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12 luglio 2018 0

Predoni di trattori tra Ciociaria e Castelli Romani, 15 indagati tra Roma, Frosinone e Latina

Di admin
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LAZIO – Oramai da tempo il fenomeno del furto di trattori sta provocando gravissimi danni ad agricoltori/contoterzisti e dealer.

L’indagine denominata “WOOD CUTTER” nasce nel gennaio del 2015 a seguito del furto di un trattore avvenuto in Alatri, intercettato poco dopo da una pattuglia del NORM della Compagnia di Anagni. Il malfattore, alla vista dei militari che gli avevano imposto “l’Alt”, si era dato alla fuga nei campi abbandonato il mezzo agricolo. A seguito di ciò, è stata avviata un’attività info investigativa che ha portato a monitorare un pregiudicato di Acuto, fortemente indiziato del furto in questione anche perché già in passato coinvolto in reati specifici.

Nel corso delle attività di polizia giudiziaria, erano stati accertati diversi episodi delittuosi, molti dei quali perpetrati nelle zone di Cori (LT), Rocca Massima (LT), Velletri (RM), Nemi (RM), Labico (RM), Lariano (RM), Ariccia (RM), Ceccano (FR), Alatri (FR), Genazzano (RM), Ferentino (FR), Aprilia (LT), Palestrina (LT), Rocca Priora ( RM), S. Angelo Romano (RM) Monte Porzio Catone (RM), Paliano (FR), Cave (RM), Cisterna di Latina (LT).

I reati contestati a 15 persone sono quelli a vario titolo di associazione per delinquere, furto aggravato in concorso, ricettazione, riciclaggio ed estorsione continuati. Per i primi sei indagati il reato contestato è anche quello di associazione per delinquere per essersi associati tra loro al fine di promuovere, costituire ed organizzare un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di plurimi delitti contro il patrimonio e, segnatamente, furti aggravati, ricettazioni e riciclaggio di mezzi agricoli e d’opera, estorsioni, nonché furti di bestiame. Nello specifico i membri del sodalizio, perlustrando autonomamente o su segnalazioni provenienti da fiancheggiatori, individuavano nelle campagne dell’agro ciociaro, pontino e sud romano i mezzi considerati più appetibili da rubare, normalmente trattori di alta fascia, ma anche attrezzature, mini escavatori, camion e macchine, nonché animali e greggi animali. Tutto ciò veniva venduto a cittadini stranieri o italiani consapevoli della loro provenienza illecita a prezzi inferiori a quelli di mercato, o venivano ceduti ad acquirenti ignari della loro provenienza dopo aver proceduto a falsificare la relativa documentazione o veniva proposto il riacquisto del mezzo asportato al legittimo proprietario estorcendo allo stesso il pagamento di una congrua somma di denaro (c.d. cavallo di ritorno).

L’indagine, originariamente avviata presso la Procura di Frosinone, è stata proseguita da quella di Velletri che, condividendo la tesi investigativa dei militari operanti, emetteva l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti dei sottoelencati indagati: A.D., 42 anni, residente in Acuto (FR)con pregiudizi di Polizia; M.F., 39 anni, residente a Cori (LT) con pregiudizi di Polizia; K.E, 37 anni, straniero ma residente a Velletri (RM) con pregiudizi di Polizia; K.B, 36 anni, straniero ma residente a Velletri (RM) con pregiudizi di Polizia; L.M, 26 anni residente in Velletri con pregiudizi di Polizia; P.M., 44 anni residente in Rocca Massima (LT) con pregiudizi di Polizia; P.V. 47 anni residente in Bellegra (Roma); C.L, 45 anni residente in Rocca Massima (LT); D.F, 44 anni; residente in Cori (LT) con pregiudizi di polizia; F.M. 33 anni residente a Lanuvio (RM); M.R, 37 anni residente a Sabaudia (LT) con pregiudizi di polizia; N.A., 41 anni; straniero ma residente a Velletri (RM) con pregiudizi di Polizia; P.G., 45 anni residente a Valmontone ( RM) con pregiudizi di Polizia; P.A., 27 anni residente in Cori (LT) con pregiudizi di polizia; T.P., 58 anni residente in Cori (LT) con pregiudizi di polizia.

In particolare, la citata indagine, ha consentito di recuperare diversi mezzi e attrezzi agricoli con il conseguente deferimento in stato di libertà dei possessori e la riconsegna di quanto asportato agli aventi diritto, facendo altresì emergere e scoprire: complessivamente, la commissione di 28 eventi delittuosi;

accertare una tentata estorsione in danno di un agricoltore della provincia di Latina nei confronti del quale gli indagati, al fine di procurarsi un ingiusto profitto, compivano atti idonei diretti in modo non equivoco consistiti nel costringerlo, mediante minaccia, a pagare il prezzo di euro 20.000,00 per la restituzione di due trattori marca “new holland” asportati nella sua azienda;

accertare una estorsione in danno di un agricoltore sempre della provincia di Latina nei confronti del quale gli indagati, con minaccia lo costringevano (metodo del c.d. “cavallo di ritorno”) a consegnarli la somma di euro 13.000 per la restituzione di dell’autocarro Iveco e di bobcat minipala rubati dalla sua azienda sita nella provincia di Latina;

accertare una estorsione in danno di un agricoltore della provincia di Latina nei confronti del quale gli indagati, con minaccia lo costringevano (metodo del c.d. “cavallo di ritorno”) a consegnarli un congrua somma di denaro per la restituzione di due trattori  che gli avevano rubato dalla sua azienda in provincia di latina;

recuperare in totale nr. 20 trattori e svariati mezzi agricoli per un valore complessivo ammontante a circa 1.000.000,00 di euro;

accertare reati commessi dal 2012 al mese di gennaio 2015;

come gli indagati compivano su veicoli provento di furto, operazioni tali da ostacolare l’identificazione della loro provenienza illecita apponendovi al posto delle originarie targhe, altre risultate “clone” di quelle di veicoli analoghi di proprietà di altri agricoltori o punzonavano il contrassegno del telaio sostituendolo a quello originale associano a tale veicolo la dichiarazione di conformità risultata contraffatta e clone di altro trattore agricolo.

20 marzo 2018 0

Predoni di appartamenti e ville, con 21 arresti stroncata a Roma banda di Rom

Di admin

ROMA – Dalle prime luci dell’alba, i Carabinieri della Compagnia di Roma Trionfale stanno notificando un’ordinanza  custodia cautelare nei confronti di 9 persone (7 in carcere, 2 agli arresti domiciliari), emessa dal locale Ufficio G.I.P. del Tribunale Ordinario di Roma a seguito degli sviluppi di un’articolata e complessa attività di indagine coordinata e diretta dalla Procura della Repubblica di Roma. Si tratta di soggetti , tutti “rom” di seconda generazione, di origine slava, ma nati e cresciuti in Italia, dimoranti nel comune di Roma e in quelli limitrofi, ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata ai furti e rapine in abitazione. Un indagato deve anche rispondere del tentativo di fare abortire una ragazzina minorenne, della stessa etnia.

L’indagine, avviata nel mese di ottobre 2016 e conclusa nel mese di maggio 2017, condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Roma Trionfale, ha già determinato l’arresto di 12 persone in flagranza di reato ed il recupero di refurtiva di ingente valore, restituita alle vittime di reato. L’attività investigativa ha consentito inoltre di identificare gli indagati che erano dei veri e propri “predoni” professionisti che svaligiavano le case, prevalentemente dei quartieri più ricchi di Roma, con una destrezza ed un’abilità assolutamente fuori dal comune; introducendosi facilmente all’interno, anche ai piani superiori, grazie alla loro agilità ed abilità acrobatica e portavano via dalle abitazioni denaro, oggetti in oro e qualsiasi oggetto di valore.

I Carabinieri hanno individuato la base operativa e logistica del citato gruppo delinquenziale ove venivano pianificate le attività criminose da compiere; comprendere il modus operandi utilizzato nel perpetrare furti in abitazione e reati ad essi correlati. Di ingente valore la refurtiva recuperata e già restituita ai proprietari.