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15 dicembre 2016 0

Per disposizione del giudice rischia di trovarsi in casa l’ex fidanzato, presentata interpellanza parlamentare

Di admin
(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({ google_ad_client: "ca-pub-3708340944781441", enable_page_level_ads: true }); Colleferro – La vicenda della donna di Colleferro, sposata e madre di un bambino che rischia per una controversa vicenda giudiziaria di trovarsi in casa il suo ex fidanzato, approda in Senato grazie ad una interrogazione parlamentare presentata dal senatore Bruno Astorre. L’interpellanza rivolta al ministro della Giustizia ripercorre le tappe della vicenda che vede la donna, proprietaria di una casa a Colleferro pagata con un mutuo decennale, e di un suo ex fidanzato al quale, il tribunale di Velletri ha riconosciuto il co-possesso dell’abitazione perchè ha convissuto in quella casa per meno di due anni. (Leggi articolo precedente) Un paradosso giudiziario che impone alla donna di consegnare all’uomo le chiavi dell’abitazione attualmente abitata oltre che dalla donna, da suo marito e da suo figlio. Particolare attenzione l’interpellanza la presta a due giudizi espressi sulla vicenda dallo stesso magistrato. Per questo, Astorre chiede al Ministro di verificare quanto sia accaduto in tribunale a Velletri e di mettere in atto ogni misura necessaria per risolvere il paradosso giudiziario. Ermanno Amedei
26 novembre 2016 0

Paradosso giudiziario, donna sposata rischia di trovarsi in casa l’ex fidanzato

Di Antonio Nardelli

Il rischio di trovarsi a vivere nella stessa casa con il marito, il figlio e il suo ex fidanzato, è diventato improvvisamente concreto. Quando dieci anni fa circa è cominciata la vicenda legale che riguarda la casa di Colleferro di proprietà di Giorgia D. F., molti hanno sorriso dati ritenendola assurda, ma quell’uomo realmente chiedeva la comproprietà dell’immobile in cui aveva abitato per circa due anni, quando era fidanzato della donna.

Oggi, quella relazione avuta ovviamente quando la sua famiglia non esisteva, rischia di portagli in casa un terzo incomodo, quello del suo ex. La vicenda ha avuto inizio quando nel 1999, la donna che oggi ha 40 anni, fece un compromesso di acquisto sulla carta di una casa che la ditta finì di costruire nel 2005. Già dal ’99, quindi, cominciò a pagare il mutuo contratto per l’acquisto e che ha finito nel 2015. Quando si trattò di andare ad abitarla, la donna era fidanzata con un uomo e decisero di iniziare una sorta di convivenza. Il mutuo, però, lo estinse solo ed esclusivamente lei e quando  la relazione finì nel 2006, il sue ex fidanzato incardinò presso il tribunale di Velletri due procedimenti; il primo rivendicando la proprietà di quell’abitazione che aveva abitato per due anni, e l’altro di rientrare in possesso.

Due aspetti simili ma giuridicamente diversi dato che il secondo si differenzia dal primo perché individua la facoltà comunque di usufruire dell’immobile. Il procedimento per la proprietà si è arenato sul primo grado di giudizio, mentre quello del possesso, seppure respinto, ha trovato maggior fortuna nel ricorso  dato che il giudice qualificava l’ex fidanzato come compossessore, in attesa, però del giudizio in merito previsto per fine anno. Nel frattempo è cominciato il balletto giudiziario per la consegna delle chiavi. La richiesta di sospensiva in attesa di giudizio avanzata dalla donna, è stata è stata valutata dallo stesso giudice che aveva già sentenziato sulla vicenda a favore dell’ex fidanzato. Anche per questo aspetto, la vicenda è contenuta in una denuncia inviata alla procura di Perugia ma intanto, l’ufficiale giudiziario, a Gennaio dovrà cambiare le serrature alla casa assegnando una chiave alla donna che ne è proprietaria, e all’ex fidanzato che ne è possessore, almeno in attesa del giudizio definitivo. ermanno amedei