagnia del Denim, che propone un tessuto autentico, che va dalle 6 alle 13 once, presentato con lavaggi slavati, sbiancati e arricchiti con rotture, scritte e sporcatore di vario genere. Per quanto riguarda invece il classico pantalone, troviamo dei modelli che presentano un addome più rotondo del normale, utili per coloro che hanno misure di cosce che faticavano ad entrare negli skinny, modelli che vengono portati anche per questa stagione con i tanto discussi risvoltini. Oppure potremo optare per pantaloni supercomodi in tessuto tecnico, nel caso in cui il proprio outfit prenda una direzione più sportiva, oppure soluzioni realizzate con materiali quali il fresco lana, cotone e tessuti leggeri in genere.

Guardando alle altre tendenze 2018 per la moda uomo primavera-estate, troviamo il ritorno del gilet, con la tendenza di indossarlo in una tonalità più chiara rispetto al completo. Le giacche invece, tornano nelle forme proporzionate al busto, con le spalle che cadono morbide, mai ravvicinate alla figura, con i rever ben visibili, anche se in nessun caso mai esasperati. Troveremo in questo periodo caldo anche tante giacche sfoderabili, mentre quella che si conferma ancora una volta un capo chiave nel guardaroba è la field jacket.

Per quanto concerne i colori maggiormente utilizzati  il “must have” è rappresentato dalle tinte pastello e il tono su tono, ma anche righe orizzontali, ma queste ultime solo su pantaloni, polo e t-shirt. Per coloro che  invece vogliono un outfit più formale, è essenziale saper abbinare nel modo corretto i colori, in modo da allestire un abbigliamento spezzato come ad esempio: blazer bordeaux, camicia azzurra, cravatta paisley bordeaux e pantalone chino beige. In fine un accenno per le scarpe che vedremo indossate nei prossimi mesi, le sneakers sono considerate ormai un passpartout, anche se spesso si abusa molto della loro ampia versatilità di utilizzo, ma la primavera sarà soprattutto la stagione delle loafer e dei mocassini.

3 aprile 2018 0

La puntura di Ultimo… a Salvini per i fatti di Bardonecchia

Di admin

LA PUNTURA DI ULTIMO – “Dopo i fatti di Bardonecchia, Salvini ha detto che per ritorsione l’Italia dovrebbe espellere due diplomatici francesi. Strano però, perché fino ad oggi, era sembrato che Salvini fosse a favore dei respingimenti alla frontiera e contrario all’ingerenza delle ONG. Questa volta, prima di parlare, era meglio contare fino a dieci. Oppure informarsi meglio sui fatti…”.

Ultimo

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24 marzo 2018 0

Risparmiare sulla polizza autocarro: come fare?

Di admin

ATTUALITA’ –  Tra le varie polizze auto presenti sul mercato c’è anche la polizza autocarro. Una polizza assicurativa che copre i camion, i veicoli commerciali, i van, i rimorchi ed i mezzi speciali. Come le altre polizze anche la polizza autocarro è obbligatoria, ma presenta delle caratteristiche che la differenziano rispetto a quelle che vengono stipulate per le vetture comuni, in quanto è possibile ottenere delle agevolazioni fiscali “importanti” che sono però collegati ad un utilizzo esclusivo dei mezzi assicurati per scopi commerciali. Per gli assicurati è naturalmente possibile usare il mezzo anche per uso promiscuo, ma in questo caso si perdono i vantaggi fiscali e di deve anche fare molta attenzione a non utilizzare il mezzo assicurato per uso “commerciale” per l’uso “promiscuo”, in quanto sono previste dalla legge multe salate, che possono arrivare sino a 1500 euro, a carico dei trasgressori, oltre al possibile ritiro della “carta di circolazione”. Quando si stipula una polizza autocarro si deve ricordare che gli scatti di classe, sia verso l’alto che verso il basso, non sono legate al nome del conducente, ma al mezzo stesso, dato che può essere guidato da più persone. Chi stipula una polizza autocarro ha inoltre la possibilità di effettuare la detrazione dell’Iva e dedurre i costi relativi alla polizza dall’Ires. Ecco quali sono i risparmi possibili per chi stipula questa tipologia di assicurazione. Inserire la franchigia

Il primo metodo che si può mettere in atto per ottenere un risparmio quando si stipula una polizza di assicurazione per il proprio autocarro è senza dubbio quello della “franchigia”. Normalmente il valore di questa franchigia oscilla tra i 500 ed i 1000 euro e con questa tipologia di polizza non solo si ottiene un risparmio sul premio annuo da pagare, ma si ottiene anche di non far entrare in azione il “malus” quando il mezzo assicurato rimane coinvolto in sinistri di piccolo valore. Fare attenzione alla portata massima

Secondo le norme attualmente in vigore, nella maggior parte dei casi le compagnie assicurative effettuano il calcolo del premio annuale basandosi sulla “massa a pieno carico” del veicolo assicurato, quindi quanto minore è la portata del veicolo, altrettanto sarà inferiore il premio annuale da corrispondere da parte dell’assicurato. Il contraente deve quindi fare molta attenzione al momento dell’acquisto del mezzo che gli occorre, cercando di non superare di molto la portata che gli necessita per la sua attività. Questo comporta anche un risparmio sul prezzo d’acquisto del mezzo e per il bollo da pagare, che si vanno a sommare a quello della polizza assicurativa. Età e potenza del veicolo assicurato

Le polizze di assicurazione RC auto tengono conto in modo particolare sia dell’età della vettura che della sua potenza, mentre nel caso di una assicurazione per autocarro questi parametri incidono in modo minore. Ad esempio se il mezzo assicurato è un camion con una portata massima di 40 quintali, la cifra da pagare come premio annuo è la stessa sia che il veicolo sia appena uscito da una concessionaria, sia che abbia una anzianità di 20 anni. Per questo si possono acquistare con tranquillità dei veicoli commerciali con anzianità e potenza elevate, naturalmente dopo aver effettuato tutti i controlli tecnici del caso.

Immatricolazione del mezzo di trasporto per usi specifici

Gli autocarri, i camion e tutti gli altri mezzi che rientrano in questa categoria assicurativa, possono essere adibiti dal proprietario sia per il trasporto di merci ad uso generico che a uso specifico. Alcuni esempi di questa seconda tipologia sono l’officina mobile, oppure l’autonegozio, il trasporto di attrezzature speciali, ed anche l’uso ufficio. In questi casi chi stipula la polizza ottiene un vantaggio che oscilla tra il 20% ed il 40%, a seconda delle compagnie assicurative, a parità di portata massima. Tra i parametri che determinano la percentuale di sconto rientrano anche il tipo di uso che si fa ed il tipo di veicolo assicurato

Effettuare la comparazione tra le varie proposte

Per ultimo abbiamo lasciato il consiglio più classico, su come trovare quelle più economiche, quello che vale anche per le autovetture: la comparazione dei preventivi. Quando si stipula una polizza autocarro si devono prendere in esame diversi preventivi ed oggi questo è possibile anche online con molti siti che effettuano per il cliente questa operazione. Chi vuole approfondire quanto risulta dalla comparazione sui siti può inoltre recarsi di persona sia presso le varie agenzie della propria zona che presso i broker assicurativi.

21 marzo 2018 0

Primavera anticipata ma con i caminetti accesi, nel Cassinate imbiancato Monte Aquilone

Di admin

ATTUALITA’ – Temperature rigide, neve sui rilievi e pioggia alternata ad un timido sole: la primavera si presenta così, nel cassinate ma anche in tutto il Lazio. Le prime ore di questo 21 marzo, convenzionalmente considerato giorno di inizio della primavera, si presenta in maniera tutt’altro che tiepida.

Addirittura l’inizio della Primavera è caduto quest’anno alle 17.15 di ieri (20 marzo). L’equinozio, cioè quando il sole è allo zenit sull’Equatore ed è il giorno in cui le ore di luce sono uguali a quelle del buio, sarà anticipato rispetto al 21 marzo per i prossimi 80 anni.

I cassinati, oggi, si sono svegliati con  Monte Aquilone imbiancato fino a mezza costa e le previsioni consigliano di mantenere il caminetto acceso anche dopo Pasqua.

Ermanno Amedei