Tag: regime

29 giugno 2018 0

Regime forfettario a 50 mila euro per le partite Iva, la proposta di Mara Carfagna

Di redazionecassino1
(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({ google_ad_client: "ca-pub-3708340944781441", enable_page_level_ads: true });

ATTUALITÀ – Sostenere il lavoro, sostenendo le partite IVA. Arriva da Mara Carfagna, deputata di Forza Italia e vicepresidente della Camera, una proposta di legge finalizzata ad aiutare lavori autonomi e professionisti. Come? Innalzando il limite per accedere al regime contributivo dei minimi da 30 a 50 mila euro.

Una proposta per far ripartire il lavoro

L’economia e la ripresa del Paese deve andare di pari pass con la ripresa del lavoro. E’ da questo assunto che prende forma la proposta di legge avanzata, nei giorni scorsi, dalla vicepresidente della Camera e deputata di Forza Italia, Mara Carfagna. Aiutare e sostenere i lavoratori a partita Iva innalzando il regime dei minimi. Non più, quindi, tassazione al 15 per cento per i redditi fino a 30 mila euro ma una soglia più alta, fino a 50 mila euro. Con una fascia di uscita graduale per i successivi 5 mila euro.

Le ragioni in un post

E’ in un lungo post sulla propria pagina Facebook che Mara Carfagna spiega le ragioni di questo intervento: “L’Italia riparte se riparte il lavoro, soprattutto quello dei giovani e in particolare di chi è imprenditore di se stesso. Per questo abbiamo presentato una proposta di legge per innalzare il tetto del regime forfettario agevolato al 15 per cento (il cosiddetto ‘regime dei minimi’), previsto per i professionisti e le altre tipologie di partite Iva. Oggi questo limite è 30 mila euro annui: elevarlo fino a 50 mila euro, con una fascia di uscita graduale sino a 55 mila euro, sarebbe un’autentica iniezione di libertà dal peso eccessivo del fisco per centinaia di migliaia di professionisti, prevalentemente giovani. Stiamo parlando di un esercito di 600mila persone, non garantite da contratti o da tutele, free lance e creatori del proprio lavoro. L’attuale limite a 30mila euro è un’agevolazione utile, ma finisce per intrappolare molti di loro sotto quella soglia: se guadagni anche solo un euro in più, perdi il beneficio e paghi Irpef e Iva ordinarie. Per questo, innalzare il limite a 50 mila per la tassazione al 15 per cento e prevedere poi un phasing-out al 24 per cento per i successivi 5 mila euro di fatturato favorirebbe la crescita dimensionale, scoraggerebbe il sommerso e – conclude Carfagna – semplificherebbe gli adempimenti burocratici-fiscali per una fascia più ampia di lavoratori autonomi”.

Il regime forfettario

Ma cosa prevede il regime in questione? Una spiegazione esaustiva è quella offerta dalla guida sul regime forfettario per professionisti di Fatture in Cloud. Un pratico manuale che spiega nel dettaglio tutto quello che c’è da sapere sul regime agevolato per i professionisti.

Le partite iva guadagnano di più nel 2016

Intanto, recenti dati rilasciati dal Ministero dell’Economia, relativi alle dichiarazioni Iva, raccontano una storia positiva che vede professionisti e autonomi tornare a guadagnare più dell’anno precedente. Certo, le somme sono ancora lontane da quelle pre-crisi ma il dato complessivo fa segnare un sorpasso sul 2011, per la prima volta da anni. I contribuenti che hanno presentato la dichiarazione Iva per l’anno d’imposta 2016 sono state circa 4,9 milioni. Il dato è in leggera flessione rispetto all’anno precedente proprio perché è cresciuto il numero di persone che hanno optato per il regime forfettario che ha già visto ampliare le somme d’accesso con la Legge di Bilancio del 2016. Il calo anno su anno è pari al 4,5 per cento. Chi guadagna di più tra le partite iva italiane? Secondo le dichiarazioni dei redditi 2017 sono senza dubbio i professionisti, con un reddito doppio rispetto a quello dei commercianti. Chiudono la classifica dei redditi pescatori, ceramisti e mercerie con meno di 10mila euro.

 

26 marzo 2010 0

Regionali 2010 / Legge sulla casa e regime vincolistico: Abbruzzese interviene a Sora

Di admin

Legge sulla casa e regime vincolistico: se ne è discusso mercoledì sera all’interno del ristorante “Borgo dei Lecci” a Sora. All’incontro, organizzato dall’assessore provinciale Ernesto Tersigni, ha partecipato Mario Abbruzzese, candidato alle prossime elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale del Lazio. All’appuntamento politico-elettorale vi erano oltre 700 persone, intervenute da tutto il sorano. “A distanza di sette mesi dall’entrata in vigore della Legge Regionale numero 21 – ha ribadito Abbruzzese ai presenti -, quella relativa alle misure straordinarie per il settore edilizio ed interventi per l’edilizia residenziale sociale, si può finalmente provare a fare un bilancio sugli effetti pratici che questa ha prodotto nella nostra regione per rilanciare il settore dell’edilizia. Le tanto auspicate norme che avrebbero dovuto rappresentare un valido incentivo per un settore già sofferente, si sono rivelate un totale fallimento. Non è una sorpresa per nessuno – ha continuato l’esponente Pdl -. La legge, fortemente limitativa e restrittiva, non offre in pratica quelle opportunità che, da un lato potrebbero migliorare la qualità degli edifici e dall’altro mettere in campo risorse economiche a vantaggio di tutto il settore e del relativo indotto. In sostanza – ha spiegato – la facoltà di ampliare gli edifici è preclusa su quasi tutti gli ambiti territoriali: sono esclusi i centri storici, sono escluse le zone di espansione e le zone di vincolo ma, soprattutto, sono escluse le zone agricole. Il tutto come se le zone agricole del nostro territorio fossero assolutamente deserte ed inedificate, dimenticando che proprio fuori dai centri abitati si concentra una gran parte del patrimonio edilizio che può essere recuperato e migliorato senza oneri per la pubblica amministrazione”. A ciò si aggiunga il fatto che il Piano Paesistico Regionale si è calato sul territorio come una mannaia. “Allo stato delle cose – ha continuato Mario Abbruzzese – sembra anacronistico proporne un rigetto totale. Ma sono ormai passati due anni dal momento in cui i Comuni del Lazio hanno formulato le osservazioni al P.T.P.R. e chissà quanto tempo ancora bisognerà aspettare. Certamente tutti i Comuni avranno operato nell’interesse dei cittadini formulando opportune osservazioni tali da consentire una vera politica di tutela ma, soprattutto, senza penalizzare in maniera ingiustificata ambiti territoriali che di fatto non necessitano di alcuna misura di salvaguardia perché non c’è nulla da tutelare e salvaguardare. In modo particolare mi riferisco al Comune di Sora – ha affermato l’esponente del Popolo della Libertà – particolarmente penalizzato nelle località di San Giorgio, Grignano, Mezzano, Cippillo, Incoronata e Portella. Se verrò eletto in regione – ha concluso Abbruzzese prendendo un impegno concreto – provvederò ad accelerare i tempi di approvazione delle osservazioni formulate dai Comuni. Solo in questa sede sarà possibile accertate tutte le anomalie del P.T.P.R. rilevate dalle Amministrazioni Locali sulla base non di un lavoro fatto a tavolino e sulla carta, ma sulla reale fotografia dello stato dei luoghi. L’importante – ha concluso Abbruzzese – è fare in fretta, per non penalizzare ulteriormente tutti quei cittadini che, anche solo per fare piccoli interventi di manutenzione, sono oggi costretti ad aspettare mesi se non addirittura anni per ottenere un’autorizzazione che potrebbe sicuramente essere evitata se solo il Piano Paesistico avesse preso in considerazione l’effettiva realtà dei luoghi”.