Tag: reato

10 ottobre 2017 0

Un 27enne viene denunciato dalla polizia per il reato di ricettazione, ad incastrarlo la madre

Di redazionecassino1
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Frosinone – Molto spesso i proventi di furto sono difficili da reperire perché immediatamente smerciati altrove tramite un “passamano criminoso” che rende quasi impossibile il ritrovamento degli oggetti sottratti al legittimo proprietario.  Questa volta, però, non è andata così. Questa volta è stata la madre del giovane ricettatore a chiamare le Forze dell’ordine, insospettita da alcuni beni in possesso del figlio ventisettenne. Alle 06:00 a.m. circa, grazie ad una segnalazione pervenuta sulla linea di emergenza 113, gli uomini della volante della Polizia di Stato sono andati presso l’ abitazione della stessa donna che ha richiesto l’ intervento degli agenti. Il motivo? La donna voleva denunciare quanto accaduto poco prima: racconta di aver sentito il figlio, 27enne, rincasare alle prime luci del mattino, con al seguito alcune borse da donna, svariati foulard e uno stereo per autovettura, giustificandosi con la stessa, dicendo di aver fatto “un affare”. Ma la donna, oltre questi oggetti, ha notato anche la presenza di una patente di guida ed una tessera sanitaria intestate ad una donna Frusinate. Date le circostanze dubbiose, aggravate anche dalla consapevolezza da parte di questa coraggiosa mamma che il figlio sia consumatore di sostanze stupefacenti ma, di fatto, senza stabile impiego lavorativo, ha deciso di chiedere aiuto agli agenti della Questura di Frosinone. Data esecuzione a tutti gli accertamenti doverosi al fine di capirne la provenienza, i documenti ritrovati risultano essere effettivamente proventi di furto debitamente segnalati tramite denuncia sporta dalla vittima poche settimane fa.

Per il ragazzo non c’è stata più giustificazione valida ed è dunque stato deferito all’ A.G. per il reato di ricettazione.

Un plauso va agli operatori di Polizia, ma anche a questa mamma che, seppur trattasi di suo figlio, ha deciso di fare la cosa giusta.

13 aprile 2017 1

Cassazione: sosta abusiva in area disabili ora scatta anche il reato di violenza privata

Di redazionecassino1

Roma – Occupare il parcheggio riservato espressamente a persona disabile, d’ora in avanti rientrerà nel reato di violenza privata. Lo ha stabilito una sentenza della Corte di Cassazione n. 17794/17 depositata lo scorso 7 aprile. Quando lo spazio per il parcheggio è espressamente riservato ad una determinata persona affetta da disabilità, alla generica violazione della norma sulla circolazione stradale si aggiungerà, l’impedimento al singolo cittadino a cui è riservato lo stallo di parcheggiare lì dove solo a lui è consentito lasciare il mezzo. Pertanto, colui che mette in atto tale condotta è punibile per il reato di cui all’art. 610 c.p., ossia per violenza privata. Così si è espressa la Corte di Cassazione. La pronuncia della Corte nasce dalla condanna di un automobilista emessa dal Tribunale e confermata dalla Corte d’Appello di Palermo.  Quest’ultima, infatti, confermava la sentenza del Tribunale che condannava l’imputato in quanto colpevole di aver parcheggiato la propria autovettura in uno spazio riservato alla persona offesa affetta da gravi patologie, impedendole così di utilizzarlo fino alla rimozione della sua autovettura. L’imputato aveva promosso ricorso per cassazione. I Giudici di legittimità, però, hanno ritenuti sussistenti, nel caso di specie, sia l’elemento soggettivo che quello oggettivo del reato. In particolare, affermano che «quando lo spazio per il parcheggio è espressamente riservato ad una determinata persona, per ragioni attinenti al suo stato di salute, alla generica violazione della norma sulla circolazione stradale si aggiunge l’impedimento al singolo cittadino a cui è riservato lo stallo di parcheggiare lì dove solo a lui è consentito lasciare il mezzo». In tal senso, si ritiene sussistente l’elemento oggettivo. Non solo, nella fattispecie, l’imputato ha preso visione della segnaletica e ha volutamente scelto di lasciare l’autovettura in un posto riservato ad una specifica persona, impedendole, in tal modo, di parcheggiare nello stesso spazio e lasciandovi l’autovettura fino al giorno successivo.

La condotta messa in atto dall’imputato integra, quindi, il reato di violenza privata. Pertanto, la Suprema Corte rigetta il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese processuali.

F. Pensabene

foto repertorio

31 maggio 2010 0

Arrestato in flagranza di reato mentre spacciava droga

Di admin

Gli uomini del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Giulianova, agli ordini del Luogotenente Antonio Longo, alle prime ore dell’alba di domenica 30 maggio u.s. hanno tratto in arresto in flagranza di reato con l’accusa di detenzione al fine di spaccio di sostanze stupefacenti D.C., 27enne del luogo. Il giovane è stato sorpreso all’interno dell’esercizio commerciale (bar) di sua proprietà ubicato nella località costiera mentre cedeva due dosi di sostanza stupefacente del tipo “cocaina” quantificata in gr. 1 (uno) a giovani del luogo, sottoponendola a sequestro. La successiva perquisizione personale e locale consentiva ai militari di rinvenire ulteriori due grammi di hashish, già suddivisa in dosi, un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento dello stupefacente, il tutto sottoposto a sequestro. Per il giovane quindi sono scattate le manette e sopo le formalità di rito è stato associato alla Casa Circondariale di Teramo a disposizione della competente A.G., in attesa dell’udienza di convalida.