Categoria: Frosinone

13 agosto 2018 0

Frosinone, Cinema sotto le stelle: il programma

Di redazione
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Tutto pronto per la nuova edizione del Cinema sotto le stelle, la manifestazione realizzata dall’amministrazione Ottaviani mediante l’assessorato alla cultura coordinato da Valentina Sementilli. Le proiezioni inizieranno alle 21.00 alla Villa Comunale; grazie all’accordo tra gestore e amministrazione, anche quest’anno, l’evento avrà un costo di ingresso pari a 2,50 euro. Questo il calendario dei film: giovedì 16 agosto, “Sono tornato”, remake del film rivelazione tedesco, in cui si immagina il ritorno ai nostri tempi di Benito Mussolini; regia di Luca Miniero, con Massimo Popolizio, Frank Matano. Venerdì 17 sarà la volta di “The place”, di Paolo Genovese, con Valerio Mastandrea, Marco Giallini. Chi è quell’uomo seduto giorno e notte nel medesimo locale, pronto a esaudire le richieste dei suoi visitatori in cambio di alcuni “compiti”? Il 18 agosto spazio a “Caccia al tesoro” commedia diretta da Carlo Vanzina. Domenica 19 sarà proiettato “Made in Italy”, terzo film da regista di Luciano Ligabue. Stefano Accorsi è il protagonista Riko. Lunedì 20 “Una festa esagerata”, di Vincenzo Salemme; con Vincenzo Salemme, Massimiliano Gallo, Tosca D’Aquino. Siamo a Napoli, dove a casa Parascandolo fervono i preparativi per la magnifica festa dei diciotto anni di Mirea. Martedì 21 “Tu mi nascondi qualcosa”, di Giuseppe Loconsole, con Giuseppe Battiston, Rocco Papaleo. Mercoledì 22 spazio a “Il sole a mezzanotte”, di Scott Speer, con Bella Thorne, Patrick Schwarzenegger. Giovedì 23 “Sconnessi”, di Christian Marazziti con Fabrizio Bentivoglio, Ricky Memphis. Quando gli eccentrici componenti di una famiglia allargata si ritrovano in un isolato chalet di montagna senza connessione internet, dovranno tornare a confrontarsi gli uni con gli altri. Venerdì 24 “Terapia di coppia per amanti”, di Alessio Maria Federici, con Ambra Angiolini, Pietro Sermonti, Sergio Rubini. Sabato 25 “Jumanji”, di Jake Kasdan, con Dwayne Johnson, Jack Black. Sequel del celebre film del 1995 che vedeva protagonista Robin Williams, “Jumanji – Benvenuti nella giungla” proietta lo spettatore direttamente nella natura incontaminata. Domenica 26 “Youtopia”, di Berardo Carboni con Matilda De Angelis, Alessandro Haber. Per sfuggire alla realtà, Matilde si rifugia nel mondo online, anche per fare facili guadagni… Lunedì 27 “Quanto basta”, di Francesco Falaschi, con Vinicio Marchioni, Valeria Solarino. Martedì 28 “L’ora della verità”, thriller di Olivier Megaton con Liam Neeson. Mercoledì 29 “Famiglia allargata”, di Emmanuel Gillibert con Arnaud Ducret. Antoine reggerà il passaggio da single scatenato a pseudo-padre di famiglia? Giovedì 30 “L’uomo sul treno”, di Jaume Collet-Serra con Liam Neeson. L’action-thriller racconta una corsa contro il tempo, una caccia serrata sui binari in cerca di un misterioso sconosciuto.

13 agosto 2018 0

Frosinone, Controlli della Polizia di Stato, un 35enne viene denunciato

Di redazione

Un equipaggio della Squadra Volante della Questura di Frosinone mentre perlustrava la parte bassa della città ha fermato ed identificato un 35enne residente nel sorano. Nello specifico la squadra si trovava nella zona di Corso Lazio, nella parte bassa della città per servizi di monitoraggio e prevenzione dei crimini. A carico del 35enne controllato, risultava in atto il Foglio di Via Obbligatorio dal comune del capoluogo. Per tale ragione per l’uomo è scattata la denuncia di inottemperanza al provvedimento, emesso dal Questore di Frosinone nel novembre del 2016.

7 agosto 2018 0

Caccia ai topi d’appartamento a Frosinone, fermate e allontanate tre persone sospette

Di admin

FROSINONE – Una segnalazione giunta sulla linea di emergenza 113 della Questura viene prontamente diramata alle Volanti presenti sul territorio: tre uomini si aggirano con fare sospetto nelle adiacenze di abitazioni nella parte bassa del capoluogo.

Gli agenti intercettano i tre nei pressi della “Villa Comunale”: tutti, residenti nell’hinterland frusinate, hanno a carico pregiudizi di polizia, tra cui il furto.

Per due, tra l’altro fratelli, scatta la denuncia per inosservanza al Foglio di Via Obbligatorio  dal comune del capoluogo.

Avviato il procedimento del Foglio di Via Obbligatorio per il loro “amico” e per “lady  furto”  che domenica scorsa era stata arrestata  dagli agenti della Squadra Volante per il furto di auto e portafogli.

31 luglio 2018 0

LE FOTO – Curato a Fogliano il Gufo Reale recuperato a Veroli torna dal suo padrone. Liberati 15 animali

Di admin

LATINA – Era stato ritrovato a Veroli con i lacci che il suo falconiere gli aveva messo alle zampe, impigliato ai cavi dell’alta tensione. Come avesse fatto il gufo reale a sopravvivere con quell’ostacolo alle zampe per almeno 4 mesi, è spiegato solamente dalla grande capacità di cacciatore di quel rapace. Il volatile era scappato da un falconiere di Frosinone che continuava a cercarlo senza sosta. Quando la scorribanda del gufo è terminata a Veroli in località Fontana Fratta, a causa della sfortunata circostanza i pompieri di Frosinone lo hanno soccorso e affidato alle mani esperte dei carabinieri forestali del centro di biodiversità di Fogliano, una vera eccellenza per la salvaguardia degli animali autoctoni. Curato e assistito, il gufo reale aveva il laccetto che lo ha ricondotto al suo proprietario. Informato, in questi giorni, il falconiere ha potuto riavere il suo amico gufo.

La vicenda del “rapace reale” di Veroli è solamente una delle tante “avventure” con cui i carabinieri forestali di Fogliano sono chiamati a confrontarsi quotidianamente. Oltre a salvaguardare la vita della specie animale, nel centro del litorale pontino, si lavora anche per educare la gente ed in particolare i giovani, al rispetto della natura e delle sue regole. Gli uomini del capitano Adriano Bruni, comandante del centro Biodiversità di Fogliano, Assistono gli animali, volatili e terrestri, stando ben attenti a non intaccare la loro natura selvatica per poterli rimettere in libertà non appena guariti. In quelle occasioni aprono le porte ai bambini perché dalle lo ro mani, gli uccelli e gli animali curati possano riconquistare la libertà. In contri utili anche per spiegare il disastro e le sofferenze che si creano quando si acquista un animale non autoctono e lo si libera poi nel territorio. L’esempio più calzante è quello della tartaruga americana, quelle piccole tartarughe comprate per pochi euro alle fiere o al mercato, che, una volta diventate ingombranti, vengono liberate nei corsi d’acqua o nei laghi della zona. Una specie altamente infestante che ha sottratto territorio alle tartarughe autoctone che rischiano di scomparire. Ma di esempi che si possono “toccare” nel centro di Fogliano sono tanti. Nell’ultimo incontro con i bambini, il personale ha mostrato loro un esemplare di drago barbuto rinvenuto ad Aprilia, innocuo, ma proveniente dai torridi deserti australiani e che sarebbe morto assiderato se non fosse stato trovato e portato a Fogliano. Così come la tartaruga alligatore, pericolosissima perché mordace, ritrovata a Cori. L’occasione, quella del 10 luglio, è stata utile anche per sconsigliare di recuperare uccelli, in particolare rondinini che stanno imparando a volare. Spesso, pensando che i genitori li hanno abbandonati, la gente raccoglie i rondinini per soccorrerli ma così facendo li priva del supporto dei genitori che, invece, ci sono e lo sorvegliano da lontano.

Dell’attività del centro biodiversità se ne è occupato anche il settimanale Cronaca Vera con un ampio servizio. 

 

L’ultima “liberazione” ha riguardato 15 esemplari: un riccio, 4 upupe, un merlo, una tortora, 3 gheppi, 2 assioli, 3 civette. Il 26 agosto alle ore 10.30, è previsto l’altro incontro aperto al pubblico per liberare altri animali.

Ermanno Amedei

31 luglio 2018 0

Al lavoro solo per timbrare il cartellino, indagati 8 dipendenti regionali a Frosinone

Di admin

FROSINONE – Peculato e truffa aggravata. Sono queste le ipotesi di reato alle quali sono chiamati a rispondere 8 impiegati delle Regione Lazio che lavorano nella sede decentrata dell’are agricoltura di Frosinone.

Gli investigatori del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Frosinone, al termine di accurate ed articolate indagini, coordinate dalla locale Procura della Repubblica, questa mattina hanno notificato gli 8 avvisi di conclusione delle indagini preliminari (ex art. 415 bis c.p.p.), ai dipendenti che, stando alle indagini, si sarebbero allontanati ripetutamente ed illegittimamente dai propri posti di lavoro. Le indagini, svolte dai finanzieri del dipendente Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, sono state eseguite attraverso mirati servizi di appostamento, pedinamento ed osservazione, con il supporto di idonee riprese video, effettuate con telecamere nascoste. In particolare, sono stati monitorati, nel periodo da giugno a luglio 2016, tutti gli accessi della citata struttura pubblica, con specifiche inquadrature delle apparecchiature per la timbratura dei badge e dei tornelli posti all’entrata dello stabile. L’analisi degli oltre 4.000 video registrati, raffrontata sia con i tabulati delle timbrature marcatempo, sia con le risultanze emerse dai servizi di osservazione diretta, ha permesso di rilevare il ripetuto comportamento illecito degli 8 dipendenti, i quali, si allontanavano illegittimamente dal luogo di lavoro per fare shopping o per sbrigare faccende personali. Per alcuni di essi era diventata consuetudine recarsi al lavoro, timbrare il cartellino ed uscire immediatamente senza nemmeno entrare nel proprio ufficio; gli stessi poi si ripresentavano nel pomeriggio, scavalcando i tornelli, per timbrare il cartellino a “fine servizio”. Nel corso delle indagini si è, altresì, accertato che l’autista del Dirigente pro-tempore dell’Ufficio utilizzava l’autovettura di servizio per fini personali.

 

31 luglio 2018 0

Magazzino della droga in casa di 26enne a Frosinone, sequestrato 1,6 kg di stupefacente

Di admin

FROSINONE – Un chilo e 600 grammi di droga, tra cocaina hashish, mariujana e shaboo (quest’ultima una pericolosissima droga sintetica, dieci volte più potente della cocaina, con effetti choc sul corpo, a base di metanfetamina), è il bilancio di una operazione antidroga svolta dalla squadra volante della questura di Frosinone.

L’ingente sequestro è avvenuto durante una operazione di controllo del reparto volanti della Questura di Frosinone coadiuvato dalle ormai consolidate unità cinofile della Questura di Roma. La droga era nascosta all’interno di un’abitazione, la nella parte alta del capoluogo. In manette è finito un giovane 26enne pluripregiudicato

Parte della droga era già suddivisa in dosi, il restante in panetti pronti al confezionamento.

Il 26 enne da tempo attenzionato dagli uomini della squadra volante che in diverse occasioni aveva proceduto al suo arresto.

Ermanno Amedei

27 luglio 2018 0

Sequestrata la Giovi che gestiva la discarica di Malagrotta, tremano le province limitrofe

Di admin

ROMA – I Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico e del Nucleo Investigativo del Gruppo Forestale di Roma, questa mattina, hanno sequestrato la società E. Giovi srl, gestore della grande discarica di Malagrotta. Il provvedimento è stato disposto dal GIP del Tribunale di Roma, a seguito delle attività investigative coordinate dalla Procura Repubblica – DDA Roma.

L’attività investigativa dei militari del NOE con il supporto dei Carabinieri Forestali, ricostruisce una importante attività di gestione illecita di rifiuti costituiti da percolato di discarica, che la E. Giovi,  avrebbe dovuto raccogliere ed inviare a trattamento in impianti esterni.

La rimozione del percolato (derivante dalla liscivazione dei rifiuti abbancati e dalle precipitazioni meteoriche che con essi si mescolano) è una operazione necessaria e imposta dalla normativa di settore, al fine di impedire la contaminazione dell’ambiente.

Tale rifiuto, ovviamente, non può essere destinato a discariche per rifiuti solidi urbani come Malagrotta e deve essere oggetto di specifici trattamenti in impianti autorizzati.

La lunga indagine ha permesso di accertare che, al contrario delle basilari previsioni normative, il percolato prodottosi nel corso degli anni veniva lasciato a saturare i rifiuti nella discarica, raggiungendo, in alcuni punti, anche l’80% dello spessore dei rifiuti abbancati.

Il tutto per evitare di sostenere le spese per la corretta gestione del percolato.

I consulenti della Procura hanno anche quantificato l’ingente quantitativo di rifiuti oggetto di traffico illecito e, da questi, derivato l’ingiusto profitto. Le articolate elaborazioni hanno permesso infatti di valutare l’enorme risparmio di gestione in circa 190 milioni di euro.

Al fine di garantire tale cifra per il proseguo del procedimento penale, si è proceduto al sequestro dell’azienda, dei beni e del patrimonio degli indagati. L’azienda è stata affidata per la Custodia Giudiziaria al Commissario Prefettizio, dott. Luigi Palumbo, al quale spetta anche il compito di avviare la corretta gestione ambientale della discarica nella sua fase post-operativa.

Intanto le province limitorfe stanno a guardare con apprensione. Per esperienza sanno che qualsiasi inceppo al meccanismo della raccolta dei rifiuti di roma porta valanghe di immondizia immondizia negli impianti provinciali.

 

26 luglio 2018 0

La Giverny, la castiglioncello dei modelli di artista

Di admin

FROSINONE – La gloria del Museo di Belle Arti di Boston è ‘Carmelina’ di Matisse, una delle opere più ammirate del Museo di Chicago è la ‘La lettura interrotta’ di Corot, gemme della Galleria Naz. di Washington e del Metropolitan di New York sono  ‘Il ragazzo dal panciotto rosso’ di Cézanne, il dipinto focale del Museo d‘Orsay è ’Agostina’ di Van Gogh, un capolavoro della collezione Buehrle di Zurigo è ‘L’Italienne’ di Picasso, l’Eros che svetta al centro della fontana in quello che è considerato da sempre l’ombelico del mondo e cioè Piccadilly Circus e lì vicino nei giardini di  Kensington la scultura di ‘Peter Pan’, lo ‘Sluggard’ di Leighton e il Bacio di Rodin al Museo Tate, il Seminatore nei Kew Gardens sempre a Londra, e poi ’Les Trois Soeurs’ del Museo Orangerie e la ‘Giovanna d’Arco’ a Place des Pyramides e  il ‘San Giovanni Battista’, la ‘Donna Accovacciata’, la ‘Cariatide’ al Museo Rodin di Parigi e in altre decine di musei del mondo, la ‘Ciociara col bambinello’ nei Musei Vaticani e una infinità di altre opere sparse in tutto il pianeta, capolavori universali visitati e ammirati ogni anno letteralmente da milioni e milioni di visitatori, sono il risultato della presenza della modella e del modello in posa sulla pedana davanti all’artista! Anzi possiamo concludere che tale  presenza è stata così determinante per l’artista, sia esso scultore o pittore, che l’opera d’arte medesima quasi sempre non è altro che il ritratto della modella o del modello. A tale elenco, sono  certo, troppo intrigante e stimolante per essere noioso, si aggiungano ‘Eva Incompiuta’ celeberrima di Rodin,  il ‘Serf’ di Matisse,  la ‘Joie de vivre’ pure di Matisse, il ‘Grand Nu’ di Braque, la ‘Seminatrice’ sui franchi d’argento e sui francobolli e oggi sull’Euro francesi, ‘L’armonia in rosso e verde’ di Whistler, ‘Carmela Bertagna’ di Sargent, le cinquanta opere di Matisse su ‘Laurette’, il ‘Balzac’ che si leva imponente e regale a Vavin di fronte allo Charivari a Parigi, l’’Italienne’ di Manet come pure la ‘Ciociara col mandolino’ di Corot e così infinitamente: come in un caleidoscopio meraviglioso sfileranno i sembianti e le figure di Cesidio Pignatelli, di Antonia Bruzzese baronessa di Gallinaro, di Adele Apruzzese, Rosa Arpino, Rosalina Pesce, Carmela Caira, Carmela Bevilacqua,  di Loreta Arpino, di Celestino Pesce, Agostina Segatori… pietre miliari ormai della Storia dell’Arte occidentale.….E chi ama approfondire, può sfogliare “MODELLE E MODELLI CIOCIARI A ROMA, PARIGI E LONDRA 1800-1900” per stupire ancora di più.

E tutte queste creature erano nella quasi totalità originarie della Valcomino, ecco perché l’analogia con Giverny la patria dell’Impressionismo e con Castiglioncello culla dei Macchiaioli: e la Valcomino, Olimpo ignorato dei modelli di artista, una volta  angolo recondito e appartato di  Terra di Lavoro borbonica e ancora oggi identificato come  ‘Abruzzi’, sempre  al plurale, perpetuando errori e distorsioni vecchi di secoli. E invece -una nemesi- questo è il luogo di  nascita, la matrice, non solo dei modelli ma di tutta la cosiddetta Ciociaria, perché è da qui che  le creature di quei luoghi iniziarono la loro secolare odissea migratoria parte al di là delle Alpi  e  parte nello Stato Pontificio  già alla fine del 1700: la patria dunque del personaggio in costume ciociaro, il soggetto -ecco perché nemesi- più illustrato e più amato dagli artisti europei: i pifferari, gli organettari e zampognari, le ciociarelle, gli artisti girovaghi per le vie dell’Europa, i briganti di Sonnino… Se si escludono i soggetti religiosi in prevalenza dei secoli passati, è arduo a rinvenire nella iconografia europea un soggetto così amato e così ripetuto come il soggetto in costume ciociaro o la modella o modello ciociari: si è trattato di una autentica apoteosi, durata circa centocinquantanni, tipica e unica di questi soggetti. E pertanto località delle quali non è facile trovare l’eguale per significato e contributi dati alla Storia, quali Picinisco, Gallinaro, Casalattico, Atina, Vallerotonda, San Biagio S. e altre, le patrie delle modelle e modelli di artista e degli artisti girovaghi, sono totalmente inconsapevoli e all’oscuro sia dei loro figli sia di quanto da loro dato all’Arte Occidentale, per non citare le istituzioni locali e nazionali!

Michele Santulli

24 luglio 2018 0

Marocchinate, il ricercatore Massimo Lucioli consulente di parte nell’inchiesta

Di admin

FROSINONE – Nell’inchiesta della Procura Militare di Roma sulle malefatte delle truppe coloniali francesi durante la seconda guerra Mondiale, l’associazione nazionale Vittime delle Marocchinate si avvarrà della consulenza tecnica di Massimo Lucioli, scrittore e ricercatore tra i primi ad occuparsi della drammatica vicenda.

“Massimo Lucioli, toscano di Siena, vive da sempre da Roma. Una vita dedicata al volo. Dopo gli studi classici, si è iscritto alla Facoltà di Giurisprudenza senza terminarla. Il suo amore per il volo ha preso il sopravvento su tutto. Una carriera di trent’anni. Dieci anni come pilota di linea civile. Ben venti anni passati sui Canadair”.

Lo scrive in una nota Davide Caluppi, addetto stampa dell’associazione nazionale Vittime delle Marocchinate.

“L’amore per il volo però gli ha concesso di portare avanti un altro interesse, e cioè quello della Storia. Autore di numerosi libri insieme al collega amico Davide Sabatini tra cui ricordiamo “La Ciociara e le altre”, “Rovetta 1945. Storia di una strage partigiana”, “Padre Antonio di Gesù. Il legionario di Dio”, “Mafia e Allies” scritto da solo”.

Nella nota Caluppi intervista l’autore e ricercatore.

“Come sai in questo ultimo periodo la vicenda è salita alle cronache nazionali vista la denuncia presentata alla Procura Militare di Roma contro la Francia per crimini di guerra, per tramite di Emiliano Ciotti e l’avvocato Randazzo. Alla notizia della denuncia quale è stata la tua reazione?

Ho salutato con soddisfazione la notizia della presentazione della denuncia, e ancor di più mi ha fatto piacere il fatto che il Procuratore Militare abbia di fatto voluto riaprire le indagini su dei fatti che sono stati volutamente e deliberatamente posti in un angolo d’ombra della storia.

 Insieme a Davide Sabatini siete stati tra i primi oltre venti anni fa a fare ricerche sulle Marocchinate. Puoi ricordarci il lavoro di quelle ricerche? Da dove siete partiti? Avete trovato difficoltà a reperire notizie sulla vicenda?

Con il mio amico Davide Sabatini decidemmo di approfondire il tema sui crimini commessi dai coloniali francesi (e non solo) proprio perchè è un fatto sul quale si è sempre voluto parlare poco. Ricordo che passammo dei mesi in Ciociaria alla ricerca di testimonianze e documentazione, fu un lavoro difficile perchè le gente all’epoca non parlava volentieri della cosa ed i fatti si riferivano sempre al paese limitrofo, a dimostrazione che questa ferita di fatto è una ferita che almeno venti anni fa era ancora aperta. Ad Esperia ci venne in aiuto il compianto amico Professor Bruno d’Epiro, il quale ci mise a disposizione il suo archivio con la relativa documentazione, la sua conoscenza dei fatti ed i suoi libri quali “Dramma di un Popolo” e “Linea Dora”, passammo molto tempo con lui nella sua casa di Esperia ed a lui sono particolarmente riconoscente, la sua collaborazione è stata determinante nella realizzazione de “La Ciociara e le altre”.

Altre ricerche furono effettuate presso l’Archivio Centrale dello Stato, e presso molti archivi degli Istituiti della resistenza in Toscana, e proprio nella ricerca presso tali Istituti trovammo documentazione che attestava che anche numerosi “patrioti o partigiani” furono spesso abusati dai coloniali francesi.

Qualche giorno fa sei stato nominato dall’avvocato Luciano Randazzo, legale dell’Associazione, consulente storico di parte circa l’apertura del fascicolo di indagine aperto in Procura. Puoi dirci qualcosa in merito alla nomina di consulente? Sull’avvocato Randazzo, lo conosci?

Conosco l’Avvocato Luciano Randazzo dai tempi in cui scrivemmo il libro sulle “Marocchinate”, già al tempo provammo con lui a far riaprire il caso ma forse i tempi all’epoca non erano ancora maturi. Una decina di giorni fa Luciano mi ha contattato e mi ha chiesto la disponibilità a fungere da consulente storico di parte, mi sono messo volentieri a disposizione, del resto è solo riprendere un percorso che avevamo avviato oltre venti anni fa. Sono a disposizione per quelle che sono le mie conoscenze sul tema.

Emiliano Ciotti, presidente dell’Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate, da anni si batte affinché sia fatta giustizia ma soprattutto venga fatta verità storica, che da più parti ancora mettono in dubbio la vicenda. Conosci Emiliano Ciotti? Come giudichi il lavoro dell’Associazione in generale e anche alla luce della denuncia presentata?

Con Emiliano Ciotti i primi contatti risalgono ad una decina di anni fa, aveva appena fondato l’ A.N.V.M. e invitò me e Sabatini ad una conferenza sulla base del nostro libro; ricordo che all’epoca causa stringenti impegni di lavoro mi fu impossibile partecipare, ma nonostante questo Emiliano volle attribuire a me e Sabatini la qualifica di Soci Onorari dell’Associazione in virtù della nostra attività di ricerca sul tema. In questi anni di lavoro l’Associazione ed Emiliano hanno fatto un gran lavoro che si è concretizzato con quanto sta accadendo oggi.

Sulle Marocchinate, visto il tuo lungo lavoro di ricerca, e sulla denuncia presentata qual è il tuo giudizio personale? Da consulente cosa ti aspetti?

Il mio giudizio sulla denuncia presentata è senz’altro positivo, ed auspico che si possa giungere a conclamare qualcosa che storicamente si è già accertato. Ovvero le responsabilità di “Francia Libera” quindi di De Gaulle del suo Governo e dei vertici militari del C.E.F., e del Comando Militare Alleato in Italia, i quali, tutti, sapevano ciò che stava accadendo e nulla fecero per porre un freno allo scempio poi perpetrato a danno dei nostri connazionali dalla Sicilia alle porte di Firenze. Questa è la giustizia che si può e si deve ottenere 76 anni dopo il tracico svolgersi di quei fatti”.

24 luglio 2018 0

Il Capo della Polizia Franco Gabrielli inaugura la “Green Room” in questura a Frosinone

Di admin

FROSINONE – Taglio del nastro in Questura, alla presenza del Capo della Polizia Prefetto Franco Gabrielli, del Direttore della Direzione Centrale Anticrimine Vittorio Rizzi e delle massime autorità religiose, civili e militari della provincia, per l’inaugurazione della “Green Room”, spazio per  l’ ascolto protetto di minori e “vulnerabili”.

Fortemente voluta dal Questore, dr.ssa Rosaria Amato, in linea con l’innovazione normativa, la realizzazione  di  un  ambiente confortevole, dove  operatori della Polizia di Stato, formati e specializzati all’ascolto, saranno  in grado di  intercettare e gestire il “disagio” e la paura di vittime, nonchè testimoni considerati vulnerabili.

La “Green Room” è allestita  in modo da creare un luogo di ascolto accogliente, tecnologicamente avanzato,   finalizzato anche al supporto psicologico.

Un contesto realizzato secondo i principi della psicologia ambientale affinché venga percepito come “spazio” rassicurante e di fiducia. Verde è il colore delle pareti con il  simbolico albero della vita.

In occasione dell’inaugurazione della “Green Room”, il Questore, dr.ssa Rosaria Amato,  ha sottolineato come un grande lavoro di squadra ha fatto sì che anche a Frosinone,  in linea con le recenti innovazioni normative, è stata realizzata una stanza di ascolto protetto per minori e soggetti vulnerabili.

“L’impegno  della Polizia di Stato è stato corale, non solo della Questura, ma anche della Stradale e della Postale, che hanno contribuito e partecipato con entusiasmo.

 

E’ stato  aperto “un cantiere:  abbiamo abbattuto tramezzi, costruito pareti, dipinto mura  ed il tutto, voglio sottolinearlo, totalmente in house, con il sacrificio personale dei singoli e la buona volontà di alcuni benefattori locali ” che “sento l’obbligo morale di ringraziare pubblicamente; piccoli imprenditori ed artigiani che hanno messo il cuore in questa iniziativa: Ciei Impianti Srl, Ditta Claudio Bastianelli, Rufa Mobili Srl, Ecodiesse Srl, Centro Commerciale  Le Grange Nella Persona Di Fabio Carrassi, Societa’ Autostrade Spa, Klopman International, Sig. Franco Stirpe, Ing. Marco Spaziani, Ditta Tommaso Perna, Decoratrice  Annamaria Cataldi, Ditta Giuseppe Fenicchia, Comune Di Frosinone, Ditta Pollino Umberto, Arredo Verde Di Pignataro Interamna,

Il risultato sono alcune stanze, attrezzate con sistemi tecnologicamente avanzati, dotate di particolare setting (pareti colorate , arredo studiato nei dettagli, giochi per bambini); il tutto finalizzato a creare ambienti confortevoli e protettivi, dove vittime e/o testimoni potranno sentirsi a proprio agio, grazie anche alla presenza costante della nostra psicologa, la dr.ssa Pagliarosi”.