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27 luglio 2017 0

Traffico illecito di rifiuti tossici ad Aprilia per milioni di euro: indagati diversi imprenditori fra Roma e Latina

Di redazionecassino1
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Scoperta una vasta discarica abusiva per rifiuti tossici questa mattina nella zona periferica di Aprilia, in via del Tufello, creata sfruttando una cava di pozzolana in disuso da anni. I rifiuti tossici arrivavano in provincia di Latina notte e giorno a bordo di decine di veicoli pesanti, per poi essere interrati con pale meccaniche nella stessa cava. La Polizia di Stato di Latina, coordinata dal Servizio Centrale Operativo, ha condotto un’operazione iniziata nella notte e perdurata sino all’alba, riuscendo a sgominare la complessa organizzazione criminale celata dietro al traffico illecito e sversamento di rifiuti pericolosi. Le indagini erano iniziate da mesi, perseguite anche con intercettazioni e sistemi di videosorveglianza controllati dai poliziotti del Servizio centrale operativo – sotto il comando di Alessandro Giuliano e il coordinamento della Dda romana. Centinaia i casi di deposito scorie attestati, risalirebbe di fatto al marzo del 2016 l’inizio dell’attività criminale presso la cava di Aprilia, che ruoterebbe attorno alle figure di un 53enne romano e del figlio 22enne. Indagati numerosi imprenditori delle province di Roma e Latina, fra i quali non mancherebbero persone impiegate nel settore del recupero e dello smaltimento dei rifiuti. Si è dunque giunti al sequestro di società, quote societarie, fabbricati ad uso civile ed industriale, terreni e beni a carico degli indagati, raggiungendo una cifra di svariati milioni di euro. Per il momento sono 22 le persone destinatarie di provvedimenti restrittivi, richiesti dalla Direzione Distrettuale Antimafia ed emessi dal gip presso il Tribunale di Roma. Avviati controlli e verifiche sulla qualità delle acque di un torrente e di una sorgente di acqua minerale che si trovano a poche centinaia di metri dalla cava, per evitare così qualsiasi danno alla salute. L’acqua della sorgente minerale, di fatto, pur non venendo imbottigliata è costantemente utilizzata dai cittadini.

Giulia Guerra

10 ottobre 2016 0

Frosinone – Traffico illecito di rifiuti, sequestro presso società farmaceutica del frusinate

Di Antonio Nardelli

Frosinone  – Oggi il Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale (N.I.P.A.F.) del Comando Provinciale di Frosinone del Corpo forestale dello Stato ha eseguito un decreto di sequestro emesso dal GIP del Tribunale di Roma, e richiesto dalla D.D.A. della Procura di Roma, nei confronti di una società farmaceutica del frusinate.

Le indagini, svolte dal NIPAF di Frosinone e coordinate dal sostituto procuratore della D.D.A. di Roma dr.ssa Palaia Maria Cristina e dal sostituto procuratore dr.ssa Caracuzzo Rita della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Frosinone, hanno consentito di accertare l’esistenza di un traffico illecito di rifiuti costituiti da fanghi prodotti dalla società.

In particolare gli investigatori hanno accertato come tali rifiuti non venivano smaltiti attraverso il conferimento a ditte terze a ciò deputate, ma venivano immessi come ammendanti nei terreni circostanti l’azienda, e di proprietà della stessa, sui quali poi sono state effettuate nel tempo delle colture agrarie.

Ciò avveniva in virtù di un provvedimento autorizzativo emanato dagli enti competenti e solo formalmente regolare, in realtà affetto da vizi di illegittimità, quali, ad esempio, l’assenza della necessaria VIA.

In tal modo la società, secondo il GIP del Tribunale di Roma, ha non solo smaltito illecitamente ingenti quantità di rifiuti ma ha altresì conseguito enormi guadagni derivanti proprio dal risparmio di spesa relativa allo smaltimento tramite ditte terze dei rifiuti costituiti dai fanghi.

I terreni oggetto dello spandimento dei fanghi sono stati così sottoposti a sequestro, mentre i responsabili dell’azienda e i funzionari pubblici sono stati denunciati all’A.G. per concorso in attività organizzate per traffico illecito di rifiuti.-