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20 luglio 2010 0

“La Danzatrice” o “Ninfa del Liri” del Cataldi in esposizione al palazzo della provincia

Di redazione
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“La Danzatrice” o chiamata audacemente “La Ninfa del Liri” da un giornalista locale è ora in libera esposizione del pubblico ciociaro. Stiamo parlando della scultura di Amleto Cataldi, grande figlio della Terra di Ciociaria, vissuto a cavallo tra 1800 e 1900, considerato dagli intenditori tra i grandi della scultura europea. Abbiamo già informato che la scultura è apparsa a New York l’anno scorso dopo essere stata immersa nel verde del giardino di una villa del Texas per settanta-ottantanni. Per la “Danzatrice” o “Ninfa del Liri” o “Ciociara dei Simbruini”, alta 2,36 m, in bronzo, posò una modella di Anticoli Corrado che più tardi diverrà moglie di Fausto Pirandello, l’artista pittore figlio del grande drammaturgo. Quresta sfolgorante fanciulla, dal corpo che la scultura rende e modula alla perfezione, nel 1915 per alcune settimane posò anche per Rodin che si trovava a Roma per realizzare il busto di Papa Benedetto XV. Il massimo scultore conosceva il corpo scultoreo della modella in quanto qualche anno prima, in una esposizione a Parigi, aveva già espresso il suo parere su questa opera presentata per la prima volta al giudizio della commissione da lui presieduta. Nella brochure a disposizione dei visitatori tutta la vicenda è ben ricordata. Ora sia la Presidenza dell’Amministrazione Provinciale e sia l’Assessore alla Cultura con raro entusiasmo si stanno adoperando a far conoscere e a far godere i cittadini della nostra provincia mettendo in esposizione la magnifica opera d’arte nell’atrio del Palazzo della Provincia, aperto a tutti. Senza dover avere necessità di ricorrere all’incenso, diciamo che è una delle prime volte negli annali di questa Amministrazione che i cittadini si rendono consapevoli che ci si preoccupa di provvedere al loro bene, senza contropartita, senza nulla pretendere, senza altro scopo che quello di gratificare e far godere. Un duplice, rarissimo, risultato: offrire in visione e alla gratificazione di tutti un’opera d’arte affiorata miracolosamente sul mercato antiquario e considerata tra i capolavori del Novecento europeo e allo stesso tempo iniziare ad occuparsi finalmente della rilevanza degli artisti ciociari a cavallo tra ottocento e novecento, apprezzati e ricercati in tutto il mondo ma ignorati quasi completamente nella loro Terra di origine. In effetti se si esclude la iniziativa su Filippo Balbi risalente ormai ad almeno venti anni addietro, da allora, a mio avviso, nulla e niente è stato fatto a vantaggio vero ed educativo e gratificante dlla comunità ciociara, se non manifestazioni sulle quali è meglio che sia la storia a pronunciarsi, spesso vere cattedrali nel deserto, costate migliaia e migliaia di Euro pubblici, a solo beneficio dei soliti noti. A questo proposito va anche portato a conoscenza che i menzionati amministratori della Provincia, considerato il valore intrinseco della scultura e altresì il suo valore artistico, sono stati così abili e intelligenti e anche disinteressati, da mettere a disposizione della comunità ciociara quest’opera di Amleto Cataldi senza spendere un soldo, se non le modestissime spese per gli inviti e le brochures. Quindi doppiamente da stimare. Il colore politico o partitico, mi si permetta la tirata, poco conta quando gli animi sono puri e disinteressati e volti veramente al bene pubblico, come questo episodio illustra. La esposizione della scultura è dal 30 p.v. nell’atrio eccellente del Palazzo della Provincia. Michele Santulli