“La terra Amore”, ricostruita in udienza l’operazione Tosini-Lozza costata 2 milioni alla Regione Lazio

“La terra Amore”, ricostruita in udienza l’operazione Tosini-Lozza costata 2 milioni alla Regione Lazio

18 Gennaio 2023 Off Di redazione

Roma – Circa due milioni di euro che dovevano essere spesi dalla Mad per smaltire tonnellate di terreno sono stati, invece, incassati dalla società di Walter Lozza pagati dalla Regione Lazio.

Una “Straordinaria Operazione”, così Lozza e la ex dirigente della Regione Flaminia Tosini, imputati nel processo in corso a Roma per lo scandalo discariche, definivano nelle intercettazioni la compravendita di quel terreno e dei lavori affidati senza nessuna gara.

La vicenda, straordinaria per davvero, è stata ricostruita questa mattina dal tenente colonnello Dario Burattini durante l’udienza del processo che vede imputati i due per corruzione e turbata libertà degli incanti. L’ufficiale era al comando del Nucleo investigativo dei carabinieri del Noe durante l’indagine coordinata dalla procura di Roma, che il 16 marzo 2021 ha portato all’arresto sia della dirigente regionale che dell’imprenditore.

Entra così nel vivo il processo per lo scandalo regionale della gestione delle discariche nel Lazio che in quel periodo, secondo la procura, erano “autorizzate o meno” a seconda delle regalie che l’imprenditore assicurava alla dirigente regionale.

In aula, questa mattina, mentre l’ufficiale parlava del “capping” della discarica di Civitavecchia, pagato dalla regione Lazio per diventare “capping” della discarica di Bracciano, c’erano i due imputati seduti allo stesso tavolo.

“L’inchiesta è nata – ha ricostruito Burattini – da due esposti, il primo firmato dall’ex sindaco di Civitavecchia quando la regione Lazio, con un atto della Tosini ha revocato la gestione della discarica dal Comune di Civitavecchia affidandola alla Mad; l’altro esposto è stato fatto nel 2019 dal rettore dell’Università Agraria di Bracciano che denunciava il deposito di ‘terra e roccia’ da parte di mezzi della Mad in un terreno di proprietà dell’Ateneo. Il materiale proveniva da scavi fatti in prossimità della discarica di Fosso Crepacuore a Civitavecchia”.

Da quegli esposti i militari hanno acquisito gli atti tra i quali anche la relazione firmata dalla Tosini dopo un sopralluogo da lei fatto sulla discarica di Civitavecchia, già gestito da Mad che aveva iniziato i lavori per l’ampliamento del sito. Lavori che prevedevano uno sbancamento di terreno, che sarebbe servito per il capping della messa in sicurezza della discarica una volta esaurita.

Ma la Tosini, in quel periodo, era commissario della discarica di Bracciano che doveva essere messa in sicurezza proprio con un capping. “In quella relazione Tosini invitava la Mad a formulare una offerta per vendere quella ‘terra e roccia’ da usare per i lavori al sito di Bracciano”. L’ufficiale ha quindi spiegato alla corte che il materiale, se destinato ad un altro sito diverso da quello da cui si estrae, viene considerato “rifiuto non pericoloso che, viene smaltito al costo di 7 euro e 59 centesimi a tonnellata. L’operazione di vendita ha fruttato, invece alla Mad” di Walter Lozza “complessivamente 1 milione 941mila euro” perché la Regione Lazio lo ha acquistato.

Nelle intercettazioni contenute nell’ordinanza di arresto dei due, la Tosini quasi rimprovera Lozza di aver sbagliato i conti della volumetria di quel terreno. “Hai perso – diceva Tosini al Lozza – 200mila euro. Erano almeno altri 12mila metri cubi di terra”. Lozza gli risponde “Va bene, fa niente dai, guardiamo a quello che abbiamo e a quanto è stata straordinaria tutta st’operazione”.

Il gip ricostruisce le conversazioni dei due dopo una prima tranche di pagamenti. Nell’ordinanza si legge che nel giugno 2020 “Il Lozza leggeva ad alta voce il messaggio di notifica che gli era arrivato sul cellulare: ‘bonifico regione saldo periodo Gennaio Marzo 665mila euro’. La Tosini che sapeva si trattasse del denaro erogato dalla Regione Lazio, affermava: ‘I soldi, ti sono arrivati i miei soldi?’ e il Lozza con sorpresa rispondeva: ‘665mila euro?’ a cui Tosini confermava che si trattava del denaro corrisposto per i lavori indebitamente conferiti: ‘la terra amore’”.

Ermanno Amedei