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18 ottobre 2017 0

La trattativa di vendita del Rolex che finì in rapina, i tre arrestati a Pontecorvo – FOTO

Di admin
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PONTECORVO – Questa mattina i Carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Pontecorvo, coadiuvati da altri militari delle Stazioni Carabinieri Aquino, Pontecorvo e Piedimonte San Germano, ottemperando all’ordinanza per l’applicazione della misura cautelare coercitiva di sottoposizione agli arresti domiciliari, emessa il 16 ottobre 2017 dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Cassino, hanno arrestato Davide Carbone 26 anni, Giuseppe Sardelli 28 anni, già detenuto presso la Casa Circondariale di Cassino, Abdyl Beshtika albanese, 30 anni, pregiudicato, ritenuti responsabili di concorso finalizzato alla rapina aggravata perpetrata mediante sequestro di persona, lesioni aggravate e porto abusivo di oggetti atti ad offendere.

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I FATTI

Il 26 aprile 2017, alle ore 23 circa,  nel contesto delle ordinarie attività di controllo del territorio, i militari della Nucleo Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Pontecorvo, preliminarmente intervenuti nel centro cittadino a seguito di una presunta lite tra ragazzi innescata per futili motivi, accertarono che l’alterco era stato originato da una cruenta rapina poco prima subita, a Piedimonte San Germano, Via G. D’Aguanno, da uno dei contendenti, un 23 enne di Napoli,  nel contesto di una mediazione privata finalizzata alla vendita di un orologio marca Rolex modello Daytona del valore commerciale di 5mila euro. Nella circostanza la predetta vittima, fisicamente aggredita dai prevenuti con pugni e calci, sotto la minaccia di un coltello, era stata costretta a consegnare il suddetto orologio. Il malcapitato aveva riportate contusioni multiple ed escoriazioni, successivamente refertate dal Pronto Soccorso dell’Ospedale di Cassino. Le attività investigative svolte, consentendo l’acquisizione di oggettivi riscontri riferibili alla dinamica delittuosa accertata, evidenziavano la spiccata pericolosità degli indagati che, vantando un presunto controllo territoriale alimentato dall’asserita contiguità ad esponenti della criminalità organizzata insediati nel basso frusinate, avevano agito con particolare efferatezza.

L’Autorità Giudiziaria mandante, condividendo pienamente le risultanze investigative acquisite dai militari operanti, disponeva l’arresto degli indagati contestualmente sottoposti alla misura cautelare degli arresti domiciliari.

A seguito delle perquisizioni locali effettuate nella mattinata, sono stati sequestrati nella disponibilità di Carbone Davide quattro orologi marca Rolex modello Submariner e 2 orologi marca Rolex verosimilmente contraffatti.

31 maggio 2017 0

Strade di Cassino come campi di battaglia. Trattativa egiziana per stabilire giusto prezzo per lavare l’auto

Di admin

Cassino – La sensazione è che la situazione stia sfuggendo di mano e, nella speranza che sia sbagliata, i cassinati hanno assistito oggi in una delle loro strade ad una nuova battaglia tra stranieri. Dopo quella di lunedì in via Da Vinci, stamattina in via Garigliano. Semplicemente inaccettabile.

Inaccettabile che le “trattative” per i prezzi praticati dagli otto autolavaggi gestiti da egiziani su territorio comunale debba essere fatto a suon di sprangate, calci e pugni oltre al fatto che oggi, qualcuno, avrebbe visto anche una pistola. per il resto il copione di un pestaggio resta quello classico. Gente insanguinata distesa al suolo, via vai di ambulanze e di mezzi delle forze dell’ordine, volti preoccupati dei passanti che assistono a tutto ciò e che pensano a cosa sarebbe loro capitato se fossero passati dieci secondi prima o dopo. Perché il problema non è solo che episodi simili non dovrebbero accadere, ma anche e soprattutto nel qual caso accadano non coinvolgano ignari e inermi passanti.

Quella di oggi è stata una chiara spedizione punitiva per i fatti di lunedì scorso quando la rissa in viale Da Vinci è costata la lesione al cranio di un giovane egiziano trasferito d’urgenza a Roma. Oggi un altro giovane lo ha raggiumto per lo stesso motivo e tre hanno raggiunto i tre che sono ricoverati a Cassino sempre da lunedì. “Due a Roma e sei in ospedale a Cassino. Quattro pari, adesso si fermeranno” verrebbe da sperare, ma chi ha un po’ di espereinza sà che certi regolamenti hanno altri equilibri e che, purtroppo, a meno di un duro inrtervento delle forze dell’ordine, tale da sradicare il problema partendo proprio dagli autolavaggi e dalla verifica del rispetto delle regole, domani, o forse venerdì, staremo raccontando di un’altra strada trasformata in un campo di battaglia con chissà quale bilancio.

Ma fossero questi i temuti primi segnali della tenuta del sistema che viene a mancare? Tanta gente arrivata in Italia, con abitudini diverse dalle nostre, in città che hanno servizi sempre meno calibrati alla popolazione che cresce? Difficile dirlo. Per adesso non possiamo far altro che sperare che la faida tra gli egiziani sia conclusa e che l’accordo su quanto farci pagare per lavare l’auto sia stato finalmente raggiunto.

Ermanno Amedei