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29 gennaio 2018 1

Ponte stretto e pericoloso a Sant’Apollinare, c’é chi pensa a costruirne uno nuovo

Di redazionecassino1
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Da anni gli abitanti di Sant’Apollinare denunciano la pericolosità del ponte posto sulla SP dei Santi 76, il quale sovrasta il fiume Liri. Denominato “il ponte di cartone” dagli stessi abitanti, perplessità circa la sua agibilità nacquero sin dall’inizio dei lavori, nel 1948, quando furono stanziati dal Genio Civile di Cassino dieci milioni di lire per la prima parte dell’opera. Sfortunatamente, l’impalcatura in legno del ponte fu distrutta da una delle inondazioni del fiume, mentre poco prima uno degli operai addetto ai lavori rimase vittima, cadendo dallo scheletro della struttura.  

  Alla disgrazia si aggiunse ulteriore malcontento per il lento procedere della ricostruzione, cosicché nel 1951 fu finanziato dalla Cassa per il Mezzogiorno il secondo lotto dei lavori relativi al ponte. Tre anni dopo, il primo novembre 1954, l’opera fu finalmente conclusa. Non certo in maniera eccelsa. Essa risultava infatti troppo stretta tanto da rendere difficoltoso il passaggio di due mezzi in contemporanea, a causa della scarsità di larghezza  gli automobilisti, nella fattispecie i conducenti di mezzi pesanti, tendevano ad allargarsi sempre più verso il ciglio del ponte invadendo il marciapiede che delimitava la fine del manto stradale e l’inizio della banchina. Questo fattore portò l’amministrazione provinciale con a capo Antonio Pompeo, nel 2017, ad approvare un piano di messa in sicurezza del ponte sul fiume Liri, accompagnata da rifacimento di relativa segnaletica. Le banchine laterali sono state rimosse per essere sostituite da guardrail, i quali non solo non lasciano lo spazio sufficiente alla circolazione di due veicoli, bensì sono costati ben 140.000 euro di fondi. Dalla padella alla brace, quindi, se pensiamo inoltre che la nuova segnaletica sia insufficiente a prevenire lo scontro fra i veicoli che arrivano da Sant’Apollinare e quelli da Cassino. Nella fattispecie i conducenti provenienti da Cassino affrontano una curva a gomito prima di accedere al ponte, di conseguenza gli automobilisti non riescono a vedere con sufficiente anticipo chi stia venendo dal senso opposto. “La soluzione più auspicabile – afferma F. Neri, coordinatore giovani FI Lazio – sarebbe quella di porre un semaforo sulla soglia dei due lati del ponte, regolando la circolazione e evitando il pericolo alle decine di conducenti che quotidianamente percorrono il pericoloso tratto”. “Considerata la discutibile struttura, l’ideale sarebbe costruire un nuovo ponte che risponda alle esigenze spaziali della suddetta circolazione. Prevedendo il costo dei lavori per la rimessa in sicurezza del vecchio, sarebbe economicamente vantaggioso edificarne uno nuovo, pensando in termini di risparmio non solo nell’immediato bensì soprattutto a lungo termine”.

Giulia Guerra

13 aprile 2017 0

Spacciatrice e usuraia, aveva stretto “cappio” a tossicodipendente e alla famiglia

Di admin

Cassino – Cedeva dosi di droga e stringeva il cappio dell’usura al tossicodipendente e a tutta la sua famiglia. Per questo i carabinieri di Cassino hanno arrestato una giovane donna per usura ed estorsione che cedeva dosi a credito, facendo lievitare il tasso di interesse annuo sul debito fino al 400%.

Le indagini svolte dai militari ha permesso di raccogliere elementi sulla attività malavitosa dell’indagata di estrazione Rom. Approfittando dello stato di tossicodipendenza di un giovane del Cassinate, vendeva droga a credito, facendo lievitare in pochi mesi il debito a decine di migliaia di euro e sottoponendo l’usurato e la sua famiglia a continue minacce e pressioni psicologiche.

La presunta usuraia si era fatta consegnare oggetti preziosi dalla famiglia dell’usurato, a garanzia dell’estinzione del debito per un valore di 40mila euro circa. Nel corso dell’operazione sono stati recuperati preziosi e la somma in contanti di circa 10.000 euro frutto del reato di usura e probabilmente di attività di spaccio.

Foto repertorio