Alessia Sbal investita ed uccisa sul Gra, la madre “serve testimone per capire”

Alessia Sbal investita ed uccisa sul Gra, la madre “serve testimone per capire”

21 Dicembre 2022 Off Di redazione

Roma – Non è stato un semplice incidente a causare la morte di Alessia Sbal, la sera del 4 dicembre sul Grande raccordo anulare nei pressi dell’uscita di via Boccea. Ne è sicura Tina Angiolini, la madre della vittima. Che dalla sera della tragedia continua a sperare che un testimone si faccia avanti.

“Non so se la procura di Roma, che indaga sulla vicenda, abbia o meno già quella testimonianza. Io continuerò a chiedere di farsi avanti a chiunque abbia visto il camion investire mia figlia”, dice la signora Angiolini. Di testimoni ce ne sono diversi, che raccontano il diverbio tra il camionista e la vittima. “Manca chi ha visto il mezzo pesante investire e uccidere mia figlia prima di darsi alla fuga”.

Un dettaglio, quello del testimone oculare dell’investimento, che servirebbe a stabilire se Alessia Sbal sia rimasta uccisa durante un incidente stradale, come al momento ipotizza la procura di Roma e che per questo ha arrestato il conducente del camion per omicidio stradale, oppure se sia stata volutamente investita e uccisa dallo stesso autotrasportatore, come temono i familiari.

In questo secondo caso la posizione dell’uomo si aggraverebbe di molto. “Quella sera era buio e pioveva”, spiega Angiolini ricostruendo le condizioni in cui il fatto è avvenuto. Alessia era “davanti al camion in una posizione non certamente facile da vedere” perché i mezzi sopraggiungevano da dietro.

“Può aver assistito solamente chi si è voltato una volta superato il mezzo pesante, oppure l’immagine potrebbe essere stata registrata da una di quelle telecamere montate sulle macchine (Dash cam, ndr). Chi sa di essere passato quella sera in quel punto, potrebbe andare a verificare nella memoria dello strumento per vedere se c’è testimonianza”.

Nonostante l’intenso traffico del momento “è anche possibile che nessuno abbia visto, oppure è possibile che qualcuno lo abbia fatto e che teme ripercussioni giudiziarie per aver parlato subito. Il mio avvocato mi ha assicurato che non ci sono rischi di questo genere”.

Alessia quella sera, sostiene la madre, ha chiamato il numero unico di emergenza 112 dicendo di essere stata “speronata da un tir che non voleva fermarsi per riconoscere il danno. Ha chiamato due volte e la seconda volta ha dato il numero di targa del mezzo. Nella stessa telefonata si sente la lite con l’autista. Poi si sente lei che dice ‘oddio mi stai mettendo sotto’ e poi non si sente più nulla”.

Tir e conducente sono stati individuati poco dopo; il mezzo è stato sequestrato mentre il camionista è stato arrestato con l’accusa di omicidio stradale: l’uomo ha sostenuto di non essersi accorto di aver investito la donna.

di Ermanno Amedei