Categoria: Montenero Val Cocchiara

16 ottobre 2012 0

Tracce di Sanniti Montenero Val Cocchiara

Di redazione
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“Uno straordinario reperto del nostro passato sta finalmente per essere liberato da un lungo oblio”. Lo scrive in una nota il Prof. Benito dello Siesto in merito a importanti rinvenimenti di reperti riconducibili ai Sanniti rinvenuti a Montenero Val Cocchiara in provincia di Isernia. “Ad un primo sguardo – scrive – sembra un comune muro di pietre, poste a secco l’una sull’altra per separare due campi. Ma ad una osservazione più attenta quelle pietre, perfettamente levigate, ci trasmettono un senso di straordinaria suggestione. Si tratta, dunque, di qualcosa di ben diverso da una semplice divisione, qualcosa molto indietro nel tempo, conservatosi attraverso i secoli superando guerre, terremoti ed intemperie. Stiamo parlando un’eccezionale testimonianza dell’eta’ dei Sanniti quasi sconosciuta, nonostante si trovi a breve distanza dalle ultime case del paese, sulla provinciale che da Montenero Val Cocchiara porta ai boschi della Forcella e cioe’ della Fortificazione di Fonte Ranella, cosi’ denominata dalla localita’ dove sorge. Da essa i Sanniti raggiungevano le sorgenti delle Tassete e la vicina Aufidena e da essa, inoltre, in tempi a noi vicini sono passati i pellegrini diretti alla Madonna di Canneto. La costruzione conserva quasi intatto il suo perimetro e raggiunge in alcuni punti i 3 metri di altezza, ma e’ attualmente coperta da una fitta boscaglia che ne impedisce l’accesso e la vista, oltre ad essere sfornita di cartelli che ne segnalino presenza e percorso valorizzandola agli occhi di quanti desiderano tuffarsi nel passato. Ne’ d’altronde e’ mai citata anche nei piu’ recenti testi sull’antico Sannio. Per tali motivi, e ben conoscendo la sensibilita’ dell’Amministrazione Comunale nel promuovere tutte le attivita’ socio culturali mirate allo sviluppo del territorio, il prof. Benito dello Siesto insieme ad altri concittadini ha inviato al Sindaco e al Consiglio Comunale una sottoscrizione perché possa attuarsi a breve termine un intervento per liberare il sito dalla vegetazione in eccesso e per dotarlo di opportuna segnaletica. Lavori, questi, per i quali sono disposti a collaborare molti monteneresi desiderosi di recuperare una cosi’ importante e straordinaria testimonianza del loro passato che sicuramente potrebbe portare lustro e notorietà al Nostro beneamato Paese”.

28 marzo 2010 0

“Grattano” l’intonaco alla chiesa, svelata una eccezionale scoperta

Di redazione

“Idea veramente geniale, – scrive in una nota il professor Benito dello Siesto – quella di don Elio Fiore, e cioè liberare la chiesa di S. Nicola a Montenero Val Cocchiara (Is) dall’intonaco che per qualche secolo ne ha coperto la facciata. E così, nello scorso novembre è venuta giù l’anonima crosta che mortificava la piccola ma pregevole costruzione, citata come “extra moenia” negli archivi ecclesiastici di Trivento, perché sorta fuori dalle mura del primo nucleo di abitazioni. Il merito di questo restauro non è solo quello di aver messo in luce l’originario aspetto della chiesa (arte romanica) in pietra locale e malta, ma soprattutto quello di farci oggi godere la vista di alcuni suoi aspetti, prima nascosti o poco evidenti.

In alto, a destra del campanile “a vela” è apparsa una interessante formella che rappresenta un leone con lunga coda attorcigliata, dalla cui bocca spunta la coda di una lucertola. Leone e lucertola sono entrambi simboli medievali, il primo di Fortezza e l’altra di Rinascita o Resurrezione, ma fin ora di essi non si sapeva nulla. In basso, poi, a sinistra del portale, ha riacquistato risalto e chiarezza la stele funeraria (forse riutilizzo di altra costruzione) con una scritta in latino, dedica di una coppia al figlio morto, rivelando, più in basso, la semplice ma tenera incisione raffigurante un uomo alla guida di due buoi con chiaro riferimento all’attività familiare. Un’immagine citata dagli archivi diocesani, ma per niente visibile prima dei lavori. Si nota anche lo spostamento del rosone ad un’altezza maggiore, forse dovuto ai lavori di ripristino del 1501 dopo i danni di un violento incendio. Per merito di don Elio, la chiesa di San Nicola sembra riprendere l’importanza di un tempo, quando prima dell’inaugurazione di S.Maria di Loreto (1535) era la Parrocchia del paese e l’antica navata non era stata ancora sostituita da spazi irregolari per la riduzione dell’area retrostante (1688), né ridotta l’abside e né sparite la quattro colonne dell’altare che formavano un insieme architettonico di particolare valore artistico. La restituzione alla comunità di Montenero di questo monumento rappresenta per la cultura locale un evento importante che conferma una continuità di testimonianze artistiche sul territorio, a partire dagli antichi Sanniti”. Benito dello Siesto