Categoria: Mondragone

28 Agosto 2017 0

Stabilimento balneare abusivo e personale a nero, scattano i sequestri

Di admin
(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({ google_ad_client: "ca-pub-3708340944781441", enable_page_level_ads: true }); MONDRAGONE – Nell’ambito della costante attività istituzionale di controllo economico del territorio svolta dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Caserta, i Finanzieri della Compagnia di Mondragone hanno individuato un lido balneare del tutto abusivo sito nel locale litorale, di circa 1.600 metri quadrati, nella disponibilità di una struttura alberghiera della zona e utilizzato, in via esclusiva, dai suoi clienti. Le Fiamme Gialle, all’atto dell’accesso presso l’albergo, oltre a rilevare la presenza di n. 5 tra camerieri e barman completamente in “nero”, hanno constatato che sulla spiaggia vicina era stato adibito un vero e proprio lido, munito di ombrelloni e lettini – tutti disposti su un’unica prima fila – a disposizione degli ospiti, in cui operavano n. 2 assistenti bagnanti anch’essi non regolarmente assunti. Lo stabilimento balneare – a seguito dell’accurato controllo operato dalle Fiamme Gialle – si è rivelato, tuttavia, privo delle previste autorizzazioni e concessioni. Pertanto, i militari hanno provveduto a sottoporre a sequestro 20 ombrelloni e 40 lettini e a deferire il rappresentante legale della società titolare dell’albergo alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere per il reato di abusiva occupazione di spazio demaniale.
13 Marzo 2016 0

Rubano 3 portoncini in alluminio in una casa. Arrestati un 43enne e un 39enne

Di redazione

MONDRAGONE- La scorsa notte due uomini, rispettivamente di 43 e 39 anni, hanno avuto la “brillante idea” di rubare 3 portoncini in alluminio in un’abitazione a Mondragone. Gli uomini, già noti alle forze dell’ordine, hanno asportato le porte, ma l’operazione non è andata come previsto poichè i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Mondragone li hanno tratti in arresto con l’accusa di furto aggravato in concorso. I militi sono riusciti a bloccare prontamnete i due uomini e a recuperare il materiale, che naturalmente è tornato al suo posto. Gli arrestati sono stati trattenuti presso le camere di sicurezza dell’Arma in attesa di essere giudicati con rito direttissimo. N. C.

12 Aprile 2015 0

Tragico incidente stradale a Mondragone, muore bimba di 8 anni

Di admin

Tragico incidente stradale sulla statale 7 che collega Francolise a Mondragone, dove ha perso la vita una bamabina di otto anni. L’incidente ha visto coinvolto un trattore una Fiat punto ed un ‘Audi. Quattro feriti oltre la bambina deceduta all’ospedale di caserta. Gli altri feriti sono stati trasportati all’ospedale di Sessa Aurunca dove il papà della bambina è in gravi condizioni. L’autista del trattore dopo l’incidente, si è dato alla fuga a piedi nelle camapagne circostanti facendo perdere le proprie tracce. Sul posto i carabinieri della stazione di Sant’andrea del Pizzone e quelli della compagnia di Mondragone che stanno procedendo ai rilievi del caso. In corso indagini finalizzate ad individuare il conducente del mezzo agricolo. Accertamenti tesi a stabilire la dinamica dell’incidente.

10 Ottobre 2014 Off

Armi e munizioni per il clan dei Casalesi, arresti a Mondragone

Di admin

Rifornivano di armi e munizioni gli appartenenti al clan dei Casalesi e gruppi camorristici di Napoli. Alle prime ore dell’alba i Carabinieri della Compagnia di Mondragone, coordinati dalla DDA Partenopea, hanno eseguito un provvedimento di Fermo del P.M. a carico di diversi soggetti che, nel corso degli anni, hanno rifornito di armi e munizioni gli appartenenti al clan dei Casalesi e gruppi camorristici del capoluogo campano.

23 Agosto 2014 0

Carabinieri di Mondragone e polizia tedesca acciuffano in Germania il latitante Giovanni Cascarino

Di admin

Estradato dalla Germania ed accompagnato dal personale dell’Interpol è giunto all’aeroporto di Fiumicino il pluripregiudicato latitante Cascarino Giovanni, 46enne, affiliato al clan “Gagliardi-Fragnoli”, colpito da mandato di arresto europeo emesso il 15 maggio 2014 dall’ufficio G.I.P. del Tribunale di Napoli su richiesta della locale D.D.A.. Il 46enne era irreperibile dall’8 aprile ed è ritenuto responsabile dei reati di concorso in lesioni personali, aggravati dal metodo mafioso, era stato localizzato dai carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Mondragone in Wuppertal (GERMANIA), dove aveva trovato rifugio. La cattura, avvenuta lo scorso 13 giugno, è stato l’ottimo risultato della cooperazione tra i Carabinieri di Mondragone e la Polizia Tedesca.

18 Luglio 2014 0

Coltivava marijuana nella propria villa a Mondragone, 52enne denunciato

Di admin

I militari della Guardia di Finanza della Compagnia di Mondragone, nell’ambito di un’operazione di servizio predisposta per il contrasto al traffico di stupefacenti, hanno sottoposto a sequestro 52 piante di “canapa indiana”, circa 300 grammi di “marijuana” già pronta per essere immessa sul mercato dello spaccio, nonché 1.300 semi in procinto di essere piantati per continuare l’illecita coltivazione. Il peso complessivo dello stupefacente sequestrato è stato stimato dalle Fiamme Gialle in oltre 80 chilogrammi.

Il responsabile, un 53enne di nazionalità italiana, è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere per produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope.

Nell’ambito dei servizi predisposti per il controllo economico del territorio, i Finanzieri hanno individuato una villa bifamiliare nella zona residenziale di Mondragone (CE) – Località Pescopagano – dalle caratteristiche alquanto anomale, in quanto si presentava con la recinzione perimetrale interamente ricoperta con teloni ombreggianti dell’altezza di circa quattro metri, situati su reti metalliche, come se fossero stati posti per occultare qualche cosa.

Dopo alcuni giorni di attività di appostamento ed osservazione, i militari notavano che il proprietario della villa provvedeva con costante zelo alla coltivazione di numerose piante, utilizzando prodotti fertilizzanti e provvedendo all’irrigazione giornaliera delle stesse.

Insospettiti da tale circostanza, le Fiamme Gialle decidevano di intervenire ed una volta entrate nell’abitazione hanno scoperto la voluminosa piantagione di “canapa indiana”, in parte coltivata all’interno di vasi in plastica ed in parte coltivata nel giardino della villa. Le piante raggiungevano circa i due metri di altezza ed erano particolarmente curate, fino a raggiungere un elevato processo di maturazione e, quindi, pronte per essere tagliate e sottoposte al processo di lavorazione.

La successiva perquisizione dei locali ha consentito di rinvenire i circa 300 grammi di “marijuana” pronta per lo spaccio, nonché la notevole quantità di semi che sarebbero serviti per proseguire l’illecita coltivazione della specifica sostanza.

Sempre nell’ambita della stessa operazione di servizio, i militari della Sezione Aerea della Guardia di Finanza di Napoli hanno inoltre segnalato alle pattuglie operanti della Compagnia di Mondragone la presenza di un’altra piantagione di marjuana sulle rive del canale Agnena. In questo caso sono state rinvenute e sottoposte a sequestro 20 piante dell’altezza di circa 2,5 metri, per un peso complessivo di 14 chilogrammi.

L’attività svolta testimonia ancora una volta il consolidato impegno della Guardia di Finanza sul territorio casertano, rivolto alla prevenzione e repressione di reati di grave pericolosità sociale, quali quello della produzione e spaccio di stupefacenti.

13 Luglio 2014 0

Il pentito La Torre è inattendibile, revocata la misura cautelare all’imprenditore Giuseppe Mandara

Di admin

Dall’ufficio comunicazione I.L.C. LA MEDITERRANEA SPA riceviamo e pubblichiamo: In data 4 giugno u.s., la X sezione del Tribunale del riesame di Napoli (collegio B), composta dai giudici Mariella Montefusco, Luca Purcaro ed Elisabetta Catalanotti, ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari per Giuseppe Mandara (LEGGI QUI) disponendone “l’immediata liberazione”. Sono stati così accolti i motivi di ricorso presentati dagli avvocati Raffaele Pellegrino e Vittorio Guadalupi. “Ritiene, infatti, il collegio che il compendio indiziario a carico dell’indagato – si legge nel dispositivo dei giudici depositato il 18 giugno scorso – non sia idoneo a fondare i gravi indizi di colpevolezza in ordine ai reati contestati e posti a fondamento dell’ordinanza impugnata”. E questo perché “va infatti considerato che il GIP non ha espresso nessuna valutazione in ordine alla attendibilità di Augusto La Torre, essendosi limitato a indicare i provvedimenti giudiziari nei quali il La Torre era stato giudicato attendibile e recependo in modo acritico le dichiarazioni rese”. Eppure, rileva il Riesame, “nelle loro nuove propalazioni si evidenziano numerose anomalie e incongruenze. In particolare, va osservato che nessun elemento di novità si profila in relazione all’investimento di denaro del La Torre nel caseificio”, oggetto – quest’ultimo – di una precedente misura cautelare in carcere per il Mandara, anch’essa annullata dal Riesame prima e dalla Cassazione poi. Rispetto alle singole vicende contestate a Giuseppe Mandra, insomma, “nessun elemento di novità, quindi, si profila che consenta una diversa valutazione dell’attendibilità del La Torre – scrivono ancora i giudici nel provvedimento di annullamento della misura cautelare -: non vi sono nuovi elementi di riscontro, non si è sciolto il nodo relativo all’esistenza di rancore, non si è fornita idonea spiegazione sul perché abbia reso dichiarazioni ad otto anni di distanza dall’inizio della collaborazione e solo dopo che era stato denunciato da questi [Mandara, ndR] e abbia sospeso i pagamenti. Ne consegue che tutto quanto narrato dal La Torre Augusto non può essere posto a carico del Mandara, perché proveniente da soggetto intrinsecamente non attendibile ed estrinsecamente non riscontrato”.

14 Maggio 2014 0

Camorra, arrestato il re della mozzarella Giuseppe Mandara

Di admin

Nelle prime ore della mattinata il personale del Centro Operativo della D.I.A. di Napoli ha dato esecuzione alla misura cautelare personale degli arresti domiciliaci emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli dott. Alberto Capuano – su richiesta della DDA di Napoli nei confronti dell’imprenditore Mandara Giuseppe ((LEGGI QUI IL SEGUITO), cl. 46′, titolare dell’omonima azienda di prodotti caseari, per il delitto di associazione per delinquere di tipo mafioso e di riciclaggio e reimpiego. In particolare, le indagini delegate alla DIA hanno consentito di far luce sulla genesi e sull’evoluzione dell’importante azienda di prodotti caseari, ILC Mandara s.r.l., poi denominata “ILC Mandara spa”, meglio conosciuta come “caseificio Mandara”, il cui stabilimento ha sede nel Comune di Mondragone ma il cui marchio è ben noto in Italia ed all’estero. Le complesse ed articolate indagini di natura patrimoniale, a riscontro delle dichiarazioni rese da una pluralità di collaboratori di giustizia e di innumerevoli altri elementi — documentali e tratti dalle intercettazioni -, hanno consentito di dimostrare che il gruppo camorristico di Mondragone, di cui La Torre Augusto era capo, nel 1983, costituì con Mandara Giuseppe una società a partecipazione mafiosa il cui atto iniziale fu l’acquisto del caseificio, operazione avvenuta con denaro contante interamente finanziato dal clan mondragonese, attraverso i familiari del La Torre. Gli stessi La Torre poi, ripianarono con ulteriori versamenti di denaro l’intera posizione debitoria in cui Mandara Giuseppe versava sin dagli anni 70′, così investendo complessivamente nella somma di 700 milioni di lire. Nel corso degli anni, anche grazie al potere economico derivante dal vincolo con il clan La Torre e del controllo territoriale del gruppo sul territorio mondragonese, Mandara Giuseppe è riuscito a creare, nel campo dell’industria casearia, un vero e proprio impero economico.

Le indagini, successive all’annullamento della misura cautelare già applicata allo stesso Mandara, oltre a consolidare la prova di numerose circostanze di fatto già accertate attraverso le precedenti indagini, hanno permesso di implementare il quadro probatorio, ricostruendo con precisione i pesanti, seppur risalenti, episodi di intimidazione ai danni dei proprietari di alcuni terreni di Mondragone, vicenda estorsiva che ha consentito l’estensione dell’area del caseificio e, in particolare, le gravissime condotte di depistaggio, operate adl Mandara a beneficio del La Torre Augusto e dei suoi complici, delle indagini all’epoca svolte successivamente all’eclatante omicidio di Nugnes Antonio, già assessore e vicesindaco del comune di Mondragone, assassinato con il metodo della cd. lupara bianca nel luglio del 1990.

4 Aprile 2014 0

Stalker arrestato a Mondragone, da 8 anni perseguitava una segretaria

Di admin

Alle prime ore di oggi i Carabinieri della Stazione di Mondragone hanno arrestato C. A., cinquantenne del luogo. A suo carico la misura cautelare degli arresti domiciliari per “atti persecutori”. La vittima, scelta 8 anni fa, una donna di Mondragone. Per lei la fine di una triste e lunga storia fatta di rinunce e sacrifici, culminata con il coraggio di denunciare il suo stolker. Molte le richieste di aiuto formulate tramite 112 così come le denunce presentate alla Stazione dei Carabinieri di Mondragone che si è subito attivata in tal nel senso. Come detto, il tutto ha avuto inizio 8 anni fa allorquando l’uomo si invaghisce della giovanissima ragazza facendole terra bruciata tra gli amici, con l’unico scopo di isolarla. L’azione vessatoria è continuata con una serie di appostamenti sia sotto l’abitazione che sul luogo di lavoro, dove l’uomo ha trascorso intere ore ad attenderla. Neanche le sacre mura della chiesa di Sant’Angelo, dove la vittima era solita recarsi, sono riuscite a fermare l’uomo. Tutte queste circostanza sono state puntualmente riferite e formalizzate con le denunce ai carabinieri di Mondragone che hanno svolto mirati servizi di osservazione, mimetizzandosi tra i passanti ed i fedeli della parrocchia riuscendo, in questo modo, a ricontrare quanto riferito dalla vittima e ad incastrare l’uomo. Le risultanze investigative, quindi, sono state poste al vaglio della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere che, in un primo momento, ha emesso la misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima con particolare riferimento proprio alla parrocchia di San Michele Arcangelo. Domenica scorsa, l’uomo, violando le disposizioni imposte dall’A.G. si è recato presso il citato luogo di culto dove, tra gli altri fedeli, vi era la sua vittima. Circostanza questa che non è sfuggita ai militari dell’Arma che lo hanno deferito, nuovamente per l’inosservanza degli obblighi. Condizione questa che ha portato l’A:G. ad emettere, a distanza di pochi giorni, l’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari. Da oggi la ragazza potrà liberamente tornare alla sua normalità.

19 Marzo 2014 0

Società fantasma a Mondragone evade 2 milioni di euro

Di admin

I Finanzieri della Compagnia di Mondragone hanno concluso un’importante operazione di polizia tributaria nei confronti di due soggetti, residenti in Mondragone, che avevano costituito una società fantasma operante, in completa evasione fiscale, nel settore del marketing e della pubblicità.

Le Fiamme Gialle, dopo aver proceduto ad assegnare un numero di partita IVA d’ufficio alla predetta impresa, in quanto ne era sprovvista, mediante una meticolosa attività di verifica hanno ricostruito il volume di affari realizzato dalla stessa, recuperando a tassazione un importo superiore a 2.000.000 di euro di ricavi non dichiarati, oltre 90.000 euro di IRAP e 370.000 euro di IVA non versata.

Si tratta dell’ultimo atto di una complessa indagine che portò ad evidenziare un’associazione a delinquere che aveva costituito una società fittizia, la quale operava con il duplice fine di incassare i profitti derivanti dalla fornitura di spazi e servizi pubblicitari completamente in “nero” e quello di emettere a favore dei clienti fatture gonfiate per i servizi resi.

Il sistema era molto semplice: un procacciatore di affari contattava le aziende proponendo loro contratti di servizi pubblicitari dal costo reale di circa 3mila euro, a fronte del quale venivano emesse fatture per importi fino a 20mila euro. In questo modo veniva assicurato un doppio vantaggio, sia per la società di servizi fantasma, che incassava i guadagni sulle prestazioni di servizio fornite senza versare alcuna imposta e sia per le innumerevoli imprese clienti (circa 120), operanti nelle province di Napoli e Caserta, che deducevano i costi dilatati dai loro ricavi, quantificati in oltre 4 milioni di euro.

Le indagini scaturirono dai sospetti dei Finanzieri che, nel corso delle prime fasi del controllo, accertarono che la società di gestione dei servizi pubblicitari era stata creata e cessata nello stesso giorno. Tale circostanza spinse i militari ad approfondire gli accertamenti, i cui sviluppi consentirono di constatare che l’attribuzione della partita IVA presso la Camera di Commercio di Caserta e l’iscrizione nel registro delle imprese erano state richieste attraverso la presentazione di documenti di identità, patente di guida e codice fiscale non corrispondenti ad alcuna persona reale e, quindi, completamente falsi.

Al termine dell’attività investigativa, le Fiamme Gialle trassero in arresto l’amministratore di fatto della società fantasma e denunciarono, a piede libero, con divieto di dimora nel comune di Mondragone, due soggetti appartenenti al sodalizio criminale, tra cui un noto professionista della città, nei confronti del quale fu anche disposta l’interdizione temporanea dall’esercizio della professione di dottore commercialista.

Di concerto con l’amministrazione comunale di Mondragone furono rimossi tutti i pannelli pubblicitari abusivi, dando la possibilità all’Ente locale di recuperare introiti attraverso l’installazione di regolari cartelli.

L’operazione di servizio svolta costituisce un’ulteriore testimonianza del costante presidio economico-finanziario esercitato dalla Guardia di Finanza di Caserta sul territorio della Provincia per il contrasto all’evasione fiscale.