Categoria: Arce

14 Febbraio 2020 0

Filo diretto tra amminstrazione di Arce e cittadini attraverso WhatsApp

Di Ermanno Amedei
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Arce – Il comune di Arce accorcia le distanze con i cittadini, arriva il servizio di messaggistica istantanea “Arce Informa”. Dopo il lancio della pagina Facebook di gennaio scorso, l’ente di Via Milite Ignoto compie un altro importante passo in avanti nell’ambito della comunicazione istituzionale.

Da alcuni giorni, infatti, è attivo il servizio che permette di ricevere via smartphone le principali informazioni di pubblica utilità o d’emergenza inerenti il municipio arcese. Tutto questo sfruttando la velocità e la capillarità di WhatsApp Messenger.

Per fruire del servizio, che è completamente gratuito, è molto semplice. Per prima cosa, se già non è presente sul proprio cellulare, è indispensabile scaricare l’applicazione e salvare il numero 351/9595465 tra i contatti con la denominazione «ArceInforma» (o nel modo che si preferisce). A questo punto, per iscriversi basta inviare un messaggio al numero salvato con il testo «ISCRIVIMI». Un messaggio di benvenuto confermerà, nel giro di qualche ora, l’avvenuta iscrizione e contestualmente si potrà prendere visione del regolamento e della policy del servizio. In qualsiasi momento è possibile cancellarsi semplicemente inviando un messaggio allo stesso numero con la scritta «CANCELLAMI». Il servizio è in modalità unidirezionale, questo significa che l’utente non può rispondere ai messaggi e ogni altra comunicazione diretta al contatto salvato in rubrica non verrà recapitata. Ogni numero telefonico rimarrà completamente anonimo e nessun utente potrà vedere gli altri contatti della lista, garantendo così il pieno rispetto della privacy.

“Anche questo nuovo servizio – ha detto il sindaco Luigi Germani – fa parte di un pacchetto di iniziative messo in campo dall’Amministrazione comunale per migliorare e aumentare le possibilità di comunicazione e dialogo tra i cittadini e il municipio. Gradualmente, ma fermo restando i casi in cui le norme lo impongono, cercheremo di ridurre la comunicazione tradizionale tramite manifesti e volantini. L’intento – ha concluso il primo cittadino – è quello di dare da un lato un servizio più veloce, capillare ed efficiente e dall’altro produrre un risparmio sui costi ed un minore impatto sull’ambiente”.

27 Novembre 2019 0

Omicidio Mollicone: timori per Guglielmo, il papà di Serena colto da infarto

Di Ermanno Amedei

Un malore ha costretto Guglielmo Mollicone di Arce al ricovero in ospedale a Frosinone. L’uomo è il padre di Serena Mollicone, la studentessa di Arce uccisa a 18 anni, nel giugno del 2001. Guglielmo, da tutti conosciuto come il maestro dato che per anni è stato insegnante alle scuole elementari del piccolo comune ciociaro, si batte da 19 anni per far luce sull’uccisione della figlia. Il suo impegno e le sue proteste sono servite per scongiurare l’archiviazione della seconda inchiesta, quella che poi ha portato la Procura della Repubblica di Cassino ad individuare quali presunti autori materiali dell’omicidio della ragazzina, il maresciallo Mottola, all’epoca comandante della stazione carabinieri di Arce, il figlio e la moglie. Coinvolti anche altri due carabinieri. Per loro cinque, a dicembre, il Gup del tribunale di Cassino deciderà sul rinvio a giudizio. Oggi si teme per la sorte dell’uomo colto improvvisamente da un infarto.

30 Luglio 2019 0

Serena Mollicone, per l’omicidio di Arce la procura di Cassino chiede il rinvio a giudizio per i Mottola, Quatrale e Suprano

Di Ermanno Amedei

CASSINO – Il dato è tratto e la procura di Cassino ha fatto la sua mossa avanzando al Gup del tribunale di piazza Labriola la richiesta di rinvio a Giudizio. Se la struttura accusatoria ricostruita in anni di indagini reggerà, a vent’anni dall’omicidio di Serena Mollicone si istituirà a Cassino un processo a carico del suo presunto assassino e di coloro che lo aiutarono ad occultare il cadavere.

Gli indagati per i quali si chiede il processo sono il maresciallo Franco Mottola, la moglie Anna Maria, il figlio Marco ed il maresciallo Vincenzo Quatrale, per il reato di concorso nell’omicidio di Serena Mollicone; per il solo Quatrale, per il reato di istigazione al suicidio del brigadiere Santino Tuzi; per l’appuntato Francesco Suprano, per il reato di favoreggiamento.

“Dall’anno 2006, – si legge nella nota della procura di Cassino firmata dal procuratore capo Luciano D’Emmanuele – data dell’assoluzione definitiva di Carmine Belli, sono riprese le indagini sull’omicidio di Serena Mollicone; nell’anno 2011 il procedimento è stato iscritto a carico dei Mottola ed altri soggetti, le posizioni di questi ultimi poi archiviate dal GIP, mentre per i Mottola proseguivano le indagini. Furono svolti accertamenti prevalentemente tecnici, sia di tipo genetico/biologico, dattiloscopico ed in materia botanica, comprensivi di comparazione tra i profili genetici di centinaia di persone, ma, per mancanza di prove certe, questo ufficio provvide, in data 18.02.15, a richiedere l’archiviazione del procedimento”.

Se quell’archiviazione fosse stata accolta dal Gup, il caso sarebbe stato definitivamente chiuso. Ma le cose andarono diversamente.

“In seguito all’atto di opposizione dei familiari della vittima – continua la nota della procura cassinate – il Gup del Tribunale di Cassino, Angelo Valeria Lanna, ha disposto, in data 13.01.16, il proseguimento delle indagini, indicando quale tema di approfondimento l’ipotesi investigativa dell’evento omicidiario all’interno della stazione dei carabinieri di Arce.

Grazie alla rivisitazione approfondita e sistematica di tutti gli atti procedimentali, svolta con la collaborazione del Comando Provinciale dei carabinieri di Frosinone, alla riesumazione del cadavere e all’applicazione di tecniche all’avanguardia, sia ad opera della professoressa Cristina Cattaneo, del LABANOF dell’Istituto di Medicina legale di Milano che del RIS dei Carabinieri di Roma, questo ufficio ritiene di aver provato che Serena Mollicone è stata uccisa nella caserma dei carabinieri di Arce, con una spinta contro una porta, data la riscontrata perfetta compatibilità tra le lesioni riportate dalla vittima e la rottura di una porta collocata in caserma; parimenti è stata accertata la perfetta compatibilità tra i microframmenti rinvenuti sul nastro adesivo che avvolgeva il capo della vittima ed il legno della suddetta porta, così come con il coperchio di una caldaia della caserma.

In tal modo, per la prima volta, hanno trovato riscontri oggettivi le dichiarazioni rese in data 28.03.2008 e 9.04.2008 dal brigadiere Santino Tuzi, nel 2001 in servizio ad Arce, il quale affermò di aver visto, la mattina del 1° giugno 2001, Serena Mollicone entrare in caserma e di non averla più vista uscire.

In seguito alla richiesta di nuove verifiche da parte dei familiari del brigadiere Tuzi, è stata disposta nel maggio 2016 la riapertura delle indagini relative alla sua morte, con nuovi accertamenti che hanno evidenziato che il suo suicidio è in stretta relazione con le sue rivelazioni sull’omicidio Mollicone rese pochissimi giorni prima; è stata trascritta per la prima volta una conversazione ambientale nella quale il maresciallo Quatrale, presente con lui in caserma la mattina del l° giugno 2001, lo invitava esplicitamente a ritrattare le precedenti dichiarazioni.

Durante i nuovi accertamenti si è proceduto all’ascolto di 118 testi, molti dei quali ponderatamente scelti tra i 1137 più volte già sentiti nel corso dei 18 anni di indagine; sono state effettuate rogatorie in Francia, Polonia e Stato del Vaticano.

Pertanto – conclude la nota della Procura di Cassino – si ritiene che le prove scientifiche, insieme con le prove dichiarative, consentano di sostenere con fiducia l’accusa in giudizio”.

1 Aprile 2019 0

Cade l’amministrazione ad Arce, arriva il commissario Tarricone

Di Ermanno Amedei

ARCE – Nomina prefettizia in a tempi da record ad Arce.

Il vuoto di potere creato si con la caduta del sindaco Riccardo Simoncelli è durata meno di un giorno dato che oggi si è insediato il commissario prefettizio. Si tratta di Francesco Tarricone, già noto in provincia per aver ricoperto lo stesso ruolo a Fiuggi.

Attualmente Tarricone è anche commissario Prefettizio a Bacoli, in provincia di Napoli e reggerà anche il “governo prefettizio” di Arce fino all’insediamento della prossima amministrazione che verrà eletta il prossimo 26 maggio.

20 Dicembre 2018 0

Call center dell’evasione fiscale ad Arce, aveva fatto lavorare a nero 31 operatori

Di Ermanno Amedei

ARCE – I Finanzieri del Comando Provinciale di Frosinone, nell’ambito delle attività a contrasto dell’evasione fiscale e del lavoro sommerso, hanno individuato una società che, oltre ad evadere le imposte, utilizzava lavoratori dipendenti in nero. L’operazione di servizio, condotta dalle Fiamme Gialle di Arce, ha consentito di individuare un call center, operante nel territorio dell’antica Fregellae, che da preliminare attività informativa risultava aver omesso la presentazione delle dichiarazioni fiscali per gli anni 2015, 2016 e 2017, pur operando attivamente nel settore dell’intermediazione nei servizi di telecomunicazioni. Nel corso del controllo fiscale, sulla base della documentazione acquisita, dei riscontri effettuati e delle risultanze delle banche dati fiscali, è stata quantificata una base imponibile sottratta a tassazione ai fini delle imposte sui redditi per circa 225 mila euro ed un’I.V.A. evasa per circa 85 mila euro. Inoltre, gli investigatori delle Fiamme Gialle hanno ricostruito le posizioni lavorative di diverse persone risultate impiegate nel tempo presso l’azienda controllata, individuando ben 31 lavoratori in nero e 3 lavoratori irregolari. Per tali lavoratori, infatti, gli accertamenti eseguiti hanno consentito di appurare che il rapporto di lavoro subordinato era stato dissimulato attraverso l’uso strumentale degli istituti delle prestazioni occasionali e parasubordinate, con conseguente evasione fiscale e contributiva. Sulla base delle retribuzioni corrisposte sono state quantificate ritenute Irpef non operate e non versate per circa 18 mila euro e ritenute previdenziali non versate per oltre 7 mila euro. Nei confronti del call center controllato, pertanto, oltre alle sanzioni di natura fiscale e di sostituto di imposta, sono state contestate le sanzioni previste nei casi di impiego di lavoratori in nero e irregolari, tra le quali la cosiddetta “maxi sanzione”, per un ammontare complessivo compreso tra un minimo di 134 mila euro ed un massimo di 800 mila euro. Il contrasto all’evasione fiscale e al lavoro nero, sotto ogni forma, è uno dei compiti prioritari della Guardia di Finanza a tutela degli interessi dello Stato, dei lavoratori e, soprattutto, degli altri operatori economici che ottemperano agli obblighi di legge e soffrono forme insidiose di concorrenza sleale.

18 Ottobre 2018 0

Pedofilia, violenza sessuale su due 14enni: arrestato 50enne di Arce

Di Ermanno Amedei

FROSINONE – Un 50enne di Arce è indagato per il più ignobile dei reati: quello della pedofilia. Ieri pomeriggio gli agenti della Questura di Frosinone hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Frosinone, nei suoi confronti. A carico dell’uomo sono stati riscontrati gravi indizi in ordine reato di violenza sessuale nei confronti di minori, per aver costretto due minori di 14 anni a subire atti sessuali. Il fatto, ricostruito dagli investigatori della Squadra Mobile, è accaduto nella parte alta del Capoluogo, nel mese di settembre scorso, quando l’uomo ha costretto le due bambine, in attesa di recarsi a scuola con il bus, a subire i suoi palpeggiamenti, cogliendole di sorpresa e impedendo che si allontanassero. Gli agenti della Squadra Mobile sono giunti all’identificazione del presunto violentatore, grazie all’accurata descrizione fornita dalle giovani vittime, riscontrata dalle immagini estrapolate dal sistema di video-sorveglianza del Comune di Frosinone e riprese dalle telecamere piazzate in quella zona. Ancora una volta, il circuito di video-sorveglianza si è dimostrato utile per la Polizia di stato, tanto che se ne auspica un potenziamento, con un sistema di rilevazione automatica delle targhe dei veicoli in transito. Tutti gli elementi probatori sono stati messi al disposizione del Pubblico Ministero Samuel Amari, della Procura della Repubblica di Frosinone, la cui richiesta di misura cautelare in carcere è stata poi accolta dal G.I.P. del Tribunale del Capoluogo, Antonello Bracaglia Morante. Il provvedimento è stato notificato all’indagato in carcere a Frosinone, dove l’uomo si trova recluso perché, alcuni giorni dopo l’episodio a danno delle bambine, si è reso responsabile di molestie sessuali nei confronti di una 65 enne del Capoluogo.

30 Settembre 2018 0

Rave party ad Arce, denunciati 50 giovani

Di Ermanno Amedei

ARCE – Cinquanta giovani sono stati identificati e denunciati questa mattina ad Arce per aver organizzato in località la Selva un rave party non autorizzato. Sul posto della festa sono intervenuti i alle 7.30 circa, oltre ai carabinieri di Arce quelli della stazione di Pontecorvo e il personale del Norm della compagnia di Pontecorvo, Cassino Sora e Frosinone, unitamente a personale della DIGOS della Questura di Frosinone. I 50 denunciati dovranno rispondere di invasione di terreno e riunione pubblica non autorizzata. Nella circostanza i militari hanno trovato sul posto i veicoli, impianti hi fi e hanno proceduto all’identifivazione dei giovani che avevano occupato l’area campestre, di proprietà privata, senza autorizzazione.

25 Settembre 2018 0

Il Nas chiude rivendita di frutta ad Arce, merce conservata in locali fatiscenti

Di Ermanno Amedei

ARCE – Una attività che commercializzava prodotti agricoli gestita da un cittadino straniero è stata chiusa dai carabinieri del Nas di Latina ad Arce. I militari comandati dal capitano Egidio Felice, nel corso dei controlli all’interno dei locali hanno ravvisato gravi violazioni alle norme igienico sanitarie, carenze strutturali e mancanza di allaccio all’acqua potabile delle condotte idriche comunali.

Il titolare infatti incurante dei pericoli a cui esponeva gli acquirenti del negozio, depositava la frutta e la verdura in locali fatiscenti e sporchi, che non riunivano le caratteristiche previste dalle vigenti normative sulla sicurezza alimentare, mettendo in vista oltretutto le merci al di fuori dei locali commerciali, direttamente sulla pubblica via con alto rischio di insudiciamento ed inquinamento dei prodotti ortofrutticoli. Rilevata quindi tale grave situazione generale, ulteriormente aggravata dalla mancanza dell’acqua potabile, i Carabinieri del N.A.S. di Latina, unitamente al personale medico ispettivo del Servizio di Prevenzione dell’ASL Frosinone, intervenuto su esplicita richiesta, hanno imposto il provvedimento restrittivo al titolare della rivendita di ortofrutticoli, fino al ripristino delle corrette condizioni igienico sanitarie e di pulizia con l’allaccio alla condotta idrica potabile. Oltre a ciò al titolare sarà erogata una sanzione amministrativa pari a 1.000 euro.

17 Settembre 2018 0

Spacciavano droga in attesa di un figlio, futuri genitori in manette ad Arce

Di Ermanno Amedei

ARCE – In attesa di un bambino spacciavano droga nascondendola nel reggiseno di lei. Un  espediente che non è servito alla coppia di Arce per evitare l’arresto.

I carabinieri della locale Stazione comandati dal maresciallo Evangelista,  collaborati da quelli del Nucleo Carabinieri Cinofili di Santa Maria di Galeira (Rm). I carabinieri, a seguito di perquisizione domiciliare, nella casa del 36enne già sottoposto agli arresti domiciliari, pregiudicato per specifici reati ed la 28enne, convivente, hanno rinvenuto e sottoponevano a sequestro 9 dosi di cocaina e la somma complessiva di 690 euro suddivisa in banconote di piccolo taglio, provento dell’attività di spaccio.

Le dosi di cocaina erano state messe all’interno di un pacchetto di sigarette che la donna, incinta,  aveva  nascosto nel reggiseno, ma grazie all’ausilio di personale femminile, si è proceduto alla sua perquisizione con il ritrovamento della droga. Dopo le operazioni di rito l’uomo è stato tradotto presso la Casa circondariale di Cassino, mentre la donna sottoposta al regime degli arresti domiciliari in attesa di giudizio.

Ermanno Amedei

10 Giugno 2018 0

Droga e soldi sequestrati ad Arce, coppia di 36enni in manette

Di Ermanno Amedei

ARCE – Questa mattina ad Arce i carabinieri della locale stazione hanno proceduto ad una perquisizione domiciliare, rivenendo diverse dosi di cocaina.

In particolare, i militari all’interno di un barattolo un involucro in plastica, hanno trovato 30 grammi di cocaina suddivisa in dosi, per un valore commerciale di 2mila euro circa e diverso materiale per il confezionamento delle dosi stesse, nonché 480 euro quali provento dell’attività di spaccio. Sono scattate quindi le manette per un uomo ed una donna del luogo, che rispondo ai nomi di M. S. e L. P., entrambi 36enni e con precedenti specifici in materia di stupefacenti, in quanto resisi responsabili del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Al termine delle formalità di rito, l’uomo veniva tradotto presso la Casa circondariale di Cassino e lei sottoposta al regime degli arresti domiciliari in attesa di giudizio.