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13 marzo 2017 0

Motori: le nuove regole sull’omologazione dei cerchi

Di admin
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Dall’Italia – Per gli appassionati di cerchi maggiorati o light tuning non sarà più un problema installare sulla propria auto dei cerchi diversi rispetto alle ruote originali e a quelle sostitutive del veicolo. Mentre in passato era necessario ottenere il nulla osta della casa produttrice del veicolo e affrontare le spese di collaudo, con il decreto ruote, dal 10 ottobre 2015, il montaggio di cerchi in lega maggiorati sarà molto più semplice. Infatti, non sarà necessario espletare nessun tipo di pratica burocratica se sui cerchi saranno montati pneumatici già presenti nel libretto di circolazione del veicolo.

Il decreto ruote semplifica perciò le procedure per l’installazione dei cerchi maggiorati, ma consente la commercializzazione e l’acquisto dei soli cerchi omologati. In Italia, il sistema ruota deve essere dotato obbligatoriamente dell’omologazione europea (ECE 124) oppure italiana (NAD), e il numero di omologazione dovrà essere visibile anche a pneumatico installato. I cerchi omologati sono accompagnati da un certificato di conformità che, insieme alla dichiarazione di corretto montaggio, dovrà essere tenuto sempre a bordo della vettura se non si vuole rischiare una sanzione amministrativa. La norma si applica esclusivamente ai M1 (automobili) e M1G (fuoristrada).

Quali cerchi è possibile montare sulla propria vettura?

Per informarsi su quali cerchi tra quelli in commercio siano omologati per la propria vettura occorre recarsi da un rivenditore oppure effettuare una ricerca online attraverso la marca e il modello della propria auto. Il rivenditore verifica se quella vettura rientra nel campo d’impiego di quel determinato pneumatico. Il campo d’impiego è un documento in cui sono elencate le vetture per le quali quel sistema ruota è omologato.

Il gommista, dopo aver effettuato il montaggio, dovrà rilasciare il certificato di conformità della ruota, il documento sul campo d’impiego e la dichiarazione di corretto montaggio. Se gli pneumatici montati rientrano tra quelli previsti dal costruttore del veicolo e sono già presenti nella carta di circolazione, non sarà necessario espletare nessuna procedura burocratica, se invece gli pneumatici montati sono di dimensione diversa, occorrerà aggiornare la carta di circolazione.

Come aggiornare la carta di circolazione

Sarà necessario inoltrare la domanda presso gli uffici della Motorizzazione civile della provincia in cui ha sede l’officina che ha effettuato il montaggio dei cerchi. La domanda potrà essere inoltrata utilizzando un modulo scaricabile dal sito www.ilportaledellautomobilista.it . Alla domanda bisogna accludere il certificato di conformità e la dichiarazione di corretta installazione rilasciati dal gommista, e due versamenti per le spese amministrative di 25 euro e 16 euro. L’ufficio vaglierà la documentazione e provvederà all’aggiornamento del libretto di circolazione aggiungendo le nuove misure degli pneumatici.

Se si desiderasse utilizzare delle ruote di diametro inferiore rispetto a quelle montate dalla casa produttrice del veicolo, è possibile farlo rispettando le stesse regole già indicate. Anche in questo caso occorre che il sistema ruota sia omologato per quel tipo di veicolo.

9 settembre 2016 0

Mafia Capitale a “5 cerchi” contro il Movimento a 5 Stelle per far vincere il cancro che uccide Roma

Di admin

Roma – E’ il cancro che cerca di difendersi dai farmaci che lo attaccano. Che Roma sia coperta dalla cupola mafiosa del malaffare non siamo certo noi a dirlo, ma le inchieste giudiziarie che hanno aperto uno squarcio profondo su ciò che tutti noi temevamo fosse vero.

Il Cuore del Paese, la sua Capitale, era, o forse lo è ancora, in mano ad un qualcosa di indefinibile: chiamarlo anti Stato è errato perché ha coinvolto, o coinvolge ancora, parte dello Stato stesso o di chi lo rappresenta.

La graticola su cui si sta cucinando il Movimento 5 Stelle è lo strumento con cui il cancro si difende e se per la malattia l’obiettivo è la morte del corpo che lo ospita, per la Cupola, l’obiettivo sono le Olimpiadi. A Lui, al cancro, non interessa oggi come si chiami il sindaco, se sia giallo o rosso o nero, l’importante è che non sia la Raggi semplicemente perché rischia di mettere il lucchetto alla dispensa.

Abbiamo sentito dire da chi sostiene la fattibilità delle Olimpiadi a Roma che “Se qualcuno ruba si arresta il ladro, ma non si blocca il Paese”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi. Ma non era il Movimento 5 Stelle ad essere populista?

Le Olimpiadi, in un Paese in cui sia possibile garantire la legalità in genere ed in particolare nell’affidamento degli  appalti e nel contrastare il fenomeno della corruzione, ospitare una grande manifestazione come quella olimpionica è manna da cielo; nel nostro dove questo non è oggettivamente possibile, significa solamente dare forza al cancro. Chi dice il contrario fa populismo o lo dice perché ha interessi.

Lo sport ovviamente non c’entra nulla. Il problema è che le olimpiadi a Roma darebbero posti di lavoro e soldi. A chi?

A chi deve ricostruire l’impero del malaffare. I posti di lavoro servono per creare bacini elettorali per piazzare proprie pedine in consigli comunali, assessorati, ruoli direzionali ed anche in Parlamento, al fine di ricostruire o rinsaldare quel tessuto criminale danneggiato negli ultimi anni.

Significherebbe spianare la strada al cancro per i prossimi decenni. L’unico ostacolo sembrano essere quei “pazzi” dei Movimento 5 Stelle. Sotto la graticola non ci sono solo carboni ardenti ma vere e proprie fiamme. Addirittura si schernisce la Raggi perché non riesce a trovare figure che accettino di ricoprire cariche assessorili. Possibile? A Roma che ha millenaria storia anche di complotti per il potere? Quando mai è accaduto questo? Adesso, quando la dispensa è lucchettata: oggi.

Diciamo questo non perché conosciamo la sindaca, (non la conosciamo infatti) ma solamente basandoci su ciò che vediamo; su come titolano i giornali, i telegiornali. Troppo livore sfacciatamente interessato nei confronti di un sistema che sta andando contro un altro sistema, quello purtroppo consolidato dalla corruzione. L’errore della sindaca, a nostro avviso, è quello di cercare di circondarsi di figure di elevato spessore. Oggi l’Italia ha bisogno di amministratori onesti ancor più che super capaci. Purtroppo, è merce rara. Sinceramente c’è da temere per la sorte del sindaco.

Ermanno Amedei